Bollati Boringhieri: Nuova Cultura
Storia della civiltà greca
di Jacob Burckhardt
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 410
"Per svago personale leggo la 'Storia della civiltà greca' di Burckhardt, che mi offre paralleli inaspettati". All'inizio del 1899, quando Sigmund Freud confidava le sue letture all'amico Wilhelm Fliess, il primo volume dell'opera era in libreria da qualche mese. Lo aveva dato alle stampe il filologo Jacob Oeri, nipote di Burckhardt e suo legatario, contravvenendo alle disposizioni testamentarie dello zio, che formulavano un esplicito divieto di pubblicazione. Le lezioni burckhardtiane di storia greca all'Università di Basilea, risalenti agli anni Settanta, erano entrate ormai nella leggenda; oltre agli studenti, vi furono ammessi solo pochissimi uditori. Tra gli esclusi, il giovane collega Friedrich Nietzsche, che era solito attendere Burckhardt all'uscita per farsi ricapitolare, sulla via di casa, i contenuti che non aveva potuto ascoltare poco prima. In quelle fervide conversazioni accadeva qualcosa di imparagonabile alla trasmissione di un sapere antiquario consolidato; prendeva forma un'idea di grecità che i classicisti avrebbero ritenuto del tutto spaesante, tanto era sprovvista dell'attributo di suprema armonia con cui generalmente la si qualificava. I due - il professore attempato e il filosofo che stava gettando scompiglio con 'La nascita della tragedia' -condividevano anche lo stile di incursione: il "vagare" in "modo curioso e selvaggio" nell'età remota dove "l'elemento umano si rivela senza maschera e privo di umanesimo".
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Corpi e saperi indocili. Guarigione, stregoneria e potere in Camerun
di Roberto Beneduce
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 407
In un'etnografia avvincente di ciò che sono la medicina tradizionale e la realtà della malattia nell'Africa contemporanea, vengono qui esplorati i saperi e le pratiche dei guaritori bantu nel sud del Camerun. In quest'area, come altrove, la lotta contro le minacce del male e della morte condotta dai "signori della notte" ha dovuto misurarsi con altre tecniche e altri immaginari: la medicina dei bianchi, veicolo di una nuova razionalità della malattia e della cura, e l'epopea missionaria, che ha introdotto altre figure del desiderio e una diversa accezione morale del male e della colpa. L'obiettivo è quello di mettere in luce la capacità della medicina tradizionale africana di rinnovare i propri repertori simbolici di fronte alla crisi indotta dalla colonizzazione e dall'evangelizzazione, ma anche di interpellare le sfide e le contraddizioni di una modernità incerta, contrassegnata da disuguaglianze e violenze. Accanto all'immenso patrimonio di conoscenze di cui i guaritori serbano il segreto, il libro rivela profili solitamente trascurati di una pratica i cui protagonisti conoscono inquietudini, ansie e dubbi non diversi, in fondo, da quelli dei loro malati, ma trasformati - attraverso l'esperienza della "chiamata", il "desiderio di guarire" o la scoperta del carisma - in poteri di cura.
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La cura del mondo. Paura e responsabilità nell'età globale
di Elena Pulcini
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 297
Se il mondo è un insieme plurale di esseri singolari - come scandisce una nota formula filosofica -, un'etica all'altezza del fenomeno che chiamiamo "globalizzazione" non potrà che far valere sino in fondo le buone ragioni di questa coappartenenza, intervenendo sugli sviluppi disturbati, tipici della modernità e dei suoi esiti ultimi, e caratterizzati dalla cattiva polarità tra ossessione dell'Io e ossessione del Noi: individualismo illimitato nella sua versione tarda, narcisistica, e comunitarismo immunitario, che trova difensivamente alimento nel bisogno di un legame sociale ormai eroso. Entrambi configurano una patologia del sentire, l'uno per assenza, l'altro per eccesso di pathos. Secondo Elena Pulcini è appunto dalle passioni, dalla loro funzione cognitiva e comunicativa, che occorre ripartire. Si rivelerà decisivo riuscire a governare la paura, fondamentale passione della vita associata da riattivare attraverso una metamorfosi virtuosa, che al tempo stesso ne costituisca il risveglio emotivo e la ponga come precondizione dell'agire morale. Essere consapevoli della propria vulnerabilità di soggetti non sovrani e prendere atto della realtà della contaminazione sono i presupposti che insegnano, al di là di un astratto doverismo e di un malinteso altruismo, ad avere paura per, invece che ad avere paura di. E paura per il mondo significa cura del mondo.
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Il diritto in Cina
Tra ritualismo e modernizzazione
di Moccia Luigi
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 258
Il diritto costituisce un accesso privilegiato alla comprensione della Cina contemporanea, in cui le sopravvivenze dell'antich
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Pose in movimento. Fotografia e cinema
di Bruno Di Marino
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 203
Mettere a confronto fotografia e cinema può sembrare un esercizio quasi scontato, dal momento che si tratta di due arti strettamente legate tra loro. Un film rimane pur sempre un insieme di fotografie (24 al secondo) che, proiettate nel tempo, producono nell'occhio dello spettatore l'illusione del movimento. Ciò nonostante "Pose in movimento", partendo da alcune considerazioni teoriche di Roland Barthes e di altri studiosi, è forse la prima analisi sistematica sul complesso e articolato rapporto che si instaura tra la fotografia, il fotogramma e il film, nonché - più in generale sull'interferenza tra immagine fissa e immagine in movimento. Dalla cronofotografia di Marey e Muybridge fino al digitale, dagli esperimenti dell'avanguardia ai film composti unicamente di istantanee, dal fermo immagine alla foto di scena e di set, dalla fotografia narrativa alla rappresentazione dell'atto fotografico sul grande schermo, questo saggio tenta di mettere sinteticamente a fuoco i nodi teorici, estetici e tecnologici di un'affascinante e infinita relazione che ha inizio prima ancora della nascita del cinema. Ma "Pose in movimento" è anche un testo ricco di approfondimenti su fotografi-cineasti come Klein, Marker, Depardon, Kubrick, Cartier-Bresson, Wenders, Kiarostami, Clark, Kern, Frank, van der Keuken e molti altri.
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In analisi con Freud
I verbali delle sedute di Ernst Blum del 1922
di Pohlen Manfred
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 344
E il 1922 quando Ernst Blum arriva a Vienna da Zurigo
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Il simbolismo dell'occhio
di Deonna Waldemar
editore: Bollati Boringhieri
L'occhio è il più prezioso fra gli organi di senso e il suo dominio sugli altri ha permesso all'intelletto umano di dar vita a
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Aspettando la cometa
Notizie e ipotesi sul climaterio d'Italia
di Cordero Franco
editore: Bollati Boringhieri
A giudicare dalle macerie, si direbbe che la cometa sia già transitata
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Simile alle ombre e al sogno
La filosofia dell'immagine
di Spinicci Paolo
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 278
Umbratili come le presenze dell'Erebo evocate nel verso omerico che dà il titolo al libro, le raffigurazioni si lasciano cogli
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L'Europa dei barbari. Le culture tribali di fronte alla cultura romano-cristiana
di Karol Modzelewski
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 481
Una storia dell'Altra Europa: quella degli scandinavi e degli abitanti dei mari ghiacciati del Nord, dei germani e degli slavi delle foreste del Centro, delle genti che vivevano, a Oriente, nelle immense distese fino agli Urali. Quei popoli, chiamati genericamente e con disprezzo "barbari", lontani dalla Grecia, da Roma e dalla Chiesa cristiana. Una nuova interpretazione delle origini dell'Europa, attraverso la ricostruzione di quel mondo ancora poco conosciuto. Quel mondo fa parte a tutti gli effetti delle radici dell'Europa odierna. L'autore mette assieme fonti e testimonianze di popoli diversi e scritte in tempi diversi (qualora le accomuni una situazione antropologica simile). Ne risulta un quadro di società tradizionali, nelle quali il singolo era trattato come un elemento del gruppo, non venivano distinti il sacro e il profano, e le istituzioni del culto pagano erano strettamente legate alle istituzioni politiche della comunità tribale. Il cristianesimo fu l'inizio della fine del mondo dei barbari, ma quel mondo non scomparve senza tracce. La sua eredità, oggi in differenti gradi in diversi paesi, rimane un importante indicatore dell'eterogeneità delle culture europee.
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Trattato della lontananza
di Prete Antonio
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 191
Questo saggio, di uno dei maggiori esperti di Leopardi, descrive alcune figure della lontananza, così come la letteratura e le
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Il simbolo e la forma. Scritti di filosofia della scienza
di Pavel A. Florenskij
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 386
Gli scritti raccolti in questo volume appartengono a diverse fasi storiche dell'elaborazione teoretica e scientifica del grande genio russo. Riproposti nella loro successione cronologica, scandiscono alcune delle tappe fondamentali del suo percorso di ricerca: dalla conclusione degli studi matematici all'Università di Mosca (1904), intrisi ancora delle inebrianti scoperte e potenzialità delle teorie di Georg F. Cantor, all'ardito e maturo progetto di "antropodicea" incentrato sull'incarnazione della forma, fino agli appunti sulla fisica al servizio della matematica, trascritti poco prima dell'arresto. Questi saggi mostrano in maniera assai eloquente come l'attenzione di Florenskij per le problematiche scientifiche non si sia mai interrotta nel corso degli anni, ma al contrario sia rimasta una costante, congiungendosi in maniera sempre più intensa e originale con le diverse forme della conoscenza e del pensiero.
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