Bompiani: Saggi Bompiani
L'età romantica. Alle origini del pensiero politico moderno
di Berlin Isaiah
editore: Bompiani
pagine: 430
Pochi filosofi o storici della cultura hanno saputo restituire l'essenza del Romanticismo come Isaiah Berlin
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Gli amici di Hitler
Lord Londonderry, la Gran Bretagna verso la via della guerra
di Kershaw Ian
editore: Bompiani
pagine: 526
Charles S
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I cavalieri latini dell'Apocalisse
di Canali luca
editore: Bompiani
pagine: 323
In un affascinante gioco di specchi, testi e commenti, affreschi storici e brani d'autore si riflettono a vicenda: Lucrezio, C
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Hitler: 1889-1936-1936-1945
di Kershaw Ian
editore: Bompiani
In quest'opera l'autore presenta la storia del dittatore tedesco rigorosamente come storia della società che lo rese possibile
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Johann Sebastian Bach
La scienza della musica
di Wolff Christoph
editore: Bompiani
pagine: 656
Originariamente concepita per celebrare il duecentocinquantesimo anniversario della morte (1750) del grande compositore, quest
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Il nostro cuore volge al Sud
Lettere di viaggio. Soprattutto dall'Italia (1895-1923)
di Freud Sigmund
editore: Bompiani
pagine: 437
Il nostro cuore volge al Sud: a ragione è stata scelta come titolo del libro questa citazione, tratta da una lettera di Freud
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21 lezioni per il XXI secolo
di Yuval Noah Harari
editore: Bompiani
pagine: 528
In un mondo alluvionato da informazioni irrilevanti, la lucidità è potere
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Il Rinascimento cattivo. Sesso, avidità, violenza e depravazione nell'età della bellezza
di Alexander Lee
editore: Bompiani
pagine: 700
Il "David" di Michelangelo, la cupola di Brunelleschi, la "Nascita di Venere" di Botticelli, la "Trinità" di Masaccio sono cap
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Quaderni neri 1939-1941. Riflessioni XII-XV
di Martin Heidegger
editore: Bompiani
pagine: 390
Quaderni neri presentano una forma che, secondo le sue caratteristiche, risulta oltremodo singolare non solo per Heidegger, be
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Hitler
di Kershaw Ian
editore: Bompiani
pagine: LIV-1673
Da quando fu pubblicata per la prima volta in due volumi, nel 1998 "Hitler 1889-1936: Hubris e nel 2000 "Hitler 1936-1945: Nem
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Quaderni neri 1938-1939. Riflessioni VII-XI
di Martin Heidegger
editore: Bompiani
pagine: 608
I Quaderni neri presentano una forma che, secondo le sue caratteristiche, risulta oltremodo singolare non solo per Heidegger, bensì in generale per la filosofia del XX secolo. Tra i generi testuali di cui solitamente si fa uso i Quaderni sarebbero anzitutto da paragonare a quello del "diario filosofico". In essi gli eventi del tempo vengono sottoposti a considerazioni critiche e messi continuamente in relazione con la "storia dell'Essere". Il presente testo è il secondo dei tre volumi in cui saranno pubblicate le Riflessioni. Il primo quaderno di questo volume incomincia nel 1938, l'ultimo, con le Riflessioni XI, si conclude poco prima dell'inizio della seconda guerra mondiale, nell'estate 1939. Le Riflessioni non corrispondono ad "aforismi" da intendersi come "massime di saggezza". Ciò che è "decisivo non è", "che cosa si rappresenti e che cosa venga riunito a formare una costruzione rappresentativa", "bensì solo come si ponga la domanda e assolutamente il fatto che si domandi dell'essere". Dal "tentativo" di Heidegger di riconoscere la "storia dell'Essere" nei suoi segni quotidiani nasce un manoscritto che, dall'inizio degli anni trenta fino all'inizio degli anni settanta, interpreta anche i due decenni più oscuri della storia tedesca e l'eco che ne seguì.
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Quaderni neri 1931-1938. Riflessioni II-VI
di Martin Heidegger
editore: Bompiani
pagine: 711
I "Quaderni neri" presentano una forma che, secondo le sue caratteristiche, risulta oltremodo singolare non solo per Heidegger, bensì in generale per la filosofia del XX secolo. Tra i generi testuali di cui solitamente si fa uso i Quaderni sarebbero anzitutto da paragonare a quello del "diario filosofico". In essi gli eventi del tempo vengono sottoposti a considerazioni critiche e messi continuamente in relazione con la "storia dell'Essere". Il presente testo è il primo dei tre volumi in cui saranno pubblicate le "Riflessioni". Il primo quaderno di questo volume incomincia nell'autunno del 1931, l'ultimo, con le "Riflessioni VI," si conclude nel giugno del 1938. Le "Riflessioni" non corrispondono ad "aforismi" da intendersi come "massime di saggezza". Ciò che è "decisivo non è", "che cosa si rappresenti e che cosa venga riunito a formare una costruzione rappresentativa", "bensì solo come si ponga la domanda e assolutamente il fatto che si domandi dell'essere". Dal "tentativo" di Heidegger di riconoscere la "storia dell'Essere" nei suoi segni quotidiani nasce un manoscritto che, dall'inizio degli anni trenta fino all'inizio degli anni settanta, interpreta anche i due decenni più oscuri della storia tedesca e l'eco che ne seguì.
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