DeriveApprodi: Fuorifuoco
Storie di assalti frontali. Conflitti che producono banditi
di Militant A
editore: DeriveApprodi
pagine: 205
La narrazione in prima persona di quindici anni di vita nelle acque turbolente dei movimenti antagonisti
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Il vento di Adriano. La comunità concreta di Olivetti tra non più e non ancora
editore: DeriveApprodi
pagine: 140
Un sociologo, un urbanista e uno storico rileggono la straordinaria figura di imprenditore "illuminato" che fu Adriano Olivetti e la politica da lui immaginata. Cosa significa oggi, attualizzando il pensiero e l'agire di Adriano Olivetti, proporre il paradigma della "comunità concreta" a fronte della scomposizione del lavoro e dei radicali mutamenti del paradigma produttivo? Per Aldo Bonomi, oggi "comunità concreta" significa frapporsi tra flussi e luoghi, fare comunità ai tempi della simultaneità. Per Alberto Magnaghi, significa ripartire dalla terra che si fa territorio, con la radicalità della rete dei territorialisti che disegnano e progettano bioregioni. Per Marco Revelli, significa ripensare i percorsi della fabbrica olivettiana, disegnando comunità che ripartono dal "mondo dei nuovi vinti". Gli autori disegnano percorsi ai margini di quel centro del potere che in tanti vorrebbero cambiare, indicando speranza e futuro nella vitalità delle nuove comunità in gestazione, quindi della società che viene.
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Gaza e l'industria israeliana della violenza
editore: DeriveApprodi
pagine: 332
La Striscia di Gaza, da quasi un secolo, è un luogo di resistenza e di sofferenza
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Il governo dell'uomo indebitato. Saggio sulla condizione neoliberista
di Maurizio Lazzarato
editore: DeriveApprodi
pagine: 214
Cosa diventa l'uomo indebitato nella crisi? Qual è la sua principale attività? La risposta è molto semplice: paga. Deve espiare la propria colpa, il debito, pagando sempre nuove tasse, e non solo. La crisi finanziaria, trasformata in crisi dei debiti sovrani, impone nuove modalità di governo e nuove figure soggettive tanto sul fronte dei governanti (governi tecnici) che su quello dei governati (l'uomo indebitato). Chi governa l'economia del debito e con che mezzi? Come cambiano le tecniche di controllo della popolazione? Cosa diventa la democrazia quando è regolarmente sospesa per permettere l'applicazione di direttive che provengono da istanze economiche e politiche sovranazionali? Per rispondere a queste domande il libro si confronta con la teoria della governamentalità di Michel Foucault, con il concetto di capitale in Marx e di capitalismo in Deleuze e Guattari, con il concetto di Stato e di Welfare elaborato da Cari Schmitt. Ciò a cui mira il governo del debito non è uno "Stato minimo", ma uno Stato liberato dalla pressione delle rivendicazioni sociali e dalla minaccia dell'allargamento dei diritti, per portare a termine l'enorme trasferimento di ricchezza dal settore pubblico a quello privato, avviato dal neoliberismo negli anni Settanta.
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Della natura umana. Invariante biologico e potere politico
editore: DeriveApprodi
pagine: 140
Questo libro è il frutto di una conversazione tra Noam Chomsky, famoso linguista e politologo americano, e Michel Foucault, no
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Nei territori del consumo totale. Il disobbediente e l'architetto
di Ilardi Massimo
editore: DeriveApprodi
pagine: 125
Se è stato il sistema di mercato a creare la società metropolitana e il suo spazio regolato intorno a flussi incessanti di inf
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Discorso sul libero scambio
di Karl Marx
editore: DeriveApprodi
pagine: 144
Il 9 gennaio 1848, a Bruxelles, mentre è impegnato nella stesura del Manifesto del partito comunista, Marx, intervenendo nella polemica sull'abolizione delle tariffe doganali sui cereali, pronuncia un discorso in cui prende posizione a favore dei liberoscambisti. Nel farlo, sa bene che la libertà per la quale essi si battono è la "libertà del capitale", che implica l'oppressione e la schiavitù dei salariati, e non gli sfugge che, dall'abrogazione di una misura protezionistica come il dazio sull'importazione, nessun beneficio immediato può venire al proletariato. Tuttavia, Marx è convinto che la conservazione dei dazi si risolverebbe in una sconfitta operaia, perché lo sviluppo capitalistico promuove la rivoluzione sociale.
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