E/O: Dal mondo
Ritorno a Delfi
di Ioanna Karistiani
editore: E/O
pagine: 334
La storia narrata in "Ritorno a Delfi" è molto semplice: protagonisti quasi esclusivi sono la cinquantaduenne Vivi Cholevas e il figlio Linos, trentenne, condannato all'ergastolo. Approfittando di una licenza premio di cinque giorni che il tribunale ha accordato al giovane (condannato nel 1997, la storia del romanzo si svolge nel 2007), Vivi decide di concedere a se stessa e al figlio una breve vacanza nella zona archeologica di Delfi, l'ombelico del mondo antico, nella speranza di recuperare il rapporto con Linos, nel contempo vittima e carnefice, e di rivelargli che dieci anni prima è stata proprio lei a denunciarlo alla polizia e a farlo incarcerare. Nel corso della narrazione emergono tutti i dettagli relativi all'infanzia e all'adolescenza di Linos, al disadattamento del ragazzo, alla storia personale di Vivi, al modo in cui quest'ultima scopre che il figlio è uno stupratore seriale e un assassino, fino all'elegiaca conclusione, altamente simbolica.
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Tiratemi fuori di qui
di Henry Sutton
editore: E/O
pagine: 300
Matt Freeman è giovane, alla moda, di bell'aspetto
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La città degli angeli
di Christa Wolf
editore: E/O
pagine: 399
Il libro descrive il soggiorno di Christa Wolf a Los Angeles tra il 1992 e il 1993, -ospite della Fondazione Getty, soggiorno che coincise con una profonda crisi nella vita della scrittrice, quando in seguito alla divulgazione dei dossier dei servizi segreti (Stasi) della Germania Est si scoprì che la scrittrice, oltre a essere stata spiata per più di trent'anni perché considerata una voce critica e scomoda, in precedenza, dal 1959 al 1961, aveva collaborato in modo informale con quegli stessi servizi segreti. Il racconto alterna episodi di "vita quotidiana in California, incontri di Christa Wolf con esponenti della seconda generazione di ebrei emigrati dalla Germania negli anni Trenta e Quaranta, che hanno mantenuto con la Germania un legame fantasmatico, e il tentativo di ripercorrere le orme degli intellettuali tedeschi esiliati a Los Angeles durante il nazismo (la cosiddetta "Nuova Weimar sotto le palme": Mann, Brecht, Feuchtwanger, ecc.). Contemporaneamente l'autrice è raggiunta dalle notizie della violenta campagna stampa contro di lei che monta in Germania, e che a poco a poco non riesce più a ignorare o a tenere relegate ai margini della coscienza. Il libro diventa così un tentativo di ricostruire le tappe dell'adesione a un'idea di giustizia sociale che metteva al centro l'essere umano, e contemporaneamente una lucida riflessione su memoria e rimozione ("come ho potuto dimenticare?" è la domanda attorno alla quale ruota l'autoanalisi dell'io narrante).
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La gamba sinistra di Joe Strummer
di Caryl Férey
editore: E/O
pagine: 165
La vita dell'irlandese Mc Cash è a un punto morto: la moglie se n'è andata; non ha più un occhio, sfondato dal calcio di un fucile in un pub di Belfast; non ha più amici, perché l'IRA è stata smantellata; non ha più lavoro, perché la sua carriera di poliziotto in Francia è finita e per giunta il grande Joe Strummer, voce dei Clash, è morto. Quando il medico gli dice che non gli restano molti mesi da vivere, Mc Cash decide che la cosa migliore è farla finita subito tirandosi una pallottola nella tempia. Il gesto fatale viene però interrotto dall'arrivo di una raccomandata da parte di un'amante dimenticata che gli annuncia di aver avuto una figlia da lui e lo prega di prendersene cura. È l'inizio di una girandola di colpi di scena, un percorso tortuoso disseminato di cadaveri che porterà alla luce vizi nascosti e sordide trame di una provincia apparentemente sana e tranquilla. Mc Cash, che voleva morire, prende coscienza come con un pugno in faccia del valore di una vita. Quella di sua figlia.
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Vera
di Aleksandr Skorobogatov
editore: E/O
pagine: 128
"...Conversavano di rado, lui non poteva assolutamente perdonarle quello che aveva visto in teatro. A volte, se lei dormiva, Nikolaj usciva dalla camera da letto, si sedeva accanto al divano dove stava sdraiata e la guardava: il suo viso era pallido, assai più pallido del solito, e per questo quasi irreale, nella penombra riluceva come di un debole chiarore interno; Vera respirava in modo impercettibile, sembrava che non respirasse affatto. Adesso era ancora più bella, e amarla divenne ancora più doloroso". "Vera" è il racconto - quasi il diario - di un uomo innamorato alla follia della moglie. Tormentato dai sospetti, Nikolaj è convinto che Vera lo tradisca. Non le crede quando lei afferma di non capire di che parla e gli giura fedeltà. Tanto più che una voce - doppio immaginario o realissimo genio cattivo - schernisce Nikolaj, lo perseguita, mette crudelmente in luce la sua debolezza. Può davvero sfuggire alle allucinazioni, confuse con la realtà, e al bisogno di far subire a Vera il trattamento peggiore che un uomo possa infliggere a una donna pronta a qualunque sacrificio?
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L'uomo col cappello di legno
di Jane Gardam
editore: E/O
pagine: 246
Dopo "Figlio dell'Impero Britannico", incentrato sulla vecchiaia di Old Filth, "L'uomo col cappello di legno" punta l'obiettiv
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La notte in cui morirono gli autobus
di Etgar Keret
editore: E/O
pagine: 141
"Salomone il ricchione" è uno dei brevi racconti che compongono questa raccolta in cui ritroviamo il genio fantastico e umoristico di Etgar Keret: "La supplente disse ai ragazzi di mettersi in fila per due. Salomone il ricchione rimase solo. 'Sto io con te' lo consolò la supplente dandogli la mano. Andarono a passeggiare nel parco e mentre Salomone il ricchione guardava le barche su un laghetto artificiale e la statua di un'arancia gigantesca, un uccello gli fece la cacca sul cappello. 'La merda si appiccica alla merda' gli urlò Yuval alle spalle, e tutti i bambini scoppiarono a ridere. 'Non farci caso' gli disse la supplente lavandogli il berretto a una fontanella. Arrivati a un chiosco di gelati tutti i bambini comprarono dei ghiaccioli. Salomone il ricchione mangiò un ghiacciolo Twister e quando l'ebbe finito ficcò il bastoncino in un'intercapedine del selciato, fantasticando che fosse un razzo. Gli altri bambini correvano sul prato e solo lui e la supplente, che nel frattempo si era accesa una sigaretta e aveva un'aria piuttosto stanca, erano rimasti sul sentiero. 'Signora maestra, perché tutti i bambini mi odiano?' domandò Salomone il ricchione. 'E che ne so io?' rispose l'insegnante stringendosi nelle spalle, 'dopo tutto sono solo una supplente'".
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La vendetta di Sasha
di Alina Bronsky
editore: E/O
pagine: 209
Sasha, all'anagrafe Aleksandra, ha due sogni: scrivere un libro sulla madre e uccidere Vadim, l'uomo che l'ha assassinata. Mentre rimugina sui progetti di vendetta e ricorda la madre che lei ha adorato ma che l'ha fatta tanto arrabbiare per la debolezza nei confronti del suo assassino, Sasha fa i conti con la vita nel ghetto russo di una città tedesca. Una vita che non è rosa e fiori, tra l'impegno a tirar su i due fratellini, la violenza delle strade dove volano sassi e bottiglie vuote, gli amori difficili, l'integrazione nel nuovo paese tanto dura anche per una ragazza dall'intelligenza straordinaria come la sua. Incastrata nel punto di intersezione degli universi paralleli che le ruotano intorno, Sasha sa muoversi in ognuno ma non si sente a suo agio in nessuno. Anche lei però troverà la sua strada, aiutata dall'ironia affilata come un rasoio, la volontà di ferro e lo sguardo severo e disincantato.
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Il gigante buono
di Lorcan Roche
editore: E/O
pagine: 337
L'umorismo che innerva da cima a fondo questo romanzo politicamente e persino civilmente scorretto ne fa un nuovo classico del
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Reality. Assalto al Grande Fratello
di Sergio Bizzio
editore: E/O
pagine: 149
Un commando di terroristi islamici si impadronisce di una emittente televisiva. All'inizio intendono solo prendere ostaggi, ma poi scoprono che negli studi si sta girando il Grande Fratello e decidono di alzare la posta: diventano gli sceneggiatori del programma e cominciano a chiamare nel Confessionale i concorrenti, ignari di chi li manovra dietro le quinte... In questo modo mostreranno tutta la corruzione e la degenerazione dell'Occidente. I telespettatori, fra cui i genitori dei cinque finalisti, devono assistere a scene orripilanti: Robin, il favorito del pubblico, lancia slogan antisemiti; Chaco pulisce la cucina con la lingua dietro promessa di una parte in una telenovelas le tre ragazze, ubriache e drogate, si prestano a tutte le possibili combinazioni sessuali. Intanto le forze di polizia circondano la sede della tv, e si tenta di negoziare con i terroristi. Ma lo "scontro di civiltà" è violentissimo: "uno scontro fra l'Audience e il Corano. Per i talebani quello che dice il Corano è buono, e quello che il Corano non dice è cattivo. Per i produttori televisivi la faccenda funziona allo stesso modo: quello che fa audience è buono, quello che non fa audience è cattivo". I terroristi chiedono la consegna di un traditore e lanciano un ultimatum: se le richieste non verranno esaudite, i telespettatori assisteranno a un omicidio in diretta.
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Il colore della felicità
di Wei Wei
editore: E/O
pagine: 301
1920, rosso è il colore del palanchino per le nozze della giovanissima Mei Li, costretta a sposare un uomo cieco e paralitico. 1970, rosso è il colore delle bandiere durante la rivoluzione culturale cinese: la modernità irrompe con violenza stravolgendo le tradizioni ancestrali e la vita della nipote Fan Fan. Due voci femminili, due generazioni a confronto, due racconti che si alternano con grande umanità, due donne coraggiose e piene di speranza, due esistenze parallele e nello stesso tempo completamente diverse. Rosso è il colore della felicità. Nonostante le vicissitudini della vita, nonostante le calamità naturali e il tempo che passa, Mei Li e Fan Fan riusciranno a viverla intensamente. "Cos'è la felicità, mi chiedi? Non lo so. Non me lo sono mai chiesto. Ma una cosa è certa: io l'ho conosciuta. O meglio, ho vissuto momenti felici. Per me la felicità non è una cosa astratta, ma l'insieme dei momenti felici che la vita mi ha riservato e mi riserverà, in numero infinito. Il punto è saperli cogliere al volo, viverli appieno".
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Figlio dell'impero britannico
di Jane Gardam
editore: E/O
pagine: 323
Jane Gardam, qui tradotta per la prima volta in italiano, è una delle massime scrittrici inglesi
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