Aragno
Il castello dell'acqua
di Mario Lattes
editore: Aragno
pagine: 253
"L'Esposizione torinese di cui si parla nel romanzo "Il Castello d'Acqua", che Mario Lattes (1923-2001) ha lasciato inedito tra le sue carte, è quella Universale del 1911. C'è dunque un tempo, c'è un décor, c'è una famiglia, c'è un protagonista, c'è una terza persona che racconta. Ma tutto si muove in una dimensione "altra", simbolica, di allarme e di attesa senza fine. Concepita come lo sfondo lungo il quale navigano brandelli di mondo e di figure (la Belle Époque, il fascismo, l'impero, la guerra di Spagna, le leggi razziali, la seconda guerra mondiale), la storia si converte nella dimensione visionaria del miraggio." (Giovanni Tesio)
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L'enigma di Urbino. La città scomparsa
di Vittorio Emiliani
editore: Aragno
pagine: 180
In questo nuovo libro s'intrecciano passato e presente: nella prima parte Emiliani ci guida in una emozionante ed insieme lucida visita dentro le mura urbinati, in un centro storico affollato di proprietari terrieri e artigiani, di donne e bambini, che partecipano a riti religiosi e civili, e animano case, palazzi, dedali di strade e vicoli in discesa e in salita; nella seconda parte ci racconta la scomparsa, o meglio il degrado (per incuria, scempio urbanistico, invasione di turisti e cattiva organizzazione sociale) di questa città che è stata esemplare per ricchezza museale e archeologica, per storia ecclesiale e civile, per fascino paesistico e ambientale.
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Protagonisti nel Novecento. Incontri, ritratti da vicino, aneddoti
di Vittore Branca
editore: Aragno
pagine: 447
"Siamo nani sulle spalle di giganti", mi è venuto da ripetere con Bernardo di Chartres, rileggendo quei miei elzeviri-incontri con protagonisti nella vita politica e religiosa, sociale e culturale di tre continenti nell'ultimo secolo (oggi tutti ormai scomparsi eccetto Giovanni Paolo II). La mia piccolezza contribuisce, mi pare, a far grandeggiare - anche nell'episodio e nell'aneddoto - la loro importanza nella e per la vita del Novecento. Una vita alla quale io ho partecipato molto modestamente (come ricordano le ultime pagine), operando lungo settant'anni, nella ricerca di verità e di libertà: una ricerca che quei maestri e protagonisti avevano posto generosamente come fine ideale della loro vita e della loro azione. (Vittore Branca)
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