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Archinto

Non posso tradurre il mio cuore. Lettere 1924-1940

editore: Archinto

pagine: 122

La corrispondenza intercorsa dal 1924 al 1940 tra Rabindranath Tagore e Victoria Ocampo costituisce la testimonianza - finora
15,00

The New Yorker. Lo humour delle donne

editore: Archinto

pagine: 189

Una signora vestita all'ultima moda si china sulla carrozzina vezzeggiando il bebé: "Gucci Gucci Cucci!"
24,00

La passione sospesa. Intervista con Leopoldina Pallotta della Torre

editore: Archinto

pagine: 171

Nel 1989, mentre stava scrivendo "L'amante della Cina del Nord", Marguerite Duras ebbe una serie di incontri, durati diverse s
15,00

Fine al tormento. Ricordando Ezra Pound. Con lettere a H. D. e «Il libro di Hilda» di Ezra Pound

editore: Archinto

pagine: 253

Fine al tormento è un memoriale in forma di diario tenuto da H
20,00

Piccolo elogio della golosità

di Polet Grégoire

editore: Archinto

pagine: 104

Un elogio della golosità in questi tempi di crisi, di richiami forzati alla sobrietà e alla moderazione, addirittura alla "pov
12,00

Intanto rimaniamo uniti

Lettere ai figli

di Freud Sigmund

editore: Archinto

pagine: 284

Questo volume presenta un'ampia selezione delle lettere, per la gran parte inedite, scritte da Sigmund Freud a cinque dei suoi
25,00

Gli angeli di Cocteau. Lettere 1946-1954

editore: Archinto

pagine: 117

A Sanremo, alla fine della guerra, il diciannovenne Sergio Ferrero conosce Federico Almansi, il "celeste scolaro" protagonista dell'ultima stagione della poesia di Saba, e attraverso di lui entra in contatto con il poeta. Inizia così una corrispondenza che copre quasi un decennio (gli anni della maturazione di Ferrero e quelli del definitivo decadimento di Saba), in cui voci e ruoli appaiono da subito interscambiabili. Il giovane cerca rassicurazioni nel maestro; il "maestro" che tale non si è mai sentito, prigioniero della Trieste che ama e odia, ha bisogno di respirare l'aria fresca della giovinezza. Tra i due fa continuamente capolino la figura di Federico, con il sogno di un futuro nella letteratura ma anche le prime avvisaglie della malattia mentale che di lì a poco lo annienterà. Un carteggio che si legge come un romanzo, pieno di micro racconti esilaranti: il furto di una copia del "Canzoniere" architettato da Saba nella sua stessa libreria, la correzione delle bozze in un fumoso bar-biliardo nei pressi della stazione Centrale di Milano, un'arcadica lettura di poesie nei boschi con ragazzi arrampicati sugli alberi. Il tutto corredato da una prefazione, scritta da Ferrero ottantenne con la penna felice ed esatta di tanti suoi romanzi, che ci consegna un'immagine inedita e segreta di uno dei maggiori poeti del Novecento. Postfazione di Basilio Luoni.
14,00

La parola è per metà di colui che parla

.. Conversazioni con Gérard Macé

di Starobinski Jean

editore: Archinto

pagine: 141

Chi può spiegare Starobinski meglio di Starobinski stesso? Chi, meglio di lui, può farci entrare nella vastità della sua ricer
14,00

.. E tu di che segno sei?

di Calza G. Carlo

editore: Archinto

pagine: 111

Chi sa rispondere: tigre, scimmia o drago invece dei più consueti: pesci, leone, bilancia, alla domanda: E tu di che segno sei
11,00

Sermone in onore di Bacco e a beneficio dei bevitori

di Anonimo

editore: Archinto

pagine: 54

Un'"omelia" in onore di Bacco e del suo dono più prezioso, il vino, "stampata a Frontignan presso Nicolas La Sbornia in via della Bottiglia". L'anonimo autore di questo testo, presente in una raccolta di scherzose "Réponses spirituelles" (Colonia 1686), riprende la tradizione tardomedievale dei dissacranti sermons joyeux, vere e proprie parodie dei sermoni religiosi, recitate da un attore e infarcite di citazioni bibliche, puntualmente rovesciate e volte in burla. Vivace, forte di una dialettica suadente e ironica, il nostro anonimo intesse qui una serrata apologia della vite, del vino e delle bevute, dimostrando come l'uomo dabbene non possa fare a meno di Bacco e dell'ebbrezza, e come, per contro, gli astemi siano dei blasfemi irriducibili, che è necessario ricondurre in fretta alla vera fede! Prefazione di Giulio Guidorizzi.
11,00

Il villaggio di cartone

di Ermanno Olmi

editore: Archinto

pagine: 92

In una vecchia chiesa ormai in disuso un anziano prete assiste impotente allo smantellamento di tutti i simboli religiosi fino alla sparizione del grande crocifisso e alla trasformazione della casa del Signore in un centro di accoglienza per gli immigrati, "i veri ornamenti del tempio di Dio". Il vecchio prete, senza più un luogo in cui officiare i suoi servizi, si troverà a prendersi cura dei disperati che, inseguiti dalla polizia, hanno cercato un rifugio nella chiesa dismessa, e grazie a loro ritroverà una fede ormai vacillante. Il messaggio di Ermanno Olmi non lascia spazio a dubbi: via i simulacri, dentro gli uomini. La sceneggiatura del film del grande regista lombardo, presentato fuori concorso all'ultima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e accolto dal giudizio unanime dei critici come un piccolo capolavoro, è stata scritta valendosi delle considerazioni di Claudio Magris e Gianfranco Ravasi ed è qui accompagnata da un saggio introduttivo del teologo Vito Mancuso.
12,50

Il fiore delle Odi

di Orazio Q. Flacco

editore: Archinto

pagine: 73

Nelle trenta Odi che compongono questa antologia oraziana, il classicismo raggiunge il suo vertice per la limpidezza delle imm
11,00

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