Beat
Astrologia delle donne
di Marco Pesatori
editore: Beat
pagine: 255
Luna e Venere sono i due simboli del femminile, la loro posizione nel tema di nascita personale rivela il carattere profondo di una donna, la sua natura "tradizionale", "amazzonica" o nomadica", gli impulsi e le passioni, la forza e la razionalità, il coraggio e le insicurezze. Marco Pesatori, il popolare autore degli oroscopi di D di Repubblica, svela alle lettrici l'inclinazione e il destino, i desideri e i conflitti del proprio temperamento femminile. Ai maschi descrive invece la donna ideale, la compagna con cui passare tutta la vita o quella da cui si è particolarmente attratti.
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Tre volte giugno
di Julia Glass
editore: Beat
pagine: 463
Tre estati tra la Grecia, la Scozia e gli Stati Uniti, tre volte il mese di giugno in un arco di dodici anni nella vita della famiglia scozzese dei McLeod, in un intreccio di amori, solitudini, piccole gioie e relazioni segretamente tessute. Tutto ha inizio quando Paul, vedovo ormai nell'autunno della sua vita, si infatua di una giovane artista americana mentre viaggia per la Grecia. Sei anni più tardi, in occasione della morte di Paul, i tre figli si riuniscono nella casa d'infanzia: protagonista di questo "secondo giugno" è il primogenito Fenno, gay e con un vissuto tormentato. Passano ancora gli anni ed è di nuovo giugno: il destino fa infine incontrare Fenno e Fern, la donna che in Grecia aveva conosciuto il padre e che ora è incinta; decisa a crescere da sola il bambino che verrà.
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Le voci del fiume
di Jaume Cabré
editore: Beat
pagine: 617
Nel gelido inverno del 1944, il giovane maestro Oriol Fontelles e sua moglie si trasferiscono a Torena, nelle valli dei Pirenei, ignari degli odi che la guerra civile ha seminato nel paese e delle drammatiche vicende che da lì a poco sconvolgeranno per sempre le loro vite. Sessant'anni dopo la maestra Tina Bros recupera per caso dei quaderni nascosti dietro la lavagna della vecchia scuola di Torena che sta per essere demolita. Sono le confessioni che Oriol Fontelles, prima di morire, scrive per scagionarsi agli occhi della figlia che non ha mai conosciuto. Intrecciando la sua vita personale a quella di Oriol e dell'affascinante nobildonna Elisenda Vilabrù, Tina riporta alla luce odi e amori, tradimenti e segreti volutamente custoditi per mezzo secolo. Con "Le voci del fiume" Cabré, grande conoscitore dell'animo umano e delle sue ombre, indaga il sentimento della vendetta e dell'odio, ma anche il valore del ricordo e della memoria, come unica forma di salvezza.
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Le seduzioni dell'inverno
di Lidia Ravera
editore: Beat
pagine: 150
Stefano conduce la vita di un single di mezz'età: casa disordinata, letto sfatto e una cucina in cui si ammucchiano i piatti da lavare. Ma un giorno, al risveglio, l'appartamento è trasformato, la colazione imbandita, musica classica si diffonde dolcemente: l'artefice di questa rivoluzione è Sophie, donna colta e riservata, che offre, quasi inspiegabilmente, i propri servigi di domestica instancabile. Le seduzioni di Sophie vincono il cuore invernale di Stefano, che per la prima volta si abbandona alla passione. Tanto più duro è il secondo risveglio, la casa vuota, deserta, silenziosa. L'inverno è una stagione del cuore e del tempo: le sue seduzioni sono sottili e insidiose. Soprattutto se sono la posta in gioco di una crudele partita fra donne.
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Ferito
di Percival Everett
editore: Beat
pagine: 240
John Hunt, ombroso e impenetrabile cowboy di mezz'età, vedovo e amante dell'arte, ha impiegato anni per ritagliarsi un'esistenza solitaria nelle lande desolate di Highland, Wyoming. La sua è un'appartata quotidianità fatta di giornate che iniziano alle cinque e trenta, cavalli difficili da addestrare, un mulo ingovernabile, un cucciolo di coyote da curare. Ma un giorno, non lontano dal suo ranch, un giovane gay viene brutalmente assassinato e l'aiutante di Hunt arrestato. L'evento sconvolge la tranquilla normalità della rintanata Highland e cambia radicalmente la vita di Hunt, coinvolto nell'incalzante caccia ai colpevoli e trascinato in una ricerca interiore che cambierà il suo modo di percepire le cose. Un memorabile confronto con la frontiera nel capolavoro di uno scrittore americano di culto. Una trama intensa e mozzafiato che riscrive i generi letterari riflettendo su temi come l'identità, l'omosessualità, la razza, la vendetta.
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Il maestro di Garamond
di Anna Cuneo
editore: Beat
pagine: 415
È il crepuscolo del 24 dicembre 1534: mentre a Parigi ci si prepara a celebrare il Natale, in place Maubert un uomo viene giustiziato; il suo corpo è poi bruciato su una pira alimentata da libri. Quell'uomo era Antoine Augereau: letterato, editore umanista, geniale incisore di caratteri tipografici, nonché accusato di essere l'autore blasfemo dei manifesti contro la messa cattolica, affissi in tutta Parigi. Al suo supplizio assiste l'allievo ed erede spirituale Claude Garamond, il cui destino sarà realizzare la lezione del maestro e, paradossalmente, oscurarne il nome. È di Claude la voce che racconta la storia di Augereau e, insieme, la propria. La loro avventura - al tempo in cui Grand-Rue Saint-Jacques a Parigi contava più tipografie che case private - è un intreccio che unisce i segreti della stampa alla storia delle idee, alla nascita della Riforma e alle persecuzioni religiose, all'incontro con personaggi storici come Manuzio, Erasmo, Rabelais, Margherita di Navarra, Calvino... Rappresenta i valori del pensiero moderno quando cominciavano a forgiarsi: un pensiero umanista in lotta contro il fanatismo, un pensiero aperto, che aspira alla libera e universale trasmissione del sapere.
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Il leopardo delle nevi
di Peter Matthiessen
editore: Beat
pagine: 347
Nell'autunno del 1973 l'autore, in compagnia dello zoologo e naturalista George Schaller, percorse a piedi più di 250 miglia nel cuore della regione himalayana del Dolpo, l'ultimo baluardo rimasto dell'autentica civiltà tibetana. I due viaggiatori cercavano il leopardo delle nevi dell'Asia del nord, una creatura così poco avvistata da essere diventata quasi mitica. Pubblicato per la prima volta nel 1978, è il racconto di un viaggio avventuroso tra le gole profonde e le montagne del Tibet, ma è anche un racconto sulla vita e la morte, sul rapporto con la natura e sul senso dell'esistenza. Al viaggio e alla ricerca del mitico animale, si affianca un viaggio più significativo, quello alla ricerca dell'essenza della vita.
Fuori catalogo
Sahara sconosciuto
di László E. Almásy
editore: Beat
pagine: 320
Se davvero ogni disciplina vive un'età eroica, quella delle avanguardie e dei precursori, Sahara sconosciuto può essere considerato il classico per eccellenza della letteratura di viaggio nel deserto. Non a caso, questo libro del 1939 - il diario di László Almásy sulle tracce della leggendaria Zarzura e dell'oasi di Cufra, con l'aereo e in auto, facendosi guidare solo dalla bussola e dalle stelle - resta il più amato e il più citato dagli appassionati del Gran Mare di Sabbia. Al fascino delle prime, pionieristiche esplorazioni del Sahara, si aggiunge quello dell'autore, che fu pilota dell'aviazione austroungarica durante la prima guerra mondiale, guida dei guastatori di Rommel nella seconda, importatore di automobili in Egitto, esploratore, scrittore, cartografo. A lui è ispirato il protagonista del libro di Michael Ondaatje, "Il paziente inglese" e dell'omonimo film vincitore di nove premi Oscar e due Golden Globe.
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Struggimento
di J. D. Landis
editore: Beat
pagine: 651
Tra il 1830 e il 1840, il romanticismo tedesco è al suo apice. Personalità brillanti come Robert Schumann e la pianista Clara Wieck Schumann incarnano le glorie e gli eccessi di quest'epoca. Robert, allievo del padre di Clara, la prende in sposa. Diciassette anni dopo, e dopo 8 figli, Clara fugge con Brahms, mentre Robert muore solo e abbandonato, all'età di 46 anni, in un manicomio. Landis racconta questa storia d'amore e di autodistruzione seguendo un rigoroso ordine cronologico e dando voce ai numerosi personaggi che ne furono protagonisti o semplicemente vi assistettero.
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Qualcosa di più dell'amore
di Orlando Figes
editore: Beat
pagine: 381
È il 1935 quando Lev incontra Svetlana per la prima volta nel cortile dell'università di Mosca. Snella, con folti capelli castani, gli zigomi sporgenti e occhi azzurri dallo sguardo intelligente e malinconico, Svetlana è una delle poche donne che nel settembre del 1935 si è guadagnata assieme a Lev e a trenta altri uomini l'ammissione alla facoltà, la migliore per la fisica di tutta l'Unione Sovietica. Durante i primi anni di università, Lev la chiama Sveta, va a sedersi accanto a lei alle lezioni, a mangiare con lei in mensa, a incontrarla al club studentesco, ad aspettarla alla fine delle lezioni. Poi la riaccompagna a casa, dove legge con lei la Achmatova e Blok, i suoi poeti preferiti. Impossibile per Sveta non innamorarsi di quel ragazzo dal volto cortese e gentile, con dolci occhi azzurri e la bocca carnosa, come quella di una ragazza. Impossibile anche non essere orgogliosa di lui, quando nel 1940 Lev diventa assistente del prestigioso Istituto di Fisica Lebedev. La Storia, tuttavia, con i suoi tragici eventi è in agguato. Nel 1941 l'esercito tedesco attacca la Russia, cogliendo completamente di sorpresa le forze sovietiche. Arruolatosi volontario, Lev va incontro a un'odissea in cui tutta la sua vita sembra tragicamente naufragare. Opera basata su una storia vera ricostruita attraverso le lettere rinvenute da Figes negli archivi del KGB, "Qualcosa di più dell'amore" è il racconto di un amore vero, che ha saputo resistere al tempo, all'ingiustizia e alla crudeltà della Storia.
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Nel limbo
di Rosamund Lupton
editore: Beat
pagine: 462
Grace Covey ha trentanove anni, un marito di successo, Mike, e due figli: Jenny, che ha sedici anni e gambe lunghe da far girare la testa a uomini ammirati e a donne invidiose, e Adam, un bambino di otto anni, sensibile e dolce, che legge di cavalieri buoni e si fa chiamare Sir Covey. Grace non sa che la vita che ha conosciuto finora durerà meno di ventiquattro ore. Un fumo nero e denso sporca il cielo limpido di una tranquilla giornata estiva e si alza da dove non dovrebbe: dalla scuola. Adam è fuori, salvo. Vicino alla statua di bronzo davanti all'edificio singhiozza appoggiato a un'amica di Jenny che lo tiene stretto. Grace si concede un secondo, o forse due, di straziante sollievo, poi comincia a cercare Jenny. Caschetto biondo, alta, magra... Non c'è nessuno come lei, lì fuori. Sul ponte che conduce alla scuola le sirene continuano a ululare quandi Grace prende a correre. Corre oltre la paura, oltre le fiamme, oltre il dolore, corre a sfidare l'incendio, perché la sopravvivenza di una madre dipende da quella dei suoi figli. E nessun fumo che riempie la bocca e penetra nella gola e nei polmoni, nessun fuoco che fischia e sibila come un enorme serpente, nessun ruggito delle fiamme possono fermarla. Grace e Jenny vengono salvate dai pompieri e condotte d'urgenza in ospedale. La ragazza ha riportato ustioni gravissime e ha bisogno di un trapianto di cuore, mentre Grace è in coma. Entrambe si trovano intrappolate in quel limbo che separa i vivi dai morti.
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Amber
di Kathleen Winsor
editore: Beat
pagine: 880
È il 1644 in Inghilterra. La guerra civile tra i seguaci del re Carlo I e i sostenitori del Parlamento infuria, e divide contee, contrade e famiglie, distruggendo antichi patti e legami secolari. Judith Marsh, figlia di Lord William, nobile fanciulla innamorata e incinta di John Mainwaring, è costretta ad abbandonare il suo illustre casato e a rifugiarsi in un villaggio di umili contadini. Per Lord William, schierato anima e corpo dalla parte del re, una figlia che reca in grembo un Mainwaring, un discendente del conte di Rosswood che ha osato abbracciare la causa dei ribelli del Parlamento, sarebbe, infatti, un autentico disonore. Privata dei suoi averi, del suo rango e persino del suo nome, lontana da John, perso da qualche parte nella guerra contro i realisti, in una misera stanza umida della casa dei paesani cui si è presentata come Judith St. Clare, la figlia dei Marsh, antichissima famiglia di origine normanna, partorisce la sua creatura. Judith fa appena in tempo a udire il pianto della sua bambina e a decidere di chiamarla Amber, che, tra bacinelle di peltro, vasetti di unguenti e cordicelle scure, esala il suo ultimo respiro. Amber St. Clare cresce così da sola, in uno sperduto villaggio di contadini. Sarebbe probabilmente destinata a vivere lì il resto dei suoi giorni se, a diciassette anni, non emanasse dalla sua figura una rigogliosa e aristocratica esuberanza e una bellezza senza pari. Postfazione di Barbara Taylor Bradford.
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