Besa
Istriagog
di Aljosa P. Curavic
editore: Besa
pagine: 120
Questo romanzo restituisce la biografia intima di un luogo e di un'epoca che appartengono alla Storia non soltanto italiana. Tra i virtuosistici incastri della vita del luogo fisico si snodano le sorti degli abitanti di un piccolo borgo istriano: è l'epopea delle famiglie che hanno vissuto l'antica Spada, hanno lì lavorato, generato figli, assistito al mutamento indotto dal tempo e dalle nuove geometrie architettoniche. Microstorie di vita materiale, narrate con l'insistita adesione a sentimenti di un tempo che, nelle mutate dimensioni psicologiche del mondo, appare ormai lontano e quasi smarrito. Il lettore istriano vi troverà come una parte di se stesso, una sua voce segreta, ineliminabile; ogni altro lettore vi scoprirà una guida insieme razionale e sentimentale in quella parte della storia e della cultura italiana che si chiama Istria.
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Mobilitare il cervello: l'arte di riabilitare la memoria
di Salmoni Gilberto
editore: Besa
pagine: 232
La trattazione dell'argomento è condotta in modo piano ed efficace e per questo può raggiungere un'ampia fascia di lettori che
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Il drago d'avorio
di Fatos Kongoli
editore: Besa
pagine: 229
Curioso impasto di esistenzialismo e atmosfere noir, "Il drago d'avorio" racconta in forma autobiografica le esperienze dell'a
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Fiabe e leggende norvegesi
editore: Besa
pagine: 123
Queste antiche "Fiabe e leggende norvegesi" dimostrano quanto la letteratura non abbia avuto, in origine, necessità di autori. Il loro pubblico, composto da pescatori, taglialegna e cacciatori, doveva essere d'una scaltrezza intellettiva fulminante. Mai avrebbero dato credito a chi si fosse presentato come "creativo": le leggende erano raccontate da chi le aveva udite chissà dove e in chissà quale passato. L'arcaico cantastorie negava sempre la paternità di ciò che raccontava. La vicenda leggendaria doveva essere autrice di se stessa: a lui bastava la soddisfazione di narrarla. Più volte in queste fiabe vediamo gruppi di uomini vicini a un fuoco o a un camino, seduti attorno all'ospite che racconta. Ascoltando, ne narrano a loro volta. In tal modo la favola diventa contenitore di altre. Possono essere più o meno lunghe, alcune hanno l'aspetto dell'aforisma: sembra quasi che ogni frase sia una storia completa, l'immagine singola di una vicenda. Le storie compaiono come un nemico nel buio, uno spirito dalla foresta, come una voce udita nel silenzio. Sipario spesso in questi racconti delle voci del mare, dei fiumi; e sono voci che avvertono, minacciano, consigliano. 0 preannunciano gli eventi. Ebbene, per coloro che le vivevano, tutte le leggende avevano lo stesso fascino inquietante di essere "voci", grida trasformate in dicerie. Discorsi sovrumani, le fiabe sono brusii della natura che sovrasta gli individui, li spaventa o li aiuta.
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Manuale di dizione, voce e respirazione
di Veneziano Corrado
editore: Besa
pagine: 181
Concepito come un libro di esercizi, regole e tecniche per reimpostare correttamente la propria voce, il Manuale di Corrado Ve
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Tango. Una storia completa
di Rémi Hess
editore: Besa
pagine: 112
Il percorso del tango dalle origini nei sobborghi di Buenos Aires e Montevideo alla diffusione in almeno tre continenti - Africa, America ed Europa - al "recupero" di cui è oggetto negli ultimi tempi. Fenomeno culturale complesso, infatti, il tango vede l'interazione di danza, musica, tradizione e innovazione, e coinvolge diverse classi sociali. "L'antropologo è obbligato a interrogarsi sul senso di tale recupero. [...] Il tango appare come un laboratorio, un luogo di esplorazione nel quale i ruoli dell'uomo e della donna si decostruiscono, si analizzano, si delineano e infine si riallacciano." "L'attesa, l'ascolto che caratterizzano il tango permettono un nuovo incontro dell'uomo e della donna in uno spazio mentale incrociato dove il mondo e le sue contraddizioni si riflettono grazie al supporto di una musica ricca e complessa e di una poesia incessantemente rinnovata".
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Fiabe ungheresi. Principesse, magia, numeri e tracce di oralità tra sacro e profano
editore: Besa
pagine: 147
Le fiabe ungheresi hanno l'ardire di affrontare in campo aperto questioni pedagogiche di alto profilo
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L'imperativo categorico
di Jean-Luc Nancy
editore: Besa
pagine: 164
"L'imperativo categorico" è il testo che segna una vera e propria svolta nel pensiero di Jean-Luc Nancy. L'opera viene realizzata all'inizio degli anni Ottanta, raccogliendo una seria di saggi che Nancy scrive per alcune conferenze. Oltre ai temi principali, quelli della legge e del giudizio, il libro affronta la questione spinosa del soggetto (dalla quale prende le mosse quel movimento del pensiero francese che oggi viene ricordato come poststrutturalismo), ma anche la funzione etico-politica della filosofia. L'imperativo categorico rimanda a qualcosa che riguarda l'assunzione di una responsabilità dinanzi al mondo perché, come ci dice l'autore, l'imperativo categorico significa che il concetto di un mondo è indissociabile da quello di un imperativo e allo stesso tempo il concetto di un imperativo puro è indissociabile dal concetto di un mondo. "Ciò che deve essere è un mondo e nient'altro che un mondo deve, assolutamente, essere messo in opera".
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Un tempo berlinese
di Mohamed Magani
editore: Besa
pagine: 244
Un tempo berlinese racconta la storia di un algerino, emigrato da circa 25 anni in Germania, che ritorna nella sua terra negli
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Cholstomer. Storia di un cavallo
di Lev Tolstoj
editore: Besa
pagine: 60
Uscito per la prima volta nel 1886, questo breve romanzo di Tolstoj racconta la natura umana attraverso una metafora geniale. A parlare infatti è Cholstomer, un cavallo che nessuno vuole perché ha avuto la sfortuna di nascere con un mantello pezzato. Dalla tenera età e dai primi turbamenti amorosi fino alla vecchiaia, Cholstomer ci racconta con tenerezza la sua vita. Con le speranze e i sogni disattesi le gioie e le sofferenze come inevitabile corollario, la vita del cavallo non si differenzia da quella vissuta da tanti esseri umani. Ma, a differenza degli uomini, vittime della loro ossessione per il possesso, i cavalli affrontano l'esistenza con libertà, affrancandosi dalla schiavitù dell'ansia per il tempo che passa ineluttabile. Così, nonostante "la ragione stava sempre dalla parte di coloro che erano forti, giovani e felici, di coloro che avevano tutto davanti a sé..." Cholstomer vive la vecchiaia e la morte con nobile distacco e intelligente curiosità.
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