fbevnts Tutti i libri editi da Besa - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 24
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Besa

La cultura hip hop

di Hugues Bazin

editore: Besa

pagine: 285

L'hip hop è indissociabile dal contesto urbano: lo si può considerare una risposta a un ambiente più o meno ostile, quello dei
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19,00

Corriere spagnolo (1947-1954)

di Vittorio Bodini

editore: Besa

pagine: 135

Verso la metà del novembre 1946 Vittorio Bodini si recò per la prima volta in Spagna, avendo ottenuto una borsa di studio dal Ministero degli Esteri di quel paese per svolgere attività di ricerca presso l'Istituto italiano di cultura di Madrid. La borsa di studio aveva una durata di sei mesi, ma il soggiorno dello scrittore leccese, che aveva allora trentadue anni, si protrasse ben più a lungo, rivelandosi alla fine un'esperienza decisiva per la sua formazione culturale e umana. I reportages e le prose qui raccolti compongono, nel loro insieme, un singolare "taccuino di viaggio" in cui la progressiva esplorazione del paese straniero da parte del poeta s'intreccia, da un certo punto in avanti, con la riscoperta delle proprie radici e della propria terra.
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13,00

Istriagog

di Aljosa P. Curavic

editore: Besa

pagine: 120

Questo romanzo restituisce la biografia intima di un luogo e di un'epoca che appartengono alla Storia non soltanto italiana. Tra i virtuosistici incastri della vita del luogo fisico si snodano le sorti degli abitanti di un piccolo borgo istriano: è l'epopea delle famiglie che hanno vissuto l'antica Spada, hanno lì lavorato, generato figli, assistito al mutamento indotto dal tempo e dalle nuove geometrie architettoniche. Microstorie di vita materiale, narrate con l'insistita adesione a sentimenti di un tempo che, nelle mutate dimensioni psicologiche del mondo, appare ormai lontano e quasi smarrito. Il lettore istriano vi troverà come una parte di se stesso, una sua voce segreta, ineliminabile; ogni altro lettore vi scoprirà una guida insieme razionale e sentimentale in quella parte della storia e della cultura italiana che si chiama Istria.
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13,00

Mobilitare il cervello: l'arte di riabilitare la memoria

di Salmoni Gilberto

editore: Besa

pagine: 232

La trattazione dell'argomento è condotta in modo piano ed efficace e per questo può raggiungere un'ampia fascia di lettori che
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17,00

Il drago d'avorio

di Fatos Kongoli

editore: Besa

pagine: 229

Curioso impasto di esistenzialismo e atmosfere noir, "Il drago d'avorio" racconta in forma autobiografica le esperienze dell'a
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15,00

Fiabe e leggende norvegesi

editore: Besa

pagine: 123

Queste antiche "Fiabe e leggende norvegesi" dimostrano quanto la letteratura non abbia avuto, in origine, necessità di autori. Il loro pubblico, composto da pescatori, taglialegna e cacciatori, doveva essere d'una scaltrezza intellettiva fulminante. Mai avrebbero dato credito a chi si fosse presentato come "creativo": le leggende erano raccontate da chi le aveva udite chissà dove e in chissà quale passato. L'arcaico cantastorie negava sempre la paternità di ciò che raccontava. La vicenda leggendaria doveva essere autrice di se stessa: a lui bastava la soddisfazione di narrarla. Più volte in queste fiabe vediamo gruppi di uomini vicini a un fuoco o a un camino, seduti attorno all'ospite che racconta. Ascoltando, ne narrano a loro volta. In tal modo la favola diventa contenitore di altre. Possono essere più o meno lunghe, alcune hanno l'aspetto dell'aforisma: sembra quasi che ogni frase sia una storia completa, l'immagine singola di una vicenda. Le storie compaiono come un nemico nel buio, uno spirito dalla foresta, come una voce udita nel silenzio. Sipario spesso in questi racconti delle voci del mare, dei fiumi; e sono voci che avvertono, minacciano, consigliano. 0 preannunciano gli eventi. Ebbene, per coloro che le vivevano, tutte le leggende avevano lo stesso fascino inquietante di essere "voci", grida trasformate in dicerie. Discorsi sovrumani, le fiabe sono brusii della natura che sovrasta gli individui, li spaventa o li aiuta.
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16,00

Manuale di dizione, voce e respirazione

di Veneziano Corrado

editore: Besa

pagine: 181

Concepito come un libro di esercizi, regole e tecniche per reimpostare correttamente la propria voce, il Manuale di Corrado Ve
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16,00

Tango. Una storia completa

di Rémi Hess

editore: Besa

pagine: 112

Il percorso del tango dalle origini nei sobborghi di Buenos Aires e Montevideo alla diffusione in almeno tre continenti - Africa, America ed Europa - al "recupero" di cui è oggetto negli ultimi tempi. Fenomeno culturale complesso, infatti, il tango vede l'interazione di danza, musica, tradizione e innovazione, e coinvolge diverse classi sociali. "L'antropologo è obbligato a interrogarsi sul senso di tale recupero. [...] Il tango appare come un laboratorio, un luogo di esplorazione nel quale i ruoli dell'uomo e della donna si decostruiscono, si analizzano, si delineano e infine si riallacciano." "L'attesa, l'ascolto che caratterizzano il tango permettono un nuovo incontro dell'uomo e della donna in uno spazio mentale incrociato dove il mondo e le sue contraddizioni si riflettono grazie al supporto di una musica ricca e complessa e di una poesia incessantemente rinnovata".
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12,00

Fiabe ungheresi. Principesse, magia, numeri e tracce di oralità tra sacro e profano

editore: Besa

pagine: 147

Le fiabe ungheresi hanno l'ardire di affrontare in campo aperto questioni pedagogiche di alto profilo
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14,00

Giuseppe Sodano

Un patriota meridionale

di Orrico Antonietta

editore: Besa

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12,00

L'imperativo categorico

di Jean-Luc Nancy

editore: Besa

pagine: 164

"L'imperativo categorico" è il testo che segna una vera e propria svolta nel pensiero di Jean-Luc Nancy. L'opera viene realizzata all'inizio degli anni Ottanta, raccogliendo una seria di saggi che Nancy scrive per alcune conferenze. Oltre ai temi principali, quelli della legge e del giudizio, il libro affronta la questione spinosa del soggetto (dalla quale prende le mosse quel movimento del pensiero francese che oggi viene ricordato come poststrutturalismo), ma anche la funzione etico-politica della filosofia. L'imperativo categorico rimanda a qualcosa che riguarda l'assunzione di una responsabilità dinanzi al mondo perché, come ci dice l'autore, l'imperativo categorico significa che il concetto di un mondo è indissociabile da quello di un imperativo e allo stesso tempo il concetto di un imperativo puro è indissociabile dal concetto di un mondo. "Ciò che deve essere è un mondo e nient'altro che un mondo deve, assolutamente, essere messo in opera".
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16,00

Un tempo berlinese

di Mohamed Magani

editore: Besa

pagine: 244

Un tempo berlinese racconta la storia di un algerino, emigrato da circa 25 anni in Germania, che ritorna nella sua terra negli
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17,00

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