Bollati Boringhieri
Uno studio sul bene
di Kitaro Nishida
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 290
Un libro di filosofia, scritto da un giapponese che dialoga coi pensiero occidentale e lo arricchisce con la saggezza profonda della pratica dello Zen. Questo testo si propone, come il filosofo scrive nell'introduzione, di "spiegare tutto considerando come unica realtà l'esperienza pura": l'esperienza immediata del reale come si realizza nell'agire quotidiano corporeo, concreto, concentrato qui e ora e anteriore alla distinzione riflessiva di soggetto e oggetto, spirito e materia, interno ed esterno. Respingendo l'idea di un Dio trascendente e avvicinandosi piuttosto a Spinoza, Nishida prende in considerazione l'esperienza religiosa nei termini di un'esperienza immediata del Nulla, in quanto origine, forza unificatrice dell'universo, rileggendo in chiave unitaria la mistica cristiana e la tematica buddhista del Nulla assoluto.
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Le categorie della cultura medievale
di Gurevic Aron
editore: Bollati Boringhieri
In questo classico della storiografia la cultura medievale è interpretata in prospettiva socioantropologica, secondo alcune ca
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero sé
Riscrittura e continuazione
di Miller Alice
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 124
A quale prezzo psicologico si ottiene un "bravo bambino"? Di quali sottili violenze è capace l'amore materno? Il dramma del ba
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Paranoia e politica
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 308
Il paranoico è ossessionato dalla stabilità del reale, nemico della contraddizione e della complessità, persegue con tenacia u
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L'incredulità del Caravaggio e l'esperienza delle «cose naturali»
di Bologna Ferdinando
editore: Bollati Boringhieri
Il titolo del libro e collegato a uno dei dipinti più rappresentativi dell'opera del maestro, "L'incredulità di san Tommaso"
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Psicologia evoluzionistica
editore: Bollati Boringhieri
Il libro raccoglie una serie di contributi di autori noti e significativi (basti ricordare Fodor, Gould, Liotti, Pinker e Sper
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Etica dimostrata secondo l'ordine geometrico
di Baruch Spinoza
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 289
Il capolavoro filosofico di Spinoza, l'esposizione del suo sistema metafisico, al quale lavorò dal 1661 al 1665 per poi portarlo a termine poco prima di morire. Scritto in latino, fu pubblicato ad Amsterdam nel 1677. Dio o la Natura non agiscono secondo scopi, ma per necessità: bene o male non indicano qualcosa di positivo nelle cose, ma soltanto le rappresentazioni umane di esse. Buono è ciò che aiuta l'uomo ad avvicinarsi al suo "modello". Dal principio dell'autoconservazione consegue che virtù significa la forza di seguire la propria natura, di realizzare il proprio poter-essere. L'affettività va mediata con la ragione, in quanto la conoscenza diviene essa stessa affetto, gioia che corrisponde all'essenza della natura umana. L'uomo, che ha tanta più virtù quanto più cerca di conservare il proprio essere, impara che agire per virtù altro non è se non agire sotto la guida della ragione e mirare per sé a ciò cui mira anche per gli altri. La riuscita della virtù significa "felicità", e poiché, secondo Spinoza, le azioni razionali sono sempre buone, la cosa migliore per l'uomo è vivere sotto la guida della ragione.
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Freud in vita e in morte
Biografia scritta dal suo medico
di Schur Max
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 515
Medico di Freud negli anni immediatamente successivi alla comparsa del cancro che lo assillerà dal 1923 fino alla morte avvenu
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Coraggio, ragazzi!
di James Matthew Barrie
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 141
Barrie è autore di un'opera vastissima, che a noi è giunta solo in minima parte e che si lega, in definitiva, al titolo maggio
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I fiori del vuoto. Introduzione alla filosofia giapponese
di Jisò Forzani
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 143
In un'epoca in cui il pensiero occidentale si estenua in avvitamenti e incagli, il dialogo con categorie altre, elaborate da culture remote e nel contempo ormai contigue, appare come una delle poche vie percorribili per uscire dalla strettoia di una sterile quanto perniciosa ricerca identitaria. Che qualcosa di più di una educata e tollerante conoscenza sia possibile lo insegna la vicenda della filosofia in Giappone. Di conio piuttosto recente nella sua forma ideografica (1862), la parola dalla storia plurimillenaria prende dimora in una forma mentis pervasa di modi dottrinali, andamenti riflessivi, concezioni religiose che con la grecità e le sue lunghe filiazioni non sembrano avere punti di tangenza. Eppure l'incontro avviene, grazie alla virtù tutta giapponese di assimilare e armonizzare con l'autoctono quel che giunge d'oltremare: la scrittura, l'ideale confuciano, il buddhismo, e da ultimo, anche se aporeticamente, la filosofia, soprattutto nei suoi esiti postkantiani e posthegeliani. Virtù assimilativa a cui certo non è estranea una "vocazione terminale", tipica di una terra dell'approdo che si è sempre autorappresentata quale luogo di perfezionamento e compimento di ciò che nasceva altrove, ma che, nondimeno, non ha mai ceduto allo spirito della pura mescolanza.
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I geni in testa e il feto nel grembo
Sguardo storico sul corpo delle donne
di Duden Barbara
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 242
Questo libro intende parlare delle questioni politiche del presente attraverso uno sguardo storico-critico, che studia gli uni
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Il Nobel dimenticato. La vita e la scienza di Camillo Golgi
di Paolo Mazzarello
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 660
"Scusi professore, lei che è italiano, mi può spiegare cosa significa il nome latino Golgi?" Si tratta di una domanda plausibile per uno studente americano che, pur avendo incontrato molto spesso il termine "Golgi", in locuzioni come Golgi complex o Colgi apparatus, non ha mai sentito parlare di Camillo Golgi, tanto da ritenere più probabile che si tratti di una parola latina di cui ignora il significato piuttosto che di uno scienziato in carne e ossa. Tra le molte cause che contribuirono ad appannare la figura di Camillo Golgi (1843-1926), vi è certamente il suo ostinato rifiuto della "teoria del neurone" (secondo cui il sistema nervoso è composto da unità cellulari indipendenti anche se reciprocamente connesse tra loro), sostenuta dallo spagnolo Santiago Ramòn y Cajal, con il quale Golgi condivise il premio Nobel per la medicina nel 1906. La teoria del neurone si impose nel corso del XX secolo e divenne il paradigma fondamentale delle neuroscienze: la sconfitta scientifica di Golgi ebbe il sapore della beffa, in quanto proprio i suoi studi furono tra i contributi più rilevanti per l'affermarsi della teoria da lui tanto avversata. Obiettivo di Paolo Mazzarello, nel tracciare la biografia scientifica di Golgi, è recuperare la perduta identità storica di questo grande ricercatore, a cui dobbiamo alcune delle più entusiasmanti scoperte nell'ambito della biologia e della medicina e che sono alla base della moderna concezione del cervello e della cellula.
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