Bollati Boringhieri
I canoni dello sguardo. Storia della cultura visiva tra Oriente e Occidente
di Hans Belting
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 302
Esistono vicende, nella storia umana, che hanno una dirompenza più inappariscente dei grandi sconvolgimenti, ma un rilievo e una durata ben maggiori. Per comprenderne le vere dimensioni sono d'ostacolo gli specialismi non dialoganti e gli arroccamenti sugli spalti identitari. Ce lo insegna in modo esemplare l'invenzione della prospettiva, argomento tra i più studiati di una storia dell'arte. Con mossa felicissima, Hans Belting spariglia le carte e mette in prospettiva la prospettiva stessa. Grazie alla sua indagine si chiariscono le alleanze tra pratiche pittoriche, dottrine artistiche, conoscenze scientifiche, e soprattutto si svela la fecondità di un paradosso: all'apice della sua fioritura, l'Occidente definì il canone percettivo, attraverso il quale ci appropriamo del mondo sotto forma di immagine, attingendo a una teoria della visione concepita quattro secoli prima da un matematico arabo nativo di Bassora, Alhazen, in un contesto religioso islamico che bandiva le immagini perché giudicate contraffazioni blasfeme della creazione di Dio. Lo scarto temporale e i travisamenti dei traduttori propiziarono inopinatamente, sulla questione nevralgica delle consuetudini visive, il cortocircuito tra due civiltà che avrebbero poi acuito la reciproca lontananza. Civiltà dello sguardo, quella occidentale, fondata sul primato dell'occhio e sulla sovranità del soggetto osservatore. Civiltà che privilegia la luce, quella araba, fedele al grafismo non iconico dell'ornamento.
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Le opere teatrali di Mozart
di Schmid Manfred H.
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 131
Già nell'Ottocento Kierkegaard e Nietzsche si sono interrogati sulla misteriosa forza che trabocca dal teatro musicale di Moza
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E così via, all'infinito
Logica e antropologia
di Virno Paolo
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 221
Problematico, instabile, plastico, pericoloso: la sua storia naturale attesta al di là di ogni dubbio che l'animale umano è, c
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Lo Zen e l'arte di non sapere cosa dire
di Stefano Bolognini
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 145
"Lo Zen e l'arte di non sapere cosa dire" è una travolgente giostra di personaggi e vicende che con incalzante ritmo narrativo ci regalano l'immediatezza e l'assurdità della vita. Ecco per esempio la storia di Luisa, donna risoluta e spigolosa che aborrisce smancerie e sentimentalismi. Poi, un giorno, ascolta un vecchio 78 giri di provenienza americana e di colpo piange, si dispera, non riesce più ad andare a lavorare: perché? C'è poi Ermete che, tra il primo e il secondo, si alza da tavola: "Scendo un attimo a prendere le sigarette" dice... E ricompare tre anni dopo. Situazioni così, frammenti di vite vissute, storie ben congegnate ricalcate dal vero. Bolognini ci offre con questi racconti una interpretazione di gesti e consuetudini di ordinaria quotidianità alla luce delle teorie freudiane.
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Un'idea di giustizia
Globalizzazione e ineguaglianza dalla rivoluzione industriale a oggi
di Gozzini Giovanni
editore: Bollati Boringhieri
Questo libro si propone di spiegare storicamente la divisione del mondo in paesi ricchi e paesi poveri, e lo fa applicando al
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Sogni e interpretazioni
di Freud Sigmund
editore: Bollati Boringhieri
Com'è noto, Freud, attraverso la sua autoanalisi, fu il primo paziente di sé stesso, e la psicoanalisi è nata, cento anni fa,
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Il brodo delle undici
L'Italia nel nodo scorsoio
di Cordero Franco
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 194
Nel Regno sabaudo si impiccava il sabato mattina
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Savonarola
di Cordero Franco
editore: Bollati Boringhieri
Risucchiato dal grande gioco cielo-terra, Girolamo Savonarola ha interpretato in modo prototipico la parabola ascesa-e-caduta
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Contro Ismene
Considerazioni sulla violenza
di Zoja Luigi
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 159
La violenza ci appartiene, è parte integrante della vita
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Condividere il mondo
di Luce Irigaray
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 133
In questo libro, Luce Irigaray, uno dei più innovativi pensatori del nostro tempo, torna a interrogare il rapporto con l'alterità. Siamo infatti abituati a considerare l'altro come un individuo tra tanti senza dedicare abbastanza attenzione al mondo e alla cultura a cui appartiene. La nostra maniera di vivere l'alterità risulta quindi sottoposta ai nostri propri valori e l'altro, sia esso il nostro compagno o la nostra compagna, un figlio, un amico, un'amica, oppure uno straniero, è avvicinato come un simile. La differenza tra noi è allora percepita in modo esclusivamente quantitativo, non qualitativamente, e questo non favorisce la coesistenza, la pace, l'amore. Dopo la critica nietzcheana alla tradizione culturale dell'Occidente e la decostruzione heideggeriana della nostra concezione della verità, Luce Irigaray, in quanto donna, chiama in causa la validità dei concetti di similitudine, similarità, identità e, perfino, uguaglianza, che stanno alla base della logica occidentale. L'autrice spiega come, prima di cercare la trascendenza in qualche ideale soprasensibile, che non corrisponde alla nostra totale e universale umanità, sia necessario rispettare la trascendenza dell'altro, qui e vicino a noi, cioè la sua irriducibile alterità.
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Le emozioni primordiali. Gli albori della coscienza
di Derek Denton
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 350
Come funziona la coscienza? Scoprire in che modo le strutture cerebrali producano la consapevolezza di sé costituisce probabilmente la massima sfida delle neuroscienze. Denton avanza un'ipotesi nuova su questo tema antico e dibattuto: la coscienza si sarebbe progressivamente manifestata nel corso dell'evoluzione animale sotto forma di "emozioni primordiali", come la fame, la sete, il bisogno d'aria, il desiderio sessuale, cioè quelle forme impellenti di eccitamento che sono altamente funzionali alla sopravvivenza di un organismo, in quanto lo costringono ad agire, talvolta per scongiurare una minaccia alla sua stessa esistenza. L'ipotesi si basa sull'osservazione del comportamento di svariati animali - dagli elefanti che vanno in cerca di sale nelle grotte del Kenya alle tattiche di caccia dei polpi, dalla danza delle api alla capacità dei pesci di sentire dolore - e su studi di neuroimaging effettuati con soggetti umani, i cui risultati rivelano come siano le aree cerebrali ancestrali a rivestire un ruolo dominante nell'organizzazione delle emozioni primordiali. Anche attraverso il confronto delle proprie tesi con quelle di altri illustri scienziati, Denton delinea la teoria secondo cui le emozioni primordiali, oltre a giocare un ruolo primario negli stati di coscienza, costituiscono il fondamento della varietà di sensazioni e sentimenti tipicamente umani.
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Classe
di Cavalletti Andrea
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 159
Folla, massa, classe: entità sociali accampate al centro degli ultimi due secoli, oggetti di scienze prima sconosciute, ma sog
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