BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
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Satyricon
di Arbitro Petronio
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 238
L'amore, l'erotismo, l'avventura, le risate, la perdita, il dolore: il Satyricon contiene tutti gli ingredienti che cerchiamo in un romanzo. E lo fa dalla distanza di circa duemila anni. Aprire il volume di Petronio è come entrare in una gelateria e affondare la mano nuda nella vaschetta del pistacchio. Salvo poi, con stupore e sospetto, accorgersi che la temperatura del gelato è bollente.
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Boy & girl
di Terence Blacker
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 295
Sam Lopez è appena arrivato dagli Stati Uniti
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Abarat
di Clive Barker
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 439
Candy Quackenbush, ragazzina irrequieta, vive a Chickentown, una cittadina noiosa del Minnesota. Dopo un violento scontro con un'insegnante, fugge da scuola e vaga fino al limitare del bosco, dove le case lasciano il posto alla prateria. E qui ecco la prima di moltissime sorprese: un molo in rovina e un vecchio faro abbandonato. Sotto i suoi piedi scricchiola la sabbia. Il mare nel Minnesota? Possibile? Ma certo. È il Mar d'Izabella, che viene a prenderla e la porta via sulle sue onde, verso Abarat: un arcipelago di ventiquattro isole, una per ogni ora del giorno, più la venticinquesima Ora, un Tempo Fuor dal Tempo. Un mondo popolato da bizzarre creature, pieno di meraviglie e pericoli, teatro di una lotta tra forze oscure. Età di lettura: da 12 anni.
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Ottantasette tragedie in due battute
di Campanile Achille
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 111
Queste tragedie sono in realtà commedie: scenette teatrali in due battute basate sul 'nonsense' e sul paradosso
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Innamoramento e amore
di Francesco Alberoni
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 181
Uscito per la prima volta nel 1979, dopo un lungo periodo di ideologie che avevano negato ogni valore alla coppia, all'innamor
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Sulla tolleranza
di Voltaire
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 121
Una campagna appassionata in difesa di un uomo giustiziato, senza esitazioni di fronte all'autorità e alla tradizione, di fronte ai poteri di una gerarchia spirituale e di un governo assoluto. Considerato a tutt'oggi una testimonianza indelebile dello spirito illuminista e un manifesto senza tempo della libertà di pensiero, questo "Trattato sulla tolleranza" fu scritto da Voltaire in occasione di un fatto di cronaca. La sera del 13 ottobre 1761 il giovane Marc-Antoine Calas venne trovato morto. Dell'omicidio fu accusato il padre Jean, calvinista. Il movente: la presunta conversione al cattolicesimo del figlio. Fu l'inizio di un'accesa battaglia civile e religiosa che si concluse con la condanna a morte di Jean Calas da parte del tribunale di Tolosa. Sergio Luzzatto, uno degli storici italiani che con più forza si sono pronunciati contro l'oscurantismo religioso, sottolinea tutta l'attualità del Trattato: "Voltaire aveva inteso perorare la causa generale della libertà d'opinione, contro le logiche sacre o profane di qualunque ortodossia. Contro la logica di qualunque pensiero unico". Ad animare le pagine di Voltaire è un'idea radicale: la tolleranza è la prima prerogativa dell'umanità, è la sua legge di natura. Perché "il diritto dell'intolleranza è assurdo e barbaro; è il diritto delle tigri; anzi, è anche più orribile, perché le tigri non sbranano che per mangiare, mentre noi ci siamo sterminati per dei paragrafi."
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Il basilisco
di Michele Giuttari
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 352
Firenze, 1° ottobre 2001: una bomba esplode a pochi passi dagli Uffizi mentre passa la macchina del commissario Michele Ferrar
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Storia dell'astronomia
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 348
Nata dalla "General History of Astronomy", edita dalla Cambridge University Press, questa Storia dell'astronomia ripercorre ol
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I sette peccati di Hollywood
di Oriana Fallaci
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 231
È il 9 gennaio 1956 quando Oriana Fallaci, inviata de "L'Europeo", giunge a Hollywood per affrontare l'impresa che l'ha condotta in America: intervistare Marilyn Monroe. Si rivolge al regista Jean Negulesco, portandogli in dono dodici camicie confezionate per lui a Roma. L'incontro non ha un esito decisivo, ma spinge Oriana a volare a New York, sempre sulle tracce della diva. Due anni dopo il giornale le chiede di scrivere una serie di reportage sul mondo del cinema e lei torna a Hollywood, va a visitare da turista le dimore degli attori, partecipa alle loro feste esclusive e li osserva la domenica a Messa, entra negli studios e si interessa al fenomeno dei produttori indipendenti, condividendo ambizioni e rimpianti in interviste appassionate e franche. Seguendo il filo dei sette peccati capitali conduce la sua inchiesta con ironia e profonda comprensione umana. Il racconto di quella esperienza diventa il suo libro d'esordio, "I sette peccati di Hollywood", pubblicato da Longanesi nel 1958 e riproposto dopo una lunga assenza nella collana BUR delle Opere di Oriana Fallaci.
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Gli antipatici
di Oriana Fallaci
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 379
Pubblicato nel 1963, "Gli antipatici" torna in libreria in una collana dedicata a tutte le opere di Oriana Fallaci. Gli antipatici sono quei personaggi destinati a trovarsi sempre sulla bocca di tutti, e dei quali tutto si sa e tutto si dice. Inviata de "L'Europeo", agli inizi degli anni Sessanta Oriana Fallaci va a intervistarli: registi da Oscar, poeti premi Nobel, dive di fama planetaria, compositori, scrittrici di alto profilo, Ingrid Bergman, don Jaime de Mora y Aragón, Nilde Iotti, Federico Fellini, Arletty, Baby Pignatari, Catherine Spaak, Gianni Rivera, Afdera Fonda Franchetti, Antonio Ordoñez, Cayetana duchessa d'Alba, Salvatore Quasimodo, Jeanne Moreau, Alfred Hitchcock, Anna Magnani, Porfirio Rubirosa, Natalia Ginzburg, Giancarlo Menotti: in un faccia a faccia implacabile e sottile, ironico e pungente, si trovano alle prese con un magnetofono e una intervistatrice alla quale, ancor più che al mezzo tecnico, nulla sfugge, neppure "uno scintillare di occhi, un agitarsi di mani". Ogni intervista è preceduta da una breve presentazione in cui la Fallaci, con grande senso dello humor e una dote innata per il racconto, esprime il suo giudizio. Come lei stessa scrive, i suoi antipatici sono "quasi sempre simpaticissimi".
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