Castelvecchi
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Cattivi maestri. La controeducazione di René Schérer, Raoul Vaneigem e Hakim Bey
di Paolo Mottana
editore: Castelvecchi
pagine: 220
Nell'azione intellettuale di si intrecciano molte delle riflessioni e delle discussioni essenziali che hanno animato il Novecento sui terreni della cultura, del desiderio e dell'educazione. Accomunati dalla appartenenza a un humus che trova nella rivoluzione del '68 il suo nucleo di condensazione, questi autori sono portatori di una persistente disposizione alla sovversione e alla esplorazione dei limiti del pensiero e dell'esperienza. Dalla ricerca sulle eresie o sul libero pensiero in Vaneigem alla lettura eversiva della letteratura e dei classici della filosofia di Scherer, alle perlustrazioni delle esperienze comunitarie ed eversive nel "terrorismo poetico" di Hakim Bey, o allo scavo delle pratiche di espropriazione del corpo nella medicina ufficiale o del gusto di sapere nell'istruzione istituzionale in Ivan Illich il pensiero diventa una fonte esplosiva e ineludibile nel panorama mortifero di troppa parte della cultura contemporanea.
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Trattato sull'anima
di Lazar Philippe
editore: Castelvecchi
pagine: 130
Sottratto alle dispute teologiche, il concetto di anima resta al centro di un dibattito capace di riportare l'esperienza dell'
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Per un nuovo grande compromesso storico
di Enrico Berlinguer
editore: Castelvecchi
pagine: 89
In un lungo intervento, pubblicato in tre parti su "Rinascita" nell'autunno del 1973, Enrico Berlinguer riflette sulla tragica fine della democrazia cilena e introduce nel dibattito politico il concetto di "compromesso storico". Per il segretario del Partito comunista italiano l'unica difesa possibile a una svolta reazionaria anche nel nostro Paese è un'alleanza con la Democrazia cristiana. Un'operazione politica che non è una novità nella storia del Pci, sostiene lo storico Fabio Vander, secondo cui la "svolta di Salerno" di Togliatti e il "compromesso storico" di Berlinguer sono le manifestazioni di una stessa cultura politica. Quella che ha contribuito a "rendere impossibile" l'alternanza fra coalizioni e progetti politici distinti, come dimostrano le ricorrenti "larghe intese".
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Storia di una suora
di Kathryn Hulme
editore: Castelvecchi
pagine: 279
È una volontà profonda e senza macchia di donarsi a Dio a spingere la giovane belga Gabrielle van der Mal a entrare in convento, prendendo il nome di suor Luke. Ma il rumore del mondo esterno assedia il silenzio del chiostro, e la scelta di Gabrielle è solo l'inizio di un confronto, sempre più serrato, con se stessa. La sua vocazione viene prima messa alla prova in Africa, infermiera in uno sperduto ospedale congolese, e poi nel Belgio occupato dai nazisti, dove il suo sostegno alla Resistenza si scontra con la richiesta di fedeltà incondizionata ai precetti della Chiesa. Fedele descrizione della vita claustrale e intenso racconto di un travaglio interiore, il romanzo è ispirato alla vita di Marie Louise Habets, che incontrò l'autrice, anche lei infermiera, alla fine della Seconda Guerra Mondiale e rimase al suo fianco per quasi tutta la vita. Pubblicato nel 1956, "Storia di una suora" fu subito un best seller internazionale e divenne, tre anni dopo, un fortunato film con Audrey Hepburn nel ruolo della protagonista.
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Il nuovo infinito di Nietzsche. La futura obiettività tra arte e scienza
di Vozza marco
editore: Castelvecchi
pagine: 250
Nonostante i numerosi tentativi di interpretarne l'opera come prototipo di filosofia irrazionalista, di pensiero metafisico o
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Elisabetta e il conte di Essex
di Lytton Strachey
editore: Castelvecchi
pagine: 320
Pubblicato nel 1928, il libro e uno dei piu celebri e avvincenti romanzi che ripercorrono la relazione tra Elisabetta I Tudor, regina d'Inghilterra, e Robert Devereux, conte di Essex. Il loro rapporto ebbe inizio nel maggio del 1587, quando lei aveva cinquantatre anni e lui poco meno di venti, e si protrasse fino al 1601, quando il conte di Essex fu decapitato con l'accusa di tradimento. In un susseguirsi di scene brillanti, Strachey descrive l'attrazione fatale tra la regina e il conte, racconta i loro appassionati scontri e la loro affinita nella ricerca del potere, che li portera inevitabilmente a un tragico epilogo. Nel tratteggiare lo sfondo di questa liaison, Strachey realizza anche dei superbi ritratti di personaggi illustri dell'epoca come Francis Bacon, Robert Cecil, Walter Raleigh e altre figure, che hanno animato la corte elisabettiana contribuendo a dar vita a un periodo di straordinaria fioritura artistica e culturale.
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Che cos'è la coscienza?
di David Chalmers
editore: Castelvecchi
pagine: 110
Questo scritto di David Chalmers, filosofo australiano tra i più influenti rappresentanti della "philosophy of mind", ha segnato un importante punto di svolta nelle indagini sulla coscienza. Ricollegandosi al saggio di Thomas Nagel "Cosa si prova ad essere un pipistrello?" (Castelvecchi, 2013), Chalmers sostiene che la coscienza presenta i problemi "facili", che riguardano le diverse modalità dei processi cerebrali e che possono ricevere una spiegazione esaustiva dagli studi neurobiologici, e il problema "difficile", che riguarda invece il significato di avere un'esperienza cosciente. Tale problema, avendo a che fare con l'aspetto soggettivo dell'esperienza, non può ricevere alcuna risposta dalle neuroscienze, che non sono in grado di spiegare il senso che hanno per l'individuo esperienze anche semplici come "vedere il rosso" o "sentire un suono". L'approccio di Chalmers si propone allora di formulare una spiegazione filosofica, che integri concettualmente le descrizioni puramente scientifiche della vita mentale, perché "il problema difficile e un difficile problema, ma non c'è motivo di credere che resterà per sempre insoluto". Questa edizione è completata da una selezione delle risposte dell'autore alle critiche e osservazioni mosse in seguito alla pubblicazione del saggio da alcuni dei più autorevoli studiosi della coscienza.
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I vinti hanno sempre torto
di Alessandro Trabucchi
editore: Castelvecchi
pagine: 180
Ritenuto una delle personalità militari più limpide della Resistenza italiana, Trabucchi fu tra i primi ufficiali di carriera che si misero a disposizione del Comitato di Liberazione Nazionale. Nel ruolo di comandante generale delle Formazioni Autonome fu stretto collaboratore del generale Giuseppe Perotti; quando questi fu fucilato, lo sostituì al comando del Cmrp. Nel dicembre del 1944 i dirigenti politici della Resistenza piemontese decisero, all'unanimità, di accogliere la proposta degli Alleati di affidare a Trabucchi la responsabilità del "Comando generale unico per tutte le operazioni di combattimento da compiersi dai partigiani" in Piemonte. Tre mesi dopo cadde nelle mani delle SS tedesche ma riuscì a salvarsi grazie all'insurrezione del 26 aprile. Nel 1947 ha raccontato la sua esperienza in questo libro, denunciando gli eccessi compiuti dopo la Liberazione e il voltafaccia dei tanti che salirono sul carro dei vincitori.
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Lettera ai lavoratori
di Antoniazzi Sandro
editore: Castelvecchi
pagine: 105
A trent'anni dalla sua "Lettera alla classe operaia" e in uno scenario drasticamente mutato, Sandro Antoniazzi torna a scriver
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A spasso con il Duce. Le memorie dell'autista di Benito Mussolini
editore: Castelvecchi
pagine: 136
La grande Storia raccontata da un piccolo uomo, Ercole Boratto, autista personale di Benito Mussolini dalla Marcia su Roma (19
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Pianeta tossico. Armi di distruzione di massa. Segreti e insidie
di Gianluca Ansalone
editore: Castelvecchi
pagine: 142
Nel pieno del "risveglio arabo" nel Mediterraneo e in Medio Oriente, il mondo è costretto a domandarsi quale sia la linea rossa per scongiurare il pericolo di un uso delle testate atomiche o chimiche da parte di regimi al collasso e quali le conseguenze di una guerra combattuta con questi mezzi. Tutti interrogativi a cui cerca di dare una risposta il libro di Gianluca Ansalone, esperto di intelligence e strategie di sicurezza. La comunità internazionale sostiene l'autore - è oggi alle prese con minacce nuove, difficili da prevedere e quindi impossibili da inquadrare in quel concetto di deterrenza che nel corso della Guerra Fredda aveva garantito la stabilità. Venuta meno la contrapposizione bipolare, sono mutate anche le categorie che distinguevano la guerra dalla pace, la sicurezza dall'insicurezza. Le forze inerziali che spingono per la proliferazione delle armi non convenzionali sono molto più forti di quelle che la trattengono. Emblematico il caso dell'Iran, Paese che ha fatto del tema atomico il motivo centrale della propria condotta di politica interna ed estera. Per arrestare o frenare la corsa alle armi di distruzione di massa è necessario oggi un consenso a livello multilaterale. Non bastano più né gli Stati Uniti da soli, né insieme agli europei; occorre il concorso di Cina e Russia. E soprattutto c'è bisogno di una vera capacità sanzionatoria da parte delle Nazioni Unite. Prefazione di Stefano Stefanini.
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