Castelvecchi
Augustus
di John Buchan
editore: Castelvecchi
pagine: 334
Nel racconto dello scozzese John Buchan, straordinario ibrido di politico aristocratico e popolarissimo scrittore, Ottaviano Augusto è soprattutto l'eroe dell'idea imperiale. La biografia si concentra sul passaggio dalla Repubblica all'Impero, quegli anni di scontro feroce che vedono emergere il genio politico del pronipote di Giulio Cesare. Magistrale nel fondere la ricostruzione degli eventi e dei caratteri con l'analisi storica, la narrazione dipana pazientemente l'intricata matassa delle lotte che dilaniavano Roma. Questo lo sfondo sul quale Ottaviano impara le arti della guerra e del compromesso, fino al gennaio del 24 a.C., quando ottiene il titolo di Augusto e segna una svolta decisiva nella storia dell'Occidente. Lo stratega lascia allora il posto al riformatore rigoroso, all'interprete acuto degli equilibri mondiali e al protettore delle arti. Per Augusto, sensibile nella scelta dei suoi collaboratori e ambizioso portatore di pace, Buchan non nasconde la propria ammirazione. Eppure il suo libro - scritto nel 1937, quando l'autore era governatore del Canada - ci consegna un ritratto sfaccettato del primo imperatore e, insieme, un'attenta e modernissima riflessione sulla gestione del potere.
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Oscar Wilde
di Philippe Jullian
editore: Castelvecchi
pagine: 334
Al giovane André Gide che in Algeria gli domandava sue notizie, Oscar Wilde rispose: "Nella mia vita ho messo il genio; nelle mie opere solo il talento". Con Wilde, l'arte è indissolubile dalla vicenda personale; e scoprire la storia privata di questo irresistibile, ultimo "dandy" significa addentrarsi nell'ambiente intrigante e sofisticato dei salotti e dei circoli letterari inglesi e francesi di fine Ottocento. Accanto a lui sfilano Whistler, Beardsley, Bernard Shaw e molti altri, in un turbine di motti arguti, lampi di genio e paradossi. In questa biografia, pubblicata in Francia nel 1967, Philippe Jullian racconta con acume e passione le imprese, gli amori, i successi e gli insuccessi, dell'autore del Ritratto di Dorian Gray, ricollocandone la figura sullo sfondo di quel mondo - tra art nouveau, simbolismo vittoriano e belle époque - che ne decise prima il rapido successo e poi l'impietoso abbandono. Jullian riesce a restituire l'ingegno brillante, le pose scandalose e irriverenti, la sensibilità inquieta che imposero Wilde come una delle personalità più importanti di un'epoca intera.
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Un paradiso scomparso. La storia dei Gesuiti in America del Sud tra il XVII e il XVIII secolo
di R. B. Cunninghame Graham
editore: Castelvecchi
pagine: 288
Tra la metà del XVI e la fine del XVIII secolo, quando furono espulsi da tutte le colonie spagnole e portoghesi delle Americhe
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Cattivi maestri. La controeducazione di René Schérer, Raoul Vaneigem e Hakim Bey
di Paolo Mottana
editore: Castelvecchi
pagine: 220
Nell'azione intellettuale di si intrecciano molte delle riflessioni e delle discussioni essenziali che hanno animato il Novecento sui terreni della cultura, del desiderio e dell'educazione. Accomunati dalla appartenenza a un humus che trova nella rivoluzione del '68 il suo nucleo di condensazione, questi autori sono portatori di una persistente disposizione alla sovversione e alla esplorazione dei limiti del pensiero e dell'esperienza. Dalla ricerca sulle eresie o sul libero pensiero in Vaneigem alla lettura eversiva della letteratura e dei classici della filosofia di Scherer, alle perlustrazioni delle esperienze comunitarie ed eversive nel "terrorismo poetico" di Hakim Bey, o allo scavo delle pratiche di espropriazione del corpo nella medicina ufficiale o del gusto di sapere nell'istruzione istituzionale in Ivan Illich il pensiero diventa una fonte esplosiva e ineludibile nel panorama mortifero di troppa parte della cultura contemporanea.
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Trattato sull'anima
di Lazar Philippe
editore: Castelvecchi
pagine: 130
Sottratto alle dispute teologiche, il concetto di anima resta al centro di un dibattito capace di riportare l'esperienza dell'
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Per un nuovo grande compromesso storico
di Enrico Berlinguer
editore: Castelvecchi
pagine: 89
In un lungo intervento, pubblicato in tre parti su "Rinascita" nell'autunno del 1973, Enrico Berlinguer riflette sulla tragica fine della democrazia cilena e introduce nel dibattito politico il concetto di "compromesso storico". Per il segretario del Partito comunista italiano l'unica difesa possibile a una svolta reazionaria anche nel nostro Paese è un'alleanza con la Democrazia cristiana. Un'operazione politica che non è una novità nella storia del Pci, sostiene lo storico Fabio Vander, secondo cui la "svolta di Salerno" di Togliatti e il "compromesso storico" di Berlinguer sono le manifestazioni di una stessa cultura politica. Quella che ha contribuito a "rendere impossibile" l'alternanza fra coalizioni e progetti politici distinti, come dimostrano le ricorrenti "larghe intese".
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Storia di una suora
di Kathryn Hulme
editore: Castelvecchi
pagine: 279
È una volontà profonda e senza macchia di donarsi a Dio a spingere la giovane belga Gabrielle van der Mal a entrare in convento, prendendo il nome di suor Luke. Ma il rumore del mondo esterno assedia il silenzio del chiostro, e la scelta di Gabrielle è solo l'inizio di un confronto, sempre più serrato, con se stessa. La sua vocazione viene prima messa alla prova in Africa, infermiera in uno sperduto ospedale congolese, e poi nel Belgio occupato dai nazisti, dove il suo sostegno alla Resistenza si scontra con la richiesta di fedeltà incondizionata ai precetti della Chiesa. Fedele descrizione della vita claustrale e intenso racconto di un travaglio interiore, il romanzo è ispirato alla vita di Marie Louise Habets, che incontrò l'autrice, anche lei infermiera, alla fine della Seconda Guerra Mondiale e rimase al suo fianco per quasi tutta la vita. Pubblicato nel 1956, "Storia di una suora" fu subito un best seller internazionale e divenne, tre anni dopo, un fortunato film con Audrey Hepburn nel ruolo della protagonista.
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Il nuovo infinito di Nietzsche. La futura obiettività tra arte e scienza
di Vozza marco
editore: Castelvecchi
pagine: 250
Nonostante i numerosi tentativi di interpretarne l'opera come prototipo di filosofia irrazionalista, di pensiero metafisico o
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Elisabetta e il conte di Essex
di Lytton Strachey
editore: Castelvecchi
pagine: 320
Pubblicato nel 1928, il libro e uno dei piu celebri e avvincenti romanzi che ripercorrono la relazione tra Elisabetta I Tudor, regina d'Inghilterra, e Robert Devereux, conte di Essex. Il loro rapporto ebbe inizio nel maggio del 1587, quando lei aveva cinquantatre anni e lui poco meno di venti, e si protrasse fino al 1601, quando il conte di Essex fu decapitato con l'accusa di tradimento. In un susseguirsi di scene brillanti, Strachey descrive l'attrazione fatale tra la regina e il conte, racconta i loro appassionati scontri e la loro affinita nella ricerca del potere, che li portera inevitabilmente a un tragico epilogo. Nel tratteggiare lo sfondo di questa liaison, Strachey realizza anche dei superbi ritratti di personaggi illustri dell'epoca come Francis Bacon, Robert Cecil, Walter Raleigh e altre figure, che hanno animato la corte elisabettiana contribuendo a dar vita a un periodo di straordinaria fioritura artistica e culturale.
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