Castelvecchi
Figli di troika. Gli artefici della crisi economica
di Bruno Amoroso
editore: Castelvecchi
pagine: 94
Sono i sicari del potere: Fondo monetario internazionale, Banca Mondiale e Banca centrale europea. La nomenklatura finanziaria della globalizzazione si è consolidata nel corso degli ultimi dieci anni con il passaggio dal pensiero unico al potere unico. Secondo Bruno Amoroso sono gli "incappucciati della finanza" i responsabili del disastro economico europeo: persone a cui è stato affidato il ruolo d'infiltrarsi nelle istituzioni, di manipolare l'informazione e la ricerca, e che con il metodo della governance hanno minato le nostre società. I Signori della finanza globale reclutano adepti nei singoli Stati. Le loro strategie sono la "marginalizzazione economica" per destabilizzare le istituzioni, l'allarmismo e la tensione praticati nell'anonimato dei mercati finanziari. Hanno volti, nomi, cognomi e - come direbbe Federico Caffè - anche soprannomi. Un pamphlet duro in cui vengono svelati i metodi di reclutamento e di lavoro dei padroni della finanza, le cui carriere sono segnate dai disastri sociali ed economici che oggi ci troviamo a fronteggiare in Italia come in Europa.
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L'amicizia
di Florenskij Pavel A.
editore: Castelvecchi
pagine: 95
L'amicizia è la visione di sé negli occhi dell'altro", e in questo riconoscersi, nella condivisione totale della gioia e del d
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La discesa della colomba
La storia dello Spirito Santo nella Chiesa
di Williams Charles
editore: Castelvecchi
pagine: 288
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Disegno dell'architettura italiana
di Brandi Cesare
editore: Castelvecchi
pagine: 510
Disegno dell'architettura italiana, pubblicato per la prima volta nel 1985, percorre la storia dell'architettura nella nostra
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Sull'infinito
di Hilbert David
editore: Castelvecchi
pagine: 57
Da tempo immemorabile, l'infinito ha eccitato le emozioni umane più di ogni altro interrogativo
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Leggere la città
Quattro testi di Paul Ricoeur
di Ricoeur Paul
editore: Castelvecchi
pagine: 144
La città è il luogo delle possibilità, dell'incontro del nuovo con l'antico, dell'agire comune, ma anche del pericolo, del deg
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La conquista dell'Everest
di John Hunt
editore: Castelvecchi
pagine: 282
La mattina del 29 maggio 1953 il neozelandese Edmund Hillary e il nepalese Tenzing Norgay sono i primi esseri umani a raggiungere la vetta dell'Everest. La permanenza dei due scalatori sul "tetto del mondo" dura soltanto un quarto d'ora - il tempo per Hillary di piantare una croce e per Tenzing di deporre biscotti in offerta alle divinità buddiste - ma la conquista di una montagna è il frutto di un lavoro lungo e meticoloso, un'avventura collettiva fondata sul coraggio e sui dettagli, sulla solidarietà e sulla concentrazione. John Hunt, l'autore di questo resoconto scritto a ridosso dell'impresa, era il capo della spedizione britannica, un organizzatore capace e sensibile che seppe tenere unito il gruppo contro il freddo, la mancanza di ossigeno, i fiumi di ghiaccio, i crepacci aperti sul vuoto e la continua messa alla prova della resistenza fisica e mentale di ognuno, la sfida con se stessi, che è forse la ragione vera e profonda dell'alpinismo. La conquista dell'Everest comincia con il riepilogo delle spedizioni precedenti, un ininterrotto sforzo collettivo, e prosegue con il racconto epico ed esatto delle diverse fasi dell'ascesa, da Kathmandu alla scelta della parete sud, fino all'assedio e all'assalto della cima. La riflessione finale di Hunt sul successo della spedizione è soprattutto un bilancio umano, con lo sguardo sollevato verso nuove imprese e la consapevolezza che, per chi la compie e per chi la legge, "l'avventura è un bisogno". Con le foto originali scattate dai membri della spedizione.
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Gesù Cristo e il cristianesimo
di Martinetti Piero
editore: Castelvecchi
pagine: 562
Possiamo dirci ancora cristiani? è il titolo proposto da Benedetto Croce per questo classico del pensiero filosofico, nel qual
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