Castelvecchi
Nelle trincee di Stalingrado
di Viktor Nekrasov
editore: Castelvecchi
pagine: 316
Il 2 febbraio 1943, con la resa della Sesta armata del maresciallo Friedrich Paulus termina la battaglia di Stalingrado, uno dei momenti più significativi della Seconda Guerra Mondiale. Viktor Nekrasov, come molti civili, combatté in prima persona nelle trincee e pochi anni dopo pubblicò questo romanzo, ancora oggi comunemente considerato una delle migliori opere della letteratura sovietica di guerra. Narrato in prima persona dal luogotenente Kerèncev (che in tempo di pace era un giovane ingegnere), il racconto ripercorre quei momenti drammatici, dall'annuncio dell'arrivo dei tedeschi ai combattimenti durissimi all'ultimo sangue che metteranno alla prova la natura umana dei vari personaggi, fino agli esiti finali in cui la resistenza eroica di un intero popolo obbligherà alla resa il nemico cambiando così le sorti di tutta l'Europa. Nekrasov è stato cittadino e soldato, e come tale si è immedesimato nella condizione degli infiniti e quasi anonimi eroi, con galloni e senza, che si sono trovati a fare la Storia sotto le mura di Stalingrado. Rifiutando ogni retorica e con una narrazione sincera e priva di enfasi celebrativa, gli umili protagonisti di questo romanzo pongono quesiti etici validi ancora oggi: ci si può fidare di un compagno sconosciuto? Qual è il vero eroismo: quello di chi si cela dietro le frasi altisonanti ma nel momento del bisogno tradisce la sua mancanza di umanità o quello di chi non sa usare le belle parole ma è capace di sacrificare la propria vita per il bene comune?
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Cosa si prova ad essere un pipistrello?
di Nagel Thomas
editore: Castelvecchi
pagine: 54
Le teorie di taglio materialista sul funzionamento e le modalità dell'esperienza sembrano inesorabilmente destinate a trascura
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Scrivere il silenzio
Wittgenstein e il problema del linguaggio
di Sini Carlo
editore: Castelvecchi
pagine: 224
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Metafisica quantistica
I nuovi misteri dello Spazio e del Tempo
editore: Castelvecchi
pagine: 141
Nel 1984, Sven Ortoli e Jean-Pierre Pharabod pubblicavano "Il cantico dei quanti", salutato all'epoca come uno dei libri più f
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Dizionario di buone maniere e cattivi pensieri
di Marlene Dietrich
editore: Castelvecchi
pagine: 190
"Avanzi: Sono un vero divertimento. Prendi la carne lessa che ti è avanzata. Tagliala a fette. Friggi cipolle e aggiungi pomodori, funghi se ce l'hai, e anche patate lesse a fettine, peperoni verdi, e in più ogni avanzo di verdura cotta che hai in casa. Aggiungi la carne, mescola finché è calda, cospargila di prezzemolo tritalo... e ti verrà sempre voglia di avanzi. Broncio: Io lo detesto, magli nomini non resistono, perciò... tieni il broncio. Sigarette: Ho cominciato a fumare durante la guerra. E da allora non ho più smesso. Mi mantiene in salute". Sono alcune delle voci del Dizionario di Marlene Dietrich, una sorta di breviario per uomini e donne in cui la diva ha organizzato le idee, le considerazioni sulla vita, sull'arte, sull'amore, sulla morale e. chiaramente, su di sé. "L'angelo azzurro" l'ha consacrata icona conturbante della storia del cinema, ma lei interpretava i suoi ruoli come confessò più volte - solo per "timbrare il cartellino". La vera Marlene era una donna colta e ironica, una donna di casa che amava la musica, la letteratura, la cucina, che univa buon senso e spregiudicatezza, e per la quale l'eleganza era, più che una questione di apparenza, un'esigenza morale. A leggere il suo dizionario sembra di ascoltare i consigli di una cara zia, di una donna esperta e intelligente che, per bontà sua, ha voluto rivelarci i suoi segreti.
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Heston Blumenthal at home
di Heston Blumenthal
editore: Castelvecchi
pagine: 407
Prendete uno chef. Anzi, prendete il capo chef di uno dei più importanti ristoranti al mondo, il Fat Duck, un posto che negli ultimi anni ha vinto qualunque premio possibile in termini di "miglior cibo del pianeta". Adesso immaginate che quello chef sia Heston Blumenthal, e che abbia scritto un libro, e che quel libro contenga non solo le ricette che lo hanno reso famoso - con tanto di minuziose istruzioni per realizzarle - ma anche una chiave segreta, una formula per la cucina fatta in casa, una cucina raffinata ma semplice, una cucina che possiamo affrontare anche noi comuni mortali. Ora, questo libro è "Heston Blumenthal at home", in cui lo chef londinese ci porta in casa sua e ci dimostra che la sopraffina arte del Fat Duck si può, con le dovute accortezze, realizzare anche in una normale cucina casalinga. Nella prima parte ci sono i concetti base come la preparazione degli alimenti, la salatura, la macerazione, la marinatura e altre tecniche fondamentali. Nella seconda parte troviamo le ricette, dal metodo per cucinare un pesce inconfutabilmente perfetto ai piatti meno convenzionali, come salmone alla liquirizia e lasagne di granchio. "Sono un autodidatta", dice Blumenthal, "e quindi conosco molto bene la frustrazione e le perplessità che la cucina può provocare. Per questo, la parola d'ordine è: semplicità".
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