Castelvecchi
Novantadue
L'anno che cambiò l'Italia
editore: Castelvecchi
pagine: 180
Il novantadue non è un anno qualsiasi
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Il feticcio quotidiano
di Dorfles Gillo
editore: Castelvecchi
pagine: 188
Viviamo nell'illusione che la società moderna sia basata unicamente sui princìpi della prestazione efficace e della razionalit
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Chi ha ucciso Pio La Torre? Omicidio di mafia o di stato? la verità sulla morte del più importante dirigente comunista assassinato dal dopoguerra
editore: Castelvecchi
pagine: 256
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La mistica della femminilità
di Friedan Betty
editore: Castelvecchi
pagine: 334
La mistica della femminilità fu pubblicato per la prima volta nel 1963, un anno decisivo per i movimenti radicali e democratic
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Come gli hippie hanno salvato la fisica
di Kaiser David
editore: Castelvecchi
pagine: 376
La teoria dei quanti rappresenta, ancora oggi, uno dei più eccitanti orizzonti della fisica
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Analfabeatles. Filosofia di una passione elementare
di Carboni Massimo
editore: Castelvecchi
pagine: 125
I Beatles hanno rappresentato non solo il più potente oggetto di fascinazione musicale di massa del Novecento, ma anche - nei
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Organizzare eventi tra tecnica e cuore
editore: Castelvecchi
pagine: 121
L'organizzazione di un evento non si esaurisce nella sua dimensione tecnica, ma richiede strategie ed energie che hanno a che
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La foresta ti ha. Storia di un'iniziazione
di Devin Luis
editore: Castelvecchi
pagine: 192
Africa Centrale
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Shepard Fairey in arte Obey. La vita e le opere del re della poster art
di Sabina De Gregori
editore: Castelvecchi
pagine: 205
Al termine di una trionfante campagna elettorale, Barack Obama, appena eletto a guidare gli Stati Uniti d'America, ha preso carta e penna per scrivere a Shepard Fairey, in arte Obey, e ringraziarlo personalmente per avergli dedicato un manifesto che, secondo molti analisti, ha rappresentato la vera chiave di svolta del successo personale del primo Presidente nero della storia americana. Quel manifesto - il volto di Obama virato in rosso e blu e accompagnato dalla scritta Hope - ha fatto velocemente il giro del mondo, diventando un'icona celebre quanto "la Gioconda" di Leonardo Da Vinci o la "Marilyn" di Andy Warhol. Tutto merito dell'indiscusso talento di un ragazzo che, nato in una cittadina della Carolina del Sud nel 1970, inizia a far parlare di sé ai tempi del college, quando tappezza le metropoli americane di adesivi con il volto del wrestler André The Giant. In quel momento, la poetica di Obey prende forma, concentrandosi sui temi cruciali della propaganda e del controllo sociale. Un'attenzione all'aspetto comunicativo dell'arte che Obey metterà a frutto nella guerrilla marketing e, durante il conflitto tra gli Stati Uniti e l'Iraq, in campo politico, realizzando una serie di manifesti di stampo pacifista. Da quel momento in poi, caratterizzato da uno stile grafico inconfondibile, il lavoro di Fairey accompagna e commenta gli eventi e le tendenze della contemporaneità, alfiere di un approccio artistico che si fa critica sociale del mondo globalizzato.
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