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Clinamen

Sulla filosofia e sul suo metodo

di Arthur Schopenhauer

editore: Clinamen

pagine: 76

Spregiudicato, irriverente, geniale, Schopenhauer traccia in questo scritto la sua concezione della verità e della filosofia, considerandone con estrema chiarezza argomentativa e straordinaria capacità di sintesi l'oggetto, il soggetto e le peculiarità più proprie, definendone con caustica forza critica la posizione rispetto alle altre forme di pensiero e ponendone in luce la sempre inattuale attualità. Presentato nella brillante e rigorosa traduzione curata da Simone Cavallini, e corredato da un ampio ed originale saggio introduttivo nonché da un fittissimo apparato di note esplicative, "Sulla filosofia e sul suo metodo" intende rappresentare un primo passo per chi nel "percorso verso la verità" "abbia il coraggio di non tenere alcuna domanda nel cuore".
12,90

Fondamenti della filosofia dell'avvenire

di Ludwig Feuerbach

editore: Clinamen

pagine: 126

"La filosofia dell'avvenire ha il compito di introdurre nuovamente la filosofia dal regno delle anime morte nel regno delle anime incarnate, delle anime viventi, e di tirarla giù dalla beatitudine speculativa". "La verità non esiste nel pensare, nel sapere per se stesso. La verità è soltanto la totalità della vita e dell'essenza umana". Nei "Fondamenti della filosofia dell'avvenire" pubblicati clandestinamente in Svizzera nel 1843, Feuerbach raccoglie i risultati della precedente riflessione sulla tradizione filosofica e teologica ed offre al lettore un efficace affresco di filosofia della storia nel quale spicca la critica della religione e della "vecchia metafisica". In questa nuova edizione, curata con passione filologica e teoretico rigore da Edoardo Schinco, si fa giustizia di alcune eccessive disinvolture e disattenzioni proprie di altre traduzioni. Il saggio introduttivo fornisce una dettagliata ricostruzione della formazione e della evoluzione del pensiero di Feuerbach.
13,50

Il cantore filosofo. Scritti su Wagner

di Anacleto Verrecchia

editore: Clinamen

pagine: 80

"Il più grande epigono di Schopenhauer è stato indubbiamente Wagner, anche in campo strettamente filosofico". Con gesto inconfondibile, Verrecchia sgombra l'orizzonte da annosi errori e luoghi comuni, costringendo Nietzsche - finora l'unico erede "riconosciuto" di Schopenhauer - in "un cantuccio piagnucoloso". L'ammirazione per Wagner traspare bene da tutti gli scritti di Verrecchia, ma egli aveva dedicato un intero saggio al musicista filosofo, innovativo interprete di Buddha e Schopenhauer. Quel saggio - pimpante e dottissimo - è rimasto rocambolescamente inedito e secretato fra le carte della sua biblioteca. Nel darlo oggi a nuova luce sono stati aggiunti, a mo' di medaglione wagneriano, alcuni elzeviri apparsi su "La Stampa" affini per tema e sfolgorio stilistico. Così - dopo Bruno, Schopenhauer e Nietzsche Verrecchia chiude con piglio magistrale il giro delle proprie passioni di studio: culmine di pessimismo e libero pensiero.
12,50

L'uno e il molteplice

di Paolo Landi

editore: Clinamen

pagine: 342

Il pensiero di Parmenide, ben oltre la lettura che Heidegger ne fornisce, rappresenta un germe che si sviluppa e cresce fino al sistema hegeliano. È in questo arco di tempo che l'uno trova il proprio orizzonte più vasto, la sintesi stessa di tutte le variazioni fondamentali del classico. Ma al di là degli estremi e della possibile ricostruzione della serie degli intermedi, è possibile tracciare un originale disegno dell'uno grazie alle figure e ai modi di espressione propri della riflessione di Husserl e del suo lascito fenomenologico. E in ossequio della dignità profonda del presupposto, è anche possibile vincolare l'indagine sull'uno ai limiti di quell'esperienza che quotidianamente compiamo, senza dimenticare lo scarto della speculazione e i suoi obblighi problematici, che non si limitano ad un'attenzione verso l'istanza di una conferma, bensì che frequentemente vengono situandosi nella prospettiva di un oltrepassamento. Così una dottrina fenomenologica dell'esperienza e del tutto che l'autore ha perseguito in altre opere, ancora una volta si trova ad attingere al paradosso inerente al rapporto tra il tutto e il non essere che lo delimita, alla questione della dicotomia tra interno ed esterno, e ad un prospetto monadologico nel quale il molteplice sembra addirittura trionfare. Nel presente lavoro, gli scorci forniti dai temi in questione riguardano l'indice mobile di una correlazione fra l'uno e il molteplice, che si profila in modo costante generando contesti aperti.
34,00

Il paesaggio e il suo rovescio. Distanza e proiezione nel luogo dell'altro

di Vitale Sergio

editore: Clinamen

pagine: 60

La riflessione sul paesaggio deve oggi muovere dalla consapevolezza che il nostro abitare la Terra è innanzitutto un dimorare
7,80

Tolleranza per l'intollerante? L'Occidente e l'Islam

editore: Clinamen

pagine: 230

Riflessione a più voci sull'identità culturale dell'Occidente di fronte all'invadenza demografica, religiosa e militare dell'Islam. Gli autori si interrogano sui limiti della tolleranza, prendendo lo spunto dalla famosa Lettera sulla tolleranza di Locke. Fino a che punto, dunque, si può e si deve essere tolleranti nei confronti di chi non lo è? Qual è la reale valenza delle strategie della cosiddetta integrazione? Cosa sta dietro all'attuale virulenza islamica e alla debolissima reazione occidentale? Scritti di Fabio Bazzani, Aldo Zanca, Silverio Zanobetti, Lorenzo Paudice, Elia Carrai, Alba Rosa Gesualdo, Manuela Verduci, Carlo Tamagnone, Simone Cavallini, Giuseppe Panella, Benedetta Ducci, Marta Mauriello.
19,90

Una bellissima negligenza. I maestri, immaginari poeti e metafisici, di Fernando Pessoa e Antonio Machado

di Gustavo Micheletti

editore: Clinamen

pagine: 90

Cosa c'entra quella "bellissima negligenza" di cui parla Leopardi con i maestri immaginari, poeti e metafisici, di Fernando Pessoa e Antonio Machado? Il libro di Micheletti, ricostruisce un affascinante percorso di colleganza, proprio tra Pessoa e Machado, i loro immaginari maestri e la traccia leggera lasciata da Leopardi, con il suo richiamarsi alla negligente innocenza della poesia, al suo disincanto ed al suo possibile dischiudersi in mondi diversi.
8,80

Non si può più attendere

di Pierre Drieu La Rochelle

editore: Clinamen

pagine: 80

Drieu ha sotto gli occhi un campo di macerie: quello della democrazia liberale, del comunismo e del fascismo. La situazione dell'Europa è tragica, senza prospettive. Il tempo sta finendo. La responsabilità non è sempre e solo degli altri. La responsabilità è sempre e soprattutto personale: "Io, io dico: so che mi sono comportato come un maiale da quando sono diventato un uomo; io sono radicale. Non sono stato un buon cittadino, non sono stato un buon soldato. Io mi domando se saprò essere un buon europeo". Drieu ha perso la propria personale guerra per la conservazione della civiltà occidentale. Prima del definitivo tramonto c'è tuttavia ancora una possibilità: "L'unificazione economica dell'Europa, dell'Africa e del Vicino Oriente" insieme all'"unificazione politica che garantisca questa unificazione economica", in modo tale che si possa "trovare la gestione moderna di una larga autarchia, tra i relitti del socialismo e del liberalismo".
12,90

L'uomo risentito. Da Dostoevskij e Nietzsche

di Mauri Riccardo

editore: Clinamen

pagine: 39

Viviamo in un mondo "risentito"? E se è così, com'è l'uomo che vive in questo mondo? Soprattutto: oggi, il termine risentiment
4,80

Polemos. Filosofia e sociologia della guerra

di Aldo Zanca

editore: Clinamen

pagine: 244

L'autore sostiene che è necessario liberarsi dall'opinione di senso comune secondo cui la guerra sarebbe un'anomalia, una deviazione dal retto cammino dell'umanità, l'emergere di una irrazionalità anti-progressiva, lo scatenamento di pulsioni arcaiche e così via. In quanto rappresentazione del permanente conflitto storico-sociale, la guerra diventa, allora, un principio metodologico di analisi della società. Nella filigrana della pace si possono scorgere tutti i segni di una guerra che non è mai finita. Per discriminare la condizione di guerra da quella di pace risulta inservibile il criterio grossolano della presenza di scontri armati. Il confine tra la guerra e la pace appare labile e quasi evanescente, e la guerra risulta come una condizione ordinaria della vita umana.
24,00

Etica e potere

di Fabio Bazzani

editore: Clinamen

pagine: 102

Non può esservi morale se non vi è un sentimento di reazione alla "logica" di questo mondo, ma non può esservi un sentimento di reazione se gli individui sono privi di senso morale. La "logica" morale è oppositiva alla "logica" di questo mondo: è sempre un "sentire diverso" per un "agire diverso". La morale è tale solo se entra in tensione con il presente. Altrimenti è semplice amministrazione di questo presente, una delle tante declinazioni del potere che questo presente governa, una delle tante forme ideologiche di ripetizione della logica del mondo, una delle tante figure di sapere istituzionalizzato ed accademicamente disciplinato. In questo studio di Fabio Bazzani, la prospettiva etica delineata ha valenza "essenziale", ontologica, in quanto radicata in una dimensione non soggetta alle configurazioni storiche ed epocali di "questo mondo", ed in quanto apertura ad un senso fondativo, di per sé antagonistico di ogni etografismo avalutativo e di ogni risolversi di questo in ideologia di potere.
15,00

Giorni di lettura. Con una nota sullo stile di Flaubert

di Proust Marcel

editore: Clinamen

pagine: 72

La lettura è una questione vitale che investe ogni momento della nostra esistenza, secondo un ritmo che viene dettato dalle ci
10,90

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