DeriveApprodi
Fantomas contro i vampiri multinazionali
di Julio Cortázar
editore: DeriveApprodi
pagine: 128
Gennaio 1975. Julio Cortázar vaga per le strade di una Bruxelles piena di esuli latinoamericani, scampati alla ferocia delle dittature che insanguinano i loro paesi d'origine. Cortázar conosce bene le loro storie, perché ha appena finito di partecipare ai lavori del Tribunale Russell, un'assemblea internazionale formata da scienziati e intellettuali di tutto il mondo, che in quegli anni indaga sulla violazione dei diritti umani in America Latina. Eppure Julio è frustrato: sul treno che lo riporta a Parigi, si chiede che cosa fare per dare un aiuto concreto ai popoli latinoamericani. Da qui si dipana l'intreccio del libro "Fantomas contro i vampiri multinazionali". A toglierlo d'impaccio è Fantomas, il supereroe dei fumetti, che evade dalle vignette della rivista messicana che il narratore sta leggendo per irrompere nella sua vita. Julio viene così coinvolto nella lotta contro una setta fascista che vuole distruggere tutti i libri del mondo. Ma da subito i giochi e i mondi narrativi si complicano e si sovrappongono. Assistiamo a un turbinio di personaggi che si sdoppiano tra fumetto e realtà storica: compaiono Susan Sontag, Alberto Moravia e Octavio Paz, tutti uniti nella lotta a fianco di Fantomas. Non si tratta però di una banda di supereroi quanto di uri "armata brancaleone" che fallisce miseramente. Finché, attraverso i continui sconfinamenti tra racconto, immagini e realtà storica, emerge che i nemici dell'America Latina sono le multinazionali e il governo degli Stati Uniti.
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Hezbollah. Storia del partito di Dio e geopolitica del Medio Oriente
editore: DeriveApprodi
pagine: 156
Nato nel 1982, dopo l'invasione del Libano da parte dell'esercito israeliano, Hezbollah, letteralmente il Partito di Dio, è diventato nel corso degli anni il principale attore della resistenza nazionale contro Israele. Gli sviluppi intervenuti sul piano regionale (la fine della guerra civile libanese e del conflitto Iran-Iraq) hanno spinto Hezbollah a integrarsi nel sistema politico nazionale libanese, raccogliendo da più parti il consenso per la sua lotta all'occupazione israeliana. Questo libro è una storia politica di uno degli attori più rilevanti della scena mediorientale. Non è infatti possibile capire la nascita di Hezbollah, la sua attuale esistenza e il sostegno di cui gode anche presso fasce non musulmane della società libanese, senza ritornare alla guerra civile che ha sconvolto il Libano alla metà degli anni Ottanta. Senza ripercorrere gli ultimi cinquant'anni in una delle regioni più conflittuali del pianeta. Senza fare un'analisi economica e geopolitica che tenga insieme tanto le trasformazioni dei paesi arabo-musulmani vicini quanto il succedersi di nuovi protagonisti sulla scena politica internazionale.
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Il pecchione
di Francesco Tripodi
editore: DeriveApprodi
pagine: 156
Il pecchione, detto anche fuco, è il maschio dell'ape domestica. Nell'economia di un alveare la sua funzione consiste nel fecondare l'ape regina, nient'altro. Nel periodo primaverile vola, insieme a centinaia di altri esemplari, in attesa dei voli nuziali durante i quali accoppiarsi. Non ha pungiglione. Muore durante l'accoppiamento perché per estroflettere l'endofallo effettua una contrazione muscolare che lo paralizza. Al centro di questo romanzo di Francesco Tripodi sta la vita di un alveare, con le sue api operaie e guardiane, bottinatrici e regine, uova e cellette esagonali. I suoi protagonisti sono Hans il fuco; Zina la falsa ape regina; Clara l'esperta nutrice, Tuscia l'esploratrice, la vera ape regina e un apicoltore. Ognuno ha la responsabilità di un piccolo segmento di quell'intrico di compiti e funzioni indispensabili alla sopravvivenza di un alveare. Ognuno ha un compito necessario eppure è sempre sostituibile, perché così va la natura: l'insieme viene sempre prima delle parti. Filo conduttore del romanzo è la strana relazione sessuale tra un'ape regina, che consuma i propri amori a costo della morte dei suoi pretendenti, e un apicoltore sessualmente impotente, deciso a "farsi fuco". Il racconto di un amore paradossale dal quale scaturisce un'ironia dissacrante che trascina il lettore pagina dopo pagina.
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I libri del rogo. Crisi dello Stato-piano,Partito operaio contro il lavoro,Proletari e Stato,Per la critica della costituzione materiale-Il dominiio e il sabotaggio
di Antonio Negri
editore: DeriveApprodi
pagine: 301
Scritti nel corso degli anni Settanta e tradotti in diverse lingue, i cinque opuscoli che compongono questo libro sono stati c
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Gli autonomi. Le storie, le lotte, le teorie
editore: DeriveApprodi
pagine: 459
Il 7 aprile del 1979 una gigantesca iniziativa giudiziaria accusò dirigenti e militanti dell'Autonomia operaia di essere il ce
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Da Marx a Matrix. I movimenti, l'homo flexibilis e l'enigma del non-lavoro produttivo
di Enrico Livraghi
editore: DeriveApprodi
pagine: 218
Nell'ultimo scorcio del Novecento s'installa al centro della scena mediatica una sorta di mitologia dell'immateriale, intrisa di venature neo-mistiche, in un clima di diffuso neoliberismo: quel clima vede l'irruzione, nella sfera della produzione, delle tecnologie informatiche e sembra segnare la fine dei processi di reificazione. Invece, proprio queste tecnologie riportano in campo la tematica dell'alienazione del lavoro. Con il consolidarsi del cosiddetto postfordismo viene in primo piano ciò che - per l'autore - è ovvio: la sofisticata macchina digitale non è meno reificante della catena di montaggio fordista. E proprio il "lavoro immateriale" è il più reificato perché è quello più subalterno alla tecnica e alla "merce immateriale" che produce.
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Gli sbirri alla lanterna. La plebe giacobina bolognese (1792-1797)
di Valerio Evangelisti
editore: DeriveApprodi
pagine: 158
Nella Bologna di fine Settecento, con i primi riflessi locali della Rivoluzione francese si fa spazio presso le classi subalterne una chiara percezione di sé come soggetto politico e sociale autonomo. In un sistema economico chiuso, che costringe la popolazione a condizioni di vita intollerabili, fanno la loro comparsa congiure, complotti e rivolte. Una sorta di "giacobinismo" plebeo, rudimentale, violento, che ha il merito di strappare la politica al Palazzo e di radicarla nella quotidianità popolare. La narrazione di Valerio Evangelisti, autore della celebre serie di Eymerich, è sostenuta da un poderoso impianto di fonti documentarie.
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Nessuno ci può giudicare. Gli anni della rivolta al femminile
di Diego Giachetti
editore: DeriveApprodi
pagine: 218
Diego Giachetti è un uomo e ha scelto di dedicare il proprio lavoro di storico alla ricostruzione di quella rivoluzione dei costumi, delle relazioni, degli affetti e dell'intera società che fu "la rivolta delle donne" tra l'inizio degli anni Sessanta e la fine dei Settanta. L'analisi di quasi un ventennio per descrivere l'irruzione del corpo femminile (nelle canzoni, nella moda, nella cultura popolare), la crisi del modello famigliare (con il diritto al divorzio e l'emancipazione delle donne), la rivoluzione sessuale (la diffusione degli anti-concezionali e la rivendicazione di una sessualità femminile), l'avvento del femminismo (e il suo intrecciarsi con la politica radicale).
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Il gambero nero. Ricette dal carcere
editore: DeriveApprodi
pagine: 139
Un libro fotografico e un ricettario per raccontare la vita quotidiana dei detenuti di un carcere piemontese. In un universo di privazione, anche e soprattutto dei sensi, come quello carcerario, il cibo diventa un momento in cui affermare i propri gusti e il proprio saper fare. Nel quotidiano di un detenuto, la preparazione del cibo, la sua condivisione e la continua reinvenzione di ricette diventano un modo per ricordare gli affetti, trasmettere agli altri una conoscenza pratica, condividere un piacere. In qualità di operatori sociali, gli autori hanno trascorso più di un anno nel carcere di Fossano. Il risultato è un ricettario "galeotto" nel quale confluiscono piatti, sapori e metodi provenienti da tutto il mondo.
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Vacche sacre e mucche pazze. Il furto delle riserve alimentari globali
di Vandana Shiva
editore: DeriveApprodi
pagine: 174
Il diritto all'autoproduzione, a consumare in base alle priorità culturali e a criteri di sicurezza, è stato reso illegale dalle nuove regole del commercio globale. Al contrario, il diritto delle multinazionali a imporre cibi nocivi è stato generalizzato. Il diritto al cibo, alla sicurezza alimentare e alla difesa della propria cultura è considerato una limitazione al commercio estero. Un totalitarismo alimentare che può essere bloccato solo da una democratizzazione dei sistemi di produzione e di consumo dei beni alimentari. Occorre riprenderci il diritto alla conservazione dei semi e della biodiversità. Il diritto di proteggere la terra e le sue diverse specie.
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Guerra. Scenari della nuova «grande trasformazione»
di Alberto Burgio
editore: DeriveApprodi
pagine: 228
Che succede nel mondo? Come interpretare le guerre che si susseguono da quindici anni a questa parte senza soluzione di continuità? Si tratta di episodi isolati o di una sequenza unitaria che tende ad autoalimentarsi rischiando di coinvolgere via via altri paesi? E che cosa accade alle democrazie occidentali? Le nuove leggi su immigrazione, ordine pubblico e custodia dei dati personali, il potenziamento di polizie e servizi di intelligence, i rastrellamenti di "extra-comunitari", le riforme istituzionali che rafforzano i poteri governativi e le tendenze plebiscitarie sono misure di lotta contro il "terrorismo internazionale"?
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