DeriveApprodi
Il diavolo e il feticismo della merce. Antropologia dell'alienazione nel «patto col diavolo»
di Michael T. Taussig
editore: DeriveApprodi
pagine: 332
«L'obiettivo di questo libro è cogliere il significato sociale del diavolo nel folklore dei lavoratori salariati delle piantag
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Donne e lotta armata in Italia (1970-1985)
di Daniela Bini
editore: DeriveApprodi
pagine: 384
Questo libro delinea il background socio-culturale e politico di alcune donne militanti nelle Brigate Rosse e in Prima Linea
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Paesaggi in movimento. Per un'estetica della trasformazione
di Massimo Venturi Ferriolo
editore: DeriveApprodi
pagine: 120
Una domanda ritorna con regolarità: cos'è il paesaggio? Il nome e la cosa appartengono a una realtà in movimento: i luoghi perdono man mano la loro leggibilità e noi non governiamo più i nostri paesaggi, omologati dal mercato e dalla globalizzazione. La speculazione edilizia li degrada. Il loro assetto subisce trasformazioni improprie con l'uso e l'abuso di materiali nocivi. Il paesaggio sarebbe dunque perduto? Con questo quesito cerchiamo di salvare le specificità locali, spesso non più riconoscibili tanto da reclamare un'identità in via di estinzione. Eppure, un mondo visibile, costituito dalla totalità culturale, etica ed estetica, delle azioni umane continua ad aprirsi allo sguardo. Gli uomini lo hanno creato e lo abitano trasformandolo incessantemente, per esistere: un continuo abitare e costruire. Luogo comune di un insieme di luoghi, ogni paesaggio è un ethos dove ogni abitante ha un suo ruolo e una misura: un paesaggio è dove spazia la totalità della vita con le sue forme visibili e invisibili, materiali e immateriali. In perenne movimento. Questo libro apre lo sguardo in direzione del mutamento, per un'estetica del divenire.
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La partizione del sensibile. Estetica e politica
di Jacques Rancière
editore: DeriveApprodi
pagine: 67
Gli enunciati politici o letterari hanno effetti sul reale: definiscono non solo dei modelli di parola o di azione, ma anche d
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La moneta del comune. La sfida dell'istituzione finanziaria del comune
editore: DeriveApprodi
pagine: 195
Mai come negli ultimi anni il tema della moneta e dei mercati finanziari è stato al centro di libri, saggi e articoli di esperti e di meno esperti. Eppure mai come in questi anni regna una così grande confusione in materia. Si parla di fine della moneta, di fine del contante, di moneta elettronica, di moneta complementare. Si discute più della sua forma che del suo significato economico e sociale. La moneta non è infatti solo un semplice intermediario degli scambi, necessario per poter acquistare e vendere beni. Questa funzione - che appare ovvia - nasconde il fatto che la moneta entra nel sistema economico in una fase precedente allo scambio, quella della produzione. La moneta infatti è in primo luogo mezzo di finanziamento. E la sua natura si modifica quando si modificano le modalità di finanziamento e di produzione. Parlare di moneta, della sua forma e del suo ruolo, significa quindi indagare come avviene l'attività di produzione e quali rapporti sociali di potere innesca. Sfatando lo stereotipo che il denaro è solo luogo di alienazione dei rapporti sociali, si pone radicalmente la domanda: che tipo di moneta è possibile concepire per costruire il comune? È possibile istituire una moneta del comune, fondata sui principi peer-to-peer delle cripto-monete, rivolta in primo luogo ai movimenti dei lavoratori precari, alla rete dei centri sociali, ai circuito dei teatri occupati italiani, ma anche al circuito dell'economia alternativa e dell'auto-organizzazione?
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La truffa del debito pubblico
di Paolo Ferrero
editore: DeriveApprodi
pagine: 155
"Il debito pubblico italiano non ha niente a che vedere con la spesa pubblica, e men che meno con la spesa sociale. Il debito pubblico del nostro paese si è gonfiato a causa degli interessi da usura pagati dallo Stato agli speculatori. Esso, infatti, è aumentato repentinamente a partire dal 1991, quando (l'allora ministro del Tesoro decise, insieme al governatore della Banca d'Italia, di rendere autonoma la Banca d'Italia, obbligando così lo Stato a finanziare il proprio debito attraverso i mercati finanziari. A partire da quella data gli interessi pagati dallo Stato sono schizzati alle stelle e con essi il debito, che dal 60% è passato al 120% in pochi anni. Eppure, l'esplosione del debito pubblico è diventata l'argomento per giustificare politiche di tagli e austerità. Così, dal 1992 la spesa pubblica è stata continuamente ridotta producendo il seguente risultato: se si escludono gli interessi, la spesa dello Stato è minore delle entrate. E in questi trent'anni lo Stato è diventato una gigantesca idrovora che prende i soldi dalle tasche dei cittadini e li sposta nelle tasche degli speculatori e della rendita finanziaria. Questo libro chiarisce i termini della truffa e indica come uscirne".
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Un'idea di libertà. San Vittore '79-Rebibbia '82
di Alberto Magnaghi
editore: DeriveApprodi
pagine: 204
"Paura dell'ignoto? Paura dell'autorità? Della violenza potente dello Stato? Mostruosità del deterrente di violenza della divisa sulla persona nuda? Non so. Forse tutto ciò investe il concetto di sicurezza: ciò che all'esterno del carcere è introiettato nelle regole e nei rapporti sociali che rendono 'sicura' la vita quotidiana. Il carcere è sottrazione totale del concetto di 'sicurezza'. Non si dà contratto. Non si danno punti di fuga. Forma di dominio allo stato puro, non mediato da finalità produttive, né culturali, né di consumo. La reazione emotiva si attenua solo quando, dopo lungo tempo, lo stimolo esterno viene introiettato nella quotidianità. Come un evento 'normale', come la battitura delle sbarre quando inizia a far parte di un paesaggio conosciuto, a suo modo rassicurante. Così mi appresto a desiderare l'introiezione del paesaggio umano, sonoro e dello spazio coatto come normalità. Si desidera - perversione totale dell'istinto di sopravvivenza! -l'annullamento di sé, il non provare emozioni; poiché le emozioni sono comunque dominate dal panico, dalle necessità di difesa, dallo stato di allarme. Forse qui si verifica allo stato puro, entro un rapporto sociale non mediato dalle istituzioni e dal lavoro, ciò che in altre istituzioni avvolge il rapporto di dominio e di annientamento in forme più complesse e accattivanti..." Prefazione di Alberto Asor Rosa. Postfazione di Rossana Rossanda.
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Politiche della memoria. Documentario e archivio
editore: DeriveApprodi
pagine: 213
Questa pubblicazione raccoglie un ciclo di conferenze tenute in NABA Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, tra il 2009 e il 2013, da artisti e filmmaker attivi sulla scena internazionale ed è frutto di un progetto pluriennale di ricerca, promosso dal Dipartimento di Arti Visive e in particolare dal Biennio specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali, volto a sollecitare un confronto tra le esperienze artistiche internazionali che hanno interrogato le forme del documentario e dell'archivio, a partire dal tema della memoria, intesa come esercizio critico e pratica di resistenza.
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Grammatica della moltitudine. Per una analisi delle forme di vita contemporanee
di Paolo Virno
editore: DeriveApprodi
pagine: 117
Ritengo che il concetto di "moltitudine", da contrapporre a quello più familiare di "popolo", sia un attrezzo decisivo per ogni riflessione sulla sfera pubblica contemporanea. Questi due concetti in lizza tra loro, forgiatisi nel fuoco di contrasti acutissimi, giocarono un ruolo di prima grandezza nella definizione delle categorie politico-sociali della modernità. Fu la nozione di "popolo" a prevalere. "Moltitudine" è il termine perdente, il concetto che ebbe la peggio. Nel descrivere le forme della vita associata e lo spirito pubblico dei grandi Stati appena costituiti, non si parlò più di moltitudine, ma di popolo. Resta da chiedersi se oggi, alla fine di un lungo ciclo, non si riapra quella antica disputa; se oggi, allorché la teoria politica della modernità patisce una crisi radicale, la nozione allora sconfitta non mostri una straordinaria vitalità, prendendosi così una clamorosa rivincita.
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Il postumano. La vita oltre l'individuo, oltre la specie, oltre la morte
di Rosi Braidotti
editore: DeriveApprodi
pagine: 220
La nostra seconda vita negli universi digitali, il cibo geneticamente modificato, le protesi di nuova generazione, le tecnologie riproduttive sono gli aspetti ormai familiari di una condizione postumana. Tutto questo ha cancellato le frontiere tra ciò che è umano e ciò che non lo è, rivelando le fondamenta non naturalistiche dell'umanità contemporanea. Sul piano della teoria politica e filosofica, urge adeguare le categorie di comprensione delle identità individuali e dei fenomeni sociali a partire da questo salto. Sul piano dell'analisi, dopo aver constatato la fine dell'umanesimo, occorre vedere in questa trasformazione le insidie di una colonizzazione della vita nel suo complesso da parte dei mercati e della logica del profitto. Serve dunque aggiornare la teoria ai cambiamenti in atto, senza rimpianti per un'umanità ormai perduta e cogliendo le opportunità offerte dalle forme di neoumanesimo che scaturiscono dagli studi di genere, postcoloniali e dai movimenti ambientali.
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La nuova ragione del mondo. Critica della razionalità neoliberista
editore: DeriveApprodi
pagine: 497
"Com'è possibile che nonostante le catastrofiche ripercussioni cui hanno portato le politiche neoliberiste, queste ultime sian
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Gli imprendibili. Storia della colonna simbolo delle Brigate Rosse
di Andrea Casazza
editore: DeriveApprodi
pagine: 496
La lunga e complessa storia della colonna genovese delle Brigate rosse
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