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Libri di Jacques Rancière

Lo spettatore emancipato

di Jacques Rancière

editore: DeriveApprodi

pagine: 176

Chi guarda non sa vedere: questo è il presupposto che attraversa la storia della filosofia e dell'emancipazione, dalla caverna
16,00

La partizione del sensibile. Estetica e politica

di Jacques Rancière

editore: DeriveApprodi

pagine: 80

Jacques Rancière è il filosofo a noi contemporaneo che più di tutti ha saputo articolare una riflessione insieme estetica e po
12,00

Béla Tarr. Il tempo del dopo

di Jacques Rancière

editore: Bietti

Da "Nido familiare" (1979) a "Il cavallo di Torino" (2011) - dichiarato dal regista il suo ultimo film - Béla Tarr ha forgiato
11,00

La disputa delle parole. Dialogo sulla politica del linguaggio

editore: Castelvecchi

pagine: 94

Quale potere legittimiamo attraverso il linguaggio? Ogni volta che parliamo e scriviamo siamo chiamati a fare una scelta sempl
13,50

Lo spettatore emancipato

di Jacques Rancière

editore: DeriveApprodi

pagine: 175

Chi guarda non sa vedere: questo è il presupposto che attraversa la storia della filosofia e dell'emancipazione, dalla caverna
15,00

Il disaccordo

di Rancière Jacques

editore: Meltemi

pagine: 150

La filosofia politica esiste? Una domanda simile sembrerebbe inopportuna: innanzitutto perché la riflessione sulla comunità, s
15,00

L'inconscio estetico

di Jacques Rancière

editore: Mimesis

pagine: 90

Ciò che rende possibile e pensabile la teoria freudiana è, secondo Rancière, una riconfigurazione dell'ordine simbolico che si verifica nel contesto dell'idealismo tedesco, quando, specialmente con Hegel, il sensibile si fa manifestazione (sintomo) dell'Idea e il pensiero si inscrive nell'empiria. A ben vedere, l'inconscio estetico è anche ciò che sta a monte dell'intera riflessione politologica di Rancière: la "rivoluzione estetica" produce uno spazio materiale e simbolico i cui caratteri sono quella confusione e indistinzione alla cui rimozione la filosofia politica, sin dalla sua fondazione platonica, si era dedicata.
10,00

La partizione del sensibile. Estetica e politica

di Jacques Rancière

editore: DeriveApprodi

pagine: 67

Gli enunciati politici o letterari hanno effetti sul reale: definiscono non solo dei modelli di parola o di azione, ma anche d
12,00

Ai bordi del politico

di Rancière Jacques

editore: Cronopio

pagine: 213

La politica non è l'esercizio del potere
18,50

L'odio per la democrazia

di Jacques Rancière

editore: Cronopio

pagine: 116

"La società ineguale non porta nel suo grembo nessuna società dell'uguaglianza. La società dell'uguaglianza è solo l'insieme delle relazioni egualitarie che si tracciano qui e ora attraverso atti singolari e precari. La democrazia è nuda nel suo rapporto col potere della ricchezza e col potere della filiazione che oggi lo asseconda o lo sfida. Non è fondata in nessuna natura delle cose e non è garantita da nessuna forma istituzionale. Non è portata da nessuna necessità storica e non ne porta nessuna. È affidata solo alla costanza dei propri atti. La cosa non può non fare paura e quindi suscita odio in chi è abituato a esercitare il magistero del pensiero. Ma in chi sa condividere con chiunque il potere uguale dell'intelligenza può suscitare coraggio, e quindi gioia." (Jacques Rancière)
11,50

Politica della letteratura

di Jacques Rancière

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 204

Se la politica è la sfera dell'attività umana con cui si definiscono gli oggetti dell'esperienza sociale che sono da ritenersi comuni e condivisi e con cui si individuano i soggetti deputati a tale definizione, esiste una politica della letteratura? Non nel senso del parteggiare, da parte di scrittori, per questa o quella causa o fazione, ma nel senso proprio dell'intervento dell'attività letteraria, in quanto tale, alla definizione di tali aree comuni. La letteratura, secondo le parole di Jacques Rancière: "interviene nel rapporto tra pratiche, tra torme di visibilità e tra modi di dire che segmentano uno o più mondi comuni". Nell'analizzare la questione l'autore muove da una curiosa convergenza. "Sartre parlava di Flaubert come del fuoriclasse di un assalto aristocratico contro la natura democratica del linguaggio della prosa" avendo liberato la parola dagli oggetti e dagli uomini, avendo dato alla parola che descrive una sua completa autonomia, trasformando essa in oggetto, parola "mutata in pietra, pietrificata", così strappando le parole al loro uso di critica sociale che i democratici del 1848 avevano scoperto. Ebbene la stessa pietrificazione della parola che la critica progressista rilevava, era stata denunciata nel senso opposto dai critici di parte aristocratica contemporanei di Flaubert: per essi l'indifferenza, l'equidistanza verso le gerarchie sociali esibita dal linguaggio pietrificato era il segno distintivo stesso della democrazia.
18,00

Il disagio dell'estetica

di Jacques Rancière

editore: Ets

pagine: 125

Jacques Rancière si è imposto sulla scena internazionale soprattutto per i suoi studi dedicati ai rapporti tra arte e politica. Tra questi, il testo qui presentato (pubblicato in Francia dall'editore Galilée nel 2004) è senza dubbio l'espressione più matura e compiuta. In un serrato confronto con l'estetica del Novecento e con le diverse forme dell'arte contemporanea (fotografia, cinema, installazioni), l'autore mostra come l'estetica, che è politica non per accidente ma per sua stessa essenza, si trovi da sempre stretta tra due politiche opposte: quella che pretende di trasformare le forme dell'arte in forme della vita collettiva, e quella che preservando l'autonomia dell'arte da ogni compromissione militante o commerciale intende custodirne la promessa d'emancipazione. E mostra al contempo come proprio questa tensione resti l'unico antidoto contro la tendenza, sempre più diffusa, a neutralizzare la potenza dissensuale dell'arte.
15,00

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