Donzelli
Gli inganni della finanza. Come svelarli, come difendersene
di Maddalena paolo
editore: Donzelli
pagine: 186
Decostruire gli assunti fondamentali del neoliberismo divenuto ormai, nelle nostre società occidentali, pensiero unico dominan
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La mia dislessia. Ricordi di un premio Pulitzer che non sapeva né leggere né scrivere
di Philip Schultz
editore: Donzelli
pagine: 110
Philip Schultz, poeta, vincitore del premio Pulitzer nel 2008, da bambino non sapeva leggere. Era un pessimo studente, non sempre capiva cosa gli dicessero i suoi insegnanti e, quando parlava, aveva difficoltà a scegliere le parole giuste e a pronunciarle correttamente; non sapeva neanche leggere l'ora o distinguere la destra dalla sinistra. Molti anni dopo Schultz scoprì che tutto questo aveva un nome: infatti fu solo quando a suo figlio fu diagnosticata la dislessia che apprese di soffrire dello stesso disturbo. A quel tempo era già uno scrittore di successo ed erano lontani i giorni in cui, espulso dalla scuola per aver picchiato chi lo chiamava stupido, era stato relegato nella "classe dei cretini" dove i professori gli dicevano di "starsene buono a guardare le figure, facendo finta di leggere". A undici anni, quando un insegnante gli chiese cosa volesse fare nella vita, rispose d'istinto che sarebbe voluto diventare uno scrittore. Non ci aveva mai pensato prima, ma quel pensiero divenne per lui un'ossessione. Da quel momento Schultz utilizzò tutte le sue forze per imparare a leggere e scrivere, capendo che se voleva riuscire avrebbe dovuto farcela da solo. E così fece: quando iniziò le superiori, era in grado di leggere e scrivere abbastanza da poter seguire i corsi.
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Cyber Intelligence. Tra libertà e sicurezza
di Caligiuri Mario
editore: Donzelli
pagine: XII-98
Nei prossimi anni sul nostro pianeta la popolazione virtuale sarà maggiore di quella reale e la rete sarà sempre più un campo
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Della pubblica felicità. Oggetto de' buoni principi
di Lodovico Antonio Muratori
editore: Donzelli
pagine: 414
La riflessione sui temi del vivere associato e della sovranità accompagnò Lodovico Antonio Muratori lungo tutta la vita, portandolo a misurarsi con le grandi questioni che animavano il dibattito europeo. Difficile inquadrare la sua posizione dentro categorie nette, come più volte si è fatto oscillando tra un Muratori "ghibellino" e un Muratori controriformista. I testi pubblicati nel volume - il trattato Della pubblica felicità (scritto nel 1748 e stampato l'anno successivo) e i Rudimenti di filosofia morale (concepiti come lezioni di governo per il giovane Francesco Maria d'Este tra il 1713 e il 1715 e qui presentati per la prima volta in edizione critica) - costituiscono i nuclei del suo pensiero e consentono di abbracciarne il percorso comprendendone appieno la portata. Quella di Muratori, commenta Matteo Al Kalak, è una "modernità involontaria", i cui frutti più originali si nutrono di un'impostazione cristiana tradizionale. Secondo questo impianto, la politica è subordinata all'etica e il principe a Dio: il potere di chi governa è limitato dagli obblighi nei confronti dei sudditi, in primo luogo quello di renderli felici; a guidarlo sono le virtù cardinali, declinazioni di un valore supremo e inderogabile, la carità cristiana, base della coesione sociale. Con un saggio di Cesare Mozzarelli. Presentazione di Fabio Marri.
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Sbatti il matto in prima pagina
di Pier Maria Furlan
editore: Donzelli
pagine: 445
In dieci anni, tra il 1968 e il 1978, matura il clima che porterà l'Italia, primo paese al mondo, alla chiusura dei manicomi. In questo contesto il ruolo dei quotidiani è fondamentale: grazie alle loro inchieste e alle interviste, cronisti, inviati e opinionisti contribuiscono a sensibilizzare l'opinione pubblica sugli orrori nascosti dentro le mura degli ospedali psichiatrici, dove poveri, anziani, omosessuali e bambini disabili vengono di rado curati e quasi sempre segregati e maltrattati, sino a far perdere loro ogni dignità umana. Attraverso gli articoli delle maggiori testate giornalistiche nazionali, questo lavoro ricostruisce la storia di quegli anni così significativi: a raccontarla sono i protagonisti della cultura del tempo, da Indro Montanelli ad Angelo Del Boca, da Dacia Maraini a Natalia Aspesi, ma anche intellettuali internazionali come Michel Foucault, Noam Chomsky e Jean-Paul Sartre. Migliaia di personaggi e oltre mille articoli di giornale per ricostruire la cultura dell'epoca, l'ignavia e le controversie attorno alla malattia mentale: medici che non vedono, sindacati che proteggono i propri iscritti, partiti attenti a non urtare gli elettori e lo stesso Franco Basaglia contrario alla legge che porta il suo nome. Nel 1978, dopo anni di dibattito intensissimo, anche grazie alla diffusione dei quotidiani, la situazione non può più essere ignorata: quelli che il ministro della Sanità, Luigi Mariotti, nel 1965 aveva definito "lager", chiudono i battenti.
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Leggere, cosa e come. Il giornalismo e l'informazione culturale nell'era della rete
di Giorgio Zanchini
editore: Donzelli
Leggere, cosa e come è un'espressione che sino a un paio di decenni fa avrebbe stimolato riflessioni circoscrivibili a una tradizione ultrasecolare, centrata sul libro, i giornali e le riviste, la lettura di pagine cartacee. Con la rivoluzione digitale tutto è cambiato, le nostre vite stanno conoscendo una trasformazione profonda: il baricentro della nostra quotidianità sono diventati i dispositivi elettronici e gli schermi, l'accesso all'informazione è diretto, senza barriere né limiti temporali o di luogo. Il libro e il giornale non sono più gli unici architravi su cui poggia la trasmissione delle conoscenze. Si sta indebolendo sensibilmente - o almeno così pare - anche la mediazione, il ruolo di chi seleziona, certifica, mette ordine nell'accesso al sapere: tutto quel complesso di attività che critici, editori, giornalisti hanno esercitato per generazioni. Il saggio di Giorgio Zanchini, conduttore di fortunate trasmissioni di Radio Rai, tra cui Radio anch'io, descrive questi processi, esaminando il modo in cui si fa giornalismo oggi e passando in rassegna le pratiche attraverso le quali ci informiamo. E la sua analisi si allarga, fino a comprendere i modi in cui stanno cambiando la lettura, il libro, il mercato editoriale.
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Vicini e lontani. L'incontro tra laici e cattolici nella parabola del riformismo italiano
di Chiti Vannino
editore: Donzelli
pagine: XIX-186
Al centro del libro sono i rapporti di contrapposizione, di scontro, ma anche di interlocuzione e di incontro, che gli esponen
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Università in declino. Un'indagine sugli atenei da Nord a Sud
editore: Donzelli
Il tema dell'istruzione e della formazione di capitale umano qualificato è sempre più riconosciuto come fattore cruciale per u
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Economia e società. La città
di Max Weber
editore: Donzelli
pagine: 315
"La città" è uno dei nuclei più compatti e originali sviluppati da Max Weber in vista della costruzione complessiva di "Economia e società". In questo testo l'attenzione ai dettagli storici, politici ed economici si staglia sullo sfondo di un imponente piano di lavoro teorico, in cui il percorso multidisciplinare sotteso al filo dell'esposizione weberiana si propone come una ricostruzione, al tempo stesso storica e ideale, delle tappe attraverso cui si è venuto formando quell'unicum della storia del mondo rappresentato dalla civiltà occidentale moderna. L'analisi degli sviluppi della storia umana, e il tentativo di individuare la linea specifica che ha dato origine alle vicende dell'Occidente moderno raggiungono nella riflessione sul modello urbano uno dei punti più alti, e costituiscono un esempio perfetto dell'ampiezza e dello spessore dello sguardo comparativo di Weber, capace di padroneggiare le diverse epoche storiche, dalla Grecia a Roma, dal medioevo alle civiltà orientali, fino alla nascita del capitalismo moderno. Trattato incompiuto, il testo del grande pensatore tedesco non rinuncia a quella profondità ermeneutica espressa nelle decisive intuizioni che hanno influenzato la successiva ricerca specialistica: il rapporto tra mercato e fortezza signorile, la tensione militare della polis democratica greca, la costituzione di una consapevolezza politica nella borghesia del medioevo italiano.
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L'arcipelago del vivente. Umanesimo e diversità in Elias Canetti
di Scuderi Attilio
editore: Donzelli
pagine: VI-153
Per Elias Canetti - scrittore e intellettuale bulgaro di nascita, ebreo sefardita d'origine, tedesco per destino, e poi ingles
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Szymborwska. Un alfabeto del mondo
editore: Donzelli
pagine: 283
"Ad alcuni piace la poesia", scriveva Wislawa Szymborska. Perfino oggi, in questo nostro tempo veloce e distratto, a qualcuno piace la poesia. Più di qualcuno, in realtà, considerando i tanti lettori della poetessa polacca premio Nobel nel 1996: le sue parole compaiono sui muri delle città e negli articoli di giornale, i suoi versi sono citati nelle aule universitarie e nei talk show televisivi. Uno straordinario fenomeno letterario e mediatico, al quale però non sempre si accompagna una vera comprensione della sua opera. A questo intendono rispondere gli autori del volume, adottando lo stesso sguardo di Szymborska. Se il suo "modo" poetico principale è il dialogo con un "tu", con un "altro" con cui confrontarsi - perfino una pietra - o nel quale immedesimarsi, indossando magari la pelliccia di un gatto, allora la strada giusta è quella di dialogare con la sua poesia, interrogarla, possibilmente con simile leggerezza e ironia; scegliere solo alcune delle chiavi tematiche del suo universo poetico, e farne le tappe di un viaggio fra il quotidiano e il sublime, "incanto e disperazione", "gioia e tristezza", il gusto del gioco e le sorprese del caso. Compagno di questo viaggio non può che essere lo stupore, un profondo senso di meraviglia, un'irresistibile attrazione per la vita, in ogni singola espressione: che sia una cipolla, un granello di sabbia, uno scarabeo; in ognuna di esse è celato un segreto che, impertinente, la poesia di Szymborska stuzzica perché esca allo scoperto.
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Le mie fiabe africane
di Nelson Mandela
editore: Donzelli
"Una storia è una storia e ognuno di noi la può raccontare secondo la sua immaginazione, il suo modo di essere e il suo ambiente; e se alla nostra storia succede di mettere le ali e di diventare proprietà di altri, noi non possiamo trattenerla. Un giorno tornerà da noi, arricchita di nuovi dettagli e con una voce nuova". Con queste parole Nelson Mandela introduce i lettori alla scoperta della sua scatola magica, quella in cui una per una ha voluto raccogliere nel 2002 le sue fiabe preferite del continente africano. Dal Marocco allo Zimbabwe, dal Gabon al Kenya, passando per Nigeria, Congo, Tanzania, Mozambico, Namibia e via via fino al Sud Africa, Mandela ha riavvolto il filo delle storie più amate e tramandate da secoli dalle popolazioni di un intero continente. Il suo pensiero era rivolto ai bambini, poiché, come egli stesso dichiara nella premessa, "il mio desiderio è che in Africa la voce del cantastorie possa non morire mai e che tutti i bambini africani abbiano la possibilità di sperimentare la magia dei libri senza smarrire mai la capacità di arricchire la loro dimora terrena con la magia delle storie".
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