Donzelli
Deledda. Una vita come un romanzo
di Luciano Marrocu
editore: Donzelli
pagine: 128
In un giorno d'ottobre del 1899, una giovane donna, scrittrice non ancora famosa, arriva a Cagliari, festeggiata ospite della direttrice di una rivista femminile. Nel corso di un blitz durato poche settimane incontra l'uomo della sua vita, lo sposa e con lui si trasferisce a Roma, dove vivrà il resto dei suoi anni. Appena giunta a Cagliari, nessuno sospetta che questa timida ragazza abbia davanti a sé una luminosa carriera letteraria: nel giro di qualche decennio diventerà la prima (e unica) scrittrice italiana a ricevere il Premio Nobel. Così inizia questa biografia di Grazia Deledda, che attraverso la ricerca saggistica e l'evocazione romanzesca trova, tra le pieghe della fitta corrispondenza deleddiana, l'immagine di una donna in continuo movimento tra creazione letteraria, desiderio di autoaffermazione, amori (soprattutto epistolari, ma non per questo meno infelici), tentativi di distacco dalla città dove è nata, Nuoro, e da un ambiente che giudica raggelante e provinciale. Tanti i personaggi che, insieme a lei, incontriamo in queste pagine: da Pirandello, che mostra curiosità nei confronti della scrittrice, a Puccini e alla divina Eleonora Duse, che interpreterà la protagonista di Cenere nell'adattamento cinematografico del romanzo. Diversamente da gran parte dei ritratti biografici della Deledda, dedicati agli anni nuoresi, l'autore si concentra qui sul periodo romano, disegnando la figura di una scrittrice matura e a suo modo integrata nell'ambiente letterario italiano, consapevole del proprio talento e insieme investita dalle ansie e dai dubbi che si accompagnano alla creatività artistica. La vita della Deledda è una storia di determinazione e coraggio; una storia da leggere come un romanzo, per riscoprire la voce di una grande scrittrice, a ottant'anni dalla sua scomparsa.
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La cartolina di Gramsci. A Mosca, tra amori e politica 1922-1924
di Noemi Ghetti
editore: Donzelli
pagine: 160
Una cartolina postale. Un documento apparentemente minore, fino a oggi quasi ignorato - e qui per la prima volta integralmente riprodotto a colori e studiato -, si rivela una miniera di informazioni, di tracce, di indizi. Una vera e propria mappa, volutamente disseminata di allusioni e di enigmi, che - opportunamente sciolti - gettano luce sul periodo meno indagato della vita politica e affettiva di Antonio Gramsci. E notte inoltrata, quel 16 ottobre 1922. Gramsci scrive da Ivanovo-Voznesensk, importante centro tessile a duecentocinquanta chilometri da Mosca, a Eugenia Schucht, ricoverata nel sanatorio di Serebriani Bor, lo stesso in cui Antonio è stato curato durante l'estate. Nei mesi precedenti tra i due è nata una storia. Ma quella sera, a scrivere a Eugenia, Gramsci non è solo. Con lui si trova Iulca, sorella di Eugenia, la bella violinista che Antonio ha incontrato a settembre proprio a Serebriani. Per entrambi è stato un colpo di fulmine, che nei mesi successivi ha dovuto fare i conti con le comprensibili gelosie di Eugenia. Trovatosi, poco più che trentenne, al centro di questo complicato triangolo amoroso, Gramsci si rivela autoironico e allusivo, passionale e spregiudicato nel tenere le fila del proprio rapporto con le donne. Ma la cartolina ci racconta contemporaneamente, e in controluce, di un'attitudine politica poco allineata, precocemente rischiosa. Il clima del partito sovietico si va accendendo, proprio in quei mesi, di una forte dialettica interna, e subisce le prime ripercussioni di una lotta intestina che presto non conoscerà esclusione di colpi. Gramsci mostra una straordinaria capacità di orientarsi e partecipare attivamente alla complessa vita politica e culturale di quell'immenso paese stremato dall'economia di guerra. Sono i giorni nei quali il primo ictus di Lenin, che Gramsci incontrerà il 25 ottobre alla vigilia del IV Congresso, ha già aperto la lotta per la successione. Negli stessi giorni in Italia la marcia su Roma del 28 ottobre segnerà lo scatenarsi del terrore fascista sul neonato Pcd'I, con assassini senza nome, incendi e devastazioni di sedi di giornali. A dicembre a Torino - come testimonierà Pia Carena, un'altra donna legata ad Antonio da un'intesa che non sembra fondata solo sulla politica militante - una squadraccia fascista andrà a cercare Gramsci con l'intenzione dichiarata di «appenderlo ad un albero, una volta per sempre».
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Breve storia del razzismo. Teorie e pratiche della discriminazione razziale dal Medioevo ad oggi
di Fredrickson George M.
editore: Donzelli
pagine: 180
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Quando gli anni divennero animali. La leggenda dello zodiaco cinese. Ediz. italiana e cinese
di Arianna Papini
editore: Donzelli
pagine: 48
Una storia che narra di dodici animali (gatto e topo compresi), a cui un giorno lontano lontano il dio Buddha ha assegnato un compito speciale: attribuire il proprio nome a ciascun anno, in modo da dare un ordine al passare del tempo. Ecco perché, per esempio, il 2016 è l'anno della Scimmia e il 2017 sarà quello del Gallo. Ma quanti bambini (e grandi) conoscono questa misteriosa storia? Arianna Papini ha deciso così di riscrivere e illustrare da par suo l'antica leggenda facendone un album che racconterà ai bambini il primo litigio tra il gatto e il topo e la magia dello zodiaco cinese. Età di lettura: da 6 anni.
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Edward Hopper. Un poeta legge un pittore
di Mark Strand
editore: Donzelli
pagine: 144
«Nei quadri di Hopper ad accadere sono le cose che hanno a che fare con l'attesa. Le persone di Hopper paiono non avere occupazioni di sorta. Sono come personaggi abbandonati dai loro copioni che ora, intrappolati nello spazio della propria attesa, devono farsi compagnia da sé, senza una chiara destinazione, senza futuro». Un grande premio Pulitzer come Mark Strand, poeta e scrittore americano, legge e interpreta per noi trenta dei più noti e amati quadri di Edward Hopper, il pittore americano per antonomasia. Ed ecco sfilare sotto i nostri occhi gli scenari più intensi della mitologia statunitense moderna: distributori di benzina, nastri d'asfalto, marciapiedi, ferrovie, night club, motel... La dimestichezza che si ha con la materia figurativa trattata da Hopper ha spesso indotto a costringere superficialmente questo artista dentro etichette limitative. Così è stato tanto sotto il profilo storico, laddove si è affibbiata all'artista la definizione di «realista americano», quanto sotto il profilo tematico, laddove lo si è voluto innanzitutto come l'«artista della solitudine e dell'alienazione». In queste pagine Mark Strand - le cui poesie si muovono su un terreno mentale e affettivo assai simile - supera di slancio questa visione e ci accompagna nel cuore dell'opera del pittore. Con la sua scrittura nitida, meticolosa e insieme allusiva, densa ed evanescente, Strand espone ciò che rende le scene, gli spazi, le persone della quotidianità raffigurati da Hopper così commoventi e indimenticabili. Un piccolo gioiello riproposto qui con un testo inedito e appassionato di Strand riemerso dai suoi cassetti dopo la morte, e una nuova veste grafica che ne fa un unicum editoriale prezioso per i sempre più numerosi cultori della pittura di Hopper e dell'immaginario americano.
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Soglie del Medioevo. Le grandi questioni, i grandi maestri
di Giuseppe Sergi
editore: Donzelli
pagine: 357
Il medioevo è forse il periodo più frainteso della storia. Su di esso pesano la vastità degli spazi e la lunga gittata delle periodizzazioni, come pure le difficoltà interpretative delle fonti: tutti fattori che spesso espongono al rischio di indebiti schematismi e di forzate generalizzazioni. Per questi motivi, quella che è definita "l'età di mezzo" ha bisogno più di altre di essere sottoposta a un insieme di "spiegazioni". In effetti, per addentrarsi nel medioevo, per poterne dominare i nodi cruciali, occorre saperne varcare le soglie: ed è a questa vera e propria iniziazione alle grandi questioni della storia medievale che qui ci conduce Giuseppe Sergi, uno dei nostri medievisti più rigorosi e autorevoli. Sulla scorta del richiamo al famoso saggio Soglie di Gérard Genette, in cui il critico letterario conferisce valore agli elementi ausiliari dei libri, questi magistrali saggi brevi - nati come prefazioni o postfazioni, e dunque originati dall'esigenza di introdurre il lettore in un testo o di tracciarne il bilancio conclusivo - affrontano gli interrogativi aperti da libri e convegni incontrati o promossi da Sergi nel suo lungo lavoro di ricerca, mettendo a confronto gli stereotipi delle conoscenze diffuse con i saperi consolidati della storiografia.
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Il vantaggio dell'attaccante. Ricerca e innovazione nel futuro del Belpaese
editore: Donzelli
pagine: 126
In tempi di crisi economica, la discussione sulla ricerca scientifica langue. Eppure niente come la ricerca può rilanciare l'economia sul lungo periodo, conseguendo un miglioramento strutturale e duraturo: il modello dello "sviluppo senza ricerca", su cui si è basato prevalentemente il nostro paese nel passato, ha perso ormai validità. E su questi temi che riflette Lucio Bianco, insieme a Paolo D'Anselmi, con uno sguardo focalizzato sul contesto attuale della ricerca in Italia e nel mondo, attraverso un confronto dettagliato con alcuni paesi che è bene tenere sotto osservazione: questi costituiscono modelli vincenti, da seguire e fare nostri, tenendo conto non solo delle debolezze, ma anche dei tanti punti di forza di cui disponiamo. Ne emerge un quadro sorprendente, che ribalta diversi luoghi comuni - tra tutti quello della cosiddetta "fuga dei cervelli", che si rivela fenomeno mediatico più che specchio veritiero della situazione italiana - e consente di cogliere gli elementi da salvare e quelli su cui intervenire. Dall'analisi scaturisce una serie di proposte operative, anche eterodosse, rivolte alla politica e alla stessa comunità scientifica. Sono scelte chiare, come osserva Giuseppe De Rita nella Prefazione, "volte a prendere per mano un sistema piccolo e gracile e farlo crescere a livello di media dimensione europea".
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Il Monte dei Paschi nel Novecento. Storia di una banca pubblica (1929-1995)
editore: Donzelli
pagine: 385
Questo volume racconta la storia del Monte dei Paschi di Siena dalla crisi del 1929 alla riforma bancaria dei primi anni novan
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Le implacabili. Violenze al femminile nella letteratura americana tra Otto e Novecento
di Anna De Biasio
editore: Donzelli
pagine: 217
Pochi temi sono terreno di silenzi e tabù come la violenza femminile. Che le donne possano essere attori della violenza e non solo vittime è sembrato a lungo un ossimoro: parte integrante dei sistemi permanenti e impliciti del pensiero, la rappresentazione del femminile è ancorata a un'immagine di dolcezza e di rifiuto del male che trova espressione nel classico cliché della donna-angelo o nell'icona della madre. A questa ritrosia si aggiunge il timore che trattare della violenza agita o immaginata da madri, sorelle e figlie possa far sviare l'attenzione dal drammatico problema della violenza subita, dagli abusi domestici agli stupri di guerra. Eppure, storia e letteratura sono popolate di donne capaci di opporsi al dominio maschile con il ricorso alla forza e persino di rivestire ruoli di rilievo nell'ambito virile per eccellenza, quello della guerra. Non ovunque, nei contesti nazionali, queste (anti)icone di genere hanno trovato la stessa visibilità. Se si esamina il campo letterario in lingua inglese, e particolarmente quello statunitense, ci si imbatte in scrittori e scrittrici che hanno tematizzato personaggi forti, bellezze letali, eroine sadiche e implacabili che non si esauriscono nello stereotipo misogino della femme fatale, ma diventano lo specchio letterario di istanze di emancipazione che portano le donne a confrontarsi progressivamente con lo spazio della violenza attiva e a raccontare (talvolta vivendoli in prima linea) i conflitti del loro tempo.
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Italia civile. Associazionismo, partecipazione e politica
editore: Donzelli
pagine: VII-213
Una profonda trasformazione politica e sociale ha investito il nostro paese negli ultimi vent'anni
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L'ultimo Marx 1881-1883. Saggio di biografia intellettuale
di Marcello Musto
editore: Donzelli
pagine: 148
Gli ultimi anni della vita di Marx sono stati spesso considerati come un periodo durante il quale egli avrebbe appagato la propria curiosità intellettuale e cessato di lavorare. L'analisi di alcuni manoscritti, ancora inediti o poco conosciuti, permette di sfatare questa leggenda e dimostra che egli non solo continuò le sue ricerche, ma le estese anche a nuove discipline. Nel biennio 1881-1882 Marx intraprese uno studio approfondito delle più recenti scoperte nel campo dell'antropologia, della proprietà comune nelle società pre-capitaliste, delle trasformazioni determinatesi in Russia in seguito all'abolizione della servitù e della nascita dello Stato moderno. Inoltre, egli fu attento osservatore dei principali avvenimenti di politica internazionale e le sue lettere testimoniano il suo deciso sostegno alla lotta per la liberazione dell'Irlanda e la ferma opposizione all'oppressione coloniale in India, Egitto e Algeria. Le ricerche dedicate a nuovi conflitti politici, tematiche e aree geografiche, ritenute fondamentali per il proseguimento della sua critica del sistema capitalistico, permisero a Marx di maturare una concezione più aperta alle specificità dei diversi paesi e di considerare possibile un approdo al socialismo diverso da quello precedentemente prefigurato. Dai manoscritti, dai quaderni e dalle lettere di questi anni emerge dunque un uomo molto diverso da quello raffigurato da tanti suoi critici, o presunti seguaci.
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La storia della signora Filadritto e del suo gatto Pussavia
di Lore Segal
editore: Donzelli
pagine: 48
Età di lettura: da 5 anni.
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