Il «terrorista suicida» è una figura che sembra sfuggire a ogni possibile comprensione. L'inquietudine che suscita dipende anche dal fatto che alcune caratteristiche del suo comportamento non ci sono così estranee, ma fanno parte di una nostra storia: il martirio volto alla diffusione di ideali religiosi e politici è centrale nelle grandi tradizioni religiose, così come in tutti i movimenti nazionalisti che hanno plasmato l'Occidente moderno. Nelle forme di terrorismo suicida contemporaneo questi tratti si manifestano però in modalità che ci appaiono diverse e «distorte» - tanto più perturbanti, dunque, in quanto fondono il familiare e il mostruoso. L'opinione pubblica rappresenta il terrorista suicida per lo più in termini di devianza, follia, fanatismo; un soggetto irrazionale, che è stato plagiato o agisce sulla base di credenze religiose «primitive», quali l'attesa di un premio in paradiso. Per quanto riguarda gli studiosi, alcuni tentano di ricondurre queste scelte estreme a gravi disagi psicologici acuiti da condizioni di vita particolarmente critiche; altri le collegano a motivazioni esclusivamente razionali e tattiche.
Terrore suicida. Religione, politica e violenza nelle culture del martirio
| Titolo | Terrore suicida. Religione, politica e violenza nelle culture del martirio |
| Autore | Fabio Dei |
| Argomento | Diritto, Economia e Politica Politica e attualità |
| Collana | Saggine |
| Editore | Donzelli |
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| Pagine | 160 |
| Pubblicazione | 2016 |
| ISBN | 9788868435011 |
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