Libri di Marco Aime
Il lato selvatico del tempo. Un anno tra i montanari delle valli cuneesi sulle tracce delle streghe
di Marco Aime
editore: Meltemi
pagine: 144
Durante le veglie invernali, nel cuore della Val Grana, prendevano vita racconti popolati di figure ambigue e affascinanti: le
Disponibilità immediata
Rubare l'erba. Con i pastori lungo i sentieri della transumanza
di Marco Aime
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 115
"Partivano. La gente di queste parti è sempre partita". I ricordi di Toni e Margherita, un anziano pastore e sua moglie, disegnano a tratti scarni ma decisi la loro storia, la storia della gente di Roaschia, nel Piemonte rurale di oltre mezzo secolo fa. Pastori, acciugai, venditori di capelli, uomini perennemente in viaggio: l'etnografo si chiede se abbia senso parlare di "radici", quando esistono "terre dove vivere è un lusso che non ci si può concedere sempre", quando si è costretti a fuggire dal proprio villaggio per scampare alla povertà, per sopravvivere, "rubando l'erba" per le proprie pecore. Eppure continuiamo a pensare che il nomade, il randagio, il bastardo, siano l'eccezione, e che il sedentario sia la norma. Marco Aime, che in quelle terre è nato e cresciuto, stempera il "dato" antropologico e oggettivo in un racconto vivido, "in prima persona", e proprio per questo vitale, nonostante la patina del ricordo e della nostalgia. La vita del pastore, segnata dall'universale diffidenza che i sedentari covano per i migranti di ogni tempo e luogo, diventa l'emblema - e la guida - di tutte le nostre peregrinazioni: "È quello il suo sapere, uno dei saperi del pastore, che tu non sai: conoscere la strada, trovarla sempre".
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Tra i castagni dell'Appennino. Conversazioni con Francesco Guccini
editore: Utet
pagine: 158
Un viaggio in treno fino a Pavana, lungo la ferrovia Porrettana, per avvicinarsi nel modo più autentico allo spirito delle can
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La fatica di diventare grandi. La scomparsa dei riti di passaggio
editore: Einaudi
pagine: 170
Nella materia liquida di questo tempo che indebolisce ogni gerarchia, i conflitti tra le generazioni sembrano passati di moda. Genitori e figli si trovano vicini all'improvviso, tanto nei comportamenti quanto nel modo di guardare il mondo, in famiglie che, invece di essere allargate, sono "allungate". Al posto del classico rapporto di subalternità, compare cosi una condizione più complice e paritaria, che in alcuni casi si trasforma in vera e propria amicizia. Un fatto all'apparenza positivo, ma che nasconde una questione cruciale: non è sulla frattura condivisa tra giovani e adulti che si struttura l'identità? In questo libro Marco Aime e Gustavo Pietropolli Charmet affrontano la progressiva svalutazione di quei riti di passaggio, come la leva militare o il fidanzamento, che scandivano fino a ieri lo sviluppo del nostro ruolo sociale, e le sue conseguenze. Perché, se l'autorità dei genitori tende all'estinzione, la scuola perde d'importanza e l'ingresso nel mondo del lavoro pare sempre più un miraggio, quando arriva il momento delle responsabilità?
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Etnografia del quotidiano. Uno sguardo antropologico sull'Italia che cambia
di Marco Aime
editore: Eleuthera
pagine: 190
Riflettere sulla propria società, utilizzando gli strumenti a disposizione dell'antropologo, è un tentativo di condividere con
Esaurito
All'Avogadro si cominciava a ottobre. Autobiografia di un quinquennio
di Marco Aime
editore: Agenzia X
pagine: 241
Dopo aver osservato con particolare dedizione gli angoli più sconosciuti del nostro pianeta, l'antropologo Marco Aime ha cercato le origini di questa sua passione nei ricordi del quinquennio 1970/75, quando frequentava l'istituto tecnico Avogadro di Torino, una scuola per figli di operai che ambivano a diventare tecnici o impiegati. In questo libro dall'approccio ironico si raccontano i conflitti generazionali e le contestazioni politiche, ma anche la stupidità giovanile, l'istintiva voglia di trasgredire e il desiderio di vivere un'esperienza totale insieme ad altri compagni di viaggio. Un racconto che unisce la capacità di rievocare la memoria storica condivisa a un irresistibile ritmo narrativo, attraversato da una colonna sonora composta dai cantautori e dai più famosi gruppi pop e rock dell'epoca. Musica straordinaria catturata nel momento in cui entrava prepotentemente nel ciclo di formazione di uno studente. Una storia di anni plurali e di amicizia, quella più profonda, che lega per la vita, perché è cominciata nella gioventù. Sullo sfondo una Torino d'altri tempi, dove la Fiat, nonostante fosse chiamata "la feroce", costruiva ancora auto. L'autobiografia di una torma agitata di giovani che, a differenza dei loro genitori, poterono accedere allo studio superiore e che perciò si sentirono protagonisti di un mondo da cambiare completamente.
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La guerra di mio padre
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 180
"Molti degli internati militari hanno vissuto il ritorno a casa sotto il segno dell'offesa
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L'altro e l'altrove. Antropologia, geografia e turismo
editore: Einaudi
pagine: 230
Mai come negli ultimi decenni il turismo è diventata un'attività che si nutre di immagini e di immaginari. Viviamo in una società fortemente mediatizzata, che produce un'enorme quantità di immagini finalizzate alla conoscenza e al consumo di luoghi e persone, che diventano patrimonio condiviso delle varie "comunità" turistiche e si trasformano via via in una sorta di icone. Partendo da approcci disciplinari diversi ma convergenti, come quello dell'antropologia culturale e della geografia, Marco Aime e Davide Papotti, basandosi su un percorso teorico supportato dall'analisi di casi esemplari, mettono in luce alcuni dei meccanismi che portano alla costruzione degli immaginari relativi a luoghi, spazi, eventi e dimensioni di vita esotiche. Immagini e immaginari che condizionano fin da prima della partenza ogni forma di incontro con la diversità, sia essa di carattere naturalistico-ambientale, sia invece di tipo etnico-culturale, e che determinano il nostro rapporto con l'altro e con l'altrove, perpetuandosi e riproducendosi in una sorta di circolo autoreferenziale.
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Gli uccelli della solitudine. Solidarietà, gerarchie e gruppi d'età a Timbuctu
di Marco Aime
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 170
Lo sguardo dell'antropologo Marco Aime, che in questa sua ricognizione ha avuto come collaboratore Ismael Haidara Dadié, torna a posarsi su Timbuctu, "mitica" città carica di storia ai margini del deserto, che nei secoli ha dato vita a una società complessa, articolata in rigide gerarchie. I cittadini, molti dei quali esponenti di una borghesia commerciale ricca e colta, sono infatti legati non solo alla famiglia, ma anche all'etnia di appartenenza, alla casta, alla corporazione e alle kondey, che sono le "compagnie d'età". Si tratta di forme di associazionismo spontaneo che rappresentano la vera spina dorsale della società tombouctienne: basate esclusivamente sull'età e caratterizzate da un'assoluta uguaglianza interna e dall'impiego di un linguaggio scherzoso, le kondey realizzano una solidarietà tra coetanei che dura tutta la vita e unisce i membri del gruppo nel bene e nel male. Quando di una compagnia rimangono in vita poche persone, queste assumono un aspetto triste perché hanno visto i loro amici andarsene a poco a poco: a Timbuctu li chiamano "gli uccelli della solitudine".
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Antropologia
di Marco Aime
editore: Egea
pagine: 145
"Sebbene qualcuno faccia risalire a Erodoto i primi passi dell'antropologia culturale, in realtà questa disciplina è assai più giovane, una tra le più giovani tra quelle insegnate nelle nostre università. I primi passi in questo nuovo campo di studi vennero mossi nella Londra di fine Ottocento, in piena epoca vittoriana, quando l'impero britannico era al massimo della sua espansione. Un dato questo non casuale: fu infatti proprio grazie al fatto che i sudditi di sua maestà la regina avevano a che fare con popolazioni di quasi ogni angolo del pianeta che cominciò a svilupparsi una curiosità, via via trasformatasi in disciplina scientifica, verso 'l'altro', il diverso, che allora veniva chiamato generalmente 'selvaggio' o 'primitivo'. Si può dire che questa 'attrazione' nei confronti del diverso sia per certi versi una specificità della cultura occidentale. Talvolta era anche finalizzata a scopi meno nobili di quelli puramente scientifici degli studiosi, ma si dà il fatto che non si sono registrate forme così sviluppate di interesse verso l'altro in società extra-occidentali." Pixel, la risposta a ogni esigenza di sapere. In omaggio online: contenuti integrativi e versione digitale del testo.
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Una bella differenza. Alla scoperta della diversità del mondo
di Marco Aime
editore: Einaudi
pagine: 78
La differenza ha profonde radici storiche e culturali ed è il frutto delle risposte che i diversi gruppi umani hanno saputo dare ai differenti habitat con cui si sono trovati a convivere. Marco Aime, dialogando con le sue nipotine Chiara ed Elena, racconta dei suoi viaggi, dei suoi incontri immaginari con colleghi celebri come Claude Lévi-Strauss o Bronislaw Malinowski - nel libro citati semplicemente per nome, - e mediante aneddoti ed esempi spiega le diverse concezioni che i tanti popoli della terra hanno dello spazio, del tempo, della famiglia, dell'economia, del corpo. Nel suo insieme il libro da vita a una sorta di breve e semplice corso di antropologia che fornisce ai lettori, giovani e adulti, gli strumenti critici per osservare il mondo con altri occhi.
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Il lato selvatico del tempo. Un anno tra i montanari delle valli cuneesi sulle tracce delle streghe
di Marco Aime
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 139
In quel tempo quasi fiabesco che comincia sempre con "una volta", gli abitanti della Chalancho consumavano le sere nelle vegli
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