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Di pietre, di sabbia, di erba, di carta. Un antropologo sul campo

Di pietre, di sabbia, di erba, di carta. Un antropologo sul campo
Titolo Di pietre, di sabbia, di erba, di carta. Un antropologo sul campo
Autore
Argomento Scienze Umane Antropologia
Collana Saggi
Editore Bollati Boringhieri
Formato
libro Libro
Pagine 160
Pubblicazione 2024
ISBN 9788833943237
 

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Quello che Marco Aime presenta in queste pagine non è propriamente ricerca antropologica, né letteratura, e certo neppure fotografia. È un po' tutte queste cose assieme. Dopo trent'anni di lavoro sul campo e di insegnamento, e dopo essersi a lungo interrogato sul mestiere dell'antropologo e sull'immagine spesso distorta che noi europei abbiamo dell'«altro», Aime racconta qui la propria storia, prima ancora che di studioso, di viaggiatore appassionato. Perché è dall'amore per il viaggio che è scaturita la sua curiosità per popoli, costumi, strutture sociali, miti e mondi, fatti di pietre, di sabbia, di erba e di carta, a seconda di dove si guardi. Si ha un bel studiare di «osservazione partecipante» sui testi fondativi della disciplina - quelli imprescindibili di Clifford, Malinowski, Geertz e di tutti i maestri più vicini a noi -, di «metodo induttivo», di «visione olistica»; quando poi si arriva sul «campo», l'esperienza personale cambia sempre la prospettiva e ci vuole una buona dose di empatia e di intelligenza per ricavare qualcosa di utile e di originale. Così come ci vuole davvero un occhio allenato per catturare immagini fotografiche tanto incisive, come gli scatti riprodotti in questo libro. L'«altro» non è necessariamente «esotico», in Africa o in Asia; spesso lo trovi anche dietro casa, nelle montagne appena fuori città. Ripercorrendo la carriera del suo autore, "Di pietre, di sabbia, di?erba,?di?carta" ci porta in luoghi lontani (Pakistan, Benin, Mali, Timbuctu, il Sahel), ma anche vicini (Alpi occidentali, Val di Susa e Lampedusa), dimostrando che nel diverso ci si può imbattere ovunque. Anche noi siamo diversi. E in questi racconti l'attività dell'antropologo non è sempre fatta di interviste e appunti, ma anche di tentativi, di attese, di solitudine e di momenti in cui non accade assolutamente nulla. Troppo spesso, infatti, l'antropologia, a dispetto del suo nome altisonante, si perde in tecnicismi e astrazioni, finendo per trascurare proprio il fattore?umano.
 

Biografia dell'autore

Marco Aime

Marco Aime insegna antropologia culturale all’Università di Genova. Autore di studi sulle popolazioni alpine e sull’Africa, collaboratore de «La Stampa», ha pubblicato numerosi saggi di studi antropologici, fra i quali Eccessi di culture (2004), Il primo libro di antropologia (2008), La macchina della razza (2009), Il dono ai tempi di Internet (2010) e Verdi tribù del Nord (2012). Per Bollati Boringhieri ha pubblicato, tra gli altri, Diario Dogon (2000), L’incontro mancato (2005), Timbuctu (2008) e Il diverso come icona del male, assieme a Emanuele Severino (2009).

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