E/O
Mendicanti e orgoliosi
di Albert Cossery
editore: E/O
pagine: 220
In un bordello del Cairo una giovane prostituta viene uccisa. Attorno a questa vicenda si muovono quattro personaggi: un filosofo, ex professore universitario e ora mendicante; il poliziotto incaricato delle indagini, il quale, nonostante la sua omosessualità, incarna i più rigidi precetti di ordine e moralità borghese; un poeta che sbarca il lunario vendendo haschisch e infine un anonimo impiegato, animato da velleità populistico-rivoluzionario. E sono le loro storie le vere protagoniste del romanzo, così simili a quelle di tanti altri che compongono l'umanità variopinta e stracciona della casbah.
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Le streghe di Smirne
di Mara Meimaridi
editore: E/O
pagine: 621
Un divertente catalogo di cattiverie, astuzie e sapienze femminili per conquistare e sottomettere i maschi, sbaragliare la concorrenza e difendersi dall'emarginazione. A Smirne, città cosmopolita sulle coste della Turchia, tra il XIX e il XX secolo, un gruppo di donne tesse trame diaboliche, intrighi e inganni, in un mondo duro di subalternità femminile, fame e conflitti tra etnie. La strega turca Attarte è la 'madre', colei che 'vede', decide e cambia i destini. Sotto la sua guida le greche Eftalia e la figlia Katina compiranno un'ascesa sociale strepitosa, sollevandosi dalla miseria per arrivare al controllo della città attraverso i successivi matrimoni di Katina con magnati del cotone e del tabacco, armatori e pascià.
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Una donna senza sogni
di Christoph Hein
editore: E/O
pagine: 465
Dall'autore de "L'amico estraneo", un nuovo romanzo su una donna difficile e coinvolgente, che colpisce per bellezza e profonda indifferenza nei confronti degli altri e forse anche di sé stessa. Quella della pittrice Paula Trousseau è la storia di un personaggio umano sotto tutti i punti di vista, di una vita per prove ed errori, guidata dal tenace desiderio di sottrarsi a un destino prestabilito e di affermarsi come individuo. Da una prospettiva intima e femminile e in un'alternanza magistrale di piani temporali, Christoph Hein ricostruisce a partire dal suicidio la vita di Paula, l'infanzia e l'adolescenza dominate dalla figura di un padre dispotico e di una madre succube che si rifugia nell'alcol, la decisione di dedicarsi all'arte a qualunque costo e senza compromessi, l'esperienza di due maternità completamente differenti tra loro, le fallimentari relazioni con gli uomini e quelle, più durature e coinvolgenti, con le donne. Suscitando talvolta simpatia, talvolta disapprovazione, le vicende e le opinioni di Paula tracciano un grande affresco sull'arte, i sentimenti, le dinamiche familiari, il rapporto tra i sessi, le relazioni tra potere e cultura, confrontando il lettore con una semplice, ma fondamentale domanda: come diventiamo ciò che siamo?
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In bilico sul mare
di Anna Pavignano
editore: E/O
pagine: 139
"Anche se questa storia è frutto della fantasia - scrive l'autrice - esistono giovani che vivono in località costiere o sulle isole italiane che conducono, come dice Salvatore, una vita con un lato estivo e un lato invernale, come i materassi. Una vita di mare e una di cantiere. Ho incontrato sull'isola di Ventotene uno dei tanti Salvatore e mi ha raccontato di questa realtà che non conoscevo. Da lì è nata l'idea del libro". È una storia d'amore e di amicizia, una storia di mare e di felicità, ma anche una storia di possibili tragedie, come ogni giorno ci racconta la cronaca delle morti sul lavoro. "Spesso fanno un lavoro nero, la morte però la chiamano bianca. Secondo me è sbagliato perché bianca è una sposa tutta felice, è la neve che ti lascia incantato, è la prima pagina del quaderno di scuola che era bella perché tutta da scrivere. Si deve trovare un altro colore".
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Il nido del serpente
di Pedro Juan Gutierrez
editore: E/O
pagine: 250
Fin da piccolo, Pedro Juan, il protagonista della "Trilogia sporca dell'Avana" e di molti altri romanzi di Gutiérrez, prova un
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Il visitatore
di Eric Emmanuel Schmitt
editore: E/O
pagine: 129
Aprile 1938. L' Austria è stata da poco annessa di forza al Terzo Reich, Vienna è occupata dai nazisti, gli ebrei vengono perseguitati ovunque. In Berggasse 19, celeberrimo indirizzo dello studio di Freud, il famoso psicanalista attende affranto notizie della figlia Anna, portata via dalla Gestapo. Ma l'angosciata solitudine non dura molto: dalla finestra spunta infatti un inaspettato visitatore che fin da subito appare ben intenzionato a intavolare con Sigmund Freud una conversazione sui massimi sistemi. Il grande indagatore dell'inconscio è insieme infastidito e incuriosito. Chi è quell'importuno? Cosa vuole? È presto chiaro che quel curioso individuo in frac non è un ladro né uno psicopatico in cerca di assistenza. Chi è dunque? Stupefatto, Freud si rende conto fin dai primi scambi di battute di avere di fronte nientemeno che Dio, lo stesso Dio del quale ha sempre negato l'esistenza. O è un pazzo che si crede Dio? La discussione che si svolge tra il visitatore e Freud, e che costituisce il grosso della pièce, è ciò che di più commovente, dolce ed esilarante si possa immaginare: Freud ci crede e non ci crede; Dio, del resto, non è disposto a dare dimostrazioni di se stesso come se fosse un mago o un prestigiatore. Sullo sfondo, la sanguinaria tragedia del nazismo che porta Freud a formulare la domanda fatale: se Dio esiste, perché permette tutto ciò?
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Abram kadabram
di Etgar Keret
editore: E/O
pagine: 151
L'inizio del racconto "Pazienza": "L'uomo più paziente del mondo sedeva su una panchina vicino a Dizengoff square. Accanto a lui non c'era nessuno, nemmeno dei piccioni. I depravati nei cessi pubblici emettevano gemiti così forti e strani che era impossibile ignorarli. L'uomo più paziente del mondo teneva in mano il giornale e faceva finta di niente. Non stava veramente leggendo, aspettava qualcosa. Nessuno sapeva cosa. Un giornale scandalistico inglese aveva offerto diecimila sterline a chi avesse scoperto cosa stava aspettando. Nessuno c'era riuscito. Nell'unica intervista che aveva accettato di rilasciare a un giornalista della CNN l'uomo più paziente del mondo aveva detto che aspettava molte cose ma non era il caso di parlarne. "E quando sarà il caso?" aveva domandato l'energico giornalista. Ma l'uomo più paziente del mondo non gli aveva risposto, aveva solo atteso in silenzio la domanda seguente. Il giornalista aveva continuato ad aspettare ancora e ancora e poi aveva ridato la linea allo studio...".
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Da domani mi alzo tardi
di Pavignano Anna
editore: E/O
pagine: 254
Il romanzo comincia nel momento in cui, dopo anni di esilio volontario in cui non si è saputo più nulla di lui ed è stato, in
Esaurito
Senza via d'uscita
di Barbara Gowdy
editore: E/O
pagine: 303
Una grande città, un blackout improvviso
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Il secolo dei labirinti
di Réa Galanaki
editore: E/O
pagine: 287
Vera protagonista del romanzo "Il secolo dei labirinti" di Rea Galanaki, una delle maggiori scrittrici greche contemporanee, è Creta, l'isola del labirinto mitologico e dei labirinti familiari, storici e politici, le cui luci e le cui ombre si contrappongono a quelle del "secolo dei Lumi", riecheggiato nel titolo. Cento anni di storia greca ed europea: dal 1878, quando Creta si trova ancora sotto il giogo ottomano, al 1978, dopo la fine della dittatura militare, all'alba di una nuova era. Tappe del labirinto: la scoperta di Cnosso da parte dell'archeologo dilettante Minos Kalokerinós, precursore di Sir Evans; una donna scomparsa durante una terribile strage; un omicidio che sotto le spoglie del conflitto politico cela un'antica faida familiare; una città, Iraklio, già Megalo Kastro, che cambia pelle. Filo conduttore nel labirinto dei fatti: una famiglia immaginaria, a sua volta un labirinto in miniatura, le cui vicissitudini si intrecciano a quelle degli altri labirinti. L'affresco dipinto dalla scrittrice si apre a comprendere ogni vicenda umana: come essa è stata vissuta, registrata, ascoltata da protagonisti e comparse, e come essa si sarebbe potuta svolgere.
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Le catene del mare
di Ioanna Karistiani
editore: E/O
pagine: 265
Con "Le catene del mare" Ioanna Karistiani ha vinto il Premio nazionale per il miglior romanzo greco del 2007, confermandosi come una delle massime autrici elleniche contemporanee. Per il comandante Mitsos Avgustìs, statuario come un Poseidone, burbero e tenero nello stesso tempo, eroico nella sua infallibile capacità di guidare la sua nave e i suoi uomini benché sia cieco, dopo dodici anni di navigazione ininterrotta negli oceani è arrivata la resa dei conti. Le burrasche della terraferma (la moglie Flora, due figlie, un figlio, una nipotina e Litsa, amante di molti anni prima) reclamano il suo coraggio e la sua forza d'animo molto più delle tempeste oceaniche. Ma è difficile per il comandante liberarsi dalle catene del mare e abbandonare la sua unica, vera casa, il cargo Athos III, il luogo in cui Mitsos si confronta con i suoi ricordi, il rifugio in cui egli conserva gelosamente i suoi segreti.
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La paura
di Federico De Roberto
editore: E/O
pagine: 80
Nelle trincee della Prima guerra mondiale, il fuoco inesorabile di un cecchino nemico uccide, uno a uno, i soldati che tentano di raggiungere un posto di vedetta sguarnito; col numero dei morti cresce il panico dei vivi che lo scrittore rende facendo ricorso alle immagini della più cruda fisiologia, nonché alle diverse tipologie dei fanti e soprattutto alle diverse parlate dialettali. Pubblicato nel 1921, "La paura" è il più crudo fra i racconti che Federico De Roberto dedicò al primo conflitto mondiale; ed è il frutto più aspro e il più memorabile esito dell'ultima produzione del prolifico autore dei "Vicerè", addirittura fra le prove più eminenti di tutta la sua opera. Un canto del cigno, meglio ancora un ruggito: di rabbia impotente, di sorda protesta. La rappresentazione dei fanti che marciscono nelle trincee è impietosa, aliena da concessioni alla retorica patriottarda o populista. Questo spaccato estremamente veritiero del paese reale non ha certezze da difendere né messaggi da diffondere, e di un solo sentimento è depositario: quello della "paura" più atroce, vale a dire di un immane sgomento di fronte alla guerra, di fronte all'obbligo di uccidere e di farsi uccidere.
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