E/O
La patria delle visioni celesti e altri racconti del deserto
di Ibrahim Al-Koni
editore: E/O
pagine: 262
Al centro della narrativa di al-Koni c'è il deserto, il Sahara, un universo favoloso, d'inattesa varietà, pieno di storie, di personaggi, di leggende, di pericoli e di visioni. La narrativa di al-Koni è colta, ricca di riferimenti alla Bibbia, al Corano, alle leggende dei Tuareg, ma anche alla letteratura occidentale contemporanea, perché al-Koni, cresciuto tra i Tuareg nelle sabbie del Sahara, ha vissuto e studiato successivamente a Mosca e in vari paesi occidentali. In alcuni racconti c'è anche la storia della resistenza delle popolazioni del deserto al colonialismo italiano, ma forse il tema più forte di questo libro è l'esperienza mistica, intesa nel senso più ampio, che la vita nel deserto evoca e stimola. Le avventure dei personaggi - storie di guerra, d'amore, di viaggi - sono sempre pervase da un senso profondo del mistero, da una filosofia quotidiana ma profonda, da una vicinanza enorme alla sfera celeste, al soprannaturale, al metafisico.
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L'eleganza del riccio
di Muriel Barbery
editore: E/O
pagine: 384
Parigi, rue de Grenelle numero 7. Un elegante palazzo abitato da famiglie dell'alta borghesia. Ci vivono ministri, burocrati, maitres à penser della cultura culinaria. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all'idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Niente di strano, dunque. Tranne il fatto che, all'insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta che adora l'arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Cita Marx, Proust, Kant... dal punto di vista intellettuale è in grado di farsi beffe dei suoi ricchi e boriosi padroni. Ma tutti nel palazzo ignorano le sue raffinate conoscenze, che lei si cura di tenere rigorosamente nascoste, dissimulandole con umorismo sornione. Poi c'è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre, segretamente osservando con sguardo critico e severo l'ambiente che la circonda. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l'uno dell'impostura dell'altro, si incontreranno solo grazie all'arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée.
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In una lingua che non so più dire
di Tea Ranno
editore: E/O
pagine: 223
Andrea, magistrato, da quarantadue anni vive a Milano, dove si è costruito una solida vita borghese. È partito dalla Sicilia per studiare e non vi ha fatto più ritorno. C'è però come un rimpianto dentro di lui, un'assenza che talvolta assume le fattezze di Teresa, la ragazza della quale si era innamorato poco prima di partire. Durante gli anni milanesi ha spesso pensato a lei immaginando una vita più o meno simile alla sua: laurea, matrimonio, figli. E poiché gli avevano detto che era fidanzata con un inglese, fantasticando l'ha collocata in una Londra nebbiosa e pettegola. Intanto il mondo che Andrea ha abbandonato da ragazzo continua a chiamarlo: con la voce di Teresa e quella balbuziente del nonno, con il lamento lungo del venditore di sale, i richiami dei pescatori, le filastrocche dei ragazzi, le parole delle donne di casa. Voci che emergono dai recessi del ricordo e si fanno rimpianto, nostalgia, bisogno imprescindibile di tornare. Così finalmente il giudice compie a ritroso il viaggio dal Continente alla Sicilia. Ma il ritorno ha un cuore aspro, dolente. Il magistrato, che tanti meriti ha acquisito nel combattere l'eversione degli anni di piombo, si ritrova privo di ogni potere davanti alla crudeltà della vita. E viene scaraventato dentro una verità che avrebbe preferito non conoscere.
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Il fiore di Stéphanie
editore: E/O
pagine: 205
Dodici anni dopo il genocidio in Ruanda, Esther Mujawayo, la cui famiglia è stata in gran parte sterminata durante i massacri del 1994, scrive una testimonianza eccezionale sulla sua vita e sulla grande politica di "riconciliazione nazionale" che il governo ruandese cerca di mettere in atto. Racconta i momenti spietati e quasi irreali del confronto tra le vittime e gli assassini durante i "gacaca", tribunali tradizionali creati per affrontare lo spinoso problema della giustizia del dopo genocidio. In cambio di riduzioni della pena, viene chiesto agli assassini di rivelare la verità sugli ultimi momenti di vita delle loro vittime così come sui luoghi dove i corpi sono stati abbandonati. Nella seconda parte del libro Esther Mujawayo e Souâd Belhaddad danno la parola ai sopravvissuti che lavorano ogni giorno con gli autori del genocidio per cercare di sensibilizzarli alla pace e alla ricostruzione di una nazione ruandese.
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La danza dei vestiti
di Sang Ye
editore: E/O
pagine: 135
Una ventina di storie, una manciata di testimonianze colorite e vivaci, brevissime, aprono ai lettori altrettante finestre sulle vite di donne e uomini cinesi. Attraverso le vicende di un oggetto, spesso un capo d'abbigliamento, l'autore ricostruisce i percorsi esistenziali di questi personaggi, che tutti insieme delineano poi una storia recente della Cina. In ciascuna "storia" si viene informati su chi è l'io narrante, che professione svolge (o svolgeva), l'età, e viene poi fornita la descrizione sommaria dell'oggetto in questione (una vecchia tunica, un asciugamano, una tuta da lavoro), lo spunto che permette di frugare tra le memorie del possessore. Queste persone sono i genitori dei cinesi di oggi, e leggere le loro microstorie private aiuta a penetrare tra le pieghe della storia della Cina contemporanea, per cercare di sciogliere le nebbie o i pregiudizi. Un reportage leggero, divertente, nel quale regna l'ironia e scritto in una forma che sta a metà tra il reportage e la narrazione.
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Vivere stanca
di Jean-Claude Izzo
editore: E/O
pagine: 120
Un sogno d'amore che svanisce con due colpi di pistola; un coltello impugnato da una donna come un minaccioso simbolo fallico; la violenza immotivata degli skinheads; calci contro un immigrato; lo scaricatore del porto che si tuffa in mare senza saper nuotare, cercando la morte; una ragazza che si suicida in cella. Una serie di racconti noir, dallo stile secco con degli squarci di lirismo, come quando Izzo rievoca la "sua" Marsiglia: le stradine, il porto, gli odori, gli occhi delle sue donne, la luce della città che gli può dare l'unica felicità che possa andargli bene. È una felicità di consolazione, perché, come dice una protagonista: "La vita non è per niente facile, vivere stanca".
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La ragazza che leggeva il francese
di Wei Wei
editore: E/O
pagine: 197
Dopo aver terminato gli studi superiori, Wei Wei viene mandata a lavorare in campagna per essere "rieducata" con il lavoro manuale. Nel cuore ha un solo desiderio però: quello di diventare medico. A causa della sospensione del concorso nazionale per l'iscrizione all'università Wei Wei può solo sperare in un miracolo per poter coronare il suo sogno. Finché un giorno il destino le gioca uno strano scherzo: viene selezionata per studiare il francese. La Cina ha bisogno di lei per una missione nell'Africa francofona. Non ha altra scelta: deve dedicarsi al francese e abbandonare l'idea di diventare medico. Col tempo, tuttavia, Wei Wei si innamora di questa lingua così diversa e affascinante, che di fatto scopre clandestinamente nella sua interezza perché il regime impone letture tradotte e rivedute da cinesi. Dalle pagine di questo romanzo emerge pian piano una sorta di originale dialogo tra due lingue che descrive, con allegria e leggerezza, le differenze e a volte le inaspettate similitudini di mentalità di due paesi così lontani. La storia di Wei Wei è anche una storia di amore e di emancipazione.
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Un orso di nome Sabato
editore: E/O
pagine: 30
Il protagonista e il suo amico Sabato, un orsacchiotto taciturno, sono amici inseparabili, come spesso accade tra bambini e orsi. Ma un giorno dei dubbi si insinuano nel ragazzo: questo orso mi vuole davvero bene come io ne voglio a lui? È davvero vivo? Cerca di strappare all'orso un segno di vita, ci pensa su, e poi una notte fa un sogno... Un racconto poetico sul mondo dei bambini, e degli orsi, trasposto in immagini da Michael Sowa. Età di lettura: da 9 anni.
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La parte dell'altro
di Eric Emmanuel Schmitt
editore: E/O
pagine: 605
Il male è in ognuno di noi. Per esplorare questa terrificante idea, il romanzo segue le vite parallele dell'Hitler vero e di un Hitler fittizio e "buono". Quale sarebbe stato il corso della storia se l'8 ottobre 1908 Adolf Hitler fosse stato ammesso all'Accademia di Belle Arti?
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La frantumaglia. In appendice Tessere 2003-2007
di Elena Ferrante
editore: E/O
pagine: 299
Questo libro, che in questa edizione tascabile è arricchito di nuovi saggi e contributi, ci porta nel laboratorio di Elena Ferrante, ci permette di lanciare uno sguardo dentro i cassetti da cui sono usciti i suoi tre romanzi, L'amore molesto, I giorni dell'abbandono e La figlia oscura, offrendo un esempio di passione assoluta per la scrittura. La scrittrice risponde a non poche delle domande che le hanno fatto i suoi lettori negli ultimi quindici anni. Dice, per esempio, perché chi scrive un libro farebbe bene a tenersi in disparte e lasciare che il testo faccia il suo corso. Racconta i pensieri e le ansie di quando un romanzo diventa film. Spiega com'è complicato trovare risposte in pillole alle domande di un'intervista. Racconta le gioie, le fatiche le angosce di chi narra una storia e poi la scopre insufficiente. Parla dei suoi rapporti con la psicoanalisi, con la città in cui è vissuta, con l'infanzia, magazzino di mille suggestioni e fantasie, con la maternità, con il femminismo. Il risultato è l'autoritratto, narrativamente vivace, di una scrittrice al lavoro.
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L'angelo di fuoco
di Valerij Brjusov
editore: E/O
pagine: 441
Ruprecht, lanzichenecco che aveva partecipato al Sacco di Roma e alle prime pericolose spedizioni nelle giungle del Nuovo Mond
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I giorni dell'abbandono
di Elena Ferrante
editore: E/O
pagine: 213
Una donna ancora giovane, serena e appagata, tutt'altro che inattiva nel cerchio sicuro della famiglia, viene abbandonata all'improvviso dal marito e precipita in un gorgo scuro e antico. Rimasta con i due figli e il cane, profondamente segnata dal dolore e dall'umiliazione, Olga, dalla tranquilla Torino dove si è trasferita da qualche anno, è risucchiata tra i fantasmi della sua infanzia napoletana, che si impossessano del presente e la chiudono in una allenata e intermittente percezione di sé. Comincia a questo punto una caduta rovinosa che mozza il respiro, un racconto che cattura e trascina fino al fondo più nero, più dolente dell'esperienza femminile.
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