EDIFIR
Soffici e Sironi. Silenzio e inquietudine
editore: EDIFIR
pagine: 62
Possiamo osservare in questa esposizione due delle linee significative dell'arte italiana nel secolo scorso. Voci sostanzialmente diverse come quelle di Soffici e Sironi; contigue nello svolgimento di filoni creativi che ebbero fortuna nelle vicende della nostra cultura. Soffici, con la sua esperienza francese, 1900-1907, proseguita in raccordo con gli amici di Francia, Picasso, Braque, Apollinaire, fin dentro le vicende della rivista La Voce e quindi di Lacerba, 1913-1915, coinvolto nelle battaglie di cubismo e futurismo. Sironi, presto (1903-1904) partecipe, nell'ambiente romano, delle sperimentazioni linguistiche di Balla e Boccioni. Una formazione scientifica, la sua, che lo portò ad apprezzare l'architettura moderna in qualità di misura espressiva, dando alle sue composizioni una solida struttura geometrica. Più lirica e sedotta dalle illuminazioni rimbaudiane la pittura di Soffici; solida, quasi estratta da concrezioni minerali la pittura di Sironi. Soffici e Sironi furono artisti di grande purezza e rigore morale, unici anche nell'assumere su di sé la responsabilità di una grave sconfitta politica, unici nel non sottrarsi con strategie flessibili al giudizio. Soffici poeta d'avanguardia e capace di rinnovare la tradizione; Soffici pittore che teneva alla sintesi del reale con un linguaggio denso di sussulti interiori. Sironi costruttore nella pittura e nella scultura, Sironi critico eccellente, scrittore che seppe anche con la poesia toccare profonde corde del sentimento.
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La collezione Ambron nella Galleria d'arte moderna di Firenze
editore: EDIFIR
pagine: 384
Il primo di due volumi raccoglie in un'indagine organica i dipinti del XIX secolo appartenuti a Leone Ambron e donati alla Gal
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Visibile parlare. Le arti nella Toscana medievale
editore: EDIFIR
pagine: 382
Ai due primi capitoli tesi a definire le coordinate cronologiche e territoriali della materia trattata, segue il racconto complesso di una vicenda artistica quasi millenaria. Mentre all'Alto Medioevo è dedicato un unico ampio sguardo d'insieme, superato il giro di boa dell'Anno Mille gli interventi critici s'infittiscono e insieme si specializzano. Ecco allora i capitoli sulla miniatura romanica e gotica; sull'architettura, la scultura ed i bronzi romanici; sul cosiddetto stile anno 1200; sull'architettura, la scultura, la pittura monumentale e su tavola, l'oreficeria gotiche. Giotto fa naturalmente la sua comparsa nel volume, ma è al suo contemporaneo Dante che spetta l'ultima parola come al testimone più autorevole di tutta quanta la cultura medievale. Saggi di Valerio Ascani, Michele Bacci, Monica Baldassarri, Chiara Bozzoli, Antonino Caleca, Fulvio Cervini, Marco Collareta, Andrea Del Grosso, Annamaria Ducci, Marco Frati, Antonio Milone, Alessio Monciatti, Mauro Ronzani, Angelo Tartuferi, Guido Tigler, Michele Tomasi.
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Arte a Figline. Da Paolo Uccello a Vasari. Catalogo della mostra (Figline Valdarno, 19 ottobre 2013-19 gennaio 2014)
editore: EDIFIR
pagine: 189
La mostra si inserisce nella collana "La città degli Uffizi" ideata da Antonio Natali e prosegue idealmente "Arte a Figline. Dal Maestro della Maddalena a Masaccio", esposizione curata da Angelo Tartuferi nel 2010, che intendeva valorizzare le opere più importanti del territorio figlinese e dei territori limitrofi fra XIII e gli inizi del XV secolo. Con il medesimo intento, la mostra del 2013, curata da Nicoletta Pons, presenta, nelle sale del Palazzo Pretorio di Figline, venti opere di pittura e scultura fra Quattro e Cinquecento, con l'aggiunta di una miniatura del museo della Collegiata. Il percorso espositivo sottolinea l'esistenza, sul territorio, di inedite sculture e interessanti pale d'altare che rivelano, non solo una qualità degna di chiese cittadine, ma anche la presenza di committenze importanti e significative. La mostra si terrà a Figline Valdarno, Palazzo Pretorio, dal 19 ottobre 2013 al 19 gennaio 2014.
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Per la conservazione dei dipinti. Esperienze e progetti del laboratorio dell'OPD (2002-2012)
editore: EDIFIR
pagine: 142
Il volume raccoglie gli Atti della Giornata di Studi in occasione degli 80 anni del Laboratorio di restauro dei dipinti mobili (1932-2012) del 5 dicembre 2012 (Firenze, Auditorium di Sant'Apollonia).
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Dolci senesi. Antichi ingredienti, mani sapienti, prodotti sopraffini. Ediz. italiana e inglese
di Roberto Rossi
editore: EDIFIR
pagine: 96
I dolci senesi sono il risultato dell'incontro tra ingredienti sopraffini, abili mani e accurate ricette
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Tra Modena e Roma. Il mecenatismo artistico nell'età di Cesare d'Este (1598-1628)
di Barbara Ghelfi
editore: EDIFIR
pagine: 165
Grazie a un'indagine sistematica sul carteggio diplomatico tra Modena e Roma nell'età di Cesare d'Este (1598-1628), il volume esamina le relazioni artistiche fra la corte estense e quella papale e affronta importanti episodi di mecenatismo e committenza. Il materiale documentario che si presenta, in buona parte inedito, consente di mettere a fuoco gli interessi e le iniziative di alcuni membri di una delle più importanti dinastie nel panorama italiano dell'età moderna. Accanto al duca Cesare, che per assicurarsi stabilità politica dopo la Devoluzione di Ferrara (1598) donò opere d'arte all'imperatore Rodolfo II e ai potenti cardinali romani, e una volta a Modena trasformò l'antico castello cittadino nel nuovo palazzo ducale, assume rilievo la figura del fratello, cardinale Alessandro, noto mecenate e collezionista, per il quale il "Carteggio degli Ambasciatori di Roma" offre notizie sulla formazione e l'incremento della raccolta di opere d'arte e le vicende che questa subì dopo la sua scomparsa, avvenuta a Roma nel 1624.
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La pittura su tavola del secolo XII. Riconsiderazioni e nuove acquisizioni a seguito del restauro della Croce di Rosano
editore: EDIFIR
pagine: 255
Con questo volume che presenta i contributi agli studi sulla pittura del XII secolo, stimolati dallo straordinario restauro della Croce di Rosano, ha inizio una nuova collana, frutto della collaborazione tra Edifir e Opificio delle Pietre Dure. "Dal restauro agli studi" anche nel titolo indica la linea di programma di porsi come una raccolta di ricerche storiche, scientifiche e tecniche che sempre più concorrono al restauro o da esso sono fortemente stimolate. Caso esemplare è questo primo numero della collana, fortemente voluto dal Kunsthistorisches Institut in Florenz, Max-Planck-Institut e dall'Università degli studi del Molise con l'Opificio delle Pietre Dure a seguito del restauro della Croce di Rosano, che ha riportato al centro dell'attenzione questo capolavoro artistico finora misconosciuto, focalizzando sulla pittura del XII secolo l'interesse della storia dell'arte.
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Il Nano Morgante di Agnolo Bronzino. Un dipinto «a due dritti» restaurato
editore: EDIFIR
pagine: 96
Il volume documenta il restauro di un particolare dipinto del Bronzino: il Ritratto del nano Morgante in veste di cacciatore d
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Gli Stendardi del Monastero di San Clemente. Uno straordinario apparato attribuito a Gregorio Pagani
editore: EDIFIR
pagine: 85
Gli stendardi, dipinti a tempera su seta bianca, raffigurano la Visitazione, la Pietà, e diciotto santi - i fondatori di ordini religiosi sotto la regola benedettina e quelli più venerati nel monastero pratese. Il volume tratta della storia e del restauro di venti stendardi dipinti su seta, attribuiti a Gregorio Pagani, pittore tra i maggiori attivi a Firenze sullo scorcio del Cinquecento, allievo di Santi di Tito (dal quale riprese lo stile ispirato alla chiarezza e al decoro). Gli stendardi dipinti, cosiddetti "setini" erano un tempo piuttosto frequenti, e Prato vanta una lunga tradizione in questo settore, ma solo in rari casi sono giunti fino a noi, per la fragilità del supporto e per l'uso. La serie qui esposta fu commissionata intorno al 1595 per la chiesa benedettina di San Michele dalla famiglia pratese dei Rocchi, come apparato decorativo in occasione di particolari festività. Dopo il trasferimento del monastero di clausura in San Clemente, a metà Ottocento, i "setini" continuarono a essere esposti nella nuova chiesa finché, per le condizioni precarie, è stato necessario sottoporli a un impegnativo, difficile restauro (finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Cultura e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, ed eseguito da Lucia Biondi e Lucia Nucci).
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Semplici e continue diligenze. Conservazione e restauro dei dipinti nelle Gallerie di Firenze nel Settecento e nell'Ottocento
di Gabriella Incerpi
editore: EDIFIR
pagine: 334
Il volume ripercorre le vicende del restauro dei dipinti a Firenze dalla fine del Granducato mediceo al Regno d'Italia, collegando in un discorso unitario gli interventi fatti e le tecniche adottate dai restauratori che nel corso di due secoli operarono all'interno delle Reali Gallerie. Accanto a personaggi noti, (Giuseppe Magni, Vittorio Sampieri, Ulisse Forni) emergono figure ancora poco studiate: dai Mangiacani, mesticatori medicei, ai pittori-restauratori sabaudi legati al mondo antiquario come Alessandro Mazzanti o Luigi Grassi; una particolare attenzione viene dedicata ai Reali Restauratori, stabilmente impiegati per garantire la conservazione dei quadri nelle pubbliche gallerie: oltre a Sampieri e Forni, Domenico del Podestà, Fedele e Francesco Acciai, Ettore Franchi. Elemento caratterizzante di questa storia sono infatti le semplici e continue diligenze, l'adozione cioè di un "sistema" che privilegiò misure tese a prevenire o ad arrestare i danni attraverso una costante e pronta opera di manutenzione. Basato su una puntuale analisi delle notizie conservate negli archivi fiorentini, il testo presentata in appendice un'ampia rassegna dei documenti più significativi ed indicazioni sui principali fondi da consultare per ulteriori approfondimenti, destinate a chi per la prima volta si trovi ad affrontare ricerche sull'argomento.
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