Effigie
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Uno scrittore visionario. Antonio Moresco
editore: Effigie
pagine: 320
Su iniziativa di due critici francesi, nasce questo volume interamente dedicato a Antonio Moresco
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Dentro al nero. Tredici sguardi su «It» di Stephen King
editore: Effigie
pagine: 157
Tredici fedeli lettori hanno provato a rileggere "It" di Stephen King a trent'anni dalla sua (è proprio il caso di dirlo) appa
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Finché arrivano lettere d'amore. Poesie 1956-2004
di Helga M. Novak
editore: Effigie
pagine: 229
Antologia italiana della lirica di Helga M
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Il geografo e il viaggiatore. Lettere, dialoghi, saggi e una nota azzurra sulla prosa di Italo Calvino e Gianni Celati
di Massimo Rizzante
editore: Effigie
pagine: 134
Questo libro smisuratamente breve, scritto in un periodo smisuratamente lungo, è un libro sull'amicizia tra Calvino e Celati
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Caddi e rimase la mia carne sola
di Laura Pariani
editore: Effigie
pagine: 142
Il 7 ottobre 1967 Ernesto Che Guevara resta imbottigliato con un piccolo gruppo di guerriglieri in una "quebrada" della forest
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Il castello
di Mino Milani
editore: Effigie
Il commissario Melchiorre Ferrari combatte il crimine all'Imperial Regia Delegazione di Polizia, con i suoi gendarmi e il fede
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Azzurra nostalgia. Lucio Mastronardii e gli altri di Vigevano
di Adriano Ballone
editore: Effigie
pagine: 245
Lucio Mastronardi fa il maestro elementare e lo scrittore di romanzi diventati cult oggi (ad esempio Il maestro di Vigevano) e Vito Pallavicini scrive canzonette che ancora cantiamo e che riempiono la pubblicità (Azzurro ad esempio). Che hanno a che spartire questi due? Forse nulla. Forse molto. In comune hanno la stessa città di origine, quella Vigevano, città di provincia allora ignota ai più, che per alcune fortunate circostanze diventa, come dice Giorgio Bocca, una "città campione": quella città la vivono nelle stesse strade e negli stessi bar. E negli stessi anni: tra la fine della guerra e la fine dei Settanta, anni nei quali l'Italia, "miracolosamente" (ma in verità per merito della sua gente), esce all'improvviso dal suo "medioevo" e si proietta in un futuro post-capitalistico: si passa dalla bici all'auto, dalla matita alla biro, dalla latrina nel cortile al bagno vicino alla cucina. È così veloce il cambiamento che pochi hanno tempo e modo di comprendere cosa stia succedendo: Vito, nel suo piccolo, il cambiamento lo provoca, lo colora; Lucio, nel suo piccolo, lo studia, lo interroga, trova la parole giuste per raccontarlo. Oggi ci aiutano a capire cosa significhi "cambiamento" e con quale malessere tutti quanti lo viviamo, allora e oggi: di molte parole siamo debitori nei loro riguardi.
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Repubblica nomade
di Antonio Moresco
editore: Effigie
pagine: 76
Apro il quaderno e mi metto a scrivere queste rapide note, seduto per terra, nella breve sosta. Faccio in tempo a leggere anche una pagina dell'Anabasi. Giornata ventosa e splendida. Abbiamo trovato un paio di alberi e ci siamo fermati alla loro ombra. Ci sono molti calzini rovesciati, messi ad asciugare e a scaldare al sole, per evitare o ritardare le vesciche ai piedi. Le grandi nuvole nere stanno diventando bianche e si spostano velocemente nel cielo. Tutt'intorno grandi contrafforti rocciosi simili a meteoriti precipitati, prati intensamente viola e campi di grano mossi come onde dal forte vento. Un ragazzo africano che non dice una parola, torvo, impietrito, si limita a far vedere a una camminatrice, sul suo cellulare, un breve video terribile che deve avere girato di persona, di sgozzamenti e sbudellamenti, per farci capire da dove è fuggito. Questi non sono solo cammini orizzontali, sono anche cammini verticali.
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Nel nosocomio
di Rosaria Lo Russo
editore: Effigie
pagine: 90
Allegoria svelatamente scoperta dell'Italia contemporanea, Nel nosocomio restituisce, non troppo metabolizzata, l'allucinazione kafkiana di un Paese per vecchi, la protervia disgustosa della volgarità e dell'ignoranza al potere, dove l'amore per la bellezza è svanito nei vapori goduriosi di quei centri di wellness teledipendenti che hanno sostituito ogni forma civile di aggregazione sociale, dove l'eterna giovinezza apparente del vecchiume imperante uccide ogni giorno i giovani, con lo scippo e lo stillicidio del loro e nostro non futuro. "Nel nosocomio" è una tragedia classica negata, mira dritto ad una catarsi impossibile, ogni suo pezzetto è un gesto verbale apotropaico contro un orrore privo di ogni sia pur minimo fascino konradiano, l'orrore della vita affogata nel trash, parodia del kafkismo novecentesco decaduto a ridicolo. Nella terza parte, "Dal dormitorio", si alzano sparute voci di strazio, l'esaltazione disperata che tenta un parziale riscatto nelle repliche di una antologia di Spoon River glocalizzata e alla portata di una audience da successi pop. "Nel nosocomio" è il frutto atroce del lutto, del lutto per tutto, e anche del rutto per tutto.
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Mal di fuoco
di Jonny Costantino
editore: Effigie
pagine: 187
"Il cuore umano è una stella di sangue"
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