Elliot
Il villaggio che votò la teoria della terra piatta
di Kipling Rudyard
editore: Elliot
pagine: 62
Un piccolo villaggio inglese trova il modo di arricchirsi ingannando gli automobilisti di passaggio: con la complicità della p
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La piccola signora della grande casa
di London Jack
editore: Elliot
pagine: 315
Ultimo romanzo a essere pubblicato mentre il suo autore era ancora in vita, può essere non a torto considerato il testamento n
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La veranda
di Melville Herman
editore: Elliot
pagine: 44
Dopo aver comprato una vecchia fattoria nel Massachusetts, un uomo desidera contemplare il paesaggio, ma la casa è sprovvista
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Edimburgo. Tre passeggiate a piedi
di Robert Louis Stevenson
editore: Elliot
pagine: 155
Una serie di saggi che descrivono angoli diversi della città scozzese di Edimburgo, e tre itinerari da intraprendere a piedi p
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Lo sposo importato
di Cahan Abraham
editore: Elliot
pagine: 126
Flora è una ragazza ebrea nata e cresciuta a New York
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L'arte di far soldi
di Phineas T. Barnum
editore: Elliot
pagine: 68
P.T. Barnum è stato il fondatore del "più grande spettacolo del mondo", uno dei più imponenti circhi della storia degli Stati Uniti, dove, a detta del suo istrionico creatore, si esibì anche la ex nutrice di George Washington di 161 anni, oltre a essere esposti la sirena delle isole Fiji, dalla coda lucente, e lo scheletro di Cristoforo Colombo, molto ben conservato. Autore di successo, filantropo, politico, ma anche vittima di cadute e resurrezioni finanziarie, considerato un truffatore, definito ai tempi lo "Shakespeare della pubblicità", scrisse nel 1880 questo breve manuale per illustrare ai comuni mortali come far soldi, e soprattutto come tenerseli stretti con alcune semplici regole tra cui non seguire la vocazione sbagliata, essere sistematici, leggere i giornali, usare gli strumenti migliori e preservare la propria integrità.
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D'Annunzio e la magia della moda
di Paola Sorge
editore: Elliot
pagine: 154
Raffinatezza estrema - ebbrezza suprema: questa la regola d'oro del Vate, esteta per eccellenza, per i suoi incontri amorosi con le "belle di notte", un lungo elenco di donne famose e non che il poeta ricoprì letteralmente d'oro. Per loro Gabriele d'Annunzio, esperto di moda femminile sin da ragazzo, ordinava abiti di alta sartoria, scarpe, accessori, gioielli e favolose camicie da notte che lui stesso si divertiva a disegnare o a modificare secondo il suo infallibile gusto. Si rivelò così stilista capriccioso e geniale, come attestano lettere e messaggi da lui inviati alle più celebri sarte dell'epoca, prima fra tutte la Biki, regina della moda milanese. Le "vesti magiche" trasformavano tutte loro in femmes fatales ed erano parte integrante e irrinunciabile dei giochi d'amore del poeta. Un nuovo studio sulla natura del rapporto di d'Annunzio con la moda femminile e le sue "modelle" d'eccezione.
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Caspar Hauser o l'inerzia del cuore
di Wassermann Jakob
editore: Elliot
pagine: 373
Nel 1828 un giovane sconosciuto comparve in una piazza di Norimberga
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Nelle trincee di Stalingrado
di Viktor Nekrasov
editore: Elliot
pagine: 318
II 2 febbraio 1943, con la resa della Sesta armata del maresciallo Friedrich Paulus, termina la battaglia di Stalingrado. uno dei momenti più significativi della seconda guerra mondiale. Viktor Nekrasov combatté in prima persona nelle trincee e pochi anni dopo pubblicò questo romanzo. Narrato dal luogotenente Kerzencev, il racconto ripercorre quei momenti drammatici, dall'annuncio dell'arrivo dei tedeschi ai combattimenti durissimi, fino alla resistenza eroica di un intero popolo che cambierà le sorti dell'Europa. Con una narrazione sincera e priva di enfasi celebrativa, gli umili protagonisti di questo libro pongono un quesito valido ancora oggi: qual è il vero eroismo, quello di chi si cela dietro le frasi altisonanti ma nel momento del bisogno tradisce la sua mancanza di umanità o quello di chi non sa usare le belle parole ma è capace di sacrificare la propria vita per il bene comune?
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La strada. Diari di un vagabondo
di Jack London
editore: Elliot
pagine: 191
Mentre gli Stati Uniti della rivoluzione industriale e del nascente imperialismo costruivano l'immagine patinata e vincente del "sogno americano", uno scrittore dava voce agli angoli più bui del nuovo continente, mettendo nero su bianco - accanto alla vita dei barboni, dei disoccupati e dei diseredati - le contraddizioni di un sistema in cui il benessere di pochi veniva pagato con la povertà di molti. È in questo modo che, tra il 1906 e il 1907, Jack London scrive "La strada": nove capitoli di una saga a cui il padre di capolavori come "Zanna Bianca" e "Martin Eden" dava il nome di "vagabonlandia". Fedele al pensiero di un autore dallo spirito ribelle e dalla biografia a dir poco avventurosa, "La strada" non è soltanto il libro che anticipa di mezzo secolo "On the Road" di Kerouac e che, con il passare del tempo, alimenterà la poetica di scrittori come Steinbeck e Orwell, ma, nella versione curata da Davide Sapienza, fornisce le coordinate di un percorso artistico ed esistenziale ancora poco conosciuto.
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Pesca al salmone nello Yemen
di Paul Torday
editore: Elliot
pagine: 253
Alfred Jones, un oscuro e timido ittiologo londinese che lavora per l'ente statale di tutela della pesca, viene incaricato da un ricchissimo sceicco yemenita di collaborare al progetto di introdurre il salmone tra le aride montagne dello Yemen. Alfred, consapevole dell'assurdità del progetto, all'inizio rifiuta, ma poi viene esortato ad accettare l'incarico - pena il rischio di licenziamento - dai suoi superiori, e quindi addirittura dal portavoce del Primo ministro inglese, convinto in questo modo di poter sviare l'attenzione dell'opinione pubblica dalle tensioni della guerra in Iraq. Così Fred viene trascinato controvoglia in quest'impresa bizzarra e apparentemente impossibile insieme al carismatico e visionario sceicco e alla sua giovane assistente Harriet. È solo l'inizio di una serie di avventure e disavventure esilaranti e tragicomiche che lo vedranno protagonista tra politici spregiudicati, terroristi islamici, nazionalisti scozzesi, pescatori lobbisti e dubbi sentimentali: Alfred, infatti, partirà per lo Yemen lasciandosi alle spalle un noioso matrimonio senza amore e molte delle certezze che lo hanno guidato fino a quel momento lungo la strada di una vita ordinaria e priva di sorprese.
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La mia vita
di Alma Mahler
editore: Elliot
pagine: 364
Si narra che Oskar Kokoschka, in preda alla disperazione per esser stato abbandonato da Alma, si fosse fatto costruire una bambola con le sue sembianze, a mo' di feticcio. Ma non fu l'unico a perderci la testa. Gustav Mahler, il primo marito, nutrì per lei un amore ossessivo, inquieto, tormentato dal bisogno di possesso e dalla gelosia. Alma fu l'amante di Gustav Klimt, Kokoschka, Alexander von Zemlinsky e altri, e dopo la morte di Mahler ebbe altre due nozze: con Gropius prima, e in seguito con lo scrittore austriaco Franz Werfel. Infedele, impietosa, arrogante, dotata di un'intelligenza avventurosa, crudele, a volte, con chi l'amava, e insofferente verso ogni debolezza, intrisa di quel pensiero nietzschiano che le fa pronunciare frasi come "colui che ha bisogno di aiuto non merita di riceverne", la vita della donna che stregò gli intelletti più in vista del suo tempo fu anche travagliata e sofferta, come il suo talento, che sentiva di avere ma faticava a esprimere. Questo libro, a metà tra autobiografia e affresco culturale, raccoglie i ricordi di vita, le passioni, le ragioni, i tumulti di un'esistenza che ha intrecciato il suo destino a quello dell'arte del primo Novecento europeo, la testimonianza in prima persona della più bella e indomita ragazza di Vienna.
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