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Fazi

L'ultima estate

di Cesarina Vighy

editore: Fazi

pagine: 190

Da dove arriva la voce di Zeta? Apparentemente dal luogo più inabitabile e muto: la malattia, in quel punto estremo che toglie possibilità, respiro, futuro. Ma è solo apparenza: questa voce proviene dal nucleo più irriducibile e infuocato della vita. Che non tace, non cessa di guardare e amare. E anzi, comincia qualcosa: a scrivere. È fragile l'equilibrio che genera queste pagine. Per Zeta qualsiasi gesto ora è enorme, la fatica non solo fisica è in ogni momento fatale. E i ricordi sono uno squarcio lacerante nella memoria di una vita tenacemente irregolare: la nascita fuori dal matrimonio della "bambina più amata del mondo", l'infanzia sotto le bombe, Venezia splendida e meschina, il primo disastro sentimentale e poi Roma becera e vitale, l'esperienza della psicanalisi, l'avventura del femminismo, il cammino della malattia. E sempre la coriacea e gentile difesa della propria individualità, l'irrisione delle tribù e delle cliniche cui ha rifiutato di appartenere. Così la storia della sua vita scorre laterale, vissuta intensamente ma mai accettata, come non fosse mai meritevole di piena identificazione. Con una lingua nitida, feroce, mai retorica, attraversata da una vena di sarcasmo che non concede nulla alla pietas, questo romanzo d'esordio scritto a settant'anni affronta il più evitato degli argomenti: la sofferenza. Mai, lungo queste pagine, si può dimenticare che l'autrice è malata, gravemente. Però basta uno spiraglio della finestra in cucina a far entrare un platano o un merlo.
18,00

Il quadrato della vendetta

di Pieter Aspe

editore: Fazi

pagine: 360

Malinconico e irascibile, un pessimo carattere, nessun rispetto della gerarchia, un caustico senso dell'umorismo
16,00

Qui è proibito parlare

di Boris Pahor

editore: Fazi

pagine: 397

Principale porto dell'impero austroungarico, Trieste aveva visto coabitare per secoli culture diverse. Integrata nel Regno d'Italia alla fine della Grande Guerra, fu qui che, per la prima volta e anticipando scenari futuri di quello che sarebbe stato il fascismo non solo sul suolo italiano ma anche in Europa, fu messa in atto una campagna di pulizia etnica: tutto quello che era sloveno, lingua, cultura, gli stessi edifici, doveva sparire. E in questo clima, così cupo e oppressivo, che Ema, giovane slovena originaria del Carso, si aggira piena di rabbia in una luminosa estate degli anni Trenta. Alle spalle ha una storia familiare dolorosa, e ora, a Trieste, cerca un lavoro che le permetta di vivere in modo indipendente, ma le difficoltà che trova e il rancore per un mondo che sente ostile non fanno che accrescere in lei un senso di dolorosa esclusione. Sarà l'incontro con Danilo sul molo del porto a segnare la svolta nella sua vita. Maturo e determinato, l'uomo guiderà i passi della ragazza nel difficile e pericoloso cammino della resistenza al fascismo e della difesa della cultura slovena, e su quello non meno tortuoso dell'amore. Abbandonandosi a una passione che si fa sempre più viva e legandosi a Danilo in un'intesa profondissima, Ema riuscirà finalmente a trovare la forza di prendere in mano la propria vita, di darsi senza remore alla lotta per il riscatto del popolo sloveno e di affrontarne con coraggio tutte le conseguenze.
19,00

Non sono un bamboccione

di Giuseppe Carlotti

editore: Fazi

pagine: 141

"Diciamocelo: l'ausiliario del traffico è un vigile urbano che non ce l'ha fatta", pensa Daniele Sandroni ogni mattina, mentre con la sua Cinquecento partecipa a quello spieiato gioco a incastro che è la ricerca di un parcheggio a Roma. Schivate le strisce blu, guadagna poi l'ingresso della redazione di Misteri tricolori, il programma televisivo al quale lavora. Qui, se è fortunato, trascorrerà la giornata senza imbattersi nel suo capo, Vladimiro Torbido, maestro indiscusso del "Copia & Incolla Creativo". Se è ancora più fortunato, Daniele Sandroni potrà uscire indenne dalla quotidiana guerra con i colleghi cocainomani e le amanti under 21 del capo-struttura, e sarà libero di trascorrere le ore a raschiar via con un bisturi ogni traccia di polvere tra i tasti del computer. Daniele, infatti, soffre di una rara patologia che lo rende "rupofobico", e odia in maniera ossessiva la sporcizia - in qualunque sua forma. Forse è per questo che non tollera i grafici megalomani affetti da "Psicosi dell'Art Director", che spara a zero contro gli attori monoespressivi del cinema italiano, contro i registi a corto di fantasia e i politici che di fantasia ne hanno fin troppa. Fuori dall'ufficio, Daniele Sandroni è un quasi normale trentaquattrenne laureato, che vive ancora con la madre. Un bamboccione in piena regola, insomma, che resterebbe tale per chissà quanto ancora, se un delirante sogno e una surreale diretta TV non gli offrissero una grandiosa occasione di riscatto.
16,00

Eutanasia della sinistra

di Riccardo Barenghi

editore: Fazi

pagine: 131

La sinistra italiana è morta per sempre? E quando si è celebrato il suo funerale, il 14 aprile 2008, o due anni prima, quando in teoria aveva vinto le elezioni? O magari molti anni (e governi) fa? Una morte lenta e quasi voluta un'eutanasia appunto - o invece una violenta implosione che l'ha frammentata in partiti e fazioni, dividendo e scoraggiando irrimediabilmente i suoi elettori? Riccardo Barenghi spiega le ragioni della terribile débàcle che ha travolto PD e Sinistra Arcobaleno; per farlo, va a indagare gli errori, storici e recenti, di questa parte politica: la perdita di ideali, la mancanza di nuove idee, le tante scissioni, la debolezza delle leadership. Nella sua spietata analisi, arricchita da retroscena inediti, Barenghi individua le diverse cause del fallimento del centrosinistra: le incapacità di Prodi, le mire di D'Alema, le velleità di Veltroni, le ambizioni di Bertinotti... Tutta la sinistra quindi, quella moderata e quella radicale, è stata ugualmente incapace di capire quel che stava succedendo nel paese e di offrire un'alternativa efficace alla nuova ondata del berlusconismo. Ma cosa succederà d'ora in poi? Ci vorrebbe un'idea forte, capace di rimotivare quei milioni di persone ormai rassegnate alla sconfitta. Riusciranno a trovarla gli attuali leader del Partito Democratico e di quel che resta della sinistra, oppure bisognerà aspettare che un'altra generazione esca finalmente allo scoperto?
14,00

Storytelling

La fabbrica delle storie

di Salmon Christian

editore: Fazi

pagine: 214

L'arte di raccontare storie è nata quasi in contemporanea con la comparsa dell'uomo sulla terra e ha costituito un importante
18,00

Maledetti colleghi

di Park Ed

editore: Fazi

pagine: 303

In un palazzo incastrato nell'unica strada semideserta di Manhattan, ingombra di giornali spinti dal vento come "granchi gigan
18,00

L'amore della luna

di Elido Fazi

editore: Fazi

pagine: 455

Nell'estate del 1819, stroncato dai critici e tormentato dai debiti, Keats si trasferisce nell'isola di Wight, poi a Winchester, per completare "Iperone", poema che avrebbe dovuto garantirgli fama e successo. "L'amore della luna" racconta il mese cruciale durante il quale il poeta abbandonò la stesura di "Iperone", sconfitta compensata però dalla composizione dell'"Ode all'Autunno", una delle più innovative poesie della letteratura inglese di tutti i tempi. Il libro fa luce sul momento di massima disillusione di Keats. "Non ho più fiducia nella Poesia", scriverà in una lettera. Indaga l'avanzare in lui di amarezza e dolore, insieme alla coscienza luttuosa della miseria e dell'angoscia che regnano nel mondo. Scava nella vicenda intima di un ragazzo fragile e geniale, di un artista mistico e visionario, rappresentando una vicenda che è avventura di vita e al tempo stesso di creazione poetica. L'autore ripercorre in modo appassionato e struggente l'ultimo periodo della vita di Keats, raccontando in forma narrativa il mese che cambiò per sempre il suo destino, incapace di affrontare le critiche e le difficoltà terrene, un poeta mistico e visionario, sulla cui lapide, al cimitero acattolico di Roma, a Testaccio, c'è scritto: "Qui giace uno il cui nome è scritto sull'acqua".
9,50

La pulizia etnica della Palestina

di Ilan Pappé

editore: Fazi

pagine: 364

Nel 1948 nacque lo Stato d'Israele. Ma nel 1948 ebbe luogo anche la Nakba ('catastrofe'), ovvero la cacciata di circa 250.000 palestinesi dalla loro terra. La vulgata israeliana ha sempre narrato che in quell'anno, allo scadere del Mandato britannico in Palestina, le Nazioni Unite avevano proposto di dividere la regione in due Stati: il movimento sionista era d'accordo, ma il mondo arabo si oppose; per questo, entrò in guerra con Israele e convinse i palestinesi ad abbandonare i territori - nonostante gli appelli dei leader ebrei a rimanere - pur di facilitare l'ingresso delle truppe arabe. La tragedia dei rifugiati palestinesi, di conseguenza, non sarebbe direttamente imputabile a Israele. Ilan Pappe, ricercatore appartenente alla corrente dei New Historians israeliani, ha studiato a lungo la documentazione (compresi gli archivi militari desecretati nel 1998) esistente su questo punto cruciale della storia del suo paese, giungendo a una visione chiara di quanto era accaduto nel '48 drammaticamente in contrasto con la versione tramandata dalla storiografia ufficiale: già negli anni Trenta, la leadership del futuro Stato d'Israele (in particolare sotto la dirczione del padre del sionismo, David Ben Gurion) aveva ideato e programmato in modo sistematico un piano di pulizia etnica della Palestina.
19,00

Via di qui

di Federica De Paolis

editore: Fazi

pagine: 223

La casa è l'intimità di un individuo. La tana dove si nasconde il disordine e la follia, o si ristabilisce la quiete. C'è una casa per due amanti clandestini. Una casa da vendere per una figlia a cui è appena morta la madre. La casa di un delitto intorno alla quale un ispettore di polizia si aggira furiosamente in cerca di risposte. La casa di un pugile solo e sconfitto dalla vita, che spia alla finestra una ragazzina che si masturba diligentemente ogni sera, alla stessa ora. Una casa che qualcuno, una mattina alle prime ore dell'alba, si appresta a lasciare, dopo la fine di un amore. La casa di una prostituta di fronte alla quale si trovano, follemente appostati, moglie e figlio di un impiegato di banca. Una casa dove si sveglia una donna dopo la prima notte con uno sconosciuto. Una casa di Barbie con cui una bambina gioca domandandosi perché le hanno mentito su Babbo Natale. Una casa da comprare, per una vecchia signora che vuole "conservare" i ricordi. Una casa dove una ragazza affitta una stanza e inizia un estenuante gioco della verità con il suo coinquilino, domandandosi chi è la misteriosa donna che ogni notte appare nel suo letto. Una casa dove una stravagante cinese tiene un corso per raggiungere gli orgasmi. Infine, una casa nuova a cui tornare dopo un doloroso divorzio.
14,50

Necropoli

di Boris Pahor

editore: Fazi

pagine: 280

Campo di concentramento di Natzweiler-Struhof sui Vosgi
16,00

L'alba nera

di Mario Falcone

editore: Fazi

pagine: 457

All'alba del 28 dicembre 1908 una violentissima scossa di terremoto rade al suolo la città di Messina, provocando ottantamila morti e cancellando dalle carte geografiche una delle più belle e prospere città del Regno d'Italia. "L'alba nera" è il romanzo che racconta i mesi immediatamente precedenti la catastrofe, a partire dal giorno di Ferragosto, in cui l'intera città si ferma per la festa della Vara. Mentre centinaia di messinesi trascinano per le strade la statua dell'Assunta, l'omicidio di una giovane cameriera macchia la sacralità della festa, come un funesto presagio che segna il primo passo della progressiva discesa agli inferi di una città solo apparentemente placida e sonnolenta. Il compito di indagare su questo e altri inspiegabili delitti che si susseguono in rapida sequenza spetta al tenente dei carabinieri Marco Valerio Sestili, la cui ricerca della verità s'intreccia alle vicende di numerosi personaggi, legati l'uno all'altro come in un frenetico carosello.
18,00

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