Gingko Edizioni
Anus mundi. Cinque anni ad Auschwitz-Birkenau
di Wieslaw Kielar
editore: Gingko Edizioni
pagine: 392
"Anus Mundi" registra l'orrore dei campi di sterminio nazisti dalla loro nascita nel 1941 fino alla liberazione. Considerato il libro più completo su Auschwitz, ha vinto due premi letterari nazionali quando, nel 1972, è stato pubblicato nella sua edizione originaria polacca, divenendo in seguito un bestseller nella Germania dell'Ovest. Vivido, bruciante come nessun altro memoriale di Auschwitz fino ad oggi, la sua lettura è così paralizzante e sconvolgente che Horst von Glasenapp, il giudice che presiedeva ai processi di Auschwitz contro i criminali di guerra, definì il libro una delle opere intellettuali più importanti emerse nella Germania del dopoguerra.
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Povera gente
di Fëdor Dostoevskij
editore: Gingko Edizioni
pagine: 136
Pubblicato per la prima volta nel 1846, "Povera gente" è il primo romanzo di Fëdor Dostoevskij, scritto in soli nove mesi all'età di venticinque anni, mentre studiava ingegneria e dedicava le sue notti e tutto il suo tempo libero alla segreta passione letteraria. L'opera fu subito acclamata dal famoso critico letterario Belinskij, che definì l'autore come il nuovo Gogol'. La storia di Varvara e Makàr ci dà un resoconto vividissimo delle vite dei russi di umili condizioni nella metà del XIX secolo, ma soprattutto ci fa riflettere sugli aspetti psicologici della povertà e sulla fragilità emotiva dell'animo umano quando si ritrova privo di mezzi.
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La sonata a Kreutzer
di Lev Tolstoj
editore: Gingko Edizioni
pagine: 104
Salutato con fervente ammirazione o condannato senza mezze misure, quasi ovunque censurato o vietato come letteratura indecente, libro controverso già prima che Tolstoj lo ultimasse e frutto di numerose revisioni da parte dell'autore, "La sonata a Kreutzer" dà adito a tante possibili letture ed è stato scritto su di esso un fiume di pagine nel corso degli anni. Storia potente, angosciante, la sua pubblicazione rappresentò un significativo evento intellettuale in tutto il mondo. Infiammò un dibattito esplosivo in Europa, America e Asia su questioni che poi sono state chiamate la "questione sessuale" e il "problema donna". Oltre a mostrare l'onestà inflessibile di un grande artista, la complessità delle relazioni, il sesso, il matrimonio nei loro contesti culturali e religiosi, illumina gli ideali cristiani allora febbrili di Tolstoj, i suoi conflitti con la lussuria e le ipocrisie del matrimonio del XIX secolo.
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La morte di Ivan Il'ic
di Lev Tolstoj
editore: Gingko Edizioni
pagine: 72
"La morte di Ivan Il'ic" è probabilmente l'opera breve più famosa di Tolstoj. È anche la prima prova importante di letteratura che lo scrittore ha affrontato dopo la sua conversione. Da quando il libro è stato pubblicato, nel 1886, critica e lettori l'hanno salutato come un capolavoro assoluto. Ha inoltre acquisito fama quale uno dei più originali trattati moderni sulla morte. Narra la tragica parabola di un agiato funzionario di mezz'età, la cui vita dolorosamente ordinaria s'interrompe a causa di una malattia incurabile. Egli morirà in casa, in solitudine e dopo un'atroce e lunga agonia. Ma anziché volgersi alla religione, all'arte, o all'amore per far fronte al terribile passaggio, invano e fino alla fine farà affidamento sui medici e la scienza. È un confronto forte con il problema della morte, e, attraverso di essa, con il problema del senso della vita. Mette anche in scena una forte satira verso le vite 'false' della borghesia moderna, che Tolstoj aveva conosciuto e rinnegato.
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Una fortuna sfacciata. Sopravvivere all'indicibile ad Auschwitz e Dora
editore: Gingko Edizioni
pagine: 360
Nel 1943, il diciottenne Pierre Berg, membro della Resistenza francese, venne scaraventato a Drancy, un campo di prigionia parigino, poi deportato ad Auschwitz, Dora e Ravensbrück. "Una fortuna sfacciata" racconta la sua odissea attraverso i dodici mesi ad Auschwitz, lo scampare ai bombardamenti Alleati, la straziante marcia della morte da Auschwitz a Dora, infine la sua fuga rocambolesca nel bel mezzo di una battaglia campale tra le forze tedesche e l'Armata Rossa. Assolutamente franco e venato di ironia, irriverenza e umorismo macabro, il contributo di Berg si colloca per importanza tra i lavori degli altri compagni sopravvissuti, Elie Wiesel e Primo Levi. La descrizione di vita nei lager, le esecuzioni, la gasificazione, le selezioni, la malattia, la fame che induce al cannibalismo, i morti gettati nei fiumi, i loro corpi usati come esche per attirare pesci, ogni cosa in questa testimonianza è orribile oltre ogni immaginazione umana, eppure è autentica. Leggere questo libro è un'esperienza unica. Berg è disarmante, onesto, acuto. La sua storia è anche un inno alla forza dello spirito umano e alla sua ferrea volontà di resistere nei momenti più bui.
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L'uomo che ha abbandonato il denaro
di Mark Sundeen
editore: Gingko Edizioni
pagine: 304
Nell'autunno del 2000 Daniel Suelo abbandona i risparmi di una vita - in tutto trenta dollari - dentro una cabina telefonica. Ha vissuto senza soldi da allora. E non si è mai sentito così libero o così tanto in pace. In "L'uomo che ha abbandonato il denaro" Mark Sundeen racconta l'incredibile storia di come un uomo ha imparato a vivere in modo sano e felice senza guadagnare, ricevere, o spendere un solo centesimo. Suelo non paga le tasse, non accetta buoni pasto o assegni di assistenza pubblica. Vive nelle grotte delle Canyonlands dello Utah, va alla ricerca di cibi selvatici e di scarti gettati via, e accetta ciò che gli viene liberamente donato. Da molto tempo non si porta neanche più dietro un documento di riconoscimento e, tuttavia, riesce a soddisfare ampiamente non solo i basilari bisogni umani - riparo, cibo, calore - ma anche, ad un livello invidiabile, i desideri universali di amicizia, di scopo, e l'impegno spirituale. Sundeen ripercorre il cammino sorprendente e la filosofia guida che hanno portato Suelo, passo dopo passo, da un'infanzia idealista a una disillusione giovanile, fino alla sua radicale reinvenzione della "buona vita". "L'uomo che ha abbandonato il denaro" ci fa mettere in discussione le decisioni che tutti prendiamo - per convenzione o intenzionalmente - rispetto a come vivere. E ci spinge ad immaginare come potremmo vivere meglio.
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Iniziazione di un uomo. 1917
di John Dos Passos
editore: Gingko Edizioni
pagine: 152
Crudo atto d'accusa alla guerra, manifesto contro gli eserciti che plasmano gli uomini in macchine per uccidere altri uomini, frutto del contatto quotidiano dello scrittore con la sofferenza e la morte senza senso, caleidoscopio di immagini raccapriccianti di violenza e distruzione che mettono a nudo l'assurdità di ogni conflitto, "Iniziazione di un uomo" offre un resoconto semi-autobiografico dell'esperienza di Dos Passos come autista volontario di ambulanze in Francia durante la prima guerra mondiale. Attraverso la crescente disillusione del giovane americano Martin Howe verso gli orrori delle battaglie, il libro è capace di trasmettere l'urgenza e l'immediatezza della sofferenza, dei corpi squassati dalle bombe, dello squallore e della degenerazione cui va incontro l'umanità dei singoli coinvolti nei conflitti. Il romanzo fu una pietra miliare dell'antimilitarismo americano del Novecento, e pose le basi per un vero e proprio diluvio di romanzi antibellici che hanno manifestato lo stesso sentimento di diffidenza verso qualsiasi motivazione di guerra.
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Un ritratto di famiglia e mio fratello Ernest Hemingway
di Hemingway Sanford Marcelline
editore: Gingko Edizioni
pagine: 312
Una miniera di aneddoti, una biografia classica, la prima edizione in lingua italiana, 29 illustrazioni e le lettere di Ernest
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La mente di Adolf Hitler. Il profilo psicologico in un rapporto segreto in tempo di guerra
di Walter C. Langer
editore: Gingko Edizioni
pagine: 272
Hitler era molto diverso da come si mostrava. Coabitavano in lui due persone opposte. L'una dolce, sentimentale, con scarsa attitudine al comando, l'altra dura, crudele e impositiva. Era il primo Hitler che piangeva per la morte del suo canarino, e il secondo che urlava ai raduni "Le teste rotoleranno". Il primo che non se la sentiva di scaricare un assistente e il secondo che poteva ordinare l'assassinio dei suoi amici e dire: "Non ci sarà pace nel paese fino a quando un corpo non penderà da ogni palo della luce". Era il primo Hitler che indulgeva in rapporti incestuosi con sua nipote e nella coprofagia, che era stato vagabondo e misero a Vienna, privo di ogni scopo, rifiutato dall'Accademia d'Arte e simpatizzante di omosessuali ed ebrei. Questo Hitler aveva bisogno di una trasformazione per apparire il Führer. Come "Führer", poteva ignorare tutti i principi etici e morali e ordinare esecuzioni senza la minima esitazione. Ma il "Führer" era un artefizio, una concezione grossolanamente esagerata della mascolinità come Hitler la concepiva. Hitler, in realtà, era un insieme di paure.
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Tre ritratti di dittatori. Hitler, Mussolini, Stalin
di Emil Ludwig
editore: Gingko Edizioni
pagine: 184
Emil Ludwig, popolarissimo scrittore tedesco di origine ebrea, i cui libri furono bruciati su ordine di Hitler, autore, tra le altre, della famosa biografia di Napoleone e della controversa vita di Cristo, in questo classico scritto pochi mesi dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, traccia tre splendidi e indimenticabili ritratti storici e umani di Mussolini, Stalin e Hitler. I primi due personaggi li aveva conosciuti di persona. Nel 1932 aveva intervistato per dodici giorni il Duce, raccogliendo le sue impressioni nel libro "Colloqui con Mussolini", che venne tradotto in tutto il mondo e uscì in Italia in un'edizione falcidiata dallo stesso Mussolini. L'anno prima, Ludwig aveva già avuto un faccia a faccia con Josif Stalin, al Cremlino, ponendogli più di una domanda scomoda. Il libro è arricchito in appendice dalla versione integrale di questa intervista, nella quale il tiranno accusa Trockij, parla delle origini del bolscevismo, del suo rapporto con Lenin e di Pietro il Grande, descrive il carattere nazionale degli americani, spiega la sua concezione di socialismo e il vero comunismo scientifico di Marx, e indica quale debba essere il futuro della rivoluzione russa.
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Il dentista di Auschwitz
di Jacobs Banjamin
editore: Gingko Edizioni
pagine: 350
La storia di Berek Jakubowicz (ora Benjamin Jacobs), uno studente ebreo di odontoiatria che nel 1941 fu deportato dal suo vill
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Il grande Gatsby
di Francis Scott Fitzgerald
editore: Gingko Edizioni
pagine: 168
Una nuova edizione arricchita dall'introduzione dell'autore e dalla celebre recensione che il critico letterario H. L. Mencken scrisse alla prima uscita del libro. Il Grande Gatsby è una tragica storia d'amore, un mistero e un commento sociale sulla vita americana. Romanzo lirico, è diventato una lettura acclamata e insegnata in tutto il mondo. Viene considerato oggi il miglior romanzo di Fitzgerald e riconosciuto unanimemente come uno dei capolavori della letteratura americana del Novecento. Ritenuto da generazioni di lettori come il Grande Romanzo Americano per la bellezza della prosa poetica, la capacità di trasformare l'ordinario in un brillante trascendente, la forza di coinvolgimento del lettore, la profonda e acuta analisi dell'animo umano e l'insegnamento che si trae dalla parabola dell'ascesa e della caduta del protagonista, la storia di Jay Gatsby e del suo disperato tentativo di fuga dal passato, l'importanza dell'onestà, le tentazioni della ricchezza, il conflitto tra la decenza e l'auto-indulgenza risvegliano la nostra immaginazione e ampliano la nostra umanità. E si combinano insieme in un libro che mescola l'illuminazione con l'incanto.
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