Il Mulino
Una nuova finanza d'impresa. Le imprese di assicurazione, Solvency II, le autorità di vigilanza
editore: Il Mulino
pagine: 196
Dopo l'approvazione della Direttiva europea su Solvency II (novembre 2009) si stanno definendo le "implementing measures". Entro il 2012 le imprese di assicurazione dovranno riorganizzare la struttura di "governance", e utilizzare nuovi sistemi di calcolo per la definizione delle riserve e per il controllo del rischio. Il testo individua le questioni "essenziali" di metodo, di calcolo e di organizzazione, su cui gli organi amministrativi dell'impresa si trovano a dover decidere, e a rispondere delle decisioni verso l'autorità di vigilanza. Non viene utilizzato alcun formalismo matematico. Il libro è destinato a essere inserito tra i testi di riferimento in corsi universitari di primo e di secondo livello. Inoltre, a partire dalla fine di settembre, sono progettati "tavoli di lavoro" con consigli di amministrazione e alta direzione di imprese di assicurazione, per "familiarizzare" con i principi di Solvency II. Anche l'Autorità di vigilanza ha organizzato e sta sviluppando piani di formazione sullo stesso tema. Un calendario di analoghe iniziative, rivolte più in generale ai ruoli tecnici delle imprese, è stato progettato dall'ANIA. Gli autori partecipano a queste attività: il libro potrebbe essere perciò utilizzato come strumento didattico anche in quelle sedi.
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I comandamenti. Non ti farai idolo né immagine
editore: Il Mulino
pagine: 144
L'interdetto di questo comandamento nella cultura biblica non vieta la produzione d'immagini, ma il loro uso improprio, la loro elevazione a divinità. Non si possono adorare altri dei e non si può adorare Dio al modo degli altri, ossia rendendolo immagine-feticcio. Non solo: le storiche dispute religiose in ambito cristiano su questo divieto hanno investito anche il tema della differenza fra l'autentico sacramento della presenza divina e il segno magico o superstizioso, come l'amuleto e il feticcio. Oggi il problema dell'idolatria non si è esaurito, ha solo trovato la sua metamorfosi banale nella proliferazione di nuove icone e idoli di massa prodotti dai media. Come distinguere ancora l'incanto dell'immagine sacra e artistica dalla perversione del feticcio?
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Valorizzare il lavoro per rilanciare l'impresa. La storia delle isole di produzione alla Olivetti negli anni '70
editore: Il Mulino
pagine: 480
Il lavoro di fabbrica nel '900 si è sviluppato seguendo il modello tayloristico fordista simboleggiato dalle operazioni elementari ripetute infinite catena di montaggio. Ma negli anni '70, con il passaggio dalla meccanica all'elettronica la riduzione del ciclo di vita dei prodotti e la crescente competizione internazionale, diviene necessario ricercare nuove forme di organizzazione del lavoro. L'Olivetti individua la soluzione nelle unità di montaggio integrate (Umi), o isole di produzione, formate da 15-20 lavoratori responsabili della qualità e del collaudo di un prodotto: non più un lavoro a catena frantumato i operazioni elementari, ma un lavoro ricomposto in compiti più complessi che richiedono competenza e responsabilità. Migliaia di lavoratori sono avviati a corsi di formazione per apprendere le nuove mansioni e adeguarsi alle innovative soluzioni organizzative adottate dall'impresa. Il cambiamento è frutto di studi, progetti, idealità di una classe di dirigenti, tecnici, operai che hanno assorbito la lezione di Adriano Olivetti e condividono l'aspirazione a ricomporre e valorizzare il lavoro. Da questa positiva esperie derivano spunti per riflettere anche oggi sulla necessità di nuovi modelli organizzativi che, basandosi su cooperazione, conoscenza e comunicazione, siano capaci di valorizzare il lavoro e l'impresa e di attivare una reale partecipazione al processo produttivo. Attuale rimane anche il metodo per progettare e gestire il cambiamento.
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Idee per una fenomenologia dell'immanenza. La costituzione intersoggettiva della validità di Husserl
di Marco Ciccarella
editore: Il Mulino
pagine: 206
Il volume affronta il problema della costituzione intersoggettiva della validità nella fenomenologia husserliana, analizzando
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Una domenica di sangue. 17 aprile 1921: i «fatti di Renzino» fra storia e mito
di Salvatore Mannino
editore: Il Mulino
pagine: 160
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Cavour, l'Italia e l'Europa
editore: Il Mulino
pagine: 268
Privo del fascino di un Mazzini o di un Garibaldi,e meno amato di loro, Cavour è stato però il vero artefice del processo che ha condotto all'unità d'Italia. Quello che gli stava a cuore era soprattutto, più che l'unificazione, la modernizzazione politica ed economica del paese: il che voleva dire, per lui, l'instaurazione di uno stato liberale, di un'economia di mercato sul modello inglese, di relazioni con la chiesa fondate sulla reciproca autonomia. L'unità d'Italia fu così resa possibile da una politica lungimirante che guardava al di là dei confini, senza indulgere a sogni rivoluzionari o a sterili avventure. Questo volume al quale hanno collaborato alcuni dei maggiori studiosi italiani dell'Otto-Novecento (A. Viarengo, S. Montaldo, M. L. Salvadori, L. Cafagna, F. Traniello, U. Levra, G. Galasso, E. Di Nolfo) delinea i complessi rapporti tra il programma cavouriano e la sua realizzazione, avviando una riflessione sul processo di unificazione del paese e sull'eredità di Cavour.
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Capitalismo e finanza. Il futuro tra rischio e fiducia
di Francesco Vella
editore: Il Mulino
pagine: 144
Per comprendere pienamente la crisi finanziaria di fine decennio contano tanto le emozioni quanto i modelli matematici
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L'istruzione in Sardegna. 1720-1848
di Fabio Pruneri
editore: Il Mulino
pagine: 351
II primo censimento della popolazione italiana, nel 1861, registrava, fra le molte differenze che marcavano i caratteri del nord e sud della penisola, la vistosa discrepanza tra le diverse regioni in ordine al grado di alfabetizzazione. La Sardegna non è stata oggetto di ricerche approfondite in merito a questo aspetto della sua storia. È prevalsa la semplificazione, comune peraltro a tutto il centro e sud Italia, che risolveva la questione entro le dicotomie istruzione/analfabetismo, scrittura/oralità. Tali dualità finivano per tradursi, poi, in connotati morali descritti dal binomio civile/barbaro. Questa ricerca, grazie a sondaggi condotti negli archivi comunali, diocesani e di Stato, mira a mettere in luce la complessità del contesto entro cui svilupparono le intelligenze, si articolarono i gruppi, si educarono i ceti popolari e si riprodussero le leadership in Sardegna dal 1720 al 1848. I mutamenti e le permanenze culturali, documentati da molteplici fonti (archivistiche, epistolari, legislative) edite e, soprattutto, inedite, manifestano la stretta attinenza del processo di scolarizzazione alle vicende politiche e sociali, nella convinzione che molti dei problemi ancora irrisolti nell'isola abbiano origine dalla storia delle sue istituzioni educative.
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L'avvocato medievale tra mestiere e scienze giuridiche. Il «Liber cautele et doctrine» di Uberto da Bobbio (...1241-1245)
editore: Il Mulino
pagine: 361
L'apporto scientifico offerto dall'avvocatura al progredire dei sistemi giudiziari dell'Europa continentale si è sostanziato,
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Tradizioni epiche e letteratura
editore: Il Mulino
pagine: 391
Articolato in quattordici saggi, il volume propone un quadro organico delle principali tradizioni epiche e del genere poetico che le ha accompagnate nel lungo viaggio attraverso epoche, linguaggi e confini, fino alla dissoluzione o alle forme sostitutive nel sistema letterario del mondo moderno. Dall'India antica, con il Mahabharata e il Ramayana, al mondo classico - Iliade, Odissea, Eneide - si sono fissati i grandi modelli del canto epico, caleidoscopio di storie sacre e di valori eroici, deposito di archetipi narrativi e di memoria culturale, vertice di eccellenza poetica e insieme di pedagogia. Passata attraverso l'epopea dei re persiani e poi riversata nel crogiuolo delle lingue dell'Europa medioevale, l'eredità epica ha dato voce, a nord, a legittimazioni regali e aristocratiche attraverso le cosmologie scandinave e le saghe di Beowulf o di Sigfrido, a sud, alla contesa tra civiltà in forte competizione, tra mondo cristiano e mondo musulmano, attraverso i nuclei originari di poemi di frontiera, da Bisanzio ai cantari iberici e alle Chansons de gestes. Approdato all'età moderna, che celebra l'avventura eroica delle scoperte geografiche e dei trionfi economici, il genere epico subisce ulteriori metamorfosi (il poema cavalieresco e il poemetto eroicomico) e conosce finalmente i suoi veri successori: il romanzo, grazie alla straordinaria lezione parodica del "Don Chisciotte" di Cervantes; e il racconto eroico che, nelle varianti da Milton a Joyce, rompe i confini dei generi letterali.
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Benedetto Croce e il diritto positivo. Sulla «realtà» del diritto
di Giovanni Perazzoli
editore: Il Mulino
pagine: 204
Il volume è, insieme, un libro su Croce - sulla sua filosofia della pratica, con essenziale riferimento al problema giuridico
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La Confindustria e lo sviluppo economico italiano. Gino Olivetti tra Giolitti e Mussolini
di Eleonora Belloni
editore: Il Mulino
pagine: 303
È sorprendente il silenzio sin qui serbato dalla storiografia su una figura che ha segnato l'esordio di Confindustria, e ne ha attraversato anni cruciali: Gino Olivetti (1880-1942), promotore della Confederazione italiana dell'industria e suo segretario generale dal 1910, anno della fondazione, al 1934. Ventiquattro anni che vedono una guerra mondiale, la crisi dello Stato liberale, l'entrata in scena e il consolidarsi del regime fascista. Anni, quelli di inizio secolo, in cui la difficile congiuntura economica unitamente all'organizzarsi del movimento operaio e all'incremento delle agitazioni del lavoro - spinge la classe imprenditoriale a serrare le file e a dotarsi di una struttura in grado di coordinarne l'azione: così da presentarsi compatta sul mercato e sulla scena sociale, sia nei confronti dell'interlocutore politico, sia di fronte al sempre più minaccioso movimento operaio. Fin dai suoi primi passi l'associazionismo padronale si avvale dell'opera, insieme pratica e di elaborazione concettuale, di Gino Olivetti, che ne indirizzerà il cammino per lungo tempo. Se ne andrà, poi, Gino Olivetti, esule in Argentina per fuggire - lui di origini ebree - le persecuzioni razziali. Ma avrà lasciato un segno. Questo volume rievoca la sua vicenda umana e professionale, rendendo in qualche modo giustizia a quella che fu una delle figure di riferimento per l'industria italiana del Novecento.
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