Il Mulino
Capitalismo e finanza. Il futuro tra rischio e fiducia
di Francesco Vella
editore: Il Mulino
pagine: 144
Per comprendere pienamente la crisi finanziaria di fine decennio contano tanto le emozioni quanto i modelli matematici
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L'istruzione in Sardegna. 1720-1848
di Fabio Pruneri
editore: Il Mulino
pagine: 351
II primo censimento della popolazione italiana, nel 1861, registrava, fra le molte differenze che marcavano i caratteri del nord e sud della penisola, la vistosa discrepanza tra le diverse regioni in ordine al grado di alfabetizzazione. La Sardegna non è stata oggetto di ricerche approfondite in merito a questo aspetto della sua storia. È prevalsa la semplificazione, comune peraltro a tutto il centro e sud Italia, che risolveva la questione entro le dicotomie istruzione/analfabetismo, scrittura/oralità. Tali dualità finivano per tradursi, poi, in connotati morali descritti dal binomio civile/barbaro. Questa ricerca, grazie a sondaggi condotti negli archivi comunali, diocesani e di Stato, mira a mettere in luce la complessità del contesto entro cui svilupparono le intelligenze, si articolarono i gruppi, si educarono i ceti popolari e si riprodussero le leadership in Sardegna dal 1720 al 1848. I mutamenti e le permanenze culturali, documentati da molteplici fonti (archivistiche, epistolari, legislative) edite e, soprattutto, inedite, manifestano la stretta attinenza del processo di scolarizzazione alle vicende politiche e sociali, nella convinzione che molti dei problemi ancora irrisolti nell'isola abbiano origine dalla storia delle sue istituzioni educative.
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L'avvocato medievale tra mestiere e scienze giuridiche. Il «Liber cautele et doctrine» di Uberto da Bobbio (...1241-1245)
editore: Il Mulino
pagine: 361
L'apporto scientifico offerto dall'avvocatura al progredire dei sistemi giudiziari dell'Europa continentale si è sostanziato,
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Tradizioni epiche e letteratura
editore: Il Mulino
pagine: 391
Articolato in quattordici saggi, il volume propone un quadro organico delle principali tradizioni epiche e del genere poetico che le ha accompagnate nel lungo viaggio attraverso epoche, linguaggi e confini, fino alla dissoluzione o alle forme sostitutive nel sistema letterario del mondo moderno. Dall'India antica, con il Mahabharata e il Ramayana, al mondo classico - Iliade, Odissea, Eneide - si sono fissati i grandi modelli del canto epico, caleidoscopio di storie sacre e di valori eroici, deposito di archetipi narrativi e di memoria culturale, vertice di eccellenza poetica e insieme di pedagogia. Passata attraverso l'epopea dei re persiani e poi riversata nel crogiuolo delle lingue dell'Europa medioevale, l'eredità epica ha dato voce, a nord, a legittimazioni regali e aristocratiche attraverso le cosmologie scandinave e le saghe di Beowulf o di Sigfrido, a sud, alla contesa tra civiltà in forte competizione, tra mondo cristiano e mondo musulmano, attraverso i nuclei originari di poemi di frontiera, da Bisanzio ai cantari iberici e alle Chansons de gestes. Approdato all'età moderna, che celebra l'avventura eroica delle scoperte geografiche e dei trionfi economici, il genere epico subisce ulteriori metamorfosi (il poema cavalieresco e il poemetto eroicomico) e conosce finalmente i suoi veri successori: il romanzo, grazie alla straordinaria lezione parodica del "Don Chisciotte" di Cervantes; e il racconto eroico che, nelle varianti da Milton a Joyce, rompe i confini dei generi letterali.
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La previdenza complementare: quale futuro?
editore: Il Mulino
pagine: 418
Il sistema pensionistico italiano è stato oggetto, negli ultimi venti anni, di numerosi interventi normativi culminati nella r
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Benedetto Croce e il diritto positivo. Sulla «realtà» del diritto
di Giovanni Perazzoli
editore: Il Mulino
pagine: 204
Il volume è, insieme, un libro su Croce - sulla sua filosofia della pratica, con essenziale riferimento al problema giuridico
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La Confindustria e lo sviluppo economico italiano. Gino Olivetti tra Giolitti e Mussolini
di Eleonora Belloni
editore: Il Mulino
pagine: 303
È sorprendente il silenzio sin qui serbato dalla storiografia su una figura che ha segnato l'esordio di Confindustria, e ne ha attraversato anni cruciali: Gino Olivetti (1880-1942), promotore della Confederazione italiana dell'industria e suo segretario generale dal 1910, anno della fondazione, al 1934. Ventiquattro anni che vedono una guerra mondiale, la crisi dello Stato liberale, l'entrata in scena e il consolidarsi del regime fascista. Anni, quelli di inizio secolo, in cui la difficile congiuntura economica unitamente all'organizzarsi del movimento operaio e all'incremento delle agitazioni del lavoro - spinge la classe imprenditoriale a serrare le file e a dotarsi di una struttura in grado di coordinarne l'azione: così da presentarsi compatta sul mercato e sulla scena sociale, sia nei confronti dell'interlocutore politico, sia di fronte al sempre più minaccioso movimento operaio. Fin dai suoi primi passi l'associazionismo padronale si avvale dell'opera, insieme pratica e di elaborazione concettuale, di Gino Olivetti, che ne indirizzerà il cammino per lungo tempo. Se ne andrà, poi, Gino Olivetti, esule in Argentina per fuggire - lui di origini ebree - le persecuzioni razziali. Ma avrà lasciato un segno. Questo volume rievoca la sua vicenda umana e professionale, rendendo in qualche modo giustizia a quella che fu una delle figure di riferimento per l'industria italiana del Novecento.
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La gelosia. Impulso naturale o passione inconfessabile?
di Sergio Benvenuto
editore: Il Mulino
pagine: 128
Paura di esser lasciati ma soprattutto desiderio di dominare la vita dell'altro: un sentimento che può essere devastante, ma d
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Virus e batteri. Il nemico invisibile
di Michele La Placa
editore: Il Mulino
pagine: 128
I batteri sono gli esseri unicellulari più piccoli fra tutti gli organismi viventi, i virus sono organizzazioni biologiche di
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Competizione e spazio politico. Le elezioni si vincono davvero al centro?
di Lorenzo De Sio
editore: Il Mulino
pagine: 281
II comportamento elettorale viene spiegato per lo più in base al cosiddetto "teorema dell'elettore mediano", secondo cui i partiti, per vincere le elezioni, devono spostarsi progressivamente verso il centro, fino a diventare indistinguibili l'uno dall'altro. E tuttavia questo modello, semplicemente, non funziona. Se funzionasse, dovrebbe vincere sempre chi si trova al centro dello spazio politico, mentre sappiamo che possono avere successo candidati fortemente sfavoriti dalla loro "collocazione spaziale", ovvero lontani dal punto mediano. Ciò perché gli elettori non sono ostaggi del proprio orientamento politico, ma votano considerando anche fattori slegati da posizioni di parte. Determinante a questo proposito è il grado di interesse per la politica: gli elettori meno coinvolti sono maggiormente capaci di esprimere un voto svincolato dall'orientamento politico. Questo interessante modello alternativo, che spiega risultati altrimenti incomprensibili, viene testato sulla base di sondaggi riguardanti venti consultazioni elettorali in Italia, in Francia e negli Stati Uniti nell'arco di trent'anni.
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La qualità delle regole
editore: Il Mulino
pagine: 241
Tutti gli ordinamenti occidentali sono impegnati in politiche di miglioramento della qualità della regolazione, un elemento essenziale dello stato di diritto di vitale importanza non solo per le imprese, ma anche per i cittadini. Le organizzazioni internazionali e le istituzioni comunitarie hanno infatti veicolato la convinzione che la qualità delle regole sia un fattore chiave della competitività dei paesi. È necessario perciò dotarsi di "buone" regole sia dal punto di vista formale (chiarezza, comprensibilità e accessibilità) sia sostanziale (adeguate agli obiettivi, efficaci ed efficienti) il cui impatto possa essere valutato attraverso l'analisi economica. È una nuova prospettiva che conduce a importanti revisioni delle procedure e dell'organizzazione dei pubblici poteri, ridefmisce il territorio della politica, impone un rilettura dei principi di proporzionalità e sussidiarietà.
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Conflitti ambientali. Esperti, politica, istituzioni nelle controversie ecologiche
editore: Il Mulino
pagine: 354
Il parere degli esperti nei conflitti su ambiente e tecnoscienza è sempre più rilevante e nello stesso tempo ambiguo
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