Il Mulino
In bicicletta. Memorie sull'Italia a due ruote
editore: Il Mulino
pagine: 244
Sogni e spavalderie di chi si inerpica nella vita pedalando col vento in faccia, paura e senso del dovere della staffetta partigiana che pedala per la libertà d'Italia. I brani di diari raccolti in questo volume ci parlano di un mezzo di locomozione che ha rivoluzionato i costumi del paese. Bicicletta sovversiva, giudicata inadatta a donne e sacerdoti in quanto "macchina infernale", pericolosa incarnazione della modernità. Bicicletta dapprima aristocratica, mezzo costoso e inadatto alle disponibilità economiche dei più. Poi, col Novecento, bicicletta democratica, mezzo di trasporto di impiegati e di operai, uomini della strada che non faticano a identificarsi negli eroi di quel Giro d'Italia che inizia a entusiasmare gli animi. Parlare della bicicletta, dice Marc Augé - e ce lo rammenta Stefano Pivato nell'Introduzione a questa raccolta - non significa rievocare soltanto ricordi personali, ma ripercorrere una storia condivisa da milioni di altre persone. Così la dimensione autobiografica delle pagine qui pubblicate si apre, prende respiro e ci regala un quadro inedito della nostra storia recente. Tracciato da un punto di vista particolare e privilegiato: il sellino della bicicletta.
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Studi gramsciani nel mondo. Le relazioni internazionali
editore: Il Mulino
pagine: 291
Alla fine degli anni Settanta il pensiero di Antonio Gramsci iniziò a diffondersi presso gli studiosi di relazioni internazionali e di economia politica internazionale: i concetti di egemonia, blocco storico, società civile, ideologia, senso comune vennero applicati all'analisi della politica mondiale e dei fenomeni di globalizzazione, e la teoria delle relazioni internazionali si arricchì di strumenti che contribuirono al superamento di alcune sue rigidità, aiutandola a migliorare la capacità di combinare il livello di analisi nazionale con quello internazionale, lo studio dei processi culturali e istituzionali con l'esame realistico degli interessi nazionali e delle determinazioni economiche. Questa nuova edizione offre una selezione di letture che danno conto del dibattito causato dall'impatto del pensiero di Gramsci in questo ambito disciplinare. Chiudono il volume due saggi di applicazione delle categorie gramsciane a contesti specifici: il processo di adesione, tra il 1985 e il 1990, del Canada e del Messico all'Accordo nordamericano per il libero scambio (Nafta), e la reazione del mondo islamico ai processi di modernizzazione e globalizzazione in corso.
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Grammatica dell'italiano antico
editore: Il Mulino
pagine: 1745
Sulla base di un ampio corpo di testi scritti fra il Duecento e l'inizio del Trecento, l'opera offre una descrizione sincronic
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Torri d'avorio in frantumi? Dove vanno le università europee
editore: Il Mulino
pagine: 310
Da poco più di un decennio, il nostro sistema di istruzione superiore è interessato da processi simili a quelli già avvenuti o in corso nei sistemi di altri paesi. Per capire dove va l'università italiana è perciò necessario capire dove vanno le università in Europa: occorre dunque confrontare i processi di trasformazione in corso nei diversi paesi e collegarli a processi di mutamento sociale di più ampia portata. La ricerca di cui questo libro dà conto ha inteso perseguire questo duplice obiettivo studiando tre problemi al centro della vita delle università europee: i rapporti fra università e sistema economico, le trasformazioni delle forme di organizzazione e di governo degli atenei, la ricerca dell'eccellenza e i suoi effetti sulla stratificazione dei sistemi di istruzione superiore. I risultati delle indagini condotte forniscono informazioni e analisi sulle università e sui sistemi di istruzione superiore di sei paesi europei - Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Paesi Bassi e Spagna - mettendo in luce somiglianze e differenze tra realtà nazionali, i fattori a cui è possibile imputare i cambiamenti in corso, il ruolo in essi giocato da diversi attori e proponendo alcune prime ipotesi circa il presente e il futuro delle università europee.
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Per una moralità concreta. Studi sulla filosofia classica tedesca
di Luca Fonnesu
editore: Il Mulino
pagine: 274
Nello straordinario periodo della storia del pensiero occidentale che va da Kant a Hegel e che accompagna le grandi trasformazioni sociali, economiche e politiche tra Sette e Ottocento, si sviluppa nell'ambito della filosofia tedesca l'idea di una moralità concreta. Già in Kant, anche nelle tensioni interne al suo pensiero, emerge l'intento di mostrare come la moralità possa trovare realizzazione nella concreta vita degli uomini e nel loro vivere sociale. Con Fichte e Hegel l'interesse per la dimensione naturale dell'uomo e per le strutture sociali e istituzionali nelle quali l'individuo si trova a operare diventa il nucleo teorico che orienta la loro riflessione sui problemi morali,avviando quell'indagine sulla "seconda natura" dell'uomo che tanta parte avrà nel pensiero dell'Ottocento. In questo libro Luca Fonnesu focalizza l'attenzione sull'idea di moralità concreta così come si profila nell'opera dei tre grandi autori citati, e illustra come essa vada a inserirsi nel più ampio orizzonte della teoria della società, del diritto e dello Stato.
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Organizzare la salute nel territorio
editore: Il Mulino
pagine: 358
Misurare e valutare i servizi sanitari territoriali è cosa complessa: in sanità infatti la parola "territorio" definisce un insieme di servizi tra loro eterogenei, che hanno per lo più finalità preventiva, sono orientati a una progressiva de-specializzazione dell'ambito di cura, richiedono la partecipazione di un network multidisciplinare di professionisti e necessitano di livelli elevati di integrazione professionale. Prendendo le mosse da un Laboratorio sul governo del territorio, condotto in partnership dalla Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere (FIASO) e dal Centro di ricerca per la gestione dell'assistenza sanitaria e sociale (CERGAS) dell'Università Bocconi di Milano, questo volume propone un metodo comparativo di misurazione dei servizi sul territorio, e confronta in ottica di benchmark i dati di costo e di attività di un campione di 13 aziende sanitarie rappresentative dell'intera realtà italiana. L'analisi dei dati di dotazione strutturale, di spesa e di attività delle aziende, e la parallela ricerca di correlazioni tra variabili indipendenti (ossia frutto delle scelte strategiche delle aziende) e variabili dipendenti (ovvero i risultati in termini di efficienza nell'uso delle risorse e efficacia nella capacità di risposta ai bisogni della popolazione), costituiscono il primo passo per orientare le aziende verso una maggiore consapevolezza del "governo" dei propri servizi sul territorio.
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L'empatia
di Karsten R. Stueber
editore: Il Mulino
pagine: 342
Comunicare e relazionarsi sono fondamentali attività umane che richiedono competenze psicologiche, dal momento che non possono essere svolte senza una comprensione della mente altrui. All'incrocio di due discipline (filosofia e psicologia), all'inizio del ventesimo secolo l'empatia, intesa come la capacità di mettersi al posto di un altro, di vedere il mondo come lo vede l'altro, è stata una delle metodologie più utilizzate per esplorare la mente; oggi è uno dei costrutti maggiormente rivisitati in psicologia clinica e nelle scienze sociali e cognitive, oltre ad aver assunto un valore centrale nell'ambito delle neuroscienze grazie alla scoperta dei neuroni specchio. Questo volume offre un contributo qualificato ed originale sull'empatia presentata come un costrutto riccamente sfaccettato che ha una sua autonomia in campi diversi e che si presta a diversi approcci epistemologici.
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La ragione e la passione. Le forme della politica nell'Europa contemporanea
di Paolo Pombeni
editore: Il Mulino
pagine: 715
Paolo Pombeni, uno dei massimi e più accreditati studiosi di storia politica oggi in Italia, in questo volume ha inteso sintetizzare il suo ormai lungo lavoro di ricerca centrato sull'evoluzione della politica nell'Ottocento e nel Novecento in Italia e in Europa. Diviso in tre parti, il volume studia dapprima il sistema costituzionale europeo dell'Ottocento, con l'emersione di quell'istituto fondamentale della politica moderna che è il partito; la seconda parte mette a fuoco il caso italiano, analizzandone (sempre nel quadro dei paralleli sviluppi europei) le fasi essenziali: l'impianto, il consolidamento e la crisi del costituzionalismo liberale fra l'Unità e il fascismo, la fase della dittatura mussoliniana, e il nuovo costituzionalismo affermatosi con la ricostruzione. La terza parte infine si misura con alcuni nodi emersi con la crisi contemporanea della politica: il rapporto fra autorità politica e autorità sociale, il populismo, la questione del leader carismatico e la più generale questione della leadership politica.
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Open Access. Conoscenza aperta e società dell'informazione
di Luciano Paccagnella
editore: Il Mulino
pagine: 199
Nella nostra società si confrontano due modelli di conoscenza. Quello "aperto", che ha le sue radici nell'affrancamento della scienza moderna dalla magia e dalla religione, trova oggi espressione nel successo di Internet e nella proposta del software libero e open source, ma anche in diverse altre esperienze: il rifiuto dell'Unione Europea di brevettare il software (come invece accade negli Stati Uniti), la legge italiana sui farmaci generici, la scelta di rendere pubblici i risultati della ricerca sul genoma umano. Il modello "chiuso" si è invece affermato negli ultimi tre decenni con l'industria del software, la privatizzazione della ricerca scientifica, l'estensione della proprietà intellettuale e in generale una visione della conoscenza come prodotto industriale. Tra questi due modelli sta a noi scegliere. Anche orfani, almeno dopo Kuhn, di una visione finalistica del sapere umano, rimaniamo infatti responsabili delle conseguenze che le nostre opzioni educative, morali e politiche avranno sulle generazioni future. Incentivare la cooperazione, lo scambio, l'imitazione creativa è cosa assai diversa dall'erigere barriere tecnologiche e legali attorno a forme di conoscenza pronte per l'uso, corredate da rassicuranti certificati di affidabilità rilasciati da autorità impersonali e remote.
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La Chiesa, il segreto, l'obbedienza
di Jacques Chiffoleau
editore: Il Mulino
pagine: 185
Il volume analizza la separazione del "foro interno", cioè il foro della coscienza, dal "foro esterno" cioè il foro giudiziario a partire dai secoli XII-XIII. Secondo l'adagio ben conosciuto dai canonisti medievali "La Chiesa non giudica le cose occulte", il campo d'azione lasciato al giudice era limitato e in seno a ogni individuo era riconosciuta, dalla stessa istituzione ecclesiastica - distinguendo tra "secretum", un sapere umano dissimulato, e "occultum", prodotto di forze sovraumane - una zona di esenzione completa, sottoposta solo allo sguardo di Dio. Il concilio Lateranense IV del 1215 tuttavia impose la confessione auricolare e con essa l'obbligo di rivelare anche gli "occulta cordis" da cui dipendeva la salvezza eterna, una misura che aprì la strada all'Inquisizione e alla sua volontà di ricercare anche i peccati di pensiero nascosti. Tale pratica giudiziaria comportò un'esigenza di trasparenza assoluta e una pubblicità della coscienza da cui si è sviluppata una casistica assai complessa che testimonia delle tensioni relative all'autonomia dell'individuo e alla faticosa e contrastata costruzione del soggetto a fronte del potere inquisitorio.
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I limiti della potenza. Etica e politica nella teoria internazionale di Hans J. Morgenthau
di Lorenzo Zambernardi
editore: Il Mulino
pagine: 251
Hans Morgenthau è conosciuto principalmente per "Politica tra le nazioni", ritenuto il grande manifesto del realismo nelle relazioni internazionali contemporanee. In questa sede è tuttavia presentato un Morgenthau parzialmente diverso, capace di una riflessione non circoscritta a un unico campo di studi. I suoi interessi, infatti, spaziavano dalla filosofia delle scienze sociali all'analisi della politica estera, dal diritto internazionale e amministrativo alla filosofia politica. Altrettanto ricca la sua esperienza di intellettuale, che ha incrociato sia altri grandi filosofi e giuristi del secolo scorso come Hans Kelsen, Leo Strauss e Hannah Arendt, sia statisti come Henry Kissinger, Golda Meir e Arthur Schlesinger Jr. A questa complessa e affascinante figura di pensatore della politica è qui dedicato un esemplare saggio critico.
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Slow Food. Una storia tra politica e piacere
di Geoff Andrews
editore: Il Mulino
pagine: 222
Nato nelle Langhe, in un triangolo che tocca Bra, Alba e Barolo, quelle stesse Langhe dove nel 1986 morirono 19 persone per aver bevuto vino al metanolo, Slow Food conta oggi oltre 100.000 sostenitori in 132 paesi, con sedi sulle colline del Wisconsin o nel centro di Cleveland. Come ha fatto questo movimento sorto ai margini della sinistra italiana, tra l'Arci e «il Manifesto», allorché Carlo Petrini introduceva Valentino Parlato e Massimo Cacciari al culto dei vini piemontesi, mentre imperversavano «Milano da bere» e Reaganomics, a mettere radici in paesi con tradizioni e culture tante diverse come gli Stati Uniti, la Germania, la Romania post-comunista, il Messico? Come ha saputo suscitare l'interesse di ristoratori e intellettuali metropolitani, contadini e no-global, gastronomi autodidatti e chef professionisti, attirando contemporaneamente i consumatori edonisti del primo mondo e gli agricoltori diseredati del terzo? Le risposte stanno forse nella capacità di offrire - con il richiamo alla genuinità, ma anche al piacere del cibo - un'alternativa credibile alla globalizzazione della «fast life».
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