Il Mulino
Invecchiamento, immigrazione, economia
di Nicola Sartor
editore: Il Mulino
pagine: 211
Dopo decenni di relativa indifferenza le relazioni tra demografia ed economia sono tornate al centro dell'interesse, o meglio delle preoccupazioni, di economisti e politici. Nel nostro paese i primi segni di attenzione risalgono agli anni Settanta a proposito degli effetti che le riforme delle pensioni avrebbero prodotto sui conti pubblici; e successivamente negli anni Novanta per valutare la sostenibilità finanziaria dell'elevato debito pubblico. Oggi parlare di "depressione" per caratterizzare l'attuale evoluzione demografica serve a sottolineare che non si tratta di un declino della dimensione assoluta della popolazione, ma del suo invecchiamento, accompagnato da un calo della forza lavoro nazionale. Se declino sarà dipenderà dalla persistenza dei flussi di immigrazione. L'autore mette al centro dell'analisi alcuni temi: le cause della depressione demografica, gli effetti del mutato scenario sull'economia e sulla finanza pubblica; l'individuazione degli spazi per interventi correttivi. L'auspicio sarebbe quello di arrivare a un dibattito pubblico sereno e oggettivo, da cui purtroppo si è ancora molto lontani.
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Marcello II Cervini (1501-1555). Riforma della Chiesa, Concilio, Inquisizione
di Chiara Quaranta
editore: Il Mulino
pagine: 496
Fondata su un'ampia indagine documentaria, questa biografia ricostruisce il percorso umano e religioso di Marcello Cervini, papa Marcello II nel 1555, nei decenni che fecero da sfondo al dilagare in tutta Europa della Riforma protestante e alla drammatica crisi allora vissuta dalla Chiesa di Roma. Alla corte di Paolo III, di cui fu segretario e consigliere, il Cervini affinò i suoi talenti sul terreno diplomatico, fino a diventare una figura chiave della politica curiale. Destinato a incarichi di altissima responsabilità, egli fu chiamato a presiedere le prime sessioni del concilio di Trento che, proprio grazie alla sua energica azione, avrebbero sancito la definitiva condanna delle dottrine d'oltralpe. Il cruciale ruolo politico e religioso che egli ebbe nel guidare i lavori dell'assemblea consente di cogliere i drammatici conflitti che percorsero l'assemblea conciliare e ne influenzarono gli esiti, anche alla luce del suo ruolo di fiduciario dei Farnese e di autorevole esponente della congregazione del Sant'Ufficio istituita nel 1542. Questa ricerca rivela la molteplicità di strategie elaborate in quei decenni cruciali da un personaggio la cui elezione papale parve segnare una svolta nella storia della Chiesa di Roma, per confluire poi nel tenace mito agiografico dell'austero riformatore sottratto da una morte subitanea al compito di realizzare l'incisivo rinnovamento delle istituzioni ecclesiastiche lungamente auspicato.
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Italiani a metà. Giovani stranieri crescono
di Roberta Ricucci
editore: Il Mulino
pagine: 228
Secondo le proiezioni dell'Istat, nel 2050 circa un terzo della popolazione con meno di 24 anni avrà un genitore straniero. I figli dell'immigrazione sono importanti, non solo sotto il profilo quantitativo, ma anche perché contribuiranno a determinare il livello e la qualità del capitale umano di cui l'economia italiana avrà bisogno per competere con gli altri paesi. Necessità demografiche e del mercato del lavoro rendono dunque la presenza dei figli dell'immigrazione "un bene necessario" in Italia, al pari di altri paesi europei. Imparare a conoscerli, a riconoscerne i bisogni è perciò una grande opportunità per la nostra società. In questa prospettiva, Roberta Ricucci presenta in queste pagine un percorso di conoscenza dei figli dell'immigrazione. Un viaggio che parte dalla ricostruzione del dibattito su giovani e stranieri, a livello sia internazionale sia nazionale, e prosegue attraverso la rassegna delle principali ricerche realizzate nel corso degli ultimi anni in Italia, e che termina con il problema della cittadinanza, tassello mancante nella realizzazione di percorsi di completo inserimento, per cui molti adolescenti e giovani figli di padri e madri arrivati d'altrove continuano ad essere stranieri pur sentendosi spesso italiani.
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La ripartenza. Analisi e proposte per restituire competitività all'industria del calcio
editore: Il Mulino
pagine: 319
Perché la Serie A non è più il campionato di calcio più bello del mondo? Perché le squadre italiane faticano a tenere il passo di inglesi e spagnole, temono il sorpasso delle tedesche e hanno perduto la leadership nelle Coppe europee? Perché l'Italia è l'unico paese europeo in cui negli ultimi dieci anni è diminuita la presenza degli spettatori negli stadi? E perché è quello in cui si è registrata la percentuale più bassa di incremento del fatturato complessivo del movimento calcistico? Ma soprattutto: come si può fare per restituire competitività a un sistema che fino alle soglie del Duemila guardava dall'alto in basso la concorrenza internazionale? Questo libro è il frutto di un cammino di ricerca che ha messo a confronto dati economici e fiscali, capacità di marketing, strumenti giuridici e meccanismi regolamentari del calcio italiano ed europeo per elaborare, con il contributo di studiosi, addetti ai lavori e qualificati osservatori esterni, un composito pacchetto di proposte di riforma da affidare rispettivamente al legislatore, alle autorità sportive, al complesso sistema di imprese che opera nel settore e ai singoli club calcistici. Una ripartenza, termine calcistico in voga negli anni Novanta, quando le squadre italiane vincevano le Coppe europee, che necessariamente passa per la capacità del calcio italiano di fare sistema. Puntando sui nuovi stadi, ma non solo.
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Lo sbarco in Normandia
di Olivier Wieviorka
editore: Il Mulino
pagine: 394
Per le difficoltà superate e la complessità e la dimensione dello sforzo "Operazione Overlord", cioè lo sbarco in Normandia, è
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Tutti gli scritti
di Mario Albertini
editore: Il Mulino
pagine: 841
Con la prima elezione diretta del Parlamento europeo (giugno 1979) il processo di unificazione europea passò dal "gradualismo funzionale" al "gradualismo costituzionale". Di fronte alla crisi dell'equilibrio bipolare era necessario accelerare la costruzione dell'Europa dotandola di moneta unica e di una prima forma di governo. La "Campagna per il governo europeo" promossa dai federalisti affiancò l'iniziativa di Altiero Spinelli, che diede vita, all'interno del Parlamento europeo, al "Club del Coccodrillo", al fine di predisporre un progetto di Trattato per l'Unione europea, che sarà poi approvato dal Parlamento di Strasburgo il 14 febbraio 1984. A partire dal Congresso di Bari del Mfe (febbraio 1980), Albertini avviò una fase di riflessione sul federalismo e sul suo futuro, accentuando la prospettiva mondiale, sottolineando il ruolo di modello che avrebbe assunto un'Europa federale e offrendo al Movimento per la pace la risposta federalista al problema della guerra con importanti saggi, raccolti in questo ottavo volume degli "Scritti".
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Il banchiere del Papa e la sua miniera. Lotte operaie nel villaggio minerario di Cave del Predil
di Giordano Sivini
editore: Il Mulino
pagine: 197
Un gruppo di dirigenti di alcune miniere sarde viene mandato nel 1956 a Cave del Predi] (Udine), ai confini con l'Austria, per "salvale" la Raibl, una delle più importanti miniere di zinco e piombo d'Europa, ceduta dal "banchiere del Papa" Bernardino Nogara alla società mineraria Pertusola, appartenente al ramo francese dei Rothschild. I tentativi di imporle una nuova organizzazione del lavoro provocano una lunga e agguerrita resistenza dei minatori, che finirà per costringere il governo a non rinnovare la concessione mineraria alla Pertusola, la quale d'altra parte abbandonerà anche le miniere sarde quando i minatori otterranno i salari più alti già in vigore alla Raibl. Sulla base di una ricca documentazione, il volume tesse insieme le storie della Raibl, di Bernardino Nogara, delegalo di Pio XI per l'Amministrazione Speciale della Santa Sede, del figlio Giovanni che dirige la miniera, di Guerrino Gabino che guida i minatori, dei dirigenti della Pertusola abituati in Sardegna a esercitare uno sfruttamento di tipo coloniale, e di Charles Algernon Moreing, un magnate del mondo minerario, che da Londra fornisce i capitali per avviare e sviluppare la Raibl. Fra ricerea e memoria, la dura storia di un'epica lotta sindacale.
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Rassegna italiana di sociologia
editore: Il Mulino
pagine: 187
La rivista pubblica i migliori contributi della sociologia italiana e si rivolge a tutti coloro che vogliono leggere i fenomeni sociali in modo attento e consapevole. Servono questo scopo studi e ricerche originali che mettono a fuoco temi sociali, politici, economici e culturali di rilievo. Nel medesimo solco trova collocazione una rubrica di recensioni e note critiche che pone all'attenzione del lettore i più importanti testi di sociologia pubblicati in Italia e all'estero. Accanto a queste rubriche d'impianto più convenzionale, include interviste e dibattiti nei quali dà spazio alle voci più autorevoli della comunità scientifica nazionale e internazionale. In questo numero: "Philip Selznick e gli ideali del mondo. Un apprezzamento" di Martin Krygier, "Le origini logiche della disaggregazione sociale" di Paolo Totaro, "La politica culturale della qualità alimentare. Analisi di una caso urbano del Nord Italia" di Lorenzo Domaneschi, "Il regime di Welfare tra resistenze e cambiamento. Alcune rilessioni sui casi italiano e francese" di Massimo Pace.
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Industria, ambiente e territorio. Per una storia ambientale delle aree industriali in Italia
editore: Il Mulino
pagine: 400
Quali effetti sull'ambiente e sul territorio ha avuto l'eccezionale sviluppo industriale conosciuto dal nostro paese nella sec
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La guerra d'Algeria
di Benjamin Stora
editore: Il Mulino
pagine: 164
Primo novembre 1954: ad Algeri scoppia un'insurrezione contro il dominio francese. Prende avvio una delle maggiori guerre di decolonizzazione, otto anni di conflitto sanguinoso che termineranno nel 1962 con l'indipendenza dell'Algeria. Questa informata sintesi riesce a dire l'essenziale di ciò che occorre sapere sulla guerra d'Algeria: dalle cause scatenanti agli sviluppi politico-militari, fino alla gestione della memoria del conflitto, Stora affronta con coraggio e imparzialità la complessa questione, senza tralasciare di fare chiarezza anche sui suoi aspetti più torbidi, come le azioni terroristiche del Fronte di liberazione nazionale algerino e il ricorso alla tortura da parte francese. Una lettura utile che apre molteplici linee di riflessione, superando lo stereotipo coloniale basato sulla dinamica vittima/aggressore.
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Camicie nere, camicie brune. Milizie fasciste in Italia e in Germania
di Sven Reichardt
editore: Il Mulino
pagine: 611
Il libro mette a confronto le organizzazioni paramilitari del fascismo e del nazismo, fotografate nel momento di massima ascesa, antecedente alla presa del potere dei due movimenti: il 1921-22 per le "squadre d'azione" fasciste, il 1929-32 per le SA, "le camicie brune" naziste. Ciò che ne risulta è il quadro di due organizzazioni che vivevano e si rafforzavano nell'azione, e questa azione era la violenza, che trovava in sé la propria giustificazione. Di straordinario interesse risulta lo studio della composizione delle squadre: chi erano infine gli squadristi, qual era la loro estrazione sociale, a quale fascia d'età appartenevano? E come si strutturavano le squadre, cosa le teneva insieme, come si esplicava la loro azione e quali erano i loro ideali?
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Fondamentalismo e democrazia. La destra religiosa alla conquista della sfera pubblica in India, Israele e Turchia
di Luca Ozzano
editore: Il Mulino
pagine: 362
Come operano i movimenti fondamentalisti contemporanei nei paesi democratici? Come agiscono in contesti in cui, per effetto degli equilibri istituzionali e del pluralismo politico, religioso e culturale, non possono fondare uno Stato etico ispirato alla loro credenza religiosa ma devono limitarsi a perseguire obiettivi di breve periodo e risultati legislativi comunque reversibili? Il volume dì Luca Ozzano prende in esame movimenti come quello islamista in Turchia, quello ebraico di matrice nazional-religiosa in Israele, quello indù in India, nell'arco temporale che va dagli anni '80 ad oggi. Che cosa li accomuna, quali effetti hanno prodotto, quali obiettivi hanno conseguito? Cercando una risposta a queste domande, è impossibile non rilevare come questi movimenti non siano riusciti, nel corso di tre decenni di attività, ad ottenere vittorie significative su questioni ritenute rilevanti. Anche se un simile esito non li ha definitivamente messi ai margini del sistema politico, poiché sono ancora in grado di mobilitare risorse identitarie che rinviano a valori, religiosi e culturali, diffusi nelle società in cui agiscono.
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