Il Mulino
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Un federalista giacobino. Ernesto Rossi pioniere degli Stati Uniti d'Europa
di Antonella Braga
editore: Il Mulino
pagine: 676
"In poche parole, pur conservando le mie opinioni liberali, sono divenuto molto più socialista e anche molto più giacobino"
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La cooperazione in Emilia Romagna. Dalla Resistenza alla svolta degli anni settanta
di Tito Menzani
editore: Il Mulino
pagine: 443
La cooperazione è un oggetto di studio che presenta una straordinaria sovrapposizione di piani: è, o è stata, movimento e impresa; valore universale e radicamento locale; politica ed economia; impegno sociale e cultura di gestione; tradizione socialista, cattolica, repubblicana e liberale; agricoltura, manifattura, commercio, servizi, credito. L'Emilia Romagna è generalmente riconosciuta come una delle sue culle storiche, capace di produrre varie ondate di fioritura associazionistica, e di mantenere sempre viva la tradizione, la memoria e i valori di questa imprenditoria collettiva. Questo volume affronta l'oggetto d'indagine nella sua complessità, alla ricerca di una interpretazione che contribuisca a sciogliere alcuni dei nodi relativi alle alterne fortune della cooperazione regionale. L'indagine è incentrata sull'arco temporale che va dalla seconda guerra mondiale alla fine degli anni settanta, periodo che per la cooperazione è denso di occasioni, in un susseguirsi di dibattiti intellettuali, provvedimenti organizzativi, lotte politiche, investimenti economici, e scelte strategiche. In quarant'anni, la cooperazione ha interpretato e subito una serie di maturazioni e stravolgimenti, che ne hanno riformulato cultura e organizzazione, nel rispetto dei valori fondanti, ma alla ricerca di un rinnovato modello, che tra le perplessità del momento e le apparenti contraddizioni, ha costituito la base dell'odierno modo di fare cooperazione.
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Europa in costruzione. La forza delle identità, la ricerca di unità (secoli IX-XIII). Atti della XLVI settimana di studio (Trento, 15-19 settembre 2003)
editore: Il Mulino
pagine: 484
"Quali le radici dell'Europa?". Stiamo parlando dei secoli - tra il IX e il XIII - dominati da migrazioni e invasioni di popoli, da incroci incessanti di etnie, di culture, di religioni che possono dare l'impressione del caos, del disordine sommo, dell'anarchia. Nel 1945, a proposito dell'Europa "meticcia" dell'alto medioevo, Lucien Febvre parlava di "impurità" feconde. Come fu possibile che l'Europa nascesse e prendesse forma da queste mescolanze? Il volume intende fornire un contributo di analisi esplorando, per i secoli dell'Europa in costruzione, il ruolo forte delle diversità e insieme la ricerca dell'unità, anzi di un'identità.
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Le risorse dei poveri. Carità e tutela della salute nel principato vescovile di Trento in età moderna
di Marina Garbellotti
editore: Il Mulino
pagine: 424
Gli studi di storia assistenziale mostrano una predominante tendenza a indagare le politiche sociali delle capitali degli antichi stati italiani e delle città di dimensioni medio-grandi. Di contro, poco sappiamo dei sistemi assistenziali che si svilupparono nei centri urbani minori e nelle aree rurali. L'intento di questa ricerca è quello di offrire un affresco di un sistema assistenziale periferico nel suo complesso, quale quello del principato vescovile di Trento. Anziché sottolineare i ritardi dello sviluppo del settore assistenziale delle città minori e delle aree rurali, lo studio ne analizza le caratteristiche, si propone di capire se e come in queste zone si riuscisse a rispondere alle molteplici esigenze di ordine sociale, caritativo e sanitario; di esaminare l'attività caritativa e le cure sanitarie praticate dalle strutture assistenziali; di ricostruire i dispositivi assistenziali che si svilupparono in villaggi che contavano poche centinaia di abitanti, dove non esisteva alcun ospedale. Si propone inoltre di verificare se la cultura caritativa della prima età moderna, che aveva nella selezione degli indigenti e nella cultura della famiglia i suoi principi cardine, filtrasse nelle "periferie" plasmandone le politiche sociali.
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Imagine, la sfida del capitale umano nell'economia della conoscenza
editore: Il Mulino
pagine: 218
Dopo "Mirror, un modello di lavoro nell'economia della conoscenza", pubblicato dal Mulino nel 2005, Sergio Galbiati, Giuseppe Giaccardi e Marina Perego si sono avventurati nella sfida di studiare e valorizzare il ruolo del capitale umano nel mercato internazionale dei semiconduttori vissuto dall'Italia. Lo scopo è paradigmatico: esaminare e capire come le persone che lavorano in un'impresa ad alta tecnologia diventano risorse eccellenti e come il territorio possa essere sempre di più luogo educativo e di progetto, promotore di nuovo sviluppo. L'Abruzzo è il luogo. Micron Technology Italia Srl (controllata italiana della Micron Technology Inc. di Boise, Idaho, USA) è l'impresa. "Imagine" documenta il caso di studio sul capitale umano di Micron Technology Italia, il confronto con gli stakeholder esterni, i risultati pratici ottenuti dall'impresa con l'approccio maieutico allo sviluppo, le proposte di lavoro rispetto a cinque esigenze strategiche riconosciute come indispensabili per "crescere insieme con un territorio che vuole crescere". E un'azione di frontiera, di "ecologia culturale", profilo di un'organizzazione di donne e uomini che riesce a lavorare con il mondo conquistando la piena fiducia degli investitori internazionali sostenendo, con un tasso di partecipazione del 96%, la scelta del proprio management di coniugare lo sviluppo aziendale con quello del territorio.
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L'Europa e le città. La questione urbana nel processo di integrazione europea (1957-1999)
di Laura Grazi
editore: Il Mulino
pagine: 397
Simboli originari di democrazia, libertà, cittadinanza ed emancipazione, le città rappresentano un elemento fondativo dell'ide
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La Repubblica delle autonomie nella giurisprudenza costituzionale. Regioni ed enti locali dopo la riforma del titolo V
editore: Il Mulino
pagine: 328
Il volume fornisce un'analisi sistematica ed aggiornata della giurisprudenza costituzionale dopo la riforma del titolo V della Costituzione, volta a saggiare i nuovi rapporti che intercorrono fra i diversi livelli di governo. Esperti di vari settori, dalla sanità all'ambiente, dal lavoro alla concorrenza, dal governo del territorio all'autonomia finanziaria, si sono confrontati sui problemi di attuazione ed hanno elaborato una visione d'assieme dei nuovi equilibri delineati dalla Corte.
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Con onesto amore di degradazione. Romanzi sperimentali e d'avanguardia nel secondo Novecento italiano
di Luigi Weber
editore: Il Mulino
pagine: 245
Questo volume indaga una vicenda eversiva - quella del romanzo sperimentale e d'avanguardia - che ha percorso il ventesimo secolo, per poi esaurirsi, fino all'estinzione. Il Novecento è stato, come già aveva compreso Bachtin, il tempo della definitiva "romanzizzazione" della letteratura, e malgrado le avanguardie abbiano spesso avversato, denigrato, sabotato il genere romanzo, la narrativa si è proficuamente avvalsa delle istanze sperimentali degli anni Cinquanta e Sessanta. Oggi, il canone e il mercato sembrano essersi spartiti equamente la tradizione e il presente della prosa romanzesca. Resta però un interstizio tra questi due mondi: quello dei refusés che il tempo non risarcisce, rifiutati dall'accademia, rifiutati dal pubblico. Avanguardia e sperimentalismo che se, in questo secolo di conflitti, sono stati intesi come sinonimi, o almeno come fenomeni complementari, nella storia particolare del romanzo furono forse addirittura opposti. Una dialettica che si riconosce nella contiguità stretta, divenuta poi contrapposizione, tra James Joyce e Samuel Beckett: l'onnipotenza della parola contro una poetica dell'impotenza. E anche in seno alla letteratura italiana vi furono una "funzione Joyce" e una "funzione Beckett". In sede romanzesca, il nichilismo dell'avanguardia, che si incarnò essenzialmente nel Gruppo 63, si è espresso in una tensione alla non-significazione, allo smontaggio programmatico di ogni coerenza narrativa, alla vanificazione delle attese.
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Globalizzazione e istruzione
di Antonio Cobalti
editore: Il Mulino
pagine: 290
La seconda metà del secolo scorso è stata caratterizzata da trasformazioni e fenomeni che hanno fatto parlare dell'avvento di una "nuova" società. Fra questi, la globalizzazione - intesa come crescente interdipendenza tra le regioni del mondo - ha assunto un posto di primo piano, anche nell'immaginario collettivo. I sistemi scolastici nazionali non sono rimasti immuni dal cambiamento, che ha portato alla ribalta concetti quali "competizione tra scuole", "buoni scuola", "capitalismo accademico", "privatizzazione scolastica". Ma in che modo i due versanti del mutamento in corso globalizzazione e istruzione - sono collegati fra loro? Secondo l'autore di questo volume la risposta è da ricercare in un insieme potente di idee, riconducibili al cosiddetto neoliberismo, che hanno plasmato i processi di globalizzazione economica, di trasformazione dello stato e di riforma dei sistemi scolastici. L'influenza di tali idee è rafforzata da alcune istituzioni internazionali, come l'Organizzazione mondiale del commercio e la Banca mondiale, che ne sono diventate gli alfieri, anche in campo educativo.
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Liberalismo e politica economica
di Costantino Bresciani Turroni
editore: Il Mulino
pagine: 305
Nel 1945 viene pubblicato "Il programma economico sociale del liberalismo", scritto da Costantino Bresciani Thrroni nello stesso anno. La notorietà per il prestigio degli incarichi già ricoperti, il suo non essere compromesso da rapporti con il regime fascista, la chiarezza espositiva, facevano di Bresciani un candidato ideale alla stesura del programma economico e sociale di un partito liberale che, sia pure ridimensionato, intendeva ricoprire un ruolo di rilievo nell'Italia post bellica. Il testo di Bresciani viene qui riproposto unitamente ad una selezione di capitoli della "Introduzione alla politica economica", che secondo l'opinione dello stesso economista permettono di approfondire e dare maggior contenuto teorico ai principi esposti nel "Programma". I nove capitoli dell'"Introduzione" qui presentati evidenziano bene i tratti caratterizzanti del pensiero di Bresciani - formatosi a partire dai primi del Novecento e profondamente segnato dalle vicende degli anni Venti e Trenta - così come il suo approccio metodologico per l'elaborazione di una teoria della politica economica. Completa il volume una bibliografia degli scritti dell'autore.
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Pedro Arrupe. Un uomo per gli altri
editore: Il Mulino
pagine: 1084
Pedro Arrupe, 280 successore di Sant'Ignazio di Loyola, è una delle personalità più significative del cattolicesimo del Novecento, un protagonista del rinnovamento della vita religiosa. Preposito generale dei Gesuiti dal 1965 al 1983 è stato l'artefice del rinnovamento conciliare della Compagnia di Gesù. Il suo operato al vertice dell'ordine è stato spesso al centro di contrastanti giudizi e di opposte valutazioni. Il padre Peter-Hans Kolvenbach, suo successore, in occasione del decennale della morte ha scritto: "Come ogni altro testimone profetico, il padre Arrupe fu segno di contraddizione, incompreso o malcompreso, nella Compagnia e fuori di essa". I contributi e le ricerche qui pubblicate, avvalendosi di nuove fonti archivistiche in larga parte inedite, hanno liberato la storia del generalato di padre Pedro Arrupe da quella sorta di "rimozione" storica che lo ha accompagnato soprattutto dopo la sua morte, collocandolo nella complessità delle vicende storiche, culturali e religiose del suo tempo e dunque rendendo ad Arrupe ciò che è stato di Arrupe.
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