Il saggiatore
Immagina. Racconti, disegni e sogni di un genio
di John Lennon
editore: Il saggiatore
pagine: 190
Esiste un mondo prima e un mondo dopo John Lennon: pochi artisti come lui hanno saputo incarnare un'epoca e mutarla nel profondo, unendo la sperimentazione alla capacità di conquistare un pubblico vastissimo grazie alla fantasia, alla bellezza, alla libertà creativa e intellettuale. Tutti conoscono il genio immaginifico del John Lennon musicista, eppure Lennon mescolò per tutta la vita l'attività musicale con quella di giocoliere della parola, rivelandosi scrittore arguto e precoce, creatore di metafore vertiginose e omofonie esilaranti, di invenzioni che sembrano uscite da Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll. "Immagina" raccoglie brani in prosa, poesie e disegni tratti dagli unici due libri pubblicati in vita da Lennon, scritti mentre i Beatles stavano diventando un fenomeno culturale planetario. Le sue pagine, influenzate da Ginsberg, Ferlinghetti e dagli altri poeti della Beat Generation, sono lo specchio attraverso cui addentrarsi in un mondo fantastico, grottesco, a volte malinconico, capace di accendersi di rabbia e tenerezza e di lasciarsi contaminare dagli echi della politica, dell'amore, della musica.
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Maschio e femmina
di Margaret Mead
editore: Il saggiatore
pagine: 410
L'uomo mundugumor ha un'unica moglie ma la tratta come se ne avesse molte altre. L'uomo arapesh ha più mogli ma tratta ognuna come se fosse l'unica. I manus, monogami puritani circondati da poligami, credono che nel mondo ci sia carenza di donne; perciò non soltanto fidanzano i figli il più presto possibile, ma parlano di una lotta tremenda sostenuta dallo spirito del mondo per guadagnarsi l'anima di ogni donna appena morta. Margaret Mead esplora gli usi e i costumi sessuali di sette popoli indigeni del Pacifico, con cui ha vissuto e che ha lungamente studiato, e di ciascuno racconta la scoperta dell'identità sessuale da parte di bambini e bambine, la trasformazione delle prime esperienze infantili nel simbolismo disciplinato della vita adulta, il temperamento sessuale in adolescenza e in età prematrimoniale, il ruolo della donna e dell'uomo nella riproduzione della specie, comparando queste tradizioni con quelle della società occidentale contemporanea. Ne emerge sia l'irriducibile molteplicità delle culture sia l'incidenza dei costumi sull'organizzazione della psiche e del consesso umano, soprattutto nell'ambito della differenziazione di genere. Ma se ogni società è unica e diversa da tutte le altre, e se il carattere dell'individuo, il suo comportamento, persino i suoi desideri sono sovradeterminati dall'ambiente in cui si forma, c'è un'unica conclusione possibile: quasi tutto è cultura, quasi nulla è biologicamente innato e universale...
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Come viaggeremo nel tempo. Una guida scientifica alle scorciatoie del nostro universo
editore: Il saggiatore
pagine: 364
Possiamo viaggiare nel tempo? Riusciremo mai a prendere scorciatoie in grado di coprire le distanze interstellari in pochi secondi? La fantascienza - da "Star Treka Interstellar", passando per i più diversi tipi di incontri ravvicinati - ci ha abituato a salti nell'iperspazio, esplorazioni intergalattiche, ipervelocità, wormhole attraversabili e motori a curvatura, ma quante di queste visioni saranno effettivamente realizzabili, se non oggi, nel nostro immediato futuro? In "Come viaggeremo nel tempo", Alien Everett e Thomas Roman affrontano queste domande e passano in rassegna le possibilità più allettanti aperte dalla ricerca contemporanea: dai paradossi della relatività ristretta alle inaspettate connessioni teoriche fra viaggi a ritroso nel tempo e moti a velocità superiori a quella della luce, dalle differenze paradigmatiche fra i viaggi nel futuro e nel passato alle macchine del tempo concepite dall'uomo - "macchine" che poco hanno a che vedere con le più sofisticate astronavi o i più improbabili macinini dell'immaginario fantascientifico, ma sono piuttosto costruzioni fisiche squisitamente ipotetiche. Nato da un manifesto amore per la fantascienza e i suoi autori, H.G. Wells per primo, e da un'altrettanto evidente passione per il rigore analitico, "Come viaggeremo nel tempo" non è solo un libro sullo spazio e le sue imperscrutabili distanze, sulla materia e l'energia, ma anche un racconto di come la fisica e le tecnologia stanno cambiando le nostre percezioni...
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Burocrazia. Perché le regole ci perseguitano e perché ci rendono felici
di David Graeber
editore: Il saggiatore
pagine: 217
Siamo sommersi dalle scartoffie
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Querelle de Brest
di Jean Genet
editore: Il saggiatore
pagine: 297
Una nave attracca al molo di Brest, sulla costa atlantica
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Contro l'antimafia
di Giacomo Di Girolamo
editore: Il saggiatore
pagine: 243
Matteo Messina Denaro, l'invisibile, è il più potente boss di Cosa nostra ancora in libertà. È a lui che dalla radio della sua città, Marsala, si rivolge ogni giorno Giacomo Di Girolamo nella trasmissione "Dove sei, Matteo?", ed è a lui che si rivolge in questo libro: stavolta, però, con un'agguerrita lettera di resa. Di Girolamo non ha mai avuto paura di schierarsi dalla parte di chi si oppone alla mafia. Ma adesso è proprio quella parte che gli fa paura. Ha ancora senso l'antimafia, per come è oggi? Ha avuto grandi meriti, ma a un certo punto è accaduto qualcosa. Si è ridotta alla reiterazione di riti e mitologie, di gesti e simboli svuotati di significato. In questo circuito autoreferenziale, che mette in mostra le sue icone - il prete coraggioso, il giornalista minacciato, il magistrato scortato - e non aiuta a cogliere le complesse trasformazioni del fenomeno mafioso, si insinuano impostori e speculatori. Intorno all'antimafia ci sono piccoli e grandi affari, dai finanziamenti pubblici ai "progetti per la legalità" alla gestione dei beni confiscati, e accanto ai tanti in buona fede c'è chi ne approfitta per arricchirsi, per fare carriera o per consolidare il proprio potere, in nome di un bene supremo che assolve tutto e tutti. Non è più questione di "professionisti dell'antimafia": oggi comanda un'oligarchia dell'antimafia, e chiunque osi metterla in discussione viene accusato di complicità. Di Girolamo scrive allora a Matteo Messina Denaro...
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Diari (1898-1918)
di Paul Klee
editore: Il saggiatore
pagine: 418
L'arte di Paul Klee è stata un esempio travolgente di eclettismo, un continuo attraversare le soglie che dividono discipline e linguaggi: pittore tra i più significativi dell'astrattismo, non ha mai abbandonato del tutto il figurativo; ha unito la sperimentazione grafica e pittorica all'attività come violinista con l'orchestra di Berna, e un costante impegno teorico alla ricerca nel disegno e nell'incisione. Soprattutto, non ha mai smesso di varcare i confini tra vita e pittura, e tra natura e arte, considerando l'opera come una pianta il cui sviluppo non è mai separato dal terreno da cui emerge. I Diari - che il Saggiatore ripropone arricchiti da una introduzione di Hans Ulrich Obrist - non si limitano a testimoniare l'osmosi costante tra i due piani: ne costituiscono l'incubatrice, il luogo in cui la vita è già arte, ma non ancora dipinto. Custodi della straordinaria avventura umana e creativa di Paul Klee, questi diari sono una testimonianza tra le più coinvolgenti del XX secolo: dai ricordi dell'infanzia in Svizzera all'amore per Lily, dai primi passi del figlio Felix all'amicizia con Kandinskij, fino ai mesi passati sul fronte occidentale durante la Grande guerra. E poi i viaggi cruciali. In Italia, dove ritrova una natura amica - mai imitata, ma svelata fino alle leggi più intime - e dove conosce e rifiuta il barocco. Prefazione di Hans Ulrich Obrist. Prefazione alla prima edizione di Giulio Carlo Argan.
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Intrigo
di Eric Salerno
editore: Il saggiatore
pagine: 275
Una guerra taciturna e sibillina prende campo in Australia alla fine della Seconda guerra mondiale. Un gioco al massacro, spesso confinato solo alla furia dell'intenzione, si ramifica sotterraneamente per le strade, nelle tubature delle case, nei luoghi della sicurezza quotidiana. A Melbourne, Felix, orologiaio ebreo di antica tradizione, incarna l'invisibile anello di congiunzione tra due mondi in inconciliabile coabitazione: da una parte i sopravvissuti alla Shoah, reduci rosi dalla propria storia, dilaniati da un desiderio di vendetta e, insieme, da un bisogno di oblio, arrivati nel continente per sfuggire a un passato sanguinoso e per ricostruire un'identità frantumata dalle persecuzioni naziste; dall'altra i nazisti, scampati alla giustizia dei posteri nei luoghi più remoti del mappamondo, che vivono sotto falso nome, con discendenze ridisegnate astutamente, svolgendo i lavori più comuni e sorridendo, sempre. Felix rintraccia i nazisti. E li uccide. Tra riunioni clandestine dentro le mura domestiche e sopralluoghi in incognito a Gerusalemme, dove scopre storie inaspettate che coinvolgono nelle sue ricerche anche l'Ordine dei Templari, l'orologiaio e la sua cerchia di compagni fidati progettano esecuzioni cruente, assemblano ordigni artigianali, ammassano repertori di appunti, schedule e fotografie, tenendo sotto tiro ogni minimo sospetto...
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Dall'antichità al feudalesimo. Alle origini dell'Europa
di Perry Anderson
editore: Il saggiatore
pagine: 480
"Una rivoluzione il cui ricordo si conserverà per sempre, ed è ancora sentito da tutte le nazioni della Terra." Così scriveva Gibbon della caduta di Roma e della fine del mondo antico. Giudizio solenne, e imperativo categorico per lo storico: non sottrarsi al compito maiuscolo di analizzare come movimento complessivo il percorso della compagine umana dalla classicità all'oggi. Perry Anderson risponde con "Dall'antichità al feudalesimo", che proprio dalle vicende della Grecia classica ed ellenistica e da quelle della Roma repubblicana e imperiale prende le mosse per esaminare la silenziosa rivoluzione del Medioevo e raccontare la travagliata nascita dell'Europa. Anderson concentra l'analisi di questo snodo cruciale sulla svolta nei modi di produzione. Se lo splendore e l'ottimismo della polis ellenica prima e del mondo romano poi si reggevano grazie al modo di produzione schiavistico, la crisi catastrofica e la conseguente disgregazione dell'impero coincisero con l'avvento in Europa del primitivo modo di produzione degli invasori germanici, nomadico e post-tribale, che si compenetrò e ricompose con l'elemento romano e diede origine al modo di produzione feudale. Fu questo il momento in cui il "sistema Europa" acquistò la sua piena singolarità.
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Il leone di Lissa. Viaggio in Dalmazia
di Alessandro Marzo Magno
editore: Il saggiatore
pagine: 220
Due guerre mondiali, il fascismo, il comunismo, la dissoluzione della Jugoslavia: nel XX secolo gli eventi politici hanno reso l'Adriatico un mare sempre più largo, e l'incomprensione tra le due sponde sempre più profonda. Sebbene invasa dal turismo di massa, la costa della Dalmazia è oggi una terra estranea al nostro immaginario, semisconosciuta come lo era ai tempi dell'abate illuminista Alberto Fortis, che nel 1774 raccolse le memorie dei suoi molti viaggi nei "domini da mar" della Serenissima, a quei tempi dimenticati e abbandonati a se stessi. Ne nacque Viaggio in Dalmazia, che fece conoscere la terra, la lingua e le popolazioni dalmate in Italia e in tutta Europa. Più di duecento anni dopo, Alessandro Marzo Magno ripercorre lo stesso itinerario attraverso le molte isole che punteggiano la costa, scoprendo un mondo sospeso tra un passato multietnico che non esiste più e le tracce di un nazionalismo che brucia ancora, dove la modernità si mescola a tradizioni che paiono immutate dai tempi dell'abate Fortis. A Morter l'autore incontra le donne che lavorano i fusti delle ginestre per fabbricare scarpe; a Lissa va sul luogo in cui sorgeva il leone di pietra in ricordo dei caduti asburgici nell'omonima battaglia; a Zara scopre le vestigia miracolosamente intatte dell'antica città, tante volte distrutta da assalti e bombardamenti, e altrettante volte ricostruita. A Spalato parla con un discendente di Niccolò Tommaseo... Prefazione di Paolo Rumiz.
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Fuga verso l'alto
di Annemarie Schwarzenbach
editore: Il saggiatore
pagine: 207
Declivi bianchi, oceani di neve, cime frastagliate, impassibili e mute; spazi immensi. Vuoti. La fatica della salita, la vertigine della discesa: sugli sci, il vento in faccia, vicino al cielo e lontano da tutto. Dopo otto anni passati in Sudamerica, Francis von Ruthern - figlio di uno Junker prussiano - si rifugia in una vacanza infinita, senza ieri e senza domani, solo un corpo da sfinire e giornate sempre uguali. La sera, tra alberghi di lusso e sale da ballo, incrocia chi come lui, estraneo a se stesso, non vuole più lasciare quella neve che ferma il tempo, dona il silenzio, promette l'oblio. Durante la sua assenza, il mondo aristocratico a cui apparteneva è sparito, spazzato via dalla crisi: la madre che amava è morta, la tenuta di famiglia perduta per sempre; Francis non ha più radici, identità, appartenenza. La Storia, intanto, avanza e travolge: il nazismo è agli albori, mai nominato eppure onnipresente; e allora meglio la fuga, meglio sciare e dimenticare, meglio bere e incontrare donne belle e tristi che non possono consolare, meglio non tornare laggiù, dove suonano i tamburi di guerra. "Fuga verso l'alto" è uno degli ultimi romanzi scritti da Annemarie Schwarzenbach, composto nel 1933 quando Hitler saliva al potere. Prodotto di un tempo violento e terminale, immerso in un milieu mitteleuropeo evidente nella ripresa degli spazi rarefatti e nel senso soffocante di attesa che richiamano "La montagna incantata" di Thomas Mann...
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Per un sospeso fuoco. Lettere (1950-1969)
editore: Il saggiatore
pagine: 476
Un canto a due voci, unisono, sospeso. Un'amicizia intensa, sincera, sempre permeata dal desiderio della ricerca e del confronto. Queste le testimonianze che soprattutto emergono dal carteggio tra Luigi Nono e Giuseppe Ungaretti. Una corrispondenza durata quasi vent'anni, dal 1950 al 1969, nata dal sogno di un giovane prodigio della scena musicale di conoscere il grande poeta, e diventata fin da subito l'occasione di un lungo e a tratti pervasivo rapporto. Due spiriti affini, con personalità e vocazioni artistiche diverse, che avvertono la medesima urgenza: il raggiungimento dell'opera inaudita, della forma capace di manifestare appieno la coscienza creativa. Un sentire comune che vibra di lettera in lettera, e che porta a un confronto assiduo tra i due per la realizzazione di un nuovo teatro musicale, mentre Nono traspone i "Cori di Didone" ungarettiani, momento cruciale della corrispondenza. Accanto, e tutt'intorno, una profusione di incoraggiamenti, di plausi, di appuntamenti riusciti o mancati a causa delle vite private che premono, inesorabilmente, trascinandosi senza tregua gioie e dolori, successi e apprensioni familiari, che entrambi non esitano a condividere con l'altro. "Per un sospeso fuoco" guida il lettore in questo percorso, sviscerando il tessuto epistolare in ogni sua fibra, interrogandone la carta, lo spessore, le correzioni, e ricostruendo, passo dopo passo, il macrocosmo collettivo e individuale all'interno del quale queste lettere si rincorrono.
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