Il saggiatore
Il viaggio d'inverno di Schubert. Anatomia di un ossessione
di Ian Bostridge
editore: Il saggiatore
pagine: 377
Nel 1825, in tournée a Salisburgo, Schubert scrive al fratello di aver creato una forma d'arte inedita: "La maniera in cui Vogl canta e io eseguo l'acompagnamento, dando corpo a un unico interprete, è qualcosa di nuovo e mai udito". Nasce il Lied moderno: qualcosa di "perfetto" che sublima una pratica popolare e la indirizza verso la sua completa metamorfosi. quel "Canto della Terra" di Mahler che non vede più confini fra art song e sinfonia. Schubert compone i ventiquattro Lieder per voce e pianoforte di "Winterreise, Viaggio d'inverno", tra il 1827 e il 1828, verso la fine della sua breve vita, musicando le poesie che Wilhelm Muller aveva pubblicato nella rivista, sospetta al governo prussiano, "Urania" e nei "Deutsche Blätter. Inizia qui la storia di un'opera tra le più note e frequentate - da interpreti e ascoltatori - della musica cosiddetta classica. Ian Bostridge, uno dei massimi interpreti di Lieder di oggi, sedotto fin dall'adolescenza dalla "Winterreise", ne esplora ogni aspetto. Racconta la trama, che Schubert stesso ha volontariamente sottratto, frammentato, rendendo il suo Wanderer il suo viandante che cammina su strade innevate e ventose, bandito (o forse in fuga) da una casa calda e un tempo accogliente - un personaggio inquieto, fortemente byroniano, inevitabilmente affascinante.
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Saggi
di Marcel Proust
editore: Il saggiatore
pagine: 974
Autore centrale del canone letterario novecentesco, ricordato per quella fluviale opera-mondo e insuperabile costruzione romanzesca che è "Alla ricerca del tempo perduto", Marcel Proust ha accompagnato, lungo tutto l'arco della sua vita, l'attività narrativa a quella saggistica, consegnando alla posterità un'impressionante messe di recensioni, articoli, interventi di critica letteraria e del gusto, riflessioni teoriche legate al significato dell'arte, alla sua permanenza, alla sua possibilità di offrire - a chi legge come a chi, rapito, osserva una statua antica in cima a una colonna o a una guglia contro il cielo del mattino - specchi in cui vedere e capire se stessi. Padrone di una lingua dalle risorse inesauribili e dotato di un'erudizione mai fine a se stessa e sempre impiegata per leggere in profondità il libro del mondo, Marcel Proust fonde in questi "Saggi" cronaca e racconto, analisi e divagazione, engagement e divertissement, minando le tradizionali distinzioni di genere e registro. La raccolta, che dai primi componimenti scolastici arriva fino alle più compiute elaborazioni critiche della maturità - come quella, rimasta celebre, sullo stile di Gustave Flaubert -, è un prisma privilegiato attraverso cui guardare a Marcel Proust e, nel suo tracciarne la chiara parabola umana e artistica, si rivela uno strumento imprescindibile a chi ne voglia avvicinare con piena consapevolezza l'opera letteraria.
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Necrologhi. Pamphlet sull'arte di consumare
di Maria Nadotti
editore: Il saggiatore
pagine: 196
Ci fissano seducenti e annoiati dalle pagine di un rotocalco, si affacciano spettrali tra le pagine di cronaca e la politica estera, giganteggiano sui muri sventrati dei palazzi in ristrutturazione. Sono attraenti e surreali, inerti e violenti, cartacei e carnali. Sono i corpi delle pubblicità, presenze ubiquitarie martellanti, a volte inavvertibili e per questo pericolose, più spesso ossessive. In un paese in cui anche i biscotti a gli strofinacci da cucina vivono rapporti simbiotici con corpi nudi a seminudi, Maria Nadotti propone una galleria di immagini raccolte in anni di ricerche, le accosta, le osserva, le giustappone, le commenta. Accetta il ruolo morale della critica ma rifiuta ogni moralismo, respinge il politically correct, indica senza additare. Affida a una scrittura vivace e febbrile, comica e militante il ruolo del controcanto. Ricava l'affresco ironico e battagliero di un paese in tempo di crisi e guerra, percorso da pulsioni inconfessabili e sempre disposto a indignarsi e autoassolversi, pronto a relegare le donne nel ruolo di vittime sacrificali o in quello di dominatrici, ora dark lady e ora bambine. "Necrologhi" si nutre di questi corpi, vaga curioso in un paesaggio dove Eros e Tanathos si avviluppano senza sosta, in cui modelle dai tacchi a spillo si aggirano tra le macerie di un bombardamento e maschi efebici giacciono distesi, un po' odalische e un po' passioni di Cristo. Perché le pubblicità sono porose, assorbono ogni cosa, la filtrano per poi espellerla...
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La vita segreta dei gatti
di Giorgio Celli
editore: Il saggiatore
pagine: 122
Venerati nell'antico Egitto dei faraoni, celebrati in alcune delle più suggestive poesie di Charles Baudelaire, amati perfino da un autore altrimenti refrattario ai contatti affettivi come H.P. Lovecraft, i gatti sono oggi gli animali domestici più diffusi nel mondo. E senz'altro i più fotografati, i più ripresi, i più condivisi sui social network, protagonisti inarrestabili di meme e video amatoriali che scalano le classifiche di YouTube e affollano le bacheche di Facebook. Ai gatti ha dedicato un libro piccolo e prezioso Giorgio Celli, etologo fra i più prestigiosi del nostro paese e "gattofilo impenitente". Fu proprio una gatta, Giuditta, ad accendere in lui, ancora bambino, l'amore per l'etologia. In queste pagine Celli descrive atteggiamenti e abitudini, movenze, sguardi, attento a registrare quel-l'inafferrabile, imprevedibile misteriosità che da sempre è sinonimo di gatti. I gatti raccontati da Celli - burloni o permalosi, gelosi o riconoscenti, grassi o acrobatici, reazionari o proletari - sono al centro di storie a volte spassose, a volte commoventi, e offrono l'occasione al grande scienziato per riflettere e farci riflettere sul rapporto tanto speciale che ci lega a questi animali. La conclusione, sorprendente, è che - per riprendere un detto di Marcel Mauss - forse il gatto non è un animale domestico, ma il solo animale ad aver addomesticato l'uomo.
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Teatro grottesco
di Thomas Ligotti
editore: Il saggiatore
pagine: 281
Autore di culto della letteratura americana contemporanea, restio alle attenzioni dei media ma autenticamente seminale - suoi gli incubi che hanno ispirato la prima stagione di True Detective -, Thomas Ligotti è considerato l'unico successore di Edgar Allan Poe e H.P. Lovecraft. Lontano dalle atmosfere urbane e quotidiane che caratterizzano l'opera di Stephen King, Ligotti fa sua la lezione dei maestri del passato e mette il lettore di fronte a un orrore che non ha forma né volto né contorno, un orrore che non si può dire, a stento pensare, e che ha nell'indeterminatezza la radice della presa angosciante che esercita sulla nostra immaginazione. In "Teatro grottesco" l'orrore nasce da seminterrati in cui il buio e l'umido hanno prodotto una vita brulicante che aspetta di insinuarsi nel nostro mondo; da isolate fabbriche nelle cui viscere si producono artefatti meccanici dagli scopi imperscrutabili; da catene di montaggio in cui la presenza di misteriosi supervisori è così schiacciante da trasformare l'uomo in ingranaggio; da cittadine in cui la vita è una messinscena e solo quanto accade sui palcoscenici di una fiera itinerante è reale. Gli abitanti di questo mondo dalla mente impazzita e il cuore selvaggio si muovono in retrobottega fiocamente illuminati, in gallerie d'arte dall'aspetto sinistro, al centro di paludi dove sopravvivono culti antichi e innominabili, tutti alla ricerca disperata di un senso che sembra alla loro portata e che, pure, è preclusa.
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La nebbiosa. Lo sguardo dei milanesi fa rivivere una Milano ormai scomparsa (1950-1965)
editore: Il saggiatore
pagine: 175
Nell'inverno del 1959, Pier Paolo Pasolini scrive La nebbiosa: una sceneggiatura di ambientazione milanese che sarebbe dovuta diventare un'opera cinematografica, ma il progetto non andò in porto. In questa metropoli bella e al tempo stesso in qualche modo inquietante - piena di vita, ma anche di edifici in rovina - si svolgeva la notte brava dei teddyboys pasoliniani, prodotto e specchio del benessere e di una diffusa amoralità. I curatori hanno voluto immaginare e rappresentare quelli che sarebbero potuti essere i luoghi e i volti di questo film non girato, attingendo a immagini d'epoca che evocano pezzi di una città scomparsa.
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Il libro dell'incontro. Vittime e responsabili della lotta armata a confronto
editore: Il saggiatore
pagine: 466
Questo libro cambia la storia d'Italia. L'incontro di cui parla - fra vittime e responsabili della lotta armata degli anni settanta - è infatti destinato ad avviare un radicale cambio di paradigma storico: non si potrà più guardare agli "anni di piombo" con gli stessi occhi; né si potrà tornare a un'idea di giustizia che si esaurisca nella pena inflitta ai colpevoli. Le prime pagine ancora oggi dedicate alla lotta armata e alle stragi, le centinaia di libri pubblicati, i film, le inchieste dimostrano non tanto un persistente desiderio di sapere, ma anche e soprattutto un bisogno insopprimibile di capire, di fare i conti con quel periodo, fra i più bui della nostra storia recente. È proprio muovendo dalla constatazione che né i processi né i dibattiti mediatici del conflitto sono riusciti a sanare la ferita, che un gruppo numeroso di vittime, familiari di vittime e responsabili della lotta armata ha iniziato a incontrarsi, a scadenze regolari e con assiduità sempre maggiore, per cercare con l'aiuto di tre mediatori: il padre gesuita Guido Bertagna, il criminologo Adolfo Ceretti e la giurista Claudia Mazzucato - una via altra alla ricomposizione di quella frattura che non smette di dolere; una via che, ispirandosi all'esempio del Sud Africa post-apartheid, fa propria la lezione della giustizia riparativa, nella certezza che il fare giustizia non possa, e non debba, risolversi solamente nell'applicazione di una pena. Postfazione di Luigi Manconi e Stefano Anastasia.
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Sul pragmatismo. L'eredità di Peirce, James e Dewey nel pensiero contemporaneo
di Bernstein Richard J.
editore: Il saggiatore
pagine: X-297
Per alcuni il pragmatismo è soprattutto una scuola di pensiero peculiarmente statunitense
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Antropologia strutturale
di Lévi-Strauss Claude
editore: Il saggiatore
pagine: 392
Opera decisiva nello sviluppo della cultura occidentale del secondo Novecento, "Antropologia strutturale" causò, al suo appari
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Una terribile libertà. Ritratto di Annemarie Schwarzenbach
di Miermont Dominique L.
editore: Il saggiatore
pagine: 343
Annemarie Schwarzenbach ha attraversato la sua epoca come una meteora, la cui scia infuocata è visibile ancora oggi
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Origine
di Strauss Botho
editore: Il saggiatore
pagine: 86
Quando, agli inizi degli anni settanta, Botho Strauss si trova a fare i conti con la morte del padre, la prima reazione è: sil
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Una lunga complicità. Scritti su Andrea Zanzotto
di Stefano Agosti
editore: Il saggiatore
pagine: 189
Ci sono occasioni nelle quali l'incontro intellettuale fra un artista e un critico - per separare artificialmente due ruoli spesso inscindibili - si realizza nel segno di una concordanza che è vera corrispondenza di intenti e sensi, capace di generare un circolo virtuoso creativo destinato a lasciare duratura impronta di sé. Il Novecento ci ha consegnato luminosi esempi di legami simili, da quello che unì Gianfranco Contini a Eugenio Montale allo stretto sodalizio fra Maurice Blanchot e Georges Bataille, passando per la familiarità talora turbinosa di Emilio Cecchi e Mario Praz e l'affinità davvero elettiva fra Jean-Paul Manganaro e Carmelo Bene. La "complicità" fra Stefano Agosti e Andrea Zanzotto è, fra queste intese, una delle più feconde e durature, se è vero che il primo saggio dedicato da Agosti al poeta suo conterraneo - Zanzotto nasce a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso; Stefano Agosti a Caprino Veronese, accanto al lago di Garda - risale al 1969, solo un anno dopo la pubblicazione di quella "Beltà" che della poesia italiana contemporanea rappresenta un autentico spartiacque: al suo apparire la raccolta di Zanzotto sovvertì l'ordine tradizionale della letteratura facendo propria non solo la nozione di arbitrarietà del segno linguistico - introdotta da Ferdinand de Saussure nel "Corso di linguistica generale", che proprio in quegli anni sconvolgeva le nozioni acquisite del linguaggio -, ma anche quella proposta da Lacan, genuinamente rivoluzionaria...
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