Laterza
La filosofia e le sue storie. L'età moderna
editore: Laterza
pagine: 565
L'Umanesimo non è una rottura brusca, non è un totale cambio di paradigma tra Medioevo e Rinascimento
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Augusto figlio di Dio
di Canfora Luciano
editore: Laterza
pagine: VI-564
Questo ragazzo deve tutto al suo nome diceva di lui Marco Antonio, che lo disprezzava, a torto sottovalutandolo
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Verbalizzare il sacro. Sul lascito religioso della filosofia
di Habermas Jürgen
editore: Laterza
pagine: XV-318
Gli ultimi decenni hanno visto sorgere un tema completamente nuovo: le società europee già ampiamente secolarizzate si sono tr
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Il meraviglioso giuoco. Pionieri ed eroi del calcio italiano 1887-1926
di Brizzi Enrico
editore: Laterza
pagine: VIII-285
Nel nostro Paese si gioca a calcio dai tempi in cui Federico Nietzsche baciò un cavallo a Torino
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Lo Stato non ha vinto. La camorra oltre i casalesi
editore: Laterza
pagine: IX-229
Il clan dei casalesi non esiste più
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Liberi di scrivere. La battaglia per la stampa nell'età dei Lumi
di Patrizia Delpiano
editore: Laterza
pagine: 197
Nell'età dei Lumi fece la sua comparsa sulla scena europea un nuovo attore: il "philosophe", che rivendicava apertamente, tra le altre, la libertà di esprimersi a livello pubblico attraverso la parola scritta. Concentrandosi in particolare su Francia e Italia, Patrizia Delpiano esplora il processo che tra la fine del Seicento e la fine del Settecento condusse alla teorizzazione e alla messa in pratica della libertà di stampa. È una storia segnata da ostacoli istituzionali come la censura ecclesiastica e statale e da altri, non meno coercitivi, posti dalla coscienza degli autori stessi. Tra l'etica del silenzio e la libertà di scrivere si apriva infatti il vasto campo dell'autocensura: un universo del non scritto sinora largamente inesplorato, che segnò a lungo la vicenda degli intellettuali europei.
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Il nemico alle porte. Quando Vienna fermò l'avanzata ottomana
di Wheatcroft Andrew
editore: Laterza
pagine: XXII-388
L'assedio di Vienna: l'ultimo grande assalto musulmano all'Occidente
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Storia dell'IRI
editore: Laterza
pagine: 1115
L'Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI) nasce nel 1933, per volere di Mussolini e su progetto di Alberto Beneduce, con l'intento di evitare il fallimento delle principali banche e imprese italiane e con esso il crollo dell'economia, già provata dalla crisi mondiale esplosa nel 1929. Dal dopoguerra l'Istituto è protagonista prima della ricostruzione e poi del miracolo economico. Dopo le difficoltà emerse negli anni '70 e il programma di ristrutturazione e rilancio degli anni '80, l'IRI conclude la sua attività nel 2002 dopo le operazioni di privatizzazione che contribuiscono in misura significativa al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica e all'adesione italiana all'euro. Questo volume prende in esame l'intero arco della vita dell'IRI, dalle vicende di alcuni suoi settori di attività ai risultati di bilancio, dalle pratiche di programmazione e controllo al suo impatto sull'economia e sullo sviluppo del paese. L'IRI è stato il prodotto della sua storia, un gruppo singolare: holding di imprese e strumento della politica economica, con un largo spettro di attività nell'industria e nei servizi.
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La filosofia e le sue storie. L'antichità e il Medioevo
editore: Laterza
pagine: 569
"Ce una ragione culturale per cui una storia della filosofia inizia dai Greci. È stato il pensiero greco a formare il modo di pensare del mondo occidentale e solo comprendendo che cosa avessero pensato i Greci noi possiamo capire come abbiamo continuato a pensare negli ultimi tre millenni circa. Anche se tutto il pensiero occidentale fosse sbagliato, occorrerebbe conoscerlo per capire da dove veniamo e che cosa siamo". Inizia dai presocratici "La filosofia e le sue storie" perché "se, come dirà poi Aristotele, la filosofia nasce da un atto di meraviglia di fronte al mistero delle cose che ci circondano, da atti di meraviglia nascono le dottrine di Talete, di Anassimandro e di Anassimene". Il viaggio prosegue nel pensiero antico, greco, latino, cristiano, medievale, fino all'ultima tappa nei primi anni del Trecento, generosi di novità. "Nova è la musica, moderni i seguaci del pensiero di Guglielmo di Ockham, nova è la pittura di Cimabue e Giotto. I maestri percorrono l'Europa e, in una lingua comune, insegnano le loro conclusioni nelle università di Parigi, Oxford, Bologna, Erfurt. Cresce il bisogno di filosofia e il sapere esce anche dalle aule universitarie per aprirsi alle novità e alle esigenze della società".
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Spezie. Una storia di scoperte, avidità e lusso
di Francesco Antinucci
editore: Laterza
pagine: 169
Per lungo tempo - decine di secoli - le spezie hanno influenzato l'economia del mondo (di tutti i mondi, antico, medioevale, moderno) e di conseguenza hanno determinato gran parte della sua storia. Il prodotto più trasportato di questi che oggi chiameremmo a elevato valore aggiunto è stato, ad esempio, il pepe, una sostanza che non serve ad alcuna funzione, come d'altronde tutte le altre spezie. Ma perché l'uomo desidera tanto - anzi, sopra ogni cosa prodotti totalmente inutili? Perché in realtà essi assolvono a una funzione ancora più importante di quelli utili: se quelli utili servono a mantenerlo in vita, quelli inutili servono invece a rappresentarlo. E siccome la costruzione della propria immagine è stata ed è per l'uomo più importante di qualunque valore funzionale, la corsa alle spezie ha dato vita alla più lucrosa attività economica della storia umana. Francesco Antinucci racconta questa storia e la storia del veicolo primario delle spezie: l'arte culinaria. Alla fine di ogni capitolo ciascuno troverà le istruzioni per farne esperienza diretta, attraverso le ricette più tipiche e più eseguibili della cucina della Roma antica, del Medioevo e del Rinascimento.
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Storia dei media digitali. Rivoluzioni e continuità
editore: Laterza
pagine: XXI-181
Quanto è rivoluzionaria la cosiddetta 'rivoluzione digitale'? E quanto, invece, il digitale affonda le proprie radici nei vecc
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«Cara Emi, sono le 5 del mattino...» Lettere dal set
di Vittorio De Sica
editore: Laterza
pagine: 232
"lo spero che tu conserverai le mie precedenti lettere in modo ch'io alla fine del film possa avere una specie di diario del film stesso...". È il 29 luglio 1960, il sesto giorno di riprese de "La ciociara" e Vittorio De Sica scrive una lettera a sua figlia maggiore, come farà quasi ogni giorno fino a film finito. Oggi Emi raccoglie in questo libro il ricco epistolario di suo padre dal set di quattro film: "La ciociara" (1960), "Ieri, oggi, domani" (1963), "Matrimonio all'italiana" (1964), "I girasoli" (1970). Avremo così il privilegio di conoscere le cronache di lavoro di un maestro del cinema: scopriremo i suoi entusiasmi, i momenti di stanchezza, di insicurezza, i problemi sul set, il suo rapporto con gli attori. Da una giovane Sophia Loren, di cui intuirà pian piano il talento e la disciplina, ai non professionisti ingaggiati sul posto. Scritte in modo personalissimo, ironico, affettuoso, queste lettere permettono di seguire in presa diretta un modo di fare cinema rimasto mitico.
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