Le Lettere
I cento nomi d'America
di Rojas Mix Miguel
editore: Le Lettere
pagine: 248
Come chiamare l'America che va dal Messico all'Argentina? Colombo e i suoi contemporanei parlavano di Indie Occidentali
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Bezotcovscina o il seduttore sedotto
di Cechov Anton
editore: Le Lettere
pagine: 94
La storia di un seduttore scritta da un giovane Cechov nel 1878 e qui proposta in una nuova versione da Emiliano Panconesi
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La pagina e la scena. L'attore inglese nella trattatistica del '700
di Barbieri M. Chiara
editore: Le Lettere
pagine: 352
Il volume raccoglie scritti tra i più significativi sull'attore e sull'arte della recitazione del Settecento inglese
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Ghirlande di fiori e catene di ferro
di Pinzani Alessandro
editore: Le Lettere
pagine: 352
Questo testo si presenta come il tentativo di analizzare le diverse concezioni che della relazione tra individuo e Stato hanno
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Il necessario incanto. Conversazioni sulla poesia
editore: Le Lettere
pagine: 144
Che cosa significa essere poeta oggi, all'inizio del XXI secolo e dopo il crollo delle Twin Towers, il rapporto con il passato
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Per abitare l'esilio. Scritti italiani
di Zambrano Maria
editore: Le Lettere
pagine: 344
Il volume raccoglie l'intera produzione degli articoli di María Zambrano pubblicati durante il suo esilio a Roma (1953-1964),
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L'Europa delle nazionalità
di Franco Valsecchi
editore: Le Lettere
pagine: 176
La transizione dall'Europa conservatrice e reazionaria all'Europa delle nazionalità e dei fermenti liberali e democratici, il passaggio dalla "politica pura" del '700 dinastico e riformatore alla "politica nuova" dell'800 liberale e democratico: ecco il tema di questo suggestivo e articolato affresco di storia europea. Grandi figure dominano il periodo: il principe di Metternich con il culto illuministico dell'equilibrio fra conservazione e reazione, lo zar Alessandro con la Santa Alleanza, Luigi Filippo di Orleans con la "monarchia borghese", Napoleone III col mito del grande avo e poi i protagonisti dei moti europei. Il "problema italiano" è un "problema internazionale": Valsecchi rifiuta l'italocentrismo storiografico. Il 1848 ispira a Francesco Hayez un quadro, riprodotto in copertina, dove si vede l'Italia sotto forma di fanciulla col seno scoperto in malinconica meditazione avendo tra le mani un crocifisso e un volume che rappresenta la storia d'Italia. Il 1848 è qualcosa di più che non una delusione: è il travaglio di un mondo in formazione, l'avvio della grande rivoluzione che muterà il volto d'Europa: la rivoluzione delle nazionalità.
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Chi ha ucciso la balena bianca?
di Federico Tondi
editore: Le Lettere
pagine: 120
La Dc chiuse i battenti nel luglio del '93. Appena un anno prima, nell'aprile del '92, era stato il partito più votato dagli italiani, sconfitto ma ancora largamente primo. Cosa successe tra una data e l'altra? Come mai la Dc finì, e finì così? "A distanza di più di dieci anni la morte della Dc resta uno dei grandi misteri della politica italiana. Un giallo irrisolto nella sua trama. [...] Il merito principale di questo lavoro è di risalire abbastanza indietro nel tempo da far capire come la fine della Dc sia maturata molto prima del suo inizio apparente. Ed è questa, in fondo, l'unica possibile soluzione di quell'enigma, la chiave del giallo che andiamo cercando." (dalla prefazione di Marco Follini).
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Il cinema nella cultura del Novecento. Mappa di una sua storia critica
di Guido Oldrini
editore: Le Lettere
pagine: 744
Allo stesso modo e nello stesso grado e senso delle altre arti, anche il cinema ha le sue radici ultime nella società, nella vita degli uomini; quindi anche per esso i molteplici fili che lo ricollegano alla storia reale e alla cultura del Novecento debbono stare sempre, da ogni punto di vista, in primo piano. Il presente lavoro è scritto proprio con questo intendimento. Non il grigiore indistinto di un manuale ha di fronte a sé il lettore, ma una storia critica sotto forma di mappa, vòlta a indirizzarlo e a guidarlo. Una carta di navigazione che ha lo scopo di orientare il lettore nel caos della sterminata bibliografia sul tema. Una scelta coraggiosa, senza pregiudizi, che vuol prescindere dai miti già acquisiti dalla precedente storiografia, per riallacciare il cinema alla storia e alla cultura del Novecento. Escludendo tutto il superfluo, l'autore ci offre un'articolata panoramica che, partendo da grandi capolavori del muto come La passione di Giovanna d'Arco di Dreyer, La corazzata Potëmkin di Ejzenstejn o La febbre dell'oro di Chaplin, attraverso l'attività svedese di Bergman, il neorealismo italiano, il cinema giapponese di Kurosawa, giunge infine alla discussione dei contrasti fra realismo e avanguardia nel cinema moderno: dalla Nouvelle Vague a registi come Visconti, Antonioni, Wenders, Oliveira, Kubric, Davies e tanti altri.
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Non solo idealismo. Filosofi e filosofie in Italia tra Ottocento e Novecento
di Massimo Ferrari
editore: Le Lettere
pagine: 368
Il titolo di questo volume suggerisce che la cultura filosofica italiana tra la fine dell'Ottocento e lo scoppio del primo con
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La farsa liviana
di Fausto Nicolini
editore: Le Lettere
pagine: 72
Verso la metà degli anni Venti - mentre l'Italia è sconvolta dal delitto Matteotti e Mussolini avvia la svolta che porterà all'instaurazione della dittatura - il mondo culturale è messo a rumore da una notizia singolare e inattesa: l'annuncio della scoperta, ad opera di uno studioso italiano, delle deche scomparse di Tito Livio. La notizia fa il giro del mondo e si scatena la caccia allo "scopritore", che nicchia ma non nega e rinvia sempre al futuro l'esibizione delle famose deche. Naturalmente la notizia è falsa ma origina dibattiti e polemiche, provoca inchieste ufficiali e coinvolge noti giornalisti e insigni personalità degli studi. Essa è anche all'origine di una vera e propria beffa storiografica raccontata in questo delizioso saggio, scritto con gusto e stile prezioso e accattivante.
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