Lindau
Alfred Hitchcock. Nodo alla gola
di Alberto Boschi
editore: Lindau
pagine: 229
Nell'ambito del cinema classico hollywoodiano, "Nodo alla gola" costituisce senz'altro il caso più radicale di impiego del piano-sequenza come alternativa alla discontinuità del montaggio. Non sorprende quindi che, almeno inizialmente, sia stato soprattutto questo aspetto ad attirare l'attenzione della critica. Giudicato da alcuni un affascinante esperimento, da altri un vuoto esercizio di stile, solo in anni recenti il film è divenuto oggetto di attente letture che hanno messo in luce l'interesse dei temi affrontati, alcuni dei quali risultano inediti - come i riferimenti filosofici presenti nella sceneggiatura - mentre altri rinviano a ossessioni ricorrenti in tutta l'opera di Alfred Hitchcock: dal tema del delitto perfetto al motivo del transfert di colpa, dall'idea dell'omicidio come esercizio artistico alle implicite ma palesi connotazioni omosessuali. Raccogliendo i suggerimenti presenti negli studi sul regista britannico e nei contributi specifici su "Nodo alla gola", il presente lavoro - il primo interamente dedicato a questo film - si propone di fare piena luce su una tappa importante dell'itinerario hitchcockiano.
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Architetture dell'assurdo. Come il «genio» ha tradito un'arte al servizio della comunità
di John Silber
editore: Lindau
pagine: 105
Per quale motivo il governo francese ha permesso all'architetto I. M. Pei di "rovinare" il cortile del Louvre con l'invadente presenza di una piramide di vetro della fine del XX secolo? Perché i "tagli" sull'esterno del Museo ebraico di Berlino realizzato da Daniel Libeskind, che vorrebbero evocare la presenza degli ebrei nella Berlino pre-nazista, riappaiono senza motivo nel Royal Ontario Museum di Toronto? Perché lo Stata Center del MIT, di Frank Gehry, è stato ideato come uno spazio aperto per favorire la vita comunitaria senza considerare le esigenze di concentrazione di ricercatori e studenti? E come è possibile che un edificio costato oltre 300 milioni di dollari abbia un arredamento costituito di pannelli di compensato ed gigantografie appese ai muri (al posto degli schermi al plasma previsti dal piano iniziale), e sia afflitto da periodiche e massicce infiltrazioni d'acqua? Come giustificare il fatto che Gehry abbia progettato un edificio come la Walt Disney Concert Hall di Los Angeles senza tenere conto che le luccicanti curve in acciaio inossidabile della struttura esterna avrebbero abbagliato gli abitanti delle case vicine, trasformando i loro appartamenti in vere e proprie serre? In questo volume John Silber analizza e discute alcune fra le più celebri - e celebrate - opere del nostro tempo, mette sotto accusa molti autentici "guru" dell'architettura e smaschera il loro deliberato disprezzo per i committenti e per le persone che vivono o lavorano all'interno delle loro creazioni.
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Alfred Hitchcock. La donna che visse due volte
di Maurizio Del Ministro
editore: Lindau
pagine: 152
La vertigine è la più grande epifania di "La donna che visse due volte
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Diario di una giurata popolare al processo delle Brigate Rosse
di Adelaide Aglietta
editore: Lindau
pagine: 281
Il 1° marzo 1978 Adelaide Aglietta, allora segretario del Partito radicale (prima donna in Italia ad assumere una simile carica), è sorteggiata per far parte della giuria popolare che, a partire dal 9 marzo, dovrà giudicare il nucleo storico delle Brigate Rosse. Torino è una città in stato d'assedio e in preda alla paura: su 122 cittadini estratti, hanno accettato in 7. Il 2 marzo "La Stampa" riporta la notizia e pubblica le risposte di alcuni segretari di partito al quesito proposto dai radicali alle agenzie di stampa: "Quale sarebbe il comportamento dei colleghi di Adelaide Aglietta in questo frangente?". Zaccagnini (DC), Berlinguer (PCI), Romita (PSDI), Biasini (PRI) non hanno dubbi: accetterebbero senza esitazioni. Il 4 marzo Adelaide accetta l'incarico, che svolgerà fino al termine del processo, il 19 giugno 1978. Il 17 marzo 1978 è in discussione alla Camera dei Deputati il decreto legge governativo di disciplina della formazione delle giurie popolari. I gruppi parlamentari della maggioranza respingono l'emendamento radicale che intende abolire il privilegio riservato a deputati, consiglieri regionali e ministri del culto, tutti dispensati dal poter essere chiamati a far parte di giurie di Corte d'assise. Tutti i segretari di partito sono deputati (tranne quello radicale, che per statuto non lo può essere). Sulla sua esperienza di giurata Adelaide Aglietta tiene un "diario", questo, pubblicato per la prima volta nel 1979.
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Matolda. Una storia longobarda
di Barbara Debernardi
editore: Lindau
pagine: 242
Ultimi anni dell'VIII secolo, in Val di Susa, nel Piemonte occidentale. Rachi, il padre di Matolda, si mette in marcia verso Taurino per avvisare re Desiderio che il figlio Adelchi è stato tradito da uno dei suoi duchi. Ma è troppo tardi. Rachi viene ucciso, mentre l'esercito di Carlo Magno sorprende alle spalle le truppe longobarde e le spazza via come fa il primo vento d'inverno con le foglie gialle ancora attaccate ai rami. In mezzo alla follia della guerra, Matolda diventa in fretta adulta e inizia una nuova vita. I boschi nei quali fino a poche settimane prima giocava allegramente con il padre ora la nascondono dal nemico che depreda e razzia ogni villaggio. Costretta a una vita randagia nella sua stessa terra, in fuga dalle ombre, atterrita dai rumori, divisa tra il ricordo struggente del passato e la speranza di ricostruirsi comunque una vita, Matolda scoprirà di non essere sola. Un giovane soldato franco sta percorrendo i suoi stessi sentieri, lontano dalla violenza degli uomini. In una terra di confine aspra e selvaggia, in un tempo remoto e misterioso, Matolda incontrerà la forza dell'amore, capirà il significato dell'amicizia, ritroverà la speranza e, soprattutto, sconfiggerà l'odio e la sete di vendetta che come una tenebra avvolgono i cuori e spengono le menti.
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Come guarire dal cancro e come evitarlo
di Belpomme Dominique
editore: Lindau
pagine: 495
La lotta contro il cancro ha fatto molti passi avanti negli ultimi trent'anni
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Storia del cattolicesimo
di Moisset Jean-pierre
editore: Lindau
pagine: 514
Come è nato il cristianesimo, dal tronco dell'ebraismo, in un Medio Oriente attraversato da numerosi movimenti messianici? Com
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La bomba iraniana
Che ne sarà del mondo se l'Iran disporrà di armi nucleari e che cosa può fare l'Europa per impedirlo?
di Ottolenghi Emanuele
editore: Lindau
pagine: 266
Il mondo ha saputo della pericolosità del programma nucleare iraniano il 14 agosto 2002, durante un briefing tenuto a Washingt
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Storia di Taizè
editore: Lindau
pagine: 184
Taizé nasce nella Francia occupata, come comunità monastica voluta da frère Roger allo scopo di superare le divisioni tra i cr
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Alfred Hitchcock
Intrigo internazionale
di Boschi Alberto
editore: Lindau
pagine: 173
Opera polisemica, stratificata e complessa, che nasconde dietro la sua apparente "leggerezza" profondità insospettate, "Intrig
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Nell'occhio, nel cielo. Teoria e storia del cinema di fantascienza
editore: Lindau
pagine: 447
Da "Il viaggio nella Luna" di Georges Méliès ai mondi lontanissimi di George Lucas, dalle architetture avveniristiche di Fritz Lang ai replicanti di Ridley Scott, dai mostri invasori degli anni '50 ai benevoli visitatori spielberghiani, dalle visioni allucinatene di Kubrick e Tarkovskij alle illusioni di Matrix, il cinema di fantascienza ha dato vita alle più spettacolari allegorie del XX secolo, influenzando in misura decisiva l'immaginario contemporaneo. Di tale centralità rende ragione questo saggio, che si candida a essere un testo definitivo sul genere. Non soltanto, infatti, elabora una mappa dettagliata del "territorio" (attraverso una filmografia che supera gli 800 titoli), ma propone una nuova definizione del film fantascientifico e ne indaga con perspicacia e rigore le strutture profonde. "Nell'occhio, nel cielo" - scrive Maurizio Ferraris nella prefazione - "ha tanto da insegnarci sul nostro mondo, oltre che su altri mondi possibili, ed è per questo che considero la sua lettura importante non solo per chi si occupa di cinema, ma anche per quelli che, volenti o nolenti, si occupano di realtà, ossia per tutti".
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Il cinema muto. Un linguaggio universale
di Marie Michel
editore: Lindau
pagine: 96
Ha ancora senso occuparsi di cinema muto nell'era degli effetti speciali e del dolby surround? La risposta è senz'altro afferm
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