Lupetti
Mondi di carta. Il lavoro della fantasia nella letteratura di viaggi e nel romanzo
editore: Lupetti
pagine: 207
Come il muoversi nello spazio è definito dall'immagine del percorso, scandito nei momenti della partenza, dell'itinerario e de
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Non è come credi
di Laura Minestroni
editore: Lupetti
pagine: 301
Riccardo è una di quelle persone dall'aria per bene di cui ti fideresti a occhi chiusi. Riceve a notte fonda telefonate dalla Trading Bank of Chicago, bisbigliando I love you. Va in canoa con gli amici in doppiopetto blu e ripete in continuazione AMO SOLO TE. Alice è una giornalista che vive nel dubbio. È più sospettosa del tenente Colombo e fiuta piste come un segugio. Teme le polveri sottili, il morbo della mucca pazza e la polmonite killer. Tanja è tedesca ma vive a Parigi. Tra mail e telefonate è all'oscuro di tutto. D'Artagnan è un medico ma non lo sa. Muti è uno psicanalista ma pare un maestro zen. Marisa è un'investigatrice privata che non sa tacere. Grazie a lei, Alice scoprirà che tax heaven non è il nome di un profumo e che l'offshore non si fa sui motoscafi ma a Panama e nelle Cayman Islands. Un romanzo postmoderno, ironico e amaro, ricco di suspence e colpi di scena. Istantanee di vita quotidiana: le paure esorcizzate attraverso il rito del consumo, l'ambiguità delle relazioni, l'ossessione della salute. Una storia che fa riflettere sulla fragilità delle nostre convinzioni, sui nostri tic e le nostre manie.
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La casa dell'uomo
di Mario Mariani
editore: Lupetti
pagine: 163
Anarchico e ribelle, ostile sia alla cultura cattolica che al marxismo "degenerato" del primo Novecento, Mario Mariani è stato fra le due guerre mondiali un autore molto letto dal pubblico italiano. Oggetto di un'assoluta rimozione, è oggi riproposto con uno dei suoi romanzi più celebri, "La casa dell'uomo", crudele e tragicomico affresco dei vizi della borghesia italiana. Mariani era scrittore combattente, che pensava la letteratura come forma di denuncia e veicolo di cambiamento. "La casa dell'uomo" fa parte del ciclo dei "romanzi del piccone", opere che nello spirito dell'autore dovevano servire a destare le coscienze e a rifondare la corrotta società italiana. Ecco dunque la casa, il condominio, la famiglia, divenire specchi di un'ipocrisia dilagante, covi del pettegolezzo e della menzogna, labirinti dell'idiozia imperante: solo scoperchiando la casa, e mostrandone il lato "nero" che si cela fra le mura, lo scrittore riesce a mettere in luce le debolezze della società cristiano-borghese e sancirne il fallimento finale.
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Alterazioni. Le materie della fotografia tra analogico e digitale
editore: Lupetti
pagine: 194
È nata l'immagine digitale e, al di là del mutamento tecnologico, la fotografia vive grandi trasformazioni di carattere concettuale. Inoltre essa agisce su una piattaforma multimediale insieme a molte altre tecnologie dell'immagine che danno luogo a produzioni molto varie, con notevole perdita di specificità dei singoli medium. Il libro pone a confronto questi due modi di essere della fotografia, indagandone i diversi codici e i diversi esiti espressivi attraverso i lavori di venti artisti italiani e stranieri.
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Luminarie di città
editore: Lupetti
pagine: 109
Il libro pubblica i progetti per le luminarie, realizzate nel centro storico di Palermo nel 2005, di sette designer: Studio Bellini, Pierluigi Cerri, Michele De Lucchi, Italo Lupi, Italo Rota, Paolo Rizzato e Denis Santachiara. Si presentano anche gli atti del convegno "Luci della città - Luminarie a Palermo" dove si discutono temi quali il rapporto innovazione-tradizione, il design della luce, la nuova attenzione alle luci della città, agli allestimenti e agli eventi su scala urbana.
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Mai visto un tempo così. Come sentiamo, pensiamo, agiamo all'apertura del nuovo millenio
di Carmelo Strano
editore: Lupetti
pagine: 181
Questo libro punta a far cogliere le grandi novità e i caratteri fondamentali del nostro tempo. Il filosofo mette in evidenza i mutamenti radicali avvenuti nei comportamenti sociali, interpersonali e individuali, nell'organizzazione delle città, nella creatività. Il lettore entra nel vivo della nostra epoca come se un sipario si aprisse d'improvviso mostrandogli cose insospettate ma che sono sotto gli occhi di tutti perché riguardano la vita quotidiana, un nuovo modo di sentire, di pensare e di agire che non ha nessun riscontro nel passato.
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Andiamo a bere la pioggia
di Raffaele Mangano
editore: Lupetti
pagine: 223
Gabriele e Giuseppe fanno parte della banda degli otto, che "agisce" nel cortile di un palazzo di edilizia popolare in un paese alle porte di una grande città. A dispetto delle dimensioni, lo spazio si rivela un mondo pulsante dove fioriscono i comportamenti tipici di ogni consesso umano: l'amicizia, le liti, le alleanze, le tensioni, la solidarietà e i disaccordi. Gabriele e Giuseppe si perdono di vista alle soglie dell'adolescenza. Si rincontrano, adulti, dopo percorsi di vita molto diversi. Nello scenario della grande città distratta e frettolosa, hanno a disposizione un solo giorno per recuperare frammenti del loro passato, ma soprattutto per chiarire un episodio tragico che li aveva visti protagonisti da ragazzi.
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Dal marchio alla brand image
editore: Lupetti
pagine: 160
Il marchio è il prodotto più semplice ed allo stesso tempo più complesso della progettazione visuale, uno dei primi temi che viene assegnato agli allievi delle scuole di grafica (questo del far disegnare il monogramma è un rito dal quale pare non ci si possa salvare). È un segno facilissimo e difficilissimo, per un ragazzo che sa già tenere la matita in mano, ma non conosce ancora cosa viene dopo il segno, ne tantomeno quello che viene prima.
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Dalla scrittura alla identità aziendale
editore: Lupetti
pagine: 160
Un marchio, simbolo, o simile non nasce cioè senza uno scopo, una funzione, una motivazione; non è un segno artistico da mettere in cornice, né il risultato di esperimenti di pura ricerca definalizzata. Sia marchio, sia simbolo di identificazione o segnale operativo, nasce per essere applicato, riprodotta, diffuso, reso noto. Da questo deriva la necessità di studiare, assieme al segno, le modalità di applicazione del segno stesso, di progettare contemporaneamente addirittura l'immagine coordinata, di tenere comunque presente il progetto nella sua complessità totale, sin dall'inizio, dal momento che riguarda la documentazione e l'assunzione dei dati, via via sino agli inizi dell'iter creativo, alle fasi di preprogetto.
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Manuale pratico di management
di Gianni Cottardo
editore: Lupetti
pagine: 130
Il libro è scritto in una forma didattica ed è corredato da oltre quaranta case histories, tecnica che è conosciuta ed apprezzata alla Harvard School of Business Administration. In questo modo si riescono a dare concretezza e realismo alle cognizioni che vengono trasmesse al lettore. Un indice analitico molto dettagliato sugli argomenti e i loro protagonisti facilita il loro reperimento sia agli operatori, agli studiosi che ai docenti. Un capitolo è riservato ai giovani, dove si trasmette una serie di consigli utili per facilitare la carriera, in un ambiente che oggi offre meno opportunità.
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Acciaio. Materiali per il design
di Marinella Ferrara
editore: Lupetti
pagine: 116
È questo il primo numero di una serie dedicata al rapporto tra materiali e industrial design: in questo caso, l'acciaio, termine con il quale si vuole indicare la gamma delle leghe ferrose - ghisa e i diversi acciai teneri, duri e speciali. La riflessione sul rapporto tra design e materiali introduce all'esame di una sequenza di prodotti di differente provenienza e appartenenti a diverse tipologie, evidenziando come nel corso delle rivoluzioni industriali la messa a punto dei metalli ferrosi, delle loro prestazioni, delle relative tecniche di lavorazione, abbia stimolato i designer. Attraverso la sperimentazione degli acciai il design ha infatti dato forma a un universo di oggetti, appagando bisogni contingenti e sollecitando ulteriori innovazioni.
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Creative destructions. Dario Piana, Schumpeter and the Beatles. Ediz. inglese e italiana
di Fausto Pasotti
editore: Lupetti
pagine: 129
Dario Piana, Schumpeter e i Beatles. Un regista, un economista e il più celebre complesso musicale di tutti i tempi. Tre protagonisti apparentemente lontani ma che hanno in comune il medesimo demone: la distruzione creativa. Ogni prodotto innovativo distrugge tutto quanto esisteva prima di esso. E la pubblicità, in questo processo, assume un ruolo determinante e necessariamente deformante della realtà. Ma la pubblicità stessa, quale servizio offerto al mercato, è soggetta essa stessa a un intenso processo di distruzione creativa. Niente più della pubblicità è figlia del proprio tempo: commistioni, tendenze, esasperazioni, tutto è ripreso, mixato e riproposto in nuove forme e stili.
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