Lupetti
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Brand new world. Il consumo delle marche come forma di rappresentazione del mondo
di Nello Barile
editore: Lupetti
pagine: 191
Se Huxley potesse osservare il nostro presente da vicino dovrebbe ritrattare i temi centrali della sua riflessione. Dal "Brave New World" siamo difatti passati a un "Brand New World" in cui il sistema delle marche deve confrontarsi con nuovi modi di fare esperienza del mondo. La letteratura sulle marche e sulla pubblicità ha per lungo tempo enfatizzato il valore della comunicazione come processo che nasce dall'azienda e che, attraverso una pianificazione efficace, è in grado di arrivare al pubblico per modificarne i punti di vista e/o i comportamenti di consumo. Tale visione è sopravvissuta fino a quando le dinamiche del mercato, dell'innovazione tecnologica e della cultura del consumo hanno innescato un processo irreversibile d'apertura delle aziende alle pratiche "autentiche" che contraddistinguono il mondo della vita quotidiana. Nel momento in cui le strategie del branding esondano dai perimetri chiusi delle aziende per irrorare e modificare la natura stessa delle relazioni sociali, il valore della marca si trasforma in qualcosa d'altro. Oggi è possibile parlare di un branding diffuso che va al di là delle vecchie concezioni del marketing kotleriano e che giunge a confrontarsi con la dinamica dei network sociali, con le forme "autonome" di produzione culturale con le strategie di autopresentazione che regolano il cosiddetto mercato delle identità.
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Itinerari dell'immagine. Per una semiotica della scrittura
di Giovanna Zaganelli
editore: Lupetti
pagine: 270
Chi entrerà in questo lavoro si troverà a percorrere la storia della scrittura, anzi delle scritture, stando tuttavia dalla parte dell'immagine: il libro si pone, infatti, l'obiettivo di studiare la funzione del "visivo" nell'ambito della comunicazione umana, fin dal suo primo apparire. Il cammino si articola intorno a tre momenti chiave della storia della comunicazione: ai suoi esordi, con la nascita dei primi sistemi grafici, epoca in cui il segno non è mai pura, o ingenua, imitazione del mondo, ma è già complessa elaborazione concettuale. Ci si interroga poi, con la nascita della stampa, sulla combinazione di lingua e immagine, alla ricerca della loro reciproca ridefinizione, negli incunaboli illustrati fino al costituirsi del libro moderno. La rete, infine, rappresenta il terzo tratto del percorso. Essa, come principio organizzativo del "testo", sembra aver preceduto la scrittura e caratterizzato anche le culture dell'oralità: creata nella mente del poeta e dei suoi ascoltatori, la rete omerica conteneva gli eroi e le loro gesta. Da allora fino all'epoca attuale, con l'avvento della scrittura elettronica, essa ha continuato a esistere fra le righe del testo, e nella mente dei lettori e degli autori.
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L'avventura della comunicazione. Storie professionali e pre-visioni
di Stefano Vietina
editore: Lupetti
pagine: 374
Come uno tsunami la tecnologia si è abbattuta sulla comunicazione e ne ha radicalmente mutato i connotati. Non si è trattato in questo caso, ovviamente, di un episodio cruento e repentino, quanto di un processo lungo e articolato, che ha avuto però una violenta accelerazione con la diffusione esponenziale dei nuovi mezzi di comunicazione "istantanea", come il telefono cellulare e soprattutto internet. Questo è il racconto delle esperienze di professionisti che operano in vari ambiti nel mondo dell'informazione e della comunicazione (dalla carta stampata al videogioco, dalla tv alla politica, dall'azienda privata alle agenzie di informazione, dalla pubblica amministrazione al blog), tutti con significative carriere alle spalle, in compagnia però anche di alcuni giovani e di un cosiddetto "nativo digitale" che, diversamente dagli altri interlocutori, è nato dentro la società della comunicazione globale. Una panoramica volutamente rapida, ma che prende lo spunto da tanti e diversi angoli di visuale, così da avere l'ambizione di rappresentare una buona parte di quella comunicazione globale e globalizzata che tutti, indipendentemente dal ruolo che ricopriamo nella società, sperimentiamo ogni giorno.
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Second life. Oltre la realtà il virtuale
editore: Lupetti
pagine: 189
Second Life si propone come una realtà che riesce a oltrepassare i vincoli della "finitezza" della vita reale. In essa gli individui creano una seconda vita che corre parallela alla prima. Da una parte cadono le barriere della distanza sociale e dall'altra si creano nuovi vincoli d'appartenenza. Il volume intende fornire una panoramica di alcuni ambiti significativi di Second Life: comunicazione, politica, consumi, moda, arte, concetto di spazio e tempo, così come vengono vissuti al suo interno. Il testo, frutto di una ricerca, muove da un presupposto fondamentale, anche se artefatto: analizzare Second Life e quindi i suoi abitanti attraverso le loro relazioni senza fare un rimando alle identità reali esistenti. Una riflessione sociologica che si awale del contributo di studiosi provenienti da diversi ambiti della sociologia, che diventa un'indispensabile chiave di lettura di un fenomeno così coinvolgente. Il filo conduttore dei saggi è che oggi Second Life, per quanto artificiale o virtuale possa sembrare, in realtà entra con forza nel tessuto dell'esperire quotidiano, fondendosi con La vita reale e facendo emergere un individuo nuovo: una nuova forma di essere sociale che si awale di strumenti come appunto Second Life - emblema di una ipertecnologia - per ritrovare, invece, il senso di una vita caratterizzata dalle relazioni face to face. Insomma un uomo che attraverso la globalità del virtuale ritorna al suo essere locale.
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Solomon
di Massimo Volta
editore: Lupetti
pagine: 208
C'è una vecchia foto di una ragazza, sbiadita e consumata dal tempo. C'è Venezia d'inverno, con il suo aroma di alghe sottozero. C'è un grande scrittore ormai vecchio, Solomon, di cui si sa poco o nulla. C'è la giovane Rebecca, che cerca di capire cosa fare della propria vita. E poi c'è Alec, il fotografo di guerra, che presenta Solomon a Rebecca prima di ripartire... "Salomon torna a Venezia quando non riesce a scrivere" dice Alec, e Rebecca non capisce cosa ci trovi in lei questo uomo leggendario, perché la voglia intorno, perché le racconti invenzioni e stratagemmi su cui ha costruito tutta la sua esistenza, perché la guidi attraverso quello strano labirinto che è Venezia, tra bolle di sapone e automi che indossano costumi bellissimi. E perché le chieda di parlargli di lei, delle sue paure, della sua famiglia. Forse è a caccia di una nuova storia. Oppure, è semplicemente stanco di essere Solomon; ed ecco che una notte Solomon racconta a Rebecca la storia della sua vita, mentre fuori nevica e Venezia è immersa nel silenzio, e inaspettatamente questa ragazza fragile e indecisa si trova ad essere custode del segreto più incredibile del grande scrittore. O, forse, della sua bugia più riuscita.
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La catacomba molussica
di Günther Anders
editore: Lupetti
pagine: 319
La catacomba molussiana si inscrive nel genere letterario della distopia, ossia la prefigurazione di un mondo futuro, invivibile e opprimente, e venne composta da Gunther Anders nella stessa vena della sua opera filosofica principale, "L'uomo è antiquato". In questo saggio infatti Anders cita stralci di questo suo lavoro ancora inedito. L'importanza di questa proposta risiede nella possibilità di vedere una riflessione filosofica assumere le vesti di una scrittura narrativa, ma al di là di questo si intende presentare uno dei documenti più inquieti e inquietanti dell'analisi del mondo tecnologico e dell'equilibrio del terrore. La catacomba molussica è la buia prigione di un immaginario paese (Molussia) alla vigilia della rivoluzione. Nel silenzio di questi tenebroso "mondo dei morti" i carcerieri mettono per iscritto i dialoghi di due condannati, Olo e Yegussa, unici detentori di una segreta verità del sottosuolo, contrapposta alla fallace e menzognera propaganda del superno "mondo dei vivi". Da questo controcanto di fantasmi indefiniti e tuttavia recitanti, emerge la parabola della vera storia di Molussia e della ricerca di un senso che si vuole perduto e inattingibile, sepolto sotto le macerie della ragione, della politica e persino della rivoluzione.
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Materiali intelligenti, sensibili, interattivi. Materiali per il design
editore: Lupetti
pagine: 216
Da tempo i materiali non sono solo quelli esistenti in natura, sono progettati a scala molecolare e prodotti in relazione agli usi che si intende perseguire; nei laboratori di ricerca, poi, nascono dispositivi intelligenti che lasciano intravedere ulteriori scenari. Materiali che cambiano colore al variare della temperatura, fluidi che diventano solidi repentinamente, effetti visivi che si materializzano nell'aria, teli che convertono la luce del sole in energia, etichette che identificano a distanza prodotti e persone: questi sono solo alcuni esempi. L'universo dei materiali e dei dispositivi intelligenti supera le tradizionali aspettative sulla materia: è questa la nuova sfida per il progetto. Il libro documenta un'ampia gamma di applicazioni, inizio di una nuova fase in cui il design va oltre il concetto di progettazione del singolo artefatto, per proporre un'idea di habitat in cui informazione e sostenibilità potranno implementarsi a vicenda.
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Vchutemas. Design e avanguardie nella Russia dei soviet
di Marco Elia
editore: Lupetti
pagine: 168
Russia, anni Venti del Novecento: nei Vchutemas, i Laboratori Tecnico-Artistici di Stato, si sperimentano nuove teorie artistiche e progettuali, si moltipllcano i dibattiti e le ricerche di quelle avanguardie che, con esponenti come Kandinskij, Malevic, Ródcenko, El Lissítskij e con movimenti come il Costruttivismo e il Produttivismo, segnano la cultura del secolo scorso. Sono esperienze che investono la didattica tradizionale di accademie e scuole di design in Europa, influenzando lo stesso Bauhaus. Raccontare i Vchutemas significa riscattare dall'oblio un'esperienza fondamentale per la nascita e l'affermazione del design: esperienza poco nota, anche perché in Unione Sovietica, alla fine degli anni Venti, le avanguardie vengono soppresse mentre si promuovono indirizzi artistici controllati dallo stato. Un'esperienza sulla quale è utile riflettere, per ragioni storiche ma anche per la flagrante attualità di molte sue declinazioni.
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Sri Lanka. Microfinanza per tornare a vivere. Etimos e Protezione Civile dopo lo tsunami
editore: Lupetti
pagine: 144
Lo tsunami del 26 dicembre 2004, oltre a causare ingenti danni ai beni materiati, alle strutture e alte infrastrutture dei Paesi colpiti, ha provocato effetti negativi consistenti sulle fasce più marginali ed economicamente vulnerabili della popolazione. In Sri Lanka Etimos e il Dipartimento della Protezione Civile hanno realizzato un progetto ad hoc finalizzato al sostegno delle istituzioni dell'isola attive nel campo della microfinanza, che in molti casi hanno risentito in modo particolare della sopravvenuta incapacità di rimborsare i prestiti da parte delta clientela. Dopo quanto tempo dal maremoto le istituzioni sono state in grado di riattivare le attività di microcredito? A quali condizioni? E ancora: hanno ricevuto risorse sufficienti per ripristinare l'operatività ordinaria? Lo tsunami ha prodotto solo danni, o ha anche aperto prospettive di miglioramento e di crescita? Il lavoro qui pubblicato risponde a queste domande analizzando cinque istituzioni colpite ed evidenziando in che misura l'intervento Etimos-Dpc ha consentito di ripristinare la capacità di credito precedente lo tsunami ed ha contribuito al rafforzamento patrimoniale delle istituzioni, soprattutto quelle minori, permettendo di raggiungere un numero molto elevato di beneficiari.
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Il naso di un notaio
di Edmond About
editore: Lupetti
pagine: 128
Un felice intervento di chirurgia plastica che si trasforma in un incubo, proprio perché l'organo innestato continua a vivere secondo i ritmi e le forme del suo precedente detentore. Un tema che avrà notevole fortuna nella letteratura e nel cinema horror, qui trattato nello stile della narrativa satirica francese del XIX secolo, fino a trasformarsi in una profonda e inquietante riflessione sui problemi dell'io e dell'identità, sotto la penna di chi venne definito "un piccolo Voltaire".
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La terra delle tenebre
di Margaret Oliphant
editore: Lupetti
pagine: 79
Pubblicato per la prima volta nel 1887, "La terra delle tenebre" è un viaggio negli inferi raccontato da un anonimo narratore. Molti anni prima di "Cuore di Tenebra", la Oliphant scrisse questo romanzo della "discesa" per scoprire che l'inferno è dietro l'angolo. Metafora della società contemporanea e delle sue aberrazioni, la terra delle tenebre non è altro che la società moderna, con tutti i suoi vizi, le sue ipocrisie e le crudeltà che minacciano ogni giorno. In questo quadro distopico e malvagio, le pagine della Oliphant anneriscono la fantasia del lettore e lo tramortiscono con descrizioni violente e incisive, attraverso una scrittura che si modula sul male, lo assorbe, marcando inesorabilmente il destino del protagonista e della vita degli uomini. Importante figura di una tradizione femminile dell'utopia negativa, Margaret Oliphant lasciò con questo romanzo un importante documento della letteratura fantastica dell'età vittoriana.
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