fbevnts Tutti i libri editi da Lupetti - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 6
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Lupetti

Il giardino dei supplizi

di Octave Mirbeau

editore: Lupetti

pagine: 177

Mirbeau scrisse "II giardino dei supplizi" nel 1899, un anno dopo l'Affare Dreyfus. Da allora, la letteratura di Mirbeau si inasprì ulteriormente nel segno di una critica radicale della società occidentale e delle sue regole morali, delle istituzioni politiche, dei falsi ideali. Uomo di penna e di azione, Mirbeau conciliò i suoi istinti primigeni nella prosa del "Jardin", mettendo in scena una crisi travestita dai panni colorati del romanzo esotico. Alla fine di un viaggio allucinatorio, rito di passaggio scandito dalle febbri, dal chinino e dalla corruzione, il lettore è preso per mano e condotto nelle viscere infernali del supplizio. Considerato per anni un romanzo pornografico e provocatorio, "II giardino dei supplizi" è in verità uno spietato affresco di denuncia sostenuto dal racconto di un uomo che, inseguendo la verità, finisce per distruggere se stesso. La scrittura onirica e surreale di Mirbeau offusca, segmentando la narrazione, il tema ciclico del romanzo che avvolge la vicenda come un hortus conclusus: nel continuo alternarsi di vita e morte, corruzione e rinascita, peccato e virtù, Mirbeau celebra ciò che, senza ombre di banalità, avrebbe solamente chiamato vita.
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Fatevi gli affari vostri. Depurare l'azienda da sprechi e raccomandati in poche, abili, mosse

di Massimo Mastrangelo

editore: Lupetti

pagine: 214

Le aziende realmente produttive hanno tre requisiti che le accomunano: sono democratiche, meritocratiche ed esenti da sprechi. Un'azienda in seno alla quale ogni membro sia libero di dare il proprio contributo intellettuale, sia premiato in misura adeguata al suo valore e utilizzi le risorse aziendali con quella che si suol chiamare "la diligenza del buon padre di famiglia" è destinata al successo, anzi: costituisce l'unico modello possibile di azienda di successo. Per depurare un'azienda da sprechi e raccomandati le chiacchiere non bastano: il metodo c'è, esiste da molti anni, e va applicato con rigore e precisione: si chiama Business Process Reengineering. Questo libro è un viaggio attraverso le buone pratiche che hanno portato al successo molte nuove aziende, nonché ridisegnato con efficienza il profilo e il destino di altre che stavano andando alla deriva. Qui si parla del metodo gestionale più scomodo e sgradito agli incompetenti collocati ai posti di comando e a coloro che - quando la mattina entrano in azienda - hanno a cuore solo il proprio tornaconto. Qui si parla del metodo gestionale che - a partire da Henry Ford ha reso grandi coloro che lo hanno applicato.
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Il perfetto marketing al computer

editore: Lupetti

pagine: 263

Un percorso nuovo e coinvolgente per raccontare il marketing, l'informatica e le loro correlazioni. Strategie e tattiche di mercato a portata di mouse. Marketing è un vocabolo ormai balzato nella quotidianità, tuttavia in pochi, tranne gli addetti ai lavori, conoscono bene i significati e i "contenuti" della parola. Il marketing, attraverso strumenti come la pubblicità e internet, impatta sempre di più le nostre aspettative e i nostri valori di persone-consumatori, influenzando idee e atteggiamenti. Il libro racconta il marketing in tutte le sue valenze, le tecniche per imporre una marca e un prodotto sui mercati e sugli scaffali, l'analisi della domanda, la qualità nelle relazioni con il cliente al fine di fidelizzarlo, infine tutti gli strumenti con i quali un'impresa si rende visibile e attrattiva: i mass media, la pubblicità e le promozioni, le PR, il marketing diretto, internet. Parallelamente vengono offerti semplici e dettagliati esempi di informatica: un kit di creatività quotidiana per utilizzare con successo i programmi più diffusi. Casi studio, simulazioni, esercitazioni guidate conducono passo passo attraverso le situazioni operative tipiche dell'info-marketing. Chiude l'opera un capitolo dedicato alle figure professionali del marketing di oggi e di domani, per chi intenda cimentarsi nel settore.
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Eventi. Strumenti di comunicazione per le imprese del terzo millennio

di P. Giorgio Cozzi

editore: Lupetti

pagine: 165

In tempi di turbolenza dei mercati e di modificazioni impreviste dell'economia, gli eventi aggregativi acquisiscono rilievo strategico. E diventano strumenti di comunicazione sempre più utilizzati da imprese, enti e istituzioni, a discapito dei mezzi tradizionali. Occorre però conoscerne in dettaglio anche gli aspetti abitualmente meno considerati: location, banqueting e gadget, tecnologie, dress code, public speaking, interpreti, inviti, accoglienza e ricettività, rapporto con i media, "ascolto" dei segnali, motivazione e incentivazione, pierre, "qualità", management 2.0. Ciascuno è, a sua volta, un dinamico strumento di comunicazione. Caratteristica singolare del libro sono i concreti consigli e sopra tutto gli sconsigli frutto della pluriennale esperienza professionale internazionale dell'autore, che argutamente contrassegnano i vari capitoli. Scritto con linguaggio giornalistico, integrano questo pratico manuale la prefazione del presidente di Federcongressi, la postfazione dell'amministratore delegato di una delle maggiori società nel settore Mice, e una serie di utili appendici. Tra queste un rimando alla responsabilità civile delle aziende, un elenco di convention bureau, un glossario della terminologia inglese più utilizzata. Per queste ragioni, "Eventi" costituisce un opportuno punto di riferimento per studenti, operatori e committenti, nonché elemento d'interesse per chiunque lavori nel settore della meeting & incentive industry.
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Design. La fabbrica del desiderio

di Fulvio Carmagnola

editore: Lupetti

pagine: 176

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Brand new world. Il consumo delle marche come forma di rappresentazione del mondo

di Nello Barile

editore: Lupetti

pagine: 191

Se Huxley potesse osservare il nostro presente da vicino dovrebbe ritrattare i temi centrali della sua riflessione. Dal "Brave New World" siamo difatti passati a un "Brand New World" in cui il sistema delle marche deve confrontarsi con nuovi modi di fare esperienza del mondo. La letteratura sulle marche e sulla pubblicità ha per lungo tempo enfatizzato il valore della comunicazione come processo che nasce dall'azienda e che, attraverso una pianificazione efficace, è in grado di arrivare al pubblico per modificarne i punti di vista e/o i comportamenti di consumo. Tale visione è sopravvissuta fino a quando le dinamiche del mercato, dell'innovazione tecnologica e della cultura del consumo hanno innescato un processo irreversibile d'apertura delle aziende alle pratiche "autentiche" che contraddistinguono il mondo della vita quotidiana. Nel momento in cui le strategie del branding esondano dai perimetri chiusi delle aziende per irrorare e modificare la natura stessa delle relazioni sociali, il valore della marca si trasforma in qualcosa d'altro. Oggi è possibile parlare di un branding diffuso che va al di là delle vecchie concezioni del marketing kotleriano e che giunge a confrontarsi con la dinamica dei network sociali, con le forme "autonome" di produzione culturale con le strategie di autopresentazione che regolano il cosiddetto mercato delle identità.
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Itinerari dell'immagine. Per una semiotica della scrittura

di Giovanna Zaganelli

editore: Lupetti

pagine: 270

Chi entrerà in questo lavoro si troverà a percorrere la storia della scrittura, anzi delle scritture, stando tuttavia dalla parte dell'immagine: il libro si pone, infatti, l'obiettivo di studiare la funzione del "visivo" nell'ambito della comunicazione umana, fin dal suo primo apparire. Il cammino si articola intorno a tre momenti chiave della storia della comunicazione: ai suoi esordi, con la nascita dei primi sistemi grafici, epoca in cui il segno non è mai pura, o ingenua, imitazione del mondo, ma è già complessa elaborazione concettuale. Ci si interroga poi, con la nascita della stampa, sulla combinazione di lingua e immagine, alla ricerca della loro reciproca ridefinizione, negli incunaboli illustrati fino al costituirsi del libro moderno. La rete, infine, rappresenta il terzo tratto del percorso. Essa, come principio organizzativo del "testo", sembra aver preceduto la scrittura e caratterizzato anche le culture dell'oralità: creata nella mente del poeta e dei suoi ascoltatori, la rete omerica conteneva gli eroi e le loro gesta. Da allora fino all'epoca attuale, con l'avvento della scrittura elettronica, essa ha continuato a esistere fra le righe del testo, e nella mente dei lettori e degli autori.
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Second life. Oltre la realtà il virtuale

editore: Lupetti

pagine: 189

Second Life si propone come una realtà che riesce a oltrepassare i vincoli della "finitezza" della vita reale. In essa gli individui creano una seconda vita che corre parallela alla prima. Da una parte cadono le barriere della distanza sociale e dall'altra si creano nuovi vincoli d'appartenenza. Il volume intende fornire una panoramica di alcuni ambiti significativi di Second Life: comunicazione, politica, consumi, moda, arte, concetto di spazio e tempo, così come vengono vissuti al suo interno. Il testo, frutto di una ricerca, muove da un presupposto fondamentale, anche se artefatto: analizzare Second Life e quindi i suoi abitanti attraverso le loro relazioni senza fare un rimando alle identità reali esistenti. Una riflessione sociologica che si awale del contributo di studiosi provenienti da diversi ambiti della sociologia, che diventa un'indispensabile chiave di lettura di un fenomeno così coinvolgente. Il filo conduttore dei saggi è che oggi Second Life, per quanto artificiale o virtuale possa sembrare, in realtà entra con forza nel tessuto dell'esperire quotidiano, fondendosi con La vita reale e facendo emergere un individuo nuovo: una nuova forma di essere sociale che si awale di strumenti come appunto Second Life - emblema di una ipertecnologia - per ritrovare, invece, il senso di una vita caratterizzata dalle relazioni face to face. Insomma un uomo che attraverso la globalità del virtuale ritorna al suo essere locale.
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Solomon

di Massimo Volta

editore: Lupetti

pagine: 208

C'è una vecchia foto di una ragazza, sbiadita e consumata dal tempo. C'è Venezia d'inverno, con il suo aroma di alghe sottozero. C'è un grande scrittore ormai vecchio, Solomon, di cui si sa poco o nulla. C'è la giovane Rebecca, che cerca di capire cosa fare della propria vita. E poi c'è Alec, il fotografo di guerra, che presenta Solomon a Rebecca prima di ripartire... "Salomon torna a Venezia quando non riesce a scrivere" dice Alec, e Rebecca non capisce cosa ci trovi in lei questo uomo leggendario, perché la voglia intorno, perché le racconti invenzioni e stratagemmi su cui ha costruito tutta la sua esistenza, perché la guidi attraverso quello strano labirinto che è Venezia, tra bolle di sapone e automi che indossano costumi bellissimi. E perché le chieda di parlargli di lei, delle sue paure, della sua famiglia. Forse è a caccia di una nuova storia. Oppure, è semplicemente stanco di essere Solomon; ed ecco che una notte Solomon racconta a Rebecca la storia della sua vita, mentre fuori nevica e Venezia è immersa nel silenzio, e inaspettatamente questa ragazza fragile e indecisa si trova ad essere custode del segreto più incredibile del grande scrittore. O, forse, della sua bugia più riuscita.
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La catacomba molussica

di Günther Anders

editore: Lupetti

pagine: 319

La catacomba molussiana si inscrive nel genere letterario della distopia, ossia la prefigurazione di un mondo futuro, invivibile e opprimente, e venne composta da Gunther Anders nella stessa vena della sua opera filosofica principale, "L'uomo è antiquato". In questo saggio infatti Anders cita stralci di questo suo lavoro ancora inedito. L'importanza di questa proposta risiede nella possibilità di vedere una riflessione filosofica assumere le vesti di una scrittura narrativa, ma al di là di questo si intende presentare uno dei documenti più inquieti e inquietanti dell'analisi del mondo tecnologico e dell'equilibrio del terrore. La catacomba molussica è la buia prigione di un immaginario paese (Molussia) alla vigilia della rivoluzione. Nel silenzio di questi tenebroso "mondo dei morti" i carcerieri mettono per iscritto i dialoghi di due condannati, Olo e Yegussa, unici detentori di una segreta verità del sottosuolo, contrapposta alla fallace e menzognera propaganda del superno "mondo dei vivi". Da questo controcanto di fantasmi indefiniti e tuttavia recitanti, emerge la parabola della vera storia di Molussia e della ricerca di un senso che si vuole perduto e inattingibile, sepolto sotto le macerie della ragione, della politica e persino della rivoluzione.
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Materiali intelligenti, sensibili, interattivi. Materiali per il design

editore: Lupetti

pagine: 216

Da tempo i materiali non sono solo quelli esistenti in natura, sono progettati a scala molecolare e prodotti in relazione agli usi che si intende perseguire; nei laboratori di ricerca, poi, nascono dispositivi intelligenti che lasciano intravedere ulteriori scenari. Materiali che cambiano colore al variare della temperatura, fluidi che diventano solidi repentinamente, effetti visivi che si materializzano nell'aria, teli che convertono la luce del sole in energia, etichette che identificano a distanza prodotti e persone: questi sono solo alcuni esempi. L'universo dei materiali e dei dispositivi intelligenti supera le tradizionali aspettative sulla materia: è questa la nuova sfida per il progetto. Il libro documenta un'ampia gamma di applicazioni, inizio di una nuova fase in cui il design va oltre il concetto di progettazione del singolo artefatto, per proporre un'idea di habitat in cui informazione e sostenibilità potranno implementarsi a vicenda.
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Vchutemas. Design e avanguardie nella Russia dei soviet

di Marco Elia

editore: Lupetti

pagine: 168

Russia, anni Venti del Novecento: nei Vchutemas, i Laboratori Tecnico-Artistici di Stato, si sperimentano nuove teorie artistiche e progettuali, si moltipllcano i dibattiti e le ricerche di quelle avanguardie che, con esponenti come Kandinskij, Malevic, Ródcenko, El Lissítskij e con movimenti come il Costruttivismo e il Produttivismo, segnano la cultura del secolo scorso. Sono esperienze che investono la didattica tradizionale di accademie e scuole di design in Europa, influenzando lo stesso Bauhaus. Raccontare i Vchutemas significa riscattare dall'oblio un'esperienza fondamentale per la nascita e l'affermazione del design: esperienza poco nota, anche perché in Unione Sovietica, alla fine degli anni Venti, le avanguardie vengono soppresse mentre si promuovono indirizzi artistici controllati dallo stato. Un'esperienza sulla quale è utile riflettere, per ragioni storiche ma anche per la flagrante attualità di molte sue declinazioni.
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