Lupetti
Il giardino dei supplizi
di Octave Mirbeau
editore: Lupetti
pagine: 177
Mirbeau scrisse "II giardino dei supplizi" nel 1899, un anno dopo l'Affare Dreyfus. Da allora, la letteratura di Mirbeau si inasprì ulteriormente nel segno di una critica radicale della società occidentale e delle sue regole morali, delle istituzioni politiche, dei falsi ideali. Uomo di penna e di azione, Mirbeau conciliò i suoi istinti primigeni nella prosa del "Jardin", mettendo in scena una crisi travestita dai panni colorati del romanzo esotico. Alla fine di un viaggio allucinatorio, rito di passaggio scandito dalle febbri, dal chinino e dalla corruzione, il lettore è preso per mano e condotto nelle viscere infernali del supplizio. Considerato per anni un romanzo pornografico e provocatorio, "II giardino dei supplizi" è in verità uno spietato affresco di denuncia sostenuto dal racconto di un uomo che, inseguendo la verità, finisce per distruggere se stesso. La scrittura onirica e surreale di Mirbeau offusca, segmentando la narrazione, il tema ciclico del romanzo che avvolge la vicenda come un hortus conclusus: nel continuo alternarsi di vita e morte, corruzione e rinascita, peccato e virtù, Mirbeau celebra ciò che, senza ombre di banalità, avrebbe solamente chiamato vita.
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Itinerari dell'immagine. Per una semiotica della scrittura
di Giovanna Zaganelli
editore: Lupetti
pagine: 270
Chi entrerà in questo lavoro si troverà a percorrere la storia della scrittura, anzi delle scritture, stando tuttavia dalla parte dell'immagine: il libro si pone, infatti, l'obiettivo di studiare la funzione del "visivo" nell'ambito della comunicazione umana, fin dal suo primo apparire. Il cammino si articola intorno a tre momenti chiave della storia della comunicazione: ai suoi esordi, con la nascita dei primi sistemi grafici, epoca in cui il segno non è mai pura, o ingenua, imitazione del mondo, ma è già complessa elaborazione concettuale. Ci si interroga poi, con la nascita della stampa, sulla combinazione di lingua e immagine, alla ricerca della loro reciproca ridefinizione, negli incunaboli illustrati fino al costituirsi del libro moderno. La rete, infine, rappresenta il terzo tratto del percorso. Essa, come principio organizzativo del "testo", sembra aver preceduto la scrittura e caratterizzato anche le culture dell'oralità: creata nella mente del poeta e dei suoi ascoltatori, la rete omerica conteneva gli eroi e le loro gesta. Da allora fino all'epoca attuale, con l'avvento della scrittura elettronica, essa ha continuato a esistere fra le righe del testo, e nella mente dei lettori e degli autori.
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La catacomba molussica
di Günther Anders
editore: Lupetti
pagine: 319
La catacomba molussiana si inscrive nel genere letterario della distopia, ossia la prefigurazione di un mondo futuro, invivibile e opprimente, e venne composta da Gunther Anders nella stessa vena della sua opera filosofica principale, "L'uomo è antiquato". In questo saggio infatti Anders cita stralci di questo suo lavoro ancora inedito. L'importanza di questa proposta risiede nella possibilità di vedere una riflessione filosofica assumere le vesti di una scrittura narrativa, ma al di là di questo si intende presentare uno dei documenti più inquieti e inquietanti dell'analisi del mondo tecnologico e dell'equilibrio del terrore. La catacomba molussica è la buia prigione di un immaginario paese (Molussia) alla vigilia della rivoluzione. Nel silenzio di questi tenebroso "mondo dei morti" i carcerieri mettono per iscritto i dialoghi di due condannati, Olo e Yegussa, unici detentori di una segreta verità del sottosuolo, contrapposta alla fallace e menzognera propaganda del superno "mondo dei vivi". Da questo controcanto di fantasmi indefiniti e tuttavia recitanti, emerge la parabola della vera storia di Molussia e della ricerca di un senso che si vuole perduto e inattingibile, sepolto sotto le macerie della ragione, della politica e persino della rivoluzione.
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Vchutemas. Design e avanguardie nella Russia dei soviet
di Marco Elia
editore: Lupetti
pagine: 168
Russia, anni Venti del Novecento: nei Vchutemas, i Laboratori Tecnico-Artistici di Stato, si sperimentano nuove teorie artistiche e progettuali, si moltipllcano i dibattiti e le ricerche di quelle avanguardie che, con esponenti come Kandinskij, Malevic, Ródcenko, El Lissítskij e con movimenti come il Costruttivismo e il Produttivismo, segnano la cultura del secolo scorso. Sono esperienze che investono la didattica tradizionale di accademie e scuole di design in Europa, influenzando lo stesso Bauhaus. Raccontare i Vchutemas significa riscattare dall'oblio un'esperienza fondamentale per la nascita e l'affermazione del design: esperienza poco nota, anche perché in Unione Sovietica, alla fine degli anni Venti, le avanguardie vengono soppresse mentre si promuovono indirizzi artistici controllati dallo stato. Un'esperienza sulla quale è utile riflettere, per ragioni storiche ma anche per la flagrante attualità di molte sue declinazioni.
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La terra delle tenebre
di Margaret Oliphant
editore: Lupetti
pagine: 79
Pubblicato per la prima volta nel 1887, "La terra delle tenebre" è un viaggio negli inferi raccontato da un anonimo narratore. Molti anni prima di "Cuore di Tenebra", la Oliphant scrisse questo romanzo della "discesa" per scoprire che l'inferno è dietro l'angolo. Metafora della società contemporanea e delle sue aberrazioni, la terra delle tenebre non è altro che la società moderna, con tutti i suoi vizi, le sue ipocrisie e le crudeltà che minacciano ogni giorno. In questo quadro distopico e malvagio, le pagine della Oliphant anneriscono la fantasia del lettore e lo tramortiscono con descrizioni violente e incisive, attraverso una scrittura che si modula sul male, lo assorbe, marcando inesorabilmente il destino del protagonista e della vita degli uomini. Importante figura di una tradizione femminile dell'utopia negativa, Margaret Oliphant lasciò con questo romanzo un importante documento della letteratura fantastica dell'età vittoriana.
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La zecca aritmetica
di Francesco Gattici
editore: Lupetti
pagine: 75
"La Zecca Aritmetica, con mirabile secreto", fu compilata dal visconte Francesco Gattici e dedicata al "dottor Imola", Giovanni Battista Laderchi, legista e consigliere di Cesare d'Este. Stampata nel 1613 da Giacomo Sarzina, futuro tipografo dell'Accademia degli Incogniti, è una sorta di acuto clivertissement collocabile a metà fra il gioco enigmistico, il gioco di prestigio e il comune passatempo. Si presenta come un libro costituito da 21 tavole recanti al proprio interno 60 riquadri contenenti, ciascuno, nomi di persona, nomi di città e differenti valute monetarie. Scopo del gioco, che coinvolge un numero minimo di due giocatori, è indovinare in tre sole mosse la moneta scelta dall'avversario, senza svelare il mirabile segreto che consente di trovare la soluzione.
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Menzogna e propaganda. Armi di disinformazione di massa
di Massimo Chiais
editore: Lupetti
pagine: 256
Di fronte alle centinaia di migliaia di fatti che giornalmente accadono nel mondo, la scelta di selezionarne poche centinaia è senza dubbio dettata da particolari regole che poco hanno a che fare con il diritto all'informazione. Scopo di questo libro è quello di analizzare le strategie e i linguaggi dell'informazione manipolata, attraverso la valutazione di quanto la menzogna possa incidere sul trasferimento delle informazioni e sull'interpretazione della realtà che da queste deriva. Ricco di esempi tratti dalla cronaca più recente si sottolinea anche il ruolo assunto dai media in genere nella definizione di strategie globali volte a orientare una percezione della realtà manipolata e orientata secondo le esigenze di chi eroga l'informazione.
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Not available. L'agenzia di comunicazione ideale: come dovrebbe essere e perché non c'è
di Emanuele Nenna
editore: Lupetti
pagine: 135
Il mondo della comunicazione è in fermento, si parla in ogni occasione di nuovo approccio alla creatività, nuovo utilizzo dei media, contaminazioni tra comunicazione classica e canali digitali. Agenzie, centri media, responsabili marketing dibattono su quale possa essere la "nuova via" della comunicazione, che sembra di fatto tracciata ma che nella pratica nessuno riesce a percorrere fino in fondo. "Not available" cerca di razionaIizzare gli elementi di questa nuova comunicazione e lo fa descrivendo il modo di pensare e di essere di una immaginaria "agenzia ideale", forse solo sognata, forse nascosta da qualche parte.
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Parola di testimonial. Il testimonial nel panorama pubblicitario tra anima commerciale e non profit
di Alessandro Aquilio
editore: Lupetti
pagine: 238
Chi è il testimonial e che uso se ne fa in pubblicità? Quanto è cambiato il suo ruolo nel corso degli anni e quanto si è diversificato il suo rapporto con la marca e con il pubblico? E la marca e il pubblico possono fidarsi della sua parola? Il libro intende dare risposta a queste domande, analizzando la figura del testimonial, ripercorrendone la storia, studiandone il presente, intuendone gli sviluppi futuri. Se la pubblicità è l'anima del commercio, si può affermare che il testimonial è a tutti gli effetti l'anima della pubblicità: è uno degli espedienti più utilizzati sin dai primordi della pratica reclamistica, con cui ha condiviso i difficili inizi, gli anni entusiasmanti ma limitanti di Carosello, gli sfavillanti anni Ottanta e la globalizzazione dei nostri giorni. Quel che è certo, però, è che dietro la sua figura si cela un lavoro fatto di strategie, incontri di identità (tra il brand e il personaggio), ma anche una buona dose di coraggio e desiderio di sperimentare. Basta volgere lo sguardo agli anni che ci hanno preceduto per capire quanto sia cambiato il suo ruolo, quanto venga impiegato nei modi più disparati. E quanto ancora sia rimasto dei suoi tratti originari. Un excursus storico, uno studio sugli ambiti commerciale e non profit, la suddivisione tipologica supportata dall'analisi di specifiche case history. Questi gli ingredienti del volume, che intende accompagnare il lettore nel viaggio all'interno del meraviglioso (e insidioso) mondo del testimonial.
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La pubblicità come lingua sovranazionale
di Helen Kelly-Holmes
editore: Lupetti
pagine: 247
La pubblicità, tradizionalmente, ha comunicato i suoi messaggi ai consumatori con forti identità locali e nazionali. Oggi, prodotti e produttori, agenzie pubblicitarie e media, sono ormai internazionalizzati. Nello sviluppo delle strategie che si rivolgono a un certo tipo di consumatore cosmopolita, il linguaggio pubblicitario prende nuove forme multilingue. Helen Kelly-Holmes esamina proprio la relazione schizofrenica che la pubblicità ha con il multilinguaggio e le implicazioni per le scelte linguistiche operate dal mercato. Da una parte, la pubblicità e altri settori del marketing, accentuano le differenze linguistiche per poter meglio vendere i prodotti e i servizi a diversi paesi o regioni. Dall'altra, al contrario, la pubblicità risponde a certe situazioni che sono di natura bilingue o multilingue cercando riferimenti linguistici comuni che si adattino alle diverse realtà.
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Il category management dello yogurt nella Grande Distribuzione
di David Pizzonia
editore: Lupetti
pagine: 143
Questo libro di David Pizzonia, uno dei maggiori esperti di marketing nella Grande Distribuzione, rappresenta uno strumento utile, rivolto agli uomini del marketing ma anche ai consumatori. Per conoscere il mondo dello yogurt e comprendere i comportamenti di acquisto dei consumatori. Il "Category management dello yogurt", dopo una breve introduzione al marketing e ai prodotti freschi in genere, spazia dalle osservazioni sui comportamenti di acquisto dei consumatori ai pensieri di category dei principali produttori, fino ad arrivare alla proposta finale di un display di reparto nei Supermercati che soddisfi sia il distributore che il cliente, contrapponendosi per questo ai tradizionali orientamenti per marca, pur utilizzati dalle più grandi insegne della distribuzione. Il libro è inoltre arricchito da tabelle con le varie quote di mercato suddivise per categoria, schemi e fotografie.
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L'anno 3000. Sogno di Paolo Mantegazza
di Paolo Mantegazza
editore: Lupetti
pagine: 159
Paolo Mantegazza fu uno dei primi divulgatori delle teorie darwiniane in Italia. Noto al pubblico per l'opera "Fisiologia del piacere", nel 1897 diede alle stampe per i tipi di Treves "L'anno 3000", con il sottotitolo "Sogno" che suggeriva l'approccio ironico e scanzonato della propria creazione fantascientifica. Il romanzo è di fatto un'ucronia, ossia l'immaginazione libera e divagante di un futuro molto lontano e vissuto da Paolo e Maria a bordo degli aerotachi, bizzarre navicelle elettriche che consentono di muoversi rapidamente in spazi immensi. Fra intuizioni singolari (gli Stati Uniti d'Europa) e il saccheggio di plot narrativi tipici dell'immaginario (dai viaggi di Gulliver agli imperi della luna di Bergerac), il lettore è preso per mano e condotto a bordo degli aerotachi per un viaggio in cui la fantasia è il vero motore che mette in scena l'avventura.
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