Medusa Edizioni
L'arte di piacere
di François-Augustin Paradis de Moncrif
editore: Medusa Edizioni
pagine: 128
Tra le opere di Moncrif, gli Essais sur la nécessité et les moyens de plaire (noti come L'arte di piacere) sono quella che con
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In terra e in mare
di Leonida di Taranto
editore: Medusa Edizioni
pagine: 96
Con Leonida, il poeta di Taranto che visse povero e ramingo nell'età in cui fiorirono i grandi nomi della poesia ellenistica (suo coetaneo fu Teocrito; di poco più giovani Callimaco e Apollonio Rodio), entra nella poesia greca un mondo nuovo, popolato di figure umili e operose: pescatori, boscaioli, carpentieri, falegnami, filatrici, tessitrici, ma anche caprai e pastori ormai privi delle tradizionali connotazioni arcadiche, figure antieroiche ricche di umanità e ritratte in pensose, a volte sconsolate, tonalità meditative. E con questa folla minuta di uomini entrano anche i loro strumenti di lavoro (ami, esche, lenze, canestri, nasse, ancore, remi, velature, gomene, compassi, squadre, pialle, trapani, seghe, spatole, accette, fusi, telai, conocchie, spole, rocchetti, bisacce, fiaschette da viaggio), i favolosi oggetti dell.infanzia (palle, sonaglietti, astragali, trottole) o le semplici cose di uso personale e domestico (cavigliere, cinture, tuniche, nastri per i capelli, specchi di bronzo, pettini di bosso). Eppure, nella severità malinconica delle voci che ci giungono dalle lande remote di Ade, non traspare solo la pena di un'esistenza dura, misera, fatta di patimenti e di fatiche (e spesso logorata dal peso della vecchiaia), ma anche il sentimento elementare di felicità connesso alla vita di ogni giorno.
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Tetta poppa fiordilatte
editore: Medusa Edizioni
pagine: 64
Il bebè non è un babbeo. Questa originale onomatopea che intitola una poesia della raccolta, è il motto indiscusso di nonna e nipote, ovvero dell'autrice Alberta Pungetti e di Giulia, la protagonista del libro. Come tutti i bambini Giulia ama la rima e non esita a servirsene senza paura di apparire trasgressiva: «la mia mamma è una cuccagna - la sua tetta è una montagna», oppure «a me piace la latteria - la mia nonna va all'osteria». Con questo passo, privo di imbarazzo e convenzioni, si avventura a occupare il suo piccolo spazio nel mondo, su un terreno reso sicuro dal caldo affetto di mamma, «la mia mamma profuma d'amore», e di papà, «non ha la corona ma lui è il mio re». Per via di una logica inappuntabile quanto fantasiosa il dottore «ha una faccia da far paura - perché ha in mano la puntura» e «per usare lo stuzzicadenti - dovrò avere almeno due denti». Rossella Viani, artista e illustratrice, anche lei diventata nonna da poco tempo, ha realizzato per questa edizione tutte le immagini che attraverso la delicatezza del pastello esaltano la natura amabile e curiosa, bizzarra e autoironica di Giulia.
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Il re del fiume d'oro
di John Ruskin
editore: Medusa Edizioni
pagine: 64
Il Re del Fiume d'Oro è un racconto lieve, una favola che John Ruskin dedicò alla futura moglie, Effie Grey, sorprendendola con una scrittura che vive dentro una fragilità incantata. Ma è davvero solo una favola? O è qualcosa di più? I "Fratelli Neri", Schwartz e Hans, sono gli imprenditori di un florido sistema di spoliazione radicale dell'habitat, delle persone e del loro lavoro; alla loro spregiudicatezza sembra arridere la fortuna apparentemente cieca che solo il mercato riserva al coraggio della cattiveria. Un sistema così congegnato non può che produrre ricchezza a esclusivo uso dei due "Fratelli Neri", escludendo tutti gli altri, i contadini per primi. Ci sarà bisogno di Gluck, il terzo dei fratelli, il più vessato e perdente ma in realtà il salvatore, attraverso la sua bontà, di un'etica dell'economia che ridistribuisce la ricchezza prodotta con una misura equa. Questa favola dall'intimo risvolto sociale, dove giustizia e dimensione religiosa convivono in un'etica solidale, spiega il senso della giustizia ai bambini di oggi, spesso distratti dalle infinite attrattive di un mondo che sempre più opera e si comporta come i "Fratelli Neri" della favola.
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Barceló o la pittura
di Castor Seibel
editore: Medusa Edizioni
pagine: 64
"L'artista è il vero materialista", scriveva Francis Ponge. Una definizione che sembra coniata appositamente per Miquel Barceló, pittore che con la materia intrattiene da sempre un rapporto complesso e privilegiato. Di tale rapporto parla l'autore di questo libro, tra i primi a essersi interessato al lavoro dell'artista di Maiorca che, da parte sua, ha trasformato il "critico" Seibel in soggetto per una delle sue più celebri serie di ritratti. Attraverso cinque testi brevi, scritti fra il 1992 e il 2007, Seibel indaga l'universo pittorico di Barceló senza offrire alcuna soluzione apparente al mistero che si nasconde dietro la materia convertita in luce e pittura. Senza rinchiudere l'arte in un sistema ma liberando, al contrario, uno sguardo lucido e al tempo stesso spiazzante su un'opera che necessita di interrogazioni costanti. Una pittura che custodisce gelosamente il proprio mistero, ma non per questo cessa di offrirsi allo sguardo. Come ogni grande opera, anche quella di Barceló è polivalente: per questo, conclude Seibel, quando si scrive "non si scrive per il pittore, ma per l'amore che si nutre verso la sua pittura. Tanti sguardi quante visioni, quante interpretazioni possibili".
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Nel mondo che verrà
di Roberta Spear
editore: Medusa Edizioni
pagine: 72
Walt Whitman, Ted Hughes, H.D. Lawrence, Neruda, Szymborska sono alcuni fra gli autori che, come scrive il poeta americano Philip Levine nella presentazione a questo libro, più influenzano il modo meravigliato e sorpreso con cui Roberta Spear guarda il mondo che le sta attorno. Un mondo in disfacimento, che tuttavia la poetessa californiana osserva, nomina e consacra con la parola poetica; un mondo desolato dal quale riesce a fare emergere "un alone di inattesa spiritualità". Con lo stesso sguardo stupito Roberta Spear osserva i paesaggi italiani a lei molto familiari per i frequenti periodi trascorsi in Italia, e con la stessa curiosità legge e traduce Dante, Ungaretti, Sinisgalli. Questo libro raccoglie le poesie dedicate da Roberta Spear all'Italia. Non solo i paesaggi liguri o le architetture religiose del Veneto, ma anche le storie che quei luoghi sollecitano alla mente immaginifica dell'autrice. I luoghi ordinari si fanno straordinari e le visioni trasformano gli oggetti comuni in oggetti magici. Un'Italia vista con gli occhi stranieri di una poetessa capace di lasciarsi sedurre, e di sedurre con la stringata e lirica semplicità delle storie della gente comune (una zingara che chiede la carità davanti alla cattedrale di S. Zeno, un gruppo di turisti in visita a un santuario sul lago d'Orta, i bambini che corrono sulla riva a Monterosso), storie che trova dappertutto, come nelle pagine di Pavese, poeta continuamente letto e molto amato.
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L'esatta fantasia
Mente, memoria, narrazione
di Doni Martino
editore: Medusa Edizioni
pagine: 304
Ci sono, nelle scienze umane, domande profonde
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Letteratura come filosofia naturale
di Porro Mario
editore: Medusa Edizioni
pagine: 228
Eredi confessi della tradizione illuminista, Italo Calvino, Primo Levi e Carlo Emilio Gadda affidano alla letteratura il compi
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Einstein e i filosofi
editore: Medusa Edizioni
pagine: 144
Nel pensiero di Albert Einstein si può riconoscere un modello del circolo virtuoso che si instaura agli inizi del '900 tra pen
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Colori
di Rémy de Gourmont
editore: Medusa Edizioni
pagine: 120
"Colori" è una raccolta di 13 racconti, imperniati su figure femminili diverse tra loro (la figlia di un tessitore e una princ
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Antonio Mottolese. Metamorfosi
editore: Medusa Edizioni
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Il Moicano e i fatti di Rovetta
di Grazia Spada
editore: Medusa Edizioni
pagine: 370
Questa storia inizia più di sessant'anni fa: il 28 aprile 1945. Il dramma è ambientato a Rovetta, nel Bergamasco, in alta Val Seriana. L'atto tragico si compie quando 43 militi di Salò, appartenenti alla legione Tagliamento, per lo più giovanissimi, dopo essersi arresi ai patrioti del paese e aver ricevuto la promessa di aver salva la vita, vengono uccisi davanti al muro del cimitero a sventagliate di mitra dai partigiani delle grandi brigate di quel territorio. Per anni la responsabilità è stata addossata principalmente a un misterioso agente della missione alleata del Soe britannico attivo nel territorio, il Moicano, figura di cui fino a poco tempo fa si ignorava la vera identità, che aveva lasciato in gran segreto il Bergamasco dopo l'eccidio, svanendo apparentemente nel nulla. Le motivazioni del sanguinoso eccidio vennero individuate nella volontà di vendetta e nel clima di odio che avvelenava la storia italiana in quel momento. Il Moicano fu per molto tempo considerato come il mandante della strage, e si disse che agì per conto degli inglesi, allo scopo di screditare il movimento partigiano comunista. Questo libro, finalmente, fa chiarezza sulla storia personale del Moicano, sui veri responsabili e sulle ragioni segrete che portarono il movimento partigiano a scrivere una delle sue pagine più nere.
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