fbevnts Tutti i libri editi da Medusa Edizioni - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 17
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Medusa Edizioni

Il dottor Pascal

di Zola Émile

editore: Medusa Edizioni

pagine: 336

Pubblicato da Zola nel 1893, il romanzo "Il dottar Pascal" costituisce il vero e proprio testo "teorico" del ciclo dei Rougon-
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25,00

Le culture di Babele. Saggi di antropologia filosofico-giuridica

editore: Medusa Edizioni

pagine: 288

Abitare consapevolmente la Babele culturale in cui l'uomo contemporaneo è immerso, articolando prospettive teoriche e disciplinari diverse in una direzione antropologica, è la sfida che pone il libro. Che cosa possono avere in comune antropologi come Lévi-Strauss e Geertz, economisti come Einaudi e Mises, sociologi come Mauss e Durkheim, giuristi come Legendre e Verdier, teologi come Guardini e Sequeri, ermeneuti come Gadamer e Pareyson, filosofi come Searle, Nietzsche e Jonas, epistemologi come Popper e Tarski? È la domanda provocatoria che orienta e movimenta i dialoghi tra filosofi della politica (Monceri) e del diritto (Heritier, Lorini, Magrì, Melkevik, Scillitani, Silvestri), studiosi di antropologia giuridica (Barlassina, Sassu) e filosofica (Lingua), epistemologi (Di Nuoscio) e filosofi teoretici (Tomatis). Non ne emerge una teoria finale condivisa, ma l'antropologico come problema comune ai diversi sguardi, come interesse unitario per le forme molteplici dell'agire umano (rituale, economico, dialogico, normativo, conoscitivo, ludico, interpretante). Il lettore è così invitato a prendere posizione, entrando in questo gioco di prospettive che si intersecano, orientandosi a sua volta nelle culture in movimento che costituiscono l'orizzonte dell'oggi.
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19,50

Il ritorno di Lazzaro

di Jean Cayrol

editore: Medusa Edizioni

pagine: 88

Nonostante gli sforzi per mascherare la sua origine e il suo accento, nel giovane Jean Cayrol François Mauriac riconosceva i tratti lievi e la non comune dolcezza tipici della provincia di Bordeaux. Nato nel 1911, poeta di belle speranze, allo scoppio della Seconda guerra mondiale Cayrol si impegnò attivamente nella rete della resistenza antinazista. Arrestato e deportato a Mauthausen, "tanta dolcezza e tanta capacità di sognare non gli servirono più a nulla, perché ormai era giunto", scriveva ancora Mauriac, "il tempo degli assassini". Le notti e le nebbie di Bordeaux annunciarono a Jean Cayrol "un'altra notte, un'altra nebbia da cui soltanto per un miracolo è riuscito a tornare, con quel canto tragico sulle labbra e tutti i corpi crocifissi dei suoi compagni che non finirà mai di portare su di sé, corpi che per lui, ormai, sono appesi sulla medesima croce". Nel 1945, dopo tre anni di detenzione nel campo di Mauthausen, Cayrol scriverà alcune pagine memorabili di quella "letteratura del ritorno" che, nella sua riflessione, prenderà il nome di "lazzariana".
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11,00

Lo specchio del Settecento. Considerazioni sui costumi

di Charles Duclos

editore: Medusa Edizioni

pagine: 184

Charles Duclos incarna nella maniera più emblematica la figura dell'uomo di lettere settecentesco: grazie solo al suo spirito e alla sua arguzia, malgrado i suoi modi franchi e talvolta rudi, ebbe accesso ai salotti più esclusivi di Parigi; la sua erudizione di storico e di linguista gli aprì le porte di numerose accademie, ma, nello stesso tempo, egli fu autore di romanzi galanti; uomo di Corte, si legò tuttavia agli ambienti intellettuali illuministi. Per tutte queste ragioni, nelle Considérations sur les moeurs de ce siècle Duclos ha potuto tratteggiare un vasto e vivace affresco ricco di preziose informazioni sulla società della sua epoca. Benché, per la precisione e l'eleganza del suo stile rapido e incisivo, quest'opera di Duclos appartenga incontestabilmente alla grande tradizione dei moralisti classici, da La Rochefoucauld a Vauvenargues, essa può essere considerata anche come una sorta di trattato di sociologia, che si lascia leggere come un romanzo: nelle Considérations, infatti, compaiono e vengono descritti con grande vivacità tutti i personaggi - altezzosi aristocratici, perfidi cortigiani, finanzieri arroganti, letterati ambiziosi - che per più di un secolo, con i loro intrighi e i loro vizi, con le loro virtù e la loro raffinata arte di vivere, fecero di Parigi il centro dell'Europa e di tutto il mondo civilizzato.
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18,50

Le arti amanti. Invenzione a due voci

editore: Medusa Edizioni

pagine: 160

"Invenzione a due voci": poesia e musica nell'incontro tra Mario Luzi e Luciano Sampaoli. Il libro presenta la collaborazione fra il compositore riminese e il grande poeta più volte candidato al Nobel. Da questa collaborazione è nata la raccolta di 4 lieder "Torre delle Ore" dove Sampaoli mette in musica alcuni componimenti poetici di Luzi. Questo esperimento artistico mostra come Luzi abbia conservato, durante tutto l'arco della sua opera poe-tica, una tensione verso la musica che si riflette nella sua poesia e nella sua metrica.
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22,00

Le montagne russe

di Nicanor Parra

editore: Medusa Edizioni

pagine: 168

"La poesia morirà se non la si offende / bisogna possederla e umiliarla in pubblico / poi si vedrà cosa diventa". Con le armi dell'ironia e dell'autoironia, della satira e del paradosso il cileno Nicanor Parra ha rivoluzionato la poesia di lingua spagnola creando un'opera "sovversiva ma non militante" (L. Morales), dotta e popolare al tempo stesso, capace di divertire e turbare il lettore con sconvolgente immediatezza. Resta più che mai valido l'invito, contenuto in un celebre testo degli anni Sessanta, a fare un giro sulle sue montagne russe: "Salite, se credete. / Se poi scendendo perderete sangue / Da bocca e naso io non ne rispondo". La poesia di Parra, la più studiata e discussa, insieme a quella di Neruda e Vallejo, del Novecento ispanoamericano, è in larga misura sconosciuta al pubblico italiano. Questa edizione ne ripercorre la traiettoria dai Poemas y antipoemas del 1954 fino alle raccolte più recenti, che testimoniano la vitalità di uno sguardo beffardo e irriverente.
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16,50

Parigi fantasma

di Louis-Sebastien Mercier

editore: Medusa Edizioni

pagine: 64

Se Parigi è meno una città che un mito, parte del merito andrà ascritta a Louis-Sébastien Mercier, il quale nel Tableau de Paris ne ha fornito un ritratto suggestivo, pieno di vita e di passione. Nato in uno dei quartieri più antichi e popolari della città, Mercier la osserva con l'occhio curioso e attento del conoscitore, ma anche con tutto il trasporto dell'innamorato. Per il lettore di oggi, a ogni pagina, vengono come evocati gli spettri di una Parigi scomparsa per sempre: nelle sue descrizioni, vivaci e pittoresche, riaffiora una "Parigi fantasma", che vive nelle strade e nelle piazze, nelle botteghe e nei caffè, formicolanti di artigiani, operai, letterati squattrinati, oziosi aristocratici, delinquenti, sbirri, accattoni, prostitute.
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9,00

Viaggio nell'impero del Marocco

di Jan Potocki

editore: Medusa Edizioni

pagine: 144

Quando sbarca a Tetuan, in Marocco, il 2 luglio 1791 Jan Potocki - il leggendario autore del Manoscritto trovato a Saragozza - è in viaggio da nove mesi. Ha lasciato Varsavia nell'ottobre dell'anno precedente, prendendo congedo dalla Grande Dieta, con lo scopo di far conoscere al mondo l'ampiezza delle riforme che si stanno facendo nel suo paese, la Polonia. Attraversa l'Europa, conosce i fermenti rivoluzionari di Parigi e infine approda sulle coste del Marocco. Ha alle spalle viaggi in Turchia e in Egitto (1784), in Italia e Sicilia (1778), in Tunisia e Libia (1789), in Olanda (1787) e lo attendono i lunghi itinerari in Asia tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo, di cui Medusa ha pubblicato l'anno scorso i diari. Antropologo ante litteram ne sono prova i diari ricchi di annotazioni sul paesaggio, le città, i popoli, i loro usi e costumi, le religioni.
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18,50

Poesia e letteratura

di Luis Cernuda

editore: Medusa Edizioni

pagine: 157

Fin dall'infanzia e dalle sue prime prove poetiche, Cernuda fu "impar" differente, asimmetrico, incomparabile e inavvicinabile -, come di lui ebbe a dire l'intima amica Maria Zambrano. Chiuso in una intransigente solitudine (eppure sempre attento a chi e a che cosa lo circondava, nella quotidianità e sulle pagine dei libri), questo esule per scelta esistenziale, più che per necessità contingente, ha vissuto con orgoglio la sua condizione di viandante perenne, estromettendosi dal mondo per inseguire una serenità utopica, ma consapevole di doverlo abitare per sopravvivere. Redatti fra gli anni Quaranta e Sessanta, questi saggi appartengono alla fase meditativa della produzione cernudiana, e ne rivelano le predilezioni e le eterodosse interpretazioni nei confronti sia della sua letteratura nativa, sia degli interpreti stranieri. Da Cervantes a Baudelaire, a Nerval, Gide, Hölderlin, Eliot, Yeats, le letture di Cernuda distillano quell'assonanza col suo stesso sentire che si esprime, come scrisse il poeta sivigliano, in "un modernissimo senso di lacerazione, un tagliente luccichio che ci fende la carne".
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16,50

Le porte di eucalipto. Poesie scelte

di Allen Mandelbaum

editore: Medusa Edizioni

pagine: 185

Allen Mandelbaum è conosciuto e apprezzato soprattutto come eccezionale traduttore di classici (ha tradotto in inglese l'Odissea, l'Eneide, le Metamorfosi e la Divina commedia) e di grandi poeti italiani del Novecento (Ungaretti, Quasimodo, Turoldo). Questo volume antologico presenta per la prima volta al pubblico italiano la sua importante attività di poeta. Partendo dai rapidi, intensi ritratti di Artigiano, raccolta d'esordio del 1967, il lettore potrà scoprire la straordinaria complessità culturale e la sapienza immaginativa delle pagine più significative di Chelmaxioms, il grande poema della diaspora ebraica pubblicato da Mandelbaum nel 1977. La città di Chelm, in Polonia, ha avuto lo strano destino di essere un luogo reale e insieme la località immaginaria dove venivano ambientate le barzellette e le storielle bizzarre della cultura yiddish. Ma dal 1942, quando i suoi ebrei furono deportati e uccisi dai nazisti, tanto che alla fine della guerra si poterono contare sì e no quindici sopravvissuti, Chelm ha iniziato a esistere come un terzo luogo, del tutto reale anche se inesistente. È il luogo della poesia di Allen Mandelbaum, che con i suoi versi dedicati a Chelm ha creato una straordinaria metafora della diaspora ebraica, una città d'aria e di porte d'encalipto, completa di geografia, di toponomastica e di undici tribù che la abitano, ciascuna rappresentante di una particolare interpretazione della Legge e dei suoi Commenti.
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18,00

Domus. Spazi di vita nell'antica Roma. Testo latino a fronte

editore: Medusa Edizioni

pagine: 107

Dall'epoca dei primi scavi archeologici, abbiamo imparato a conoscere i segreti delle case romane, le loro stanze, i loro giardini, le loro suppellettili, i decorativi affreschi illusionistici che le ornavano. Ma quali emozioni sapevano suscitare, queste case, e che pensieri, nell'animo di chi le abitava? Lo scopriamo attraverso questa antologia, che ci conduce (dopo l'esordio lucreziano sulle spelonche abitate dagli uomini primitivi) nelle case di Roma antica, di cui oggi vediamo solo le rovine, attraverso lo sguardo e l'immaginazione degli scrittori: case di severa, imperiale bellezza (come quelle di Plinio il Giovane, di Stazio, di Ausonio); o case semplici e contadine, come quelle che appaiono nei testi virgiliani o nel meraviglioso racconto ovidiano di Filemone e Bauci (non senza la stupefacente metamorfosi conclusiva della povera casa in un tempio d'oro e di marmo); case di campagna dove raccogliersi in una sorta di buen retiro, come la modesta e filosofica casa sabina di Orazio; case dove ritornare (come la villa di Catullo a Sirmione) o dove trascorrere una serena vecchiaia (come quella spoletina di Naucellio); case talora inaccessibili, dove abitano le donne desiderate dai poeti elegiaci (Catullo, Tibullo, Properzio); case progettate dal più grande architetto dell'antichità (Vitruvio); case divine e fiabesche, come quella descritta da Apuleio nella bella fabella di Amore e Psiche.
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12,00

La corona di fuoco. Poesie scelte

di Andrej Belyj

editore: Medusa Edizioni

pagine: 213

Andrej Belyj, uno dei vertici del simbolismo russo, amico di Ivanov e di Florenskij, è ancora troppo poco conosciuto dal pubblico italiano. Questo volume presenta una scelta di circa cinquanta testi poetici che compongono un distillato lirico fra i più alti nella storia della poesia del Novecento. Sullo sfondo del decadentismo europeo, della Grande Guerra, della rivoluzione bolscevica, mentre il mondo è in ebollizione, Belyj mette in campo Argonauti, centauri e giullari; macina colori e suoni, oro, azzurro, porpora, fruscii, sibili, sciabordii d'acque e musica: un impasto poetico intriso di misticismo, che compone quella che Belyj stesso chiamava "melodia dell'insieme". Scrive Giuseppina Giuliano nella Postfazione: "La sua "filosofia dell'unità assoluta", la teoria del ricongiungimento dell'umano e del divino, il ristabilimento dell'armonia universale attraverso il regno della "Sofia" si traducono nell'opera di Belyj in cangianti spoglie di "Eterno Femminino". Convinto che il mondo sia governato dal dualismo, Belyj cerca attraverso la poesia di trovare il punto di incontro tra gli opposti principi dell'esistenza. Questo poeta-cantore, lungo la sua vita nasconde dietro una serie variegata di maschere il suo vero volto, perché "da sotto la maschera del visibile si spalanca l'invisibile"."
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