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Medusa Edizioni

Girard. Oltre il sacrificio. Conversazione con Girard

editore: Medusa Edizioni

pagine: 111

Il cristianesimo è il primo e insuperato illuminismo
13,00

Il libro dei maghi. Saggio sulla filosofia della natura

di Henri Focillon

editore: Medusa Edizioni

pagine: 103

«Quando si studiano i caratteri del pensiero dell'Estremo Oriente - scrive Henri Focillon -, non si dovrebbe lasciare troppo s
12,00

Deleuze. La fine degli intellettuali

editore: Medusa Edizioni

pagine: 85

Abbiamo tutti da imparare da queste conversazioni con Gilles Deleuze
10,00

Il Paese della sceneggiata

di Goffredo Fofi

editore: Medusa Edizioni

pagine: 99

Per tutto il corso del Novecento, fino agli anni Ottanta e Novanta, la sceneggiata è stata la forma di spettacolo prediletta dal proletariato napoletano e campano, dal cosiddetto sottoproletariato urbano - in realtà proletariato marginale - e dal mondo contadino che, quando era costretto a entrare in città, trovava il suo svago al teatro Duemila o al Trianon, vicini alla stazione ferroviaria e a piazza Garibaldi. Gli spettacoli erano tre al giorno, la mattina alle 11, il pomeriggio alle 6, la sera alle 9 e il programma cambiava di settimana in settimana, e si provava il nuovo copione nell'unica mattina in cui il teatro era chiuso. Come nel teatro dell'Ottocento, la compagnia aveva attori in ruoli fissi: al centro, "isso, essa e 'o malamente" e la coppia comica. La scena era il vicolo, e simili erano le storie narrate: l'innocenza insidiata, i buoni e i cattivi, un vicinato partecipe. Tutto diventava pubblico, tutto tornava strada. Al quinto atto, la canzone che dava il titolo a ogni testo e ne riassumeva vicenda e sentimenti. Ci fu un tempo in cui il popolo produceva la propria cultura, le proprie forme di spettacolo, la propria musica. Aveva gusti e idee propri e non quelli imposti dal potere attraverso comunicazioni di massa artefici di una cultura omologata e massificata. È utile ricordarlo.
9,50

Interludi. Testo neerlandese a fronte

di Karel Van de Woestijne

editore: Medusa Edizioni

pagine: 499

Il sogno della Grecia. Un sogno nordico e decadente, di una Grecia preclassica e ancora barbara. Un sogno nordico, fiammingo, fatto da un fiammingo dell'inizio del secolo scorso. Dopo la traduzione parziale dei "Sette contro Tebe" di Eschilo e dell'"Iliade", Karel van de Woestijne si dedica alla stesura di poemi o meglio poemetti epici, raccolti nei volumi "Interludi I", "Interludi II" e "Il sole alle spalle" (del 1912, 1914 e 1924). Il lettore scoprirà in questo libro i poemetti epici "greci" di Van de Woestijne: quattro sono dedicati all'eroe Eracle, alle sue Fatiche (contro il re Diomede, il gigante Alcioneo, il cinghiale di Erimanto) e al matrimonio, nel suo nuovo statuto di dio dell'Olimpo, con Ebe; uno alla regina Elena di Sparta (ma già, in sogno, di Troia); uno alla guerriera Pentesilea, regina delle Amazzoni, corsa in aiuto del vecchio re Priamo e segretamente innamorata di Achille; infine un testo incompiuto è dedicato al dio Apollo diventato pastore. Il libro presenta, dopo una densa introduzione sull'autore e sulla sua poetica, un corpus di oltre 5000 versi. Si tratta della prima ampia traduzione della poesia epica di Van de Woestijne. L'epica è qui un sogno decadente, sbalorditivamente moderno. I versi riecheggiano Omero e Virgilio mentre la sensibilità è vicina a quella di Baudelaire, Mallarmé, Valéry. La traduzione ha cercato, come dice Leopardi, di "conservare il carattere" dell'autore "in modo ch'egli sia tutto insieme italiano e straniero".
32,00

Milano e l'Islam. Conoscenza e immagine di arabi e turchi tra primo '800 e primo '900

di Massimo Guidetti

editore: Medusa Edizioni

pagine: 364

Il rapporto tra Milano, l'Islam e le sue popolazioni è una pagina di storia rimasta finora inesplorata. L'apertura della città ai grandi temi dell'illuminismo europeo, poi il suo progressivo coinvolgimento nelle vicende mediterranee con il Risorgimento e la politica coloniale del giovane Regno d'Italia, ebbero l'inevitabile conseguenza di metterla in contatto con i molteplici mondi dell'Islam, in precedenza qui poco o nulla conosciuti. Nel corso del libro, attraverso gli occhi di studiosi, viaggiatori, esuli, esploratori, artisti e pellegrini, ritroviamo l'Islam che essi si rappresentarono, che raffigurarono nei loro libri, nelle scenografie e nella pittura, che apprezzarono negli oggetti delle loro collezioni e vollero imitare nella decorazione e nell'architettura, che presentarono all'opinione pubblica sulla stampa e nelle grandi esposizioni. Non ne venne un'immagine coerente, come uno stile della città nel rapporto con questi mondi, piuttosto una molteplicità di giudizi, spesso tra loro contraddittori. Prevalsero le descrizioni distaccate, prive di coinvolgimento, cariche di pregiudizio, qualche volta potentemente negative; vi furono tuttavia anche donne e uomini capaci di andare oltre il muro dell'estraneità e costruire con le realtà incontrate un rapporto di reciproco scambio, ricco di possibili sviluppi. La doppia eredità di quel lungo Ottocento è ancora attiva nell'opinione pubblica e nelle istituzioni.
24,00

Il lato oscuro della fede. Religioni, violenza e pace

editore: Medusa Edizioni

pagine: 50

Küng e Ricoeur si addentrano nella parte oscura delle religioni, anzi ne affrontano forse l'aspetto più eclatante e anche indagato: la violenza. Perché le religioni generano così spesso contrapposizione, scontro, guerre, morte? Si tratta di un fenomeno inevitabile, perché "il pericolo della violenza è alla base di ogni convinzione forte" (Ricoeur)? Come fare per superarlo (Küng si diffonde qui sul "Manifesto per un'etica planetaria", elaborato dal Parlamento delle religioni del mondo a Chicago nel 1993)? Domande che moltissimi altri studiosi, filosofi e teologi e capi religiosi, hanno affrontato: a testimonianza - se non altro - della realtà e dell'urgenza del problema. Se si vuole, non tanto risolvere, ma almeno affrontare il nodo della violenza "religiosa" nonché degli altri mali derivati dalle fedi, bisogna anzitutto riconoscere che le religioni - tutte - sono espressioni fallibili e incomplete, ed esiste un "oltre" che nessuna casta sacerdotale possiede e nessun dogma esprime appieno. Per vincere la violenza, e gli altri mali delle religioni, bisogna insomma che con uno sforzo radicale di autocritica ogni religione accetti di andare oltre se stessa. Prefazione di Roberto Beretta.
8,00

La Sindone di Torino oltre il pregiudizio. La storia, la reliquia, l'enigma

editore: Medusa Edizioni

pagine: 138

La Sindone è stata oggetto di culto negli ultimi settecento anni o quasi
14,50

Morire dal ridere. Processo alla satira

di Riccardo De Benedetti

editore: Medusa Edizioni

pagine: 79

La satira uccide o fa uccidere? Fa del male o lo subisce? Nasce per provocare, pungere e ferire, anche nel profondo dell'animo umano. Per ottenere questo fine, ogni altro effetto viene considerato laterale, inessenziale, deve saper andare dritta allo scopo, non può permettersi deviazioni, finezze o ragionamenti prolissi. Questo pamphlet prende per così dire il toro per le corna e cerca di rispondere a domande che molti, più o meno segretamente, si pongono, magari senza dichiararlo per paura di violare le regole del politicamente corretto. Una volta ci si chiedeva se ne uccide di più la spada o la lingua, la domanda potrebbe valere anche per la tragica giornata di Parigi dove sono stati assassinati i redattori del giornale satirico "Charlie Hebdo". Un atto efferato che ha generato altra violenza e rischia di espandersi anche fuori dalla Francia. Le vignette su Maometto sarebbero la causa di quel gesto omicida. La libertà di espressione della satira può ignorare dei limiti di prudenza e di rispetto dell'altro? Alla matita pungente di un umorista si può rispondere col kalashnikov, sulla base di un presunto vilipendio della fede e di Dio? Le religioni sono in grado di tollerare la risata su se stesse? La ragione politica autorizza a qualsiasi presa in giro, o la mancanza di rispetto verso le persone e le loro convinzioni può indurre gesti sproporzionati come l'attentato di Parigi, che rischia di scatenare una nuova crociata contro l'islam?
9,00

Inchiesta sul neorealismo

di Carlo Bo

editore: Medusa Edizioni

pagine: 119

"L'inchiesta sul neorealismo condotta da Bo tra gli intellettuali italiani andò in onda sul 'Terzo programma' radiofonico della Rai tra l'ottobre del 1950 e il marzo del 1951, cinque anni dopo la liberazione, e già nel pieno di una restaurazione imposta in Italia dalla guerra fredda, dalla divisione del mondo nei due grandi blocchi d'influenza capitalista, quello a cui noi appartenevamo dopo Yalta e a cui si riferiva la Democrazia cristiana che con le elezioni del 1948 era il cardine del nuovo potere politico ("l'America"), e quello a cui si riferiva il maggior partito dell'opposizione, il Partito comunista ("la Russia"). In mezzo, un variegato arcipelago "laico", di sinistra, di centro, di destra. Di queste distinzioni Carlo Bo tiene il dovuto conto, non le esplicita ma sembra conoscere molto bene le propensioni, le simpatie di ciascuno degli intervistati. Cerca, nei limiti del possibile, di tenere il discorso lontano dalle loro opzioni politiche, e riconduce la questione nell'ambito di un discorso più stretto - le opere letterarie, il dibattito letterario - o di un discorso più vasto - la reazione alle passate strettoie, il bisogno di una nuova narrazione del paese e delle sue diversità e contraddizioni, i modi in cui gli scrittori hanno creduto di interpretare questa novità, un obbligo che è avvertito come anzitutto morale, a cui anche la letteratura è chiamata a rispondere..." (Dalla prefazione di Goffredo Fofi)
14,00
13,00

Una ecologia per l'uomo. La Chiesa, il creato l'ambiente

editore: Medusa Edizioni

pagine: 107

Il dono del creato e la sua custodia sarà il tema della nuova annunciata enciclica di Papa Francesco
9,00

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