Mimesis
Antigone
di Walter Hasenclever
editore: Mimesis
pagine: 192
Scritta in trincea durante la prima guerra mondiale, l'Antigone di Walter Hasenclever denuncia l'insensatezza di tutte le guer
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Il peso di un pensiero, l'approssimarsi
di Jean-Luc Nancy
editore: Mimesis
pagine: 142
Il peso di un pensiero è ciò che resta ancora da pensare. E tale peso non si mostra che attraverso "tocchi, abbozzi, profili sottratti, calchi perduti". In questi saggi Nancy ci porta a sperimentare la caduta del pensiero verso un centro di gravità mai raggiunto, ma sempre prossimo, a venire. E quindi, da qui, ci invita a ripensare il senso del mondo, del corpo, dell'esistenza, affrontando e riconoscendo tutti i fondamentalismi e tutte le follie identitarie. Il gesto filosofico di Nancy vuole essere quello della messa in opera di una "resistenza" pesante del pensiero che sia capace di mettere fuori gioco ogni volontà di rappresentazione, ogni logica del fondamento, ogni hybris metafisica "misurando il quotidiano" dell'esistenza. Tutto questo comporta una riflessione radicale sulla nostra provenienza e sulla nostra traiettoria, insomma su ciò che vogliamo essere: "né luoghi, né cieli, né dei: smantellamento e decostruzione degli spazi chiusi, dei recinti, delle chiusure".
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Nel segno di Urania. Introduzione alla trigonometria greca e al calcolo delle corde
di Stefano Buscherini
editore: Mimesis
pagine: 68
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Amore e amicizia. Un percorso attraverso la storia dell'etica
di Michael Konrad
editore: Mimesis
pagine: 129
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I dialoghi del mercoledì
di Augusto Romano Burelli
editore: Mimesis
pagine: 140
"I Dialoghi del mercoledì" nascono all'interno del Corso di Studi in Architettura nell'ottobre del 2006
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Alla ricerca della fenomenologia perduta. Husserl e Proust a confronto
di Luigi Azzariti-Fumaroli
editore: Mimesis
pagine: 416
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Rileggere il capitale. La lezione di Louis Althusser. Quaderni althusseriani
editore: Mimesis
pagine: 231
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Identità e memoria. Lo spazio autobiografico nel periodo della riunificazione tedesca
di Daniela Nelva
editore: Mimesis
pagine: 200
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Ornamento. Il sistema dell'arte nell'epoca della megalopoli
di Angelo Trimarco
editore: Mimesis
pagine: 84
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Quando il futurismo è donna. Barbara dei colori
di Francesca Brezzi
editore: Mimesis
pagine: 80
Come spiegare l'adesione di tante donne a una corrente pittorica come il futurismo, così misogino, aggressivo, talvolta volgare nei confronti della femminilità? In questo saggio si vuole definire dapprima lo sfondo teorico del futurismo, cioè l'elaborazione concettuale sul "femminile" che si espresse in quegli anni e in quel movimento. Da un lato, l'adesione al futurismo rappresentò per molte artiste una sfida e un atto convinto di distruzione e smantellamento di consolidati stereotipi femminili, dall'altro - questa è l'ipotesi - tali gesti eversivi e antipassatisti non furono elaborati dalle donne, ma ricevuti passivamente, e ciò determinerà le equivocità, spesso le posizioni conciliative ed appiattite all'ideologia maschilista. Nella seconda parte si affronta una figura particolare di donna e di artista, Barbara, nata come futurista e poi approdata a esiti molto diversi, come il movimento pacifista e il femminismo, in empatica vicinanza con i testi di Luce Irigaray. Prismatica esistenza quella di Barbara, in cui si intrecciano arte e vita. La sua identità di donna è conquistata solo dopo aver percorso un labirinto, il labirinto di Barbara.
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I protocolli dei savi di Sion. La leggenda del complotto ebraico
di Wolfgang Benz
editore: Mimesis
pagine: 100
Le teorie della cospirazione sembrano oggi fornire la chiave per spiegare tutti i mali del mondo: una presunta controverità che sveli le supposte imposture del potere. Così il presidente Bush, la Cia o gli ebrei sarebbero implicati nel crollo delle torri gemelle, nessun aereo avrebbe colpito il Pentagono e anche i filmati dello sbarco sulla Luna non sarebbero altro che un'impostura. Dove vige il principio paranoide del sospetto, sembra non essere richiesta alcuna prova. I Protocolli dei savi di Sion, uno dei più famosi falsi della storia, sono diventati l'archetipo del mito del complotto ebraico. Nel Novecento, sono serviti a giustificare i pogrom antiebraici nell'Impero russo, a spiegare secondo un'ottica cospirativa l'avvento del comunismo e il crollo degli Imperi centrali nella Prima guerra mondiale e, come lettura obbligatoria nelle scuole naziste, a legittimare il genocidio. Nel mondo musulmano hanno fornito il canovaccio per fiction televisive e vengono tuttora considerati una prova del "complotto sionista".
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