Moretti & vitali
Sillabario della luce
di Petrassi Elena
editore: Moretti & vitali
pagine: 115
Una raccolta di versi che restituisce, nella continuità delle immagini, dei temi e della struttura (novanta poesie divise in t
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La pianta mitologica
di Susanna Mati
editore: Moretti & vitali
pagine: 143
L'immenso fenomeno mitologico presenta le proliferazioni, gli intrecci, i rampicamenti di una pianta; su questa pianta, per metà naturale e per metà artificiosa, fruttificano quelle supreme illusioni di forma che vengono chiamate dèi. Questo testo raffigura una serie di divinità, ognuna delle quali ci introduce in un peculiare mondo di favole e inganni. Così il grande demone Eros disegna con inesausta mania i circoli che congiungono la terra al ciclo, tendendo platonicamente all'Idea e identificandosi col moto stesso della filosofia; ma colui che gli sta di fronte, Anteros, spezza il suo arco, mostrando quanto sia pericoloso un amore in assenza d'oggetto, fatto di perenne ricerca. Poco ci manca che quest'amore si trasformi in quel "circolus vitiosus" cui il mito e il dio spesso conducono, come avviene ad esempio quando si è colpiti dall'effetto distruttivo d'Afrodite: allora il mito si fa potenza micidiale e irreparabile, di cui niente vince l'orrore. E anche se è all'arbitrio di Fortuna che sembrano votati i destini di ogni umano accidente, dalla durezza dell'immutabile può comunque salvarci la grande mediazione ermetica: Hermes, pietra d'incrocio, cardine, punto critico e d'unione tra vita e morte, è il dio di una possibile, ma difficile, felicità. Felicità data innanzitutto tramite le illusioni, crudeli inganni del sogno e dell'apparenza, cui da sempre si lega Apollo l'obliquo, figura cara ai mostruosi sapienti e divinatori della Sfinge.
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Viaggio attraverso la gioventù
Secondo un itinerario recente
di Montano Lorenzo
editore: Moretti & vitali
pagine: 192
Il protagonista di questo romanzo descrive l'adolescenza come un "breve tumulto d'ombre cose passioni, incoerenti", fatte di "
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L'aspetto orale della poesia
di Ida Travi
editore: Moretti & vitali
pagine: 112
L'aspetto orale della poesia è un saggio che coniuga poesia e pensiero nella riflessione sulla "prima lingua" o lingua materna. La "prima lingua", quella appresa sul nascere, è lingua "poetica" che in tutti i tempi e in ogni parte del mondo resta lingua non scritta. Da Omero a Fiatone, nel lungo passaggio tra oralità e scrittura, se ne rintracciano spunti e coordinate. Questo libro in prosa rivela la tensione con cui Ida Travi testimonia sulla pagina (e in se stessa) l'avvenuta riunione tra poesia e filosofia attraverso una poetica ch'è un canto. Uscito nel 2000, Selezione del Premio Viareggio-Repaci nel 2001, il libro è ora alla sua terza edizione.
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Sull'abitare la terra
Ambiente, umanismo, città
di Duque Fe`lix
editore: Moretti & vitali
pagine: 158
I tentativi dell'uomo moderno di appropriarsi dell'ambiente che lo ospita, attraverso il pensiero (la scienza) e l'azione (la
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Anima. L'arte di comprendere
editore: Moretti & vitali
pagine: 207
È divenuta ormai classica la distinzione fra "comprendere" e "spiegare" introdotta da Dilthey a fondare la differenza fra scienze dello spirito e scienze della natura, e che troviamo anche alle origini della differenziazione fra metodo junghiano e metodo freudiano. L'arte di comprendere comincia dallo sguardo e dall'ascolto, e si rivolge ai moti dell'anima e agli aneliti dello spirito, alle parole e ai pensieri non meno che ai sogni e alle fantasie, alle immagini interiori e ai gesti così come agli eventi e alle cose del mondo, all'arte, alla musica.
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Anima e cultura
L'isteria e l'anima in Bollas e Jung
di Gambini Roberto
editore: Moretti & vitali
pagine: 180
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Intelletto d'amore
di Giorgio Moschetti
editore: Moretti & vitali
pagine: 207
"Intelletto d'amore" è il frutto di anni di lavoro psicoanalitico e di esperienza musicale, espresso in forma epistolare. L'autore immagina di scrivere a un amico lontano e di confidargli le sue riflessioni su Eros e Psiche e su come ci si può prendere cura della grande sofferenza mentale. Tenta così di stendere un ponte tra l'arte - come espressione di umana pienezza, di bellezza e amore, di eccedenza di senso - e il particolare umano concreto e dolente: la soggettività dilaniata dal dolore psichico che di umana pienezza, di senso, di bellezza e di amore ha disperato bisogno. Ne risulta una riflessione sulla musica come metafora degli stati dell'anima e sulla condizione umana, di cui è paradigma la grave sofferenza mentale. Vengono così ripensati i temi fondamentali dell'individuo in rapporto a se stesso e al mondo. Il pensiero si mantiene a dovuta distanza dalle teorie per lasciare spazio alla narrazione all'affabulazione, al mito, alla poesia, all'analogia. È questo testo vivo, che in forma colloquiale, e quasi intima, lega il tempo a spirito, crea rapporti, svela il senso segreto e profondo delle nostre sofferenze.
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Non me lo ricordo. Istantanee di follia nei matti
di M. Luisa Agostinelli
editore: Moretti & vitali
pagine: 135
"Non me lo ricordo" è un racconto sulla notte, su ciò che rappresenta la notte per gli esseri umani, dopo essersi spinti oltre l'ultima luce. E riguarda tutti, nudi e non salvi, colpiti dal caso, dalla natura, dal dolore. Il racconto ci parla di tredici matti in una casa e di una psichiatra che tenta di dare a ognuno di loro finalmente la "propria" voce: un po' stonata, forse, e un po' no. Di concertarle, invece, pare proprio che non le importi. Così come di riordinare i frammenti dei loro gesti. È venuto alla luce qualcosa che è esprimibile con difficoltà: il nostro vero essere, quello che sta all'"altro lato" della coscienza, quello "smarrito". Istantanee che trascendono il tempo, tanto da impedirgli di portarsi via chi da quel flusso pare essere avulso. Solo dal tempo? Davvero avulso? Solo loro? Loro chi? È un universo caotico quello che porta alla luce questo libro, ma non impedisce che una forza oscura e segreta, dotata di complicità indicibili e indivisibili, si venga a creare tra follia e normalità. Fino a imporre un nuovo diritto, l'amore. Ecco il senso di questo continuo dare e ricevere tra terapeuta e paziente nelle pagine di questo volume. Il vero banco di prova per quel lungo "colloquio che noi siamo".
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